Migliori fondotinta cushion 2026: classifica per tipo di pelle
I migliori fondotinta cushion non si scelgono dal packaging né dall'SPF stampato sul coperchio, ma da tre cose che le schede tacciono: il finish rispetto alla tua pelle, la gamma reale di tonalità e quanto spesso dovrai lavare il puff. Qui trovi come funziona il formato, cosa aspettarti davvero e sei cushion a confronto.
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Fondotinta cushion: che cos'è e come si applica
Un fondotinta cushion è un fondotinta fluido assorbito in una spugna di poliuretano chiusa in un compatto con specchio. Lo prelevi premendo un puff sulla spugna e lo stendi tamponando: la dose è piccola per costruzione, quindi la coprenza parte leggera e si costruisce a strati.
Il formato è nato in Corea alla fine degli anni Duemila, riprendendo l'idea del tampone per la crema solare: una spugna imbevuta che rilascia poco prodotto alla volta. È il motivo per cui il cushion ha la fama di «fondotinta per chi non si trucca»: difficile esagerare, difficile sbagliare la stesura.
La spugna, il puff e la ricarica
Dentro il compatto ci sono tre elementi. La spugna trattiene il fondotinta, di solito una formula più fluida e ricca d'acqua di un fondotinta in flacone. Il puff (o cuscinetto applicatore) è il dischetto con il laccetto che usi per prelevare e stendere. La ricarica (refill) è la cialda di spugna già imbevuta che sostituisce quella esaurita, dove il marchio la vende.
Il contenuto dichiarato va dagli 11 ai 18 grammi, ed è poco: a seconda di quanti veli stendi, un cushion usato ogni giorno dura indicativamente da uno a tre mesi. Tienine conto quando confronti i formati, perché un flacone da 30 ml dura molto di più.
Come si applica: tamponare, non strisciare
La tecnica è una sola e fa tutta la differenza. Premi il puff sulla spugna una volta, senza affondare. Parti dal centro del viso, dove di solito servono più copertura e più uniformità, e tampona verso l'esterno con piccoli colpi leggeri. Se strisci il puff come faresti con una spugnetta asciutta, sposti il prodotto invece di depositarlo e ottieni chiazze.
Per aumentare la copertura non si carica di più il puff: si aspettano trenta secondi e si passa un secondo velo solo dove serve. Per il contorno occhi e le ali del naso piega il puff a metà. Se vuoi la tecnica passo per passo con pennello e spugna, la trovi nella nostra guida su come applicare il fondotinta.
Come abbiamo selezionato i migliori fondotinta cushion
Abbiamo tenuto solo fondotinta in vero formato cushion, una tonalità per prodotto, confrontando le formule dall'analisi dell'INCI, i filtri UV dichiarati, il finish, la gamma di tonalità pubblicata dal marchio e la presenza di una ricarica, incrociando le recensioni verificate sui difetti ricorrenti.
Il catalogo di partenza conteneva diciassette schede. Molte erano la stessa formula in tonalità diverse, altre non erano cushion.
I criteri che abbiamo usato
- Formato: spugna imbevuta nel compatto, con puff. Un fondotinta compatto cremoso non è un cushion, anche se si tampona.
- Formula: filtri UV presenti in INCI (non solo sul coperchio), profumo, siliconi volatili, attivi di trattamento e loro posizione nella lista.
- Finish e coprenza dichiarati, verificati contro la composizione: una formula ricca d'acqua e povera di polveri non fa un matte vero.
- Gamma di tonalità pubblicata dal marchio, perché è il limite pratico numero uno del formato.
- Ricarica: venduta, inclusa o assente.
- Storico dei giudizi delle recensioni verificate, letto per i difetti che tornano (ossidazione, lucidità a metà giornata, spugna che si secca).
Che cosa abbiamo scartato
Fuori un fondotinta liquido in flacone con pompetta e un fondotinta compatto cremoso con SPF: prodotti validi, ma non sono cushion. Delle quattro schede essence abbiamo tenuto una sola tonalità, lo stesso per L'Oréal e TIRTIR. Delle due formule Missha abbiamo tenuto la Moist Up, idratante: la scheda della Cover Lasting non chiarisce se si tratti del compatto o della sola ricarica. Su NIVEA abbiamo tenuto una sola delle due tonalità. Il Superdewy di Revolution e il cushion di Skintific sono lanci recenti e c'è ancora troppo poco da incrociare nelle recensioni verificate: li rivedremo.
