Migliori creme alla centella asiatica: quale derivato dichiara l'INCI
Le migliori creme alla centella asiatica non si riconoscono dalla fogliolina disegnata sul vasetto. Si riconoscono da una riga dell'INCI: quale derivato è dichiarato — estratto, madecassoside, asiaticoside, acido asiatico, acido madecassico — e in che posizione sta. Quella riga separa una formula che lenisce davvero da una che ti vende soltanto un nome coreano.
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Qui sotto trovi cinque creme vendute su Amazon, lette una per una sull'INCI pubblicato, e prima ancora il metodo per leggerle da sola: cosa cambia fra i quattro triterpeni della centella, perché la posizione in etichetta dice meno di quanto credi, e per quali pelli questa categoria ha senso. Se cerchi il quadro completo sull'attivo, la guida madre su come funziona la centella asiatica nella skincare resta il punto di partenza: questa pagina serve a scegliere.
Estratto, madecassoside, asiaticoside: cosa cambia davvero nell'INCI
La centella asiatica non è un ingrediente unico. È una pianta da cui si ricavano quattro molecole diverse — asiaticoside, madecassoside, acido asiatico, acido madecassico — che possono comparire in etichetta singolarmente, oppure sciogliersi dentro la voce generica «Centella Asiatica Extract». Sono due dichiarazioni con un valore informativo opposto.
I quattro triterpeni, uno per uno
Le molecole attive della centella sono saponine triterpeniche pentacicliche. Due sono glicosidi — asiaticoside e madecassoside — e due sono i corrispondenti agliconi, cioè le stesse molecole senza la parte zuccherina: acido asiatico e acido madecassico. La rassegna di Bylka e colleghi, Postępy Dermatologii i Alergologii, 2013 (PMID 24278045) le elenca proprio in questi termini e attribuisce loro il meccanismo classico: stimolo della proliferazione dei fibroblasti, aumento della sintesi di collagene e di fibronectina, freno alla fase infiammatoria delle cicatrici ipertrofiche.
Nella pratica cosmetica il madecassoside è quello su cui si è concentrata la maggior parte del lavoro dermatologico recente, l'asiaticoside quello più diffuso nelle formule economiche, e i due acidi quelli che compaiono più spesso in coppia con i glicosidi quando il produttore usa una frazione completa. Se in etichetta ne vedi tre o quattro nominati uno per uno, il produttore ti sta dicendo con quale materia prima ha lavorato. Se vedi solo «estratto», no.
Estratto generico e frazione titolata non sono sinonimi
Esiste una materia prima di grado farmaceutico chiamata TECA, sigla di titrated extract of Centella asiatica: un estratto in cui le quattro molecole sono presenti in rapporti dichiarati e costanti da lotto a lotto. È la base su cui si regge la tradizione dermatologica coreana della «cica», e non è la stessa cosa di un estratto acquoso di foglia ottenuto in cucina industriale e dichiarato senza alcun titolo.
La differenza pratica: con una frazione titolata sai quanta molecola attiva stai mettendo sulla pelle; con un estratto generico sai solo che nel barattolo è passata della centella. Nessuna norma europea obbliga a dichiarare il titolo, quindi l'unico segnale che hai è indiretto — i singoli triterpeni nominati in INCI.
«Cica» non è un ingrediente: è una parola
Cica è l'abbreviazione commerciale di Centella asiatica (in alcune letture, di cicatrizzante). Non è un nome INCI, non corrisponde a una concentrazione minima e non è protetta da nulla. Una crema può chiamarsi «cica cream» in fronte al vasetto e dichiarare la centella in ventottesima posizione, dopo i conservanti. È esattamente il punto in cui la maggior parte delle classifiche italiane smette di guardare, e noi cominciamo.
Dove sta la centella in etichetta, e perché la posizione mente meno di quanto credi
La posizione nell'INCI è un indizio serio solo sopra una certa soglia. Sotto l'1% di concentrazione la legge europea lascia libero l'ordine, quindi centella in ottava o in ventunesima posizione può voler dire esattamente la stessa cosa: pochissimo, in entrambi i casi.