I migliori fondotinta cushion 2026: la classifica
Sei prodotti: quattro fondotinta cushion veri, uno con ricarica inclusa e una crema colorata in formato cushion, dichiarata per quello che è. In testa c'è il Missha Moist Up per la formula con filtri dichiarati; subito dopo essence per chi cerca un cushion luminoso di fascia economica.
La posizione tiene conto della formula e della coerenza fra promessa e composizione. Sotto ogni scheda trovi per chi è e per chi no.
1. Missha Magic Cushion Moist Up SPF50+: il riferimento coreano
MISSHA Magic Cuscino Moist Up SPF50 + PA++, 2018 Aggiornato, Fondotinta, Chiaro (#21), Bellezza, Makeup
È il cushion coreano più diffuso in Europa, e la ragione si legge nell'INCI: una base acquosa con acqua di tè verde e di salvia, una buona dose di siliconi per la scorrevolezza e due filtri solari chimici veri in lista, ethylhexyl methoxycinnamate ed ethylhexyl salicylate. Il finish è luminoso ma non bagnato: sulla pelle normale e secca resta fresco, sulla pelle grassa diventa lucido entro metà giornata.
Il limite è quello di tutto il formato coreano classico: le tonalità in pratica sono due, la 21 (chiara) e la 23 (medio-chiara). Se la tua pelle è olivastra o più scura della 23, non è il tuo cushion. C'è profumo in formula, da evitare se hai la pelle reattiva. La ricarica Missha esiste ed è venduta a parte.
2. essence BRIGHTEN UP! cushion: il luminoso di fascia economica
essence Fondotinta BRIGHTEN UP! cushion vegano (12g)
Formula vegana, senza filtri chimici dichiarati, con dimeticone al secondo posto e un corredo di pantenolo, acido ialuronico e vitamina E che rende la stesura morbida. Il finish è luminoso, la coprenza media e modulabile. Contiene biossido di titanio in forma nano, ma essence non dichiara un fattore di protezione: considera questo cushion un fondotinta, non una protezione.
Funziona bene sulla pelle normale e mista-secca che vuole un effetto fresco senza pesantezza. Due limiti: la gamma pubblicata dal marchio è tutta sul chiaro e medio-chiaro, e la scheda non indica una ricarica. Il profumo è in fondo alla lista, quindi in quantità bassa.
3. L'Oréal Paris Infaillible Air Wear Cushion: il più adatto alla pelle grassa
L'Oréal Paris Fondotinta Cushion, Per Tutti i Tipi di Pelle, Tenuta 24H, Pelle Uniforme e Senza Imperfezioni, Formula Leggera e Traspirante, Infaillible Air Wear Cushion, Tonalità: 220, 11 g
È l'eccezione della classifica: un cushion di impostazione occidentale con finish soft matte e una promessa di tenuta di 24 ore, trasferimento ridotto e resistenza all'acqua. La base con ciclopentasilossano e silice lo rende più asciutto al tatto dei cushion coreani: è la scelta sensata se la tua pelle diventa lucida in zona T e il formato ti piace comunque.
L'Oréal pubblica 12 tonalità con l'indicazione del sottotono (freddo, neutro, caldo), più dei coreani classici ma meno dei fondotinta in flacone della stessa linea. Non c'è SPF dichiarato. Sulla pelle secca il finish opaco rischia di segnare le zone che tirano: lì meglio i primi due.
4. TIRTIR Mask Fit Red Cushion: la gamma di tonalità più ampia
TIRTIR Mask Fit Red Cushion No.21W Natural Ivory (18 g)
È il cushion che ha smentito il limite storico del formato: TIRTIR ha portato la gamma a 40 tonalità, comprese quelle scure, e per chi ha la pelle olivastra o scura è di fatto l'unico cushion coreano della lista che può funzionare. La coprenza è la più alta del gruppo, il finish semi-opaco con una leggera luminosità.
In INCI non ci sono filtri chimici: la protezione dichiarata sul mercato coreano (SPF40 PA++) si regge sul biossido di titanio, che qui è anche il pigmento principale. C'è profumo, c'è niacinamide in buona posizione. La coprenza alta ha un rovescio: sulla pelle molto secca o con rughe marcate tende a segnare, quindi idrata bene prima.