La regola dell'1% che nessuno ti spiega
Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, all'articolo 19, stabilisce che l'elenco degli ingredienti va scritto in ordine decrescente di peso al momento dell'aggiunta, ma aggiunge una clausola che cambia tutto: «gli ingredienti in concentrazione inferiore all'1% possono essere menzionati in ordine sparso dopo quelli in concentrazione superiore all'1%» (testo consolidato su EUR-Lex).
Tradotto: la coda dell'INCI non è una classifica, è un sacco. Dedurre la concentrazione dalla posizione ha senso solo nella prima parte della lista — grosso modo fino all'ultimo ingrediente che riconosci come strutturale (un burro, un olio, un emulsionante, la glicerina). Da lì in giù l'ordine è decorativo.
Quando la prima posizione vuol dire qualcosa
Il caso opposto esiste ed è leggibile: quando «Centella Asiatica Extract» apre l'INCI, prima ancora dell'acqua, il produttore sta dichiarando che l'estratto è il veicolo stesso della formula. Non è una promessa di efficacia — un estratto acquoso molto diluito resta molto diluito anche se sta in prima riga — ma è l'unico caso in cui la posizione trasporta un'informazione reale invece di un'atmosfera.
Il numero che l'industria dichiara: da 0,00002% a 0,5%
Il dato più utile di tutta questa pagina non viene da un brand, viene dal panel indipendente statunitense Cosmetic Ingredient Review. Nella valutazione di sicurezza degli ingredienti derivati da Centella asiatica (Johnson e colleghi, International Journal of Toxicology, 2023 — PMID 36812692), la tabella delle concentrazioni d'uso censisce 262 formulazioni leave-on contenenti Centella Asiatica Extract, con concentrazioni comprese fra 0,00002% e 0,5% (documento completo, tabella 3).
Fra il minimo e il massimo ci sono venticinquemila volte. Due creme possono scrivere la stessa parola sulla stessa riga e contenere quantità incomparabili. Una precisazione onesta sulla fonte: i dati di concentrazione arrivano da un'indagine condotta dal Personal Care Products Council, cioè l'associazione dell'industria cosmetica statunitense — sono dati dichiarati dai produttori, non misurati da terzi.
Cosa fa la centella sulla pelle secondo gli studi, e cosa non fa
Sul lenire e sul sostenere la riparazione le prove sono coerenti; sulle rughe esiste un solo studio clinico spesso citato, e va letto con i suoi limiti. Su cicatrici vecchie, macchie e capillari dilatati non c'è nulla che giustifichi un'aspettativa.
Lenire e ricostruire: il dato più coerente
Il meccanismo documentato è duplice: modulazione dei mediatori infiammatori e stimolo alla sintesi di collagene da parte dei fibroblasti. È quello che rende la centella un attivo sensato quando la pelle è arrossata, tirata, reduce da un detergente sbagliato o da un acido di troppo. Se il tuo problema è più strutturale che occasionale, il percorso corretto è quello descritto in come si ripara una barriera cutanea danneggiata, e la crema alla centella ne è un pezzo, non la soluzione.
Sul versante molecolare, il lavoro di Sucharitakul e colleghi, Tissue Barriers, 2026 (PMID 40667819) mostra che il madecassoside accelera la chiusura della ferita e protegge dal danno da raggi UVB. Il limite va detto subito e per intero: è uno studio in vitro su cheratinociti umani immortalizzati della linea HaCaT, non su persone. Gli autori stessi aprono l'abstract scrivendo che il madecassoside è usato in cosmetica «con effetti dubbi»: se lo dicono loro, non lo trasformiamo noi in una promessa.
Collagene e rughe: una prova vera, con tre limiti
Lo studio clinico che viene citato ovunque è quello di Haftek e colleghi, Experimental Dermatology, 2008 (PMID 18503551): randomizzato, in doppio cieco, su 20 volontarie con pelle fotoinvecchiata, sei mesi di applicazione. Dopo sei mesi il punteggio clinico migliorava su rughe superficiali e profonde, compattezza, rugosità e idratazione, con un rimodellamento della rete di fibre elastiche confermato all'istologia.
I limiti sono tre e nessuno è piccolo. Primo: venti persone sono poche. Secondo: la formula testata conteneva vitamina C al 5% insieme al madecassoside allo 0,1%, quindi il risultato non è attribuibile al madecassoside da solo. Terzo, ed è quello che nessuno scrive: parte degli autori risulta affiliata ai laboratori La Roche-Posay, che commercializza una linea costruita proprio su quell'abbinamento. Resta uno studio serio, ma è uno studio su una formula combinata, firmato anche da chi la vende.