5. CATKIN Cushion Cream Formula: la ricarica inclusa
CATKIN Fondotinta Cushion Cream Formula Leggero e Lunga Tenuta, Anti Age, Effetto Naturale, 7-in-1 Estratti di erbe, Finish Satin Trasparente, Ricariche Incluse 13g*2 C02
CATKIN, marchio cinese di trucco, lo vende in confezione doppia: compatto più ricarica da 13 grammi ciascuno. È il suo punto di forza pratico, perché di fatto raddoppia la durata e ti dà una spugna nuova quando la prima è ormai vecchia. Il finish è satinato e trasparente, la coprenza leggera, la formula punta su estratti vegetali e una texture cremosa pensata per la pelle normale e matura.
Lo mettiamo sotto il podio perché la scheda è meno trasparente delle altre su filtri e composizione completa, e perché la coprenza leggera non basta a chi ha discromie evidenti. Per un trucco da tutti i giorni su pelle uniforme resta una scelta sensata.
6. NIVEA Q10 Plus 3in1 Skin Care Cushion: una crema colorata, non un fondotinta
NIVEA Q10 Plus Anti-Age 3in1 Skin Care Cushion 15ml, Crema colorata viso idratante e anti-età, Crema Viso antirughe e BB cream FP15, Fondotinta cushion arricchito con Coenzima Q10, 01 Light-Medium
Va detto chiaramente: questo è un trattamento viso colorato in formato cushion, non un fondotinta. NIVEA lo presenta come crema idratante e anti-età con coenzima Q10, pigmenti e FP15. La coprenza è quella di una BB cream leggera, le tonalità sono due (Light-Medium e Dark).
Ha senso se cerchi una base minima che uniformi il colorito e idrati, per esempio sulla pelle matura che non tollera strati di prodotto. Non ha senso se vuoi coprire macchie o rossori: in quel caso scegli uno dei primi quattro. Per capire dove finisce una crema colorata e dove comincia un fondotinta, leggi la nostra guida BB cream contro fondotinta.
Tabella comparativa: i sei cushion a confronto
La tabella mette in fila formato, finish, SPF presente in formula, gamma di tonalità e ricarica. L'ultima colonna riporta ciò che le schede non dicono ma che si ricava confrontando INCI e recensioni verificate: dove il cushion delude dopo le prime settimane d'uso.
| Prodotto | Finish e coprenza | Filtri UV in INCI | Gamma di tonalità | Ricarica | Cosa la scheda non dice |
|---|---|---|---|---|---|
| Missha Moist Up | Luminoso, media-alta | Sì, chimici più biossido di titanio | 2 (21, 23) | Venduta a parte | Sulla pelle grassa è lucido già a metà giornata |
| essence Brighten Up | Luminoso, media | Nessun SPF dichiarato | Solo chiare e medio-chiare | Non indicata | Tamponata a strati tiene di più che in un solo passaggio carico |
| L'Oréal Air Wear | Soft matte, media-alta | Nessun SPF dichiarato | 12 con sottotono | Non indicata | Sulla pelle secca segna le zone che tirano |
| TIRTIR Red Cushion | Semi-opaco, alta | Solo biossido di titanio | 40, anche scure | Non indicata in Italia | La coprenza alta evidenzia le rughe se la pelle non è idratata |
| CATKIN Cream Formula | Satinato, leggera | Non dichiarati in scheda | Poche, con sigla C | Inclusa | La seconda spugna arriva quando il puff originale è già da cambiare |
| NIVEA Q10 Cushion | Naturale, leggera | FP15 dichiarato | 2 | Non indicata | Non copre macchie: è una crema, non un fondotinta |
Una nota sulla colonna dei filtri: «sì» non vuol dire «basta come protezione solare». Il perché lo trovi più sotto, nella sezione sull'SPF.
Cushion coreani e occidentali: che differenza c'è
I cushion coreani nascono per un finish luminoso e una pelle «di vetro», con formule acquose e spesso con SPF alto. Quelli occidentali, arrivati dopo, tendono al satinato o al matte e alla tenuta lunga. La differenza pratica più grande però è la gamma di tonalità.
Formula e finish
Il cushion coreano classico è pensato per un mercato che cerca una pelle idratata e riflettente, e per un clima umido d'estate: formule ricche d'acqua, coprenza modulabile, SPF 50 frequente perché in Corea il fondotinta fa spesso anche da protezione quotidiana. I marchi occidentali hanno adottato il formato più tardi e lo hanno adattato ai loro fondotinta di punta: base più asciutta, finish più opaco, promesse di tenuta e di resistenza al trasferimento.
Non c'è un migliore in assoluto. Se hai la pelle secca o normale e vuoi un effetto fresco, parti dai coreani. Se hai la pelle grassa, parti dagli occidentali opachi.
La gamma di tonalità: il vero limite dei coreani
Qui la differenza pesa davvero. Molti cushion coreani escono in due, tre, al massimo cinque tonalità, quasi tutte chiare: la numerazione tipica va da 13 (molto chiaro) a 23 o 25 (medio). Una pelle olivastra, ambrata o scura spesso non trova la sua tonalità.
TIRTIR, con 40 tonalità, è l'eccezione che conferma la regola, non la regola. Se sei fuori dalla fascia chiara, il cushion coreano va scelto partendo dalla gamma, non dal marchio.
Coprenza e finish: glow, satinato o matte
Il cushion copre meno di un fondotinta liquido a parità di passaggi, perché il puff deposita un velo sottile. Arriva a una coprenza media-alta solo stratificando. Il finish dipende dalla formula: glow per le basi acquose, satinato per quelle cremose, matte per quelle ricche di silice e polveri.
La domanda più cercata è se il cushion copra come il liquido. La risposta onesta è no, al primo passaggio. Il puff è progettato per depositare poco, ed è la stessa ragione per cui il risultato sembra naturale. Con due o tre veli sottili ti avvicini a una coprenza media-alta, ma ogni strato aggiunge spessore e riduce la tenuta. Per un'imperfezione singola conviene un correttore mirato invece di caricare tutto il viso: se ti serve molta coprenza su tutto il volto, un fondotinta in flacone è semplicemente lo strumento giusto.
Il finish si legge in INCI prima che sulla confezione. Acqua e glicerina in testa, poche polveri: effetto luminoso. Silice, polimetilsilsesquiossano e siliconi volatili nelle prime posizioni: effetto più opaco. Un cushion «glow» su pelle grassa diventa lucido; un cushion «matte» su pelle secca evidenzia le desquamazioni. Scegliere il finish contro la propria pelle è l'errore più frequente nelle recensioni negative.
Per fissare un cushion luminoso sulla zona T basta un velo di cipria trasparente solo al centro del viso, lasciando luminose guance e zigomi: nella nostra classifica delle migliori ciprie trovi quelle più leggere.
Quale cushion scegliere per il tuo tipo di pelle
Pelle grassa: cushion opaco a lunga tenuta, come L'Oréal Air Wear. Pelle secca: cushion luminoso e idratante, come Missha Moist Up o essence. Pelle matura: coprenza leggera o media, finish satinato, poca polvere. Il formato in sé va bene per tutte, è la formula a fare la differenza.
Pelle grassa
Il cushion va bene per la pelle grassa, ma solo se scegli una formula opaca e lo tratti come base leggera. Le formule glow sono l'opposto di ciò che ti serve. Idrata con un prodotto leggero, aspetta che si assorba, tampona un velo sottile e fissa la zona T. Durante la giornata non ritoccare con il cushion sopra il sebo: prima togli la lucidità con una cartina assorbente, poi un solo tocco di puff. Per le formule più adatte vedi anche la guida al fondotinta per pelle grassa.
Pelle secca
È la pelle che dal cushion guadagna di più. Le formule acquose e luminose danno un effetto idratato che un fondotinta opaco non darebbe mai. Prepara con una crema ricca, lascia assorbire qualche minuto e tampona: se strisci, sollevi le pellicine. Evita i cushion opachi a lunga tenuta, che su una pelle che tira segnano ogni desquamazione.
Pelle matura
Qui vale la regola del meno. La coprenza alta si deposita nelle rughe d'espressione, mentre un velo leggero e satinato uniforma senza sottolineare. Il cushion è comodo proprio perché dosa poco: due passaggi leggeri sulle zone di discromia, niente sul contorno occhi, niente cipria in polvere sopra. Se ti serve un confronto più ampio, trovi le formule dedicate nei migliori fondotinta per pelle matura.
SPF nel cushion: quanto protegge davvero
Poco, nelle quantità in cui lo usi. Il fattore di protezione si misura con 2 mg di prodotto per centimetro quadrato di pelle; con un velo di fondotinta ne applichi una frazione, e la protezione reale crolla. L'SPF del cushion è un'aggiunta, non la tua protezione solare.