Quello che nessuna crema alla centella farà
Non chiuderà i capillari dilatati, non spianerà una cicatrice atrofica da acne, non schiarirà una macchia post-infiammatoria in due settimane e non sostituisce un farmaco quando il quadro è una dermatosi diagnosticata. Se il rossore è fisso e accompagnato da papule, la pagina giusta è quella sulle creme antirossore per la rosacea, dove il confine fra cosmetico e terapia è spiegato per intero.
Per chi serve una crema alla centella asiatica, e per chi no
Ha senso su pelle reattiva, arrossata, con barriera indebolita o reduce da procedure estetiche superficiali, e su pelle grassa purché la texture sia leggera. Ha poco senso come idratante generalista su una pelle che sta bene, e va evitata da chi ha già reagito a un cosmetico botanico.
Rossori, barriera compromessa, post-procedura
Il profilo ideale è la pelle che brucia quando applichi qualcosa, che si arrossa con gli sbalzi di temperatura, che è diventata intollerante dopo un periodo di acidi o retinoidi. Qui la centella lavora come ammortizzatore: non ripara da sola, ma rende sopportabile la fase in cui la barriera si ricostruisce. Vale lo stesso nelle settimane successive a un peeling superficiale o a un trattamento ambulatoriale leggero, quando l'obiettivo è il comfort e non la prestazione.
Pelle grassa e a tendenza acneica: sì, ma scegli la texture
Su pelle grassa la centella è pertinente — l'infiammazione è parte del quadro acneico — ma la forma conta più dell'attivo. Una crema ricca su una pelle che già produce sebo peggiora la percezione del risultato e ti fa incolpare l'ingrediente sbagliato. Cerca gel-crema, e affianca semmai un attivo con un bersaglio preciso: il confronto sui sieri alla niacinamide spiega come si divide il lavoro fra un lenitivo e un seboregolatore.
Chi dovrebbe stare alla larga
Chi ha già avuto una dermatite da contatto da un cosmetico botanico. La centella è un sensibilizzante debole, ma documentato: Özkaya e Toprak, Contact Dermatitis, 2024 (PMID 38567908) descrivono due pazienti con dermatite allergica da contatto da estratto di centella, in un caso in co-sensibilizzazione con allergeni delle fragranze. Sono due casi clinici, non una coorte: non dicono quanto sia frequente, dicono che succede.
Lo stesso panel CIR citato sopra conclude che questi ingredienti sono sicuri alle concentrazioni d'uso attuali «quando formulati in modo da non essere sensibilizzanti» — una clausola che sposta la responsabilità sul formulatore, non una patente di innocuità. In pratica: se hai la pelle molto reattiva, prova sull'interno del braccio per tre giorni prima di metterla sul viso.
Come abbiamo selezionato queste creme alla centella asiatica
Abbiamo lavorato su tre cose verificabili: l'INCI pubblicato, il formato dichiarato e la coerenza fra la promessa stampata in fronte al vasetto e la composizione sul retro. Nessun prodotto è entrato in classifica perché «coreano», e nessuno ne è uscito perché poco conosciuto o poco pubblicizzato.
I cinque criteri, in ordine di peso
- Quale derivato è nominato. Un INCI che elenca asiaticoside, acido asiatico o acido madecassico come voci separate vale più di uno che si ferma a «Centella Asiatica Extract».
- Dove sta la centella nella parte alta della lista. Sopra la soglia dell'1% la posizione informa; sotto, come visto, no.
- Cosa c'è che non dovrebbe esserci. Su una pelle che si irrita, parfum e oli essenziali sono un costo, non un valore: il caso di co-sensibilizzazione appena citato riguardava proprio questo.
- Cosa c'è a sostegno della barriera. Ceramidi, fitosfingosina, pantenolo, glicerina, squalano: la parte noiosa che fa metà del lavoro.
- Coerenza fra formato e uso. Una crema lenitiva si usa tutti i giorni, mattina e sera: un formato minuscolo è una prova, non un trattamento.