Il problema è la quantità
Faurschou e Wulf, British Journal of Dermatology, 2007 — 20 volontari sani, misura sulla schiena all'ospedale Bispebjerg di Copenaghen — hanno applicato la stessa protezione in quantità diverse e hanno visto che il fattore di protezione cala in modo esponenziale: con 1 mg/cm² scende alla radice quadrata del valore dichiarato, con 0,5 mg/cm² alla radice quarta (lo studio). Tradotto: un SPF 50 applicato a un quarto della dose vale meno di SPF 3.
Ora fai il conto sul cushion. Il viso misura circa 500 centimetri quadrati: alla dose del test servirebbe un grammo di prodotto a ogni applicazione. Un cushion da 15 grammi, usato così, finirebbe in due settimane. Nessuno lo usa così, ed è normale: il cushion è fatto per stendere un velo.
Le zone che salti senza accorgertene
C'è un secondo problema, la copertura. Lourenco e colleghi, PLoS One, 2019 — 84 adulti fotografati con una fotocamera sensibile agli UV all'Università di Liverpool, nessun conflitto d'interesse dichiarato — hanno confrontato l'applicazione di una crema idratante con SPF 30 e di una protezione solare: con la crema idratante i partecipanti lasciavano scoperto il 16,6% del viso contro l'11,1% della protezione solare, soprattutto sulle palpebre, senza rendersene conto (lo studio). Con un fondotinta tamponato succede lo stesso: contorno occhi, attaccatura dei capelli e orecchie restano fuori.
I filtri nel cushion sono sicuri?
I cushion coreani usano spesso filtri chimici come ethylhexyl methoxycinnamate ed ethylhexyl salicylate. Matta e colleghi, JAMA, 2020 — studio randomizzato condotto dalla FDA su 48 volontari sani — hanno misurato nel sangue sei filtri, fra cui questi due, dopo applicazioni ripetute di protezione solare sul 75% del corpo, trovando concentrazioni sopra la soglia che l'agenzia usa per chiedere studi di sicurezza aggiuntivi; gli stessi autori scrivono che il risultato non indica di rinunciare alla protezione solare (lo studio). Un velo di cushion sul viso è una frazione minima di quell'esposizione. La regola pratica resta una: protezione solare dedicata sotto, cushion sopra.
Ricarica e igiene del puff: il limite che nessuno racconta
Il puff del cushion tocca la pelle e poi la spugna imbevuta ogni giorno, e il compatto chiuso trattiene umidità: condizioni ideali per i batteri. Va lavato almeno una volta a settimana e sostituito a ogni ricarica, o prima se si deforma o cambia odore.
Quanto si sporcano spugnette e puff
Bashir e Lambert, Journal of Applied Microbiology, 2020 — analisi di laboratorio su cosmetici usati donati da consumatrici nel Regno Unito, Aston University, quindi prodotti e non persone — hanno trovato contaminazione batterica nel 79-90% dei prodotti, con cariche oltre un milione di unità per millilitro nelle spugnette per il trucco, le più contaminate. Il 93% delle spugnette non era mai stato lavato e il 64% era caduto a terra ed era stato riutilizzato (lo studio). Fra i microrganismi isolati c'erano Staphylococcus aureus ed Escherichia coli.
Il puff del cushion è a tutti gli effetti una spugnetta, con l'aggravante di vivere chiuso in un compatto a contatto con una spugna umida.
Ogni quanto lavare e cambiare il puff
- Lavaggio: una volta a settimana, con acqua tiepida e un detergente delicato o un sapone solido, massaggiando finché l'acqua esce pulita. I detergenti specifici per pennelli e spugne funzionano bene: trovi i nostri preferiti fra i migliori detergenti per pennelli.
- Asciugatura: all'aria, fuori dal compatto. Mai rimetterlo umido sopra la spugna.
- Sostituzione: a ogni ricarica, e comunque quando si indurisce, si sfalda o cambia odore.
- Mai con le dita: non toccare la spugna imbevuta con le mani e non premere il puff sporco di sebo sul prodotto. Se hai un'eruzione attiva, usa un puff di scorta.
La ricarica conviene?
Sì, per due motivi. Il primo è pratico: la ricarica porta con sé una spugna nuova e spesso anche un puff nuovo, cioè azzera la parte più esposta ai batteri. Il secondo è ambientale: il compatto con lo specchio resta. Prima di comprare un cushion controlla se il marchio vende la ricarica in Italia. Nella nostra lista Missha la vende a parte, CATKIN la include nella confezione, gli altri non la indicano in scheda.
Come scegliere la tonalità di un cushion
Parti dal sottotono (freddo, neutro, caldo) e prova la tonalità sulla linea della mandibola alla luce naturale, aspettando dieci minuti: molti cushion scuriscono leggermente ossidandosi. Nei coreani il numero indica la luminosità, la lettera il sottotono: C freddo, N neutro, W caldo.
La numerazione coreana è diversa da quella europea e confonde. Il 21 è una tonalità chiara, il 23 medio-chiara, il 13 molto chiara; oltre il 25 molti marchi semplicemente non vanno. Le lettere, dove ci sono, indicano il sottotono: 21C freddo, 21N neutro, 21W caldo.
Tre accorgimenti che evitano il reso. Primo: se sei fra due tonalità, scegli quella più chiara solo se il cushion è luminoso, perché la luce lo fa sembrare più scuro sulla pelle; con i finish opachi scegli la più calda. Secondo: guarda le foto delle recensioni verificate scattate alla luce del giorno, non le foto di prodotto. Terzo: se la tua tonalità non esiste nella gamma, non ripiegare sulla più vicina, perché con un velo sottile l'errore si nota ancora di più sul collo.
Se nessun cushion ha la tua tonalità, un'alternativa sensata sono le basi colorate leggere: le BB cream e le CC cream coprono meno ma hanno spesso gamme più ampie e un sottotono più tollerante, perché il velo è ancora più sottile.
Domande frequenti sui fondotinta cushion
Le domande più cercate riguardano la coprenza rispetto al liquido, l'uso sulla pelle grassa, la tecnica di applicazione, la manutenzione della spugnetta e la differenza fra cushion coreani e occidentali. Qui sotto le risposte brevi, con i rimandi alle sezioni in cui ne parliamo per esteso.
Il fondotinta cushion copre come quello liquido?
Non al primo passaggio. Il puff deposita un velo sottile, quindi la coprenza parte leggera e diventa media-alta solo stratificando due o tre veli. Se ti serve una coprenza alta su tutto il viso ogni giorno, un fondotinta liquido fa meglio lo stesso lavoro; il cushion dà il meglio come base naturale e per i ritocchi.
Il cushion va bene per la pelle grassa?
Sì, se scegli una formula opaca a lunga tenuta e fissi la zona T con un velo di cipria. I cushion luminosi, che sono la maggioranza fra i coreani, sulla pelle grassa diventano lucidi in poche ore. Per i ritocchi, togli prima il sebo con una cartina assorbente.
Come si applica il fondotinta cushion?
Premi il puff una sola volta sulla spugna, parti dal centro del viso e tampona verso l'esterno con colpi leggeri, senza strisciare. Per più coprenza aspetta trenta secondi e passa un secondo velo solo dove serve. Piega il puff a metà per il contorno occhi e le ali del naso.
Ogni quanto si cambia la spugnetta del cushion?
Il puff si lava una volta a settimana e si sostituisce a ogni ricarica, o prima se si indurisce o cambia odore. La spugna imbevuta nel compatto non si lava: si cambia con la ricarica quando il prodotto finisce o se cambia colore e odore.
Cushion coreano o occidentale: che differenza c'è?
I coreani puntano su finish luminoso, formule acquose e spesso SPF alto, ma hanno quasi sempre poche tonalità chiare. Gli occidentali tendono al satinato o al matte, con tenuta più lunga e più tonalità. Per la pelle secca parti dai coreani, per quella grassa dagli occidentali.
L'SPF del cushion basta come protezione solare?
No. Il fattore di protezione è misurato con 2 mg di prodotto per centimetro quadrato, una dose che con un velo di fondotinta non raggiungi mai. Applicato a un quarto della dose, uno SPF 50 protegge meno di uno SPF 3. Usa una protezione solare dedicata sotto e considera l'SPF del cushion un'aggiunta.
Quanto dura un fondotinta cushion una volta aperto?
Il contenuto, fra 11 e 18 grammi, dura indicativamente da uno a tre mesi con un uso quotidiano, a seconda di quanti veli stendi. Controlla comunque il simbolo del vasetto aperto sulla confezione, di solito 6 o 12 mesi, e butta la spugna se cambia odore o colore prima di quella data: la formula acquosa è la più esposta alla contaminazione.
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