Cosa abbiamo escluso, e perché
Dalla selezione di partenza sono usciti cinque prodotti, tutti per la stessa ragione: non sono creme. Un kit da viaggio in cinque pezzi è un assortimento; un siero e un'ampolla alla centella sono un passaggio diverso della routine; un olio corpo lavora su un altro distretto; un solare alla centella è prima di tutto un solare, e si giudica sul filtro. Sono tutti prodotti sensati, ma non rispondono alla domanda «quale crema alla centella compro»: se ti interessa capire come si incastrano fra loro, la guida agli ingredienti skincare mette in fila i passaggi.
Le migliori creme alla centella asiatica a confronto
Cinque formule messe in fila su quattro colonne che puoi verificare da sola sull'etichetta, più una che l'etichetta non ti dirà mai: quanto dura davvero il vasetto con un uso onesto, mattina e sera, su tutto il viso e sul collo.
| Crema | Cosa dichiara l'etichetta sulla centella | Profumo nell'INCI | Quanto dura mattina e sera (nostra stima) | Il difetto che scopri al secondo vasetto |
|---|---|---|---|---|
| PURITO Centella senza profumo, 50 ml | Estratto in prima posizione + asiaticoside, acido asiatico, acido madecassico | Assente | Circa 7 settimane | La texture è ricca: d'estate su pelle mista pesa |
| Crema Viso Idratante Centella Madagascar, 50 ml | Solo «centella asiatica del Madagascar» nel nome, nessun derivato specificato | Non verificabile | Circa 7 settimane | Senza INCI pubblico resti senza appigli se reagisci |
| CENTELLIAN 24 Madeca Cream Time Reverse, 50 ml | Asiaticoside e acido madecassico come voci separate | Assente | Circa 7 settimane | È una anti-età: su pelle reattiva sono tanti attivi insieme |
| Erborian Centella Crème, 20 ml | Estratto di foglia di centella in nona posizione | Presente (parfum) | Circa 3 settimane | Il formato finisce prima che tu abbia capito se funziona |
| REVUELE Centella Repairing Gel-Cream, 40 ml | «CICA» dichiarata in fronte, derivato non specificato | Non verificabile | Circa 5-6 settimane | Il gel-crema su pelle secca d'inverno non basta da solo |
Le stime di durata derivano dal conto più semplice che esista: circa mezzo millilitro per applicazione su viso e collo, due volte al giorno. Nessun produttore la scrive, ed è il dato che cambia davvero il giudizio su un formato piccolo.
Le due creme che restano in cima
Sono le due che reggono il confronto su tutti e cinque i criteri: dichiarano cosa contengono, oppure almeno non promettono ciò che non dichiarano, e arrivano in un formato da 50 ml coerente con l'uso quotidiano che una crema lenitiva richiede per essere giudicata.
1. PURITO Crema alla Centella Senza Profumo — l'INCI più leggibile della selezione
PURITO Crema alla Centella Senza Profumo per Pelle Sensibile, 50 ml
È l'unica della selezione in cui l'estratto di centella apre l'INCI, prima dell'acqua, e in cui tre dei quattro triterpeni compaiono nominati uno per uno: asiaticoside, acido asiatico e acido madecassico, in tredicesima, quattordicesima e sedicesima posizione. Sotto la soglia dell'1% quelle posizioni non dicono quanto ce n'è, ma dicono qualcosa di più importante: che il produttore ha usato una materia prima in cui quelle molecole sono identificate, e ha scelto di dichiararle.
Il resto della formula è coerente con l'obiettivo. Ceramide NP e fitosfingosina sono lì per la barriera, la niacinamide in nona posizione lavora sul rossore e sul sebo, squalano e olio di macadamia danno l'occlusività. Non c'è parfum, non ci sono oli essenziali, e per una pelle che reagisce è la differenza fra una crema e un problema. Se la tua pelle sta nella stessa fascia di sensibilità ma non cerchi la centella nello specifico, il confronto sulle migliori creme idratanti per pelle sensibile allarga il campo.
Il difetto onesto: manca il madecassoside, cioè proprio il derivato su cui esiste lo studio clinico più citato. E la texture è ricca — su pelle mista in estate se ne sente il peso.
2. Crema Viso Idratante Centella Asiatica Madagascar, 50 ml — l'essenziale, con un punto cieco
Crema Viso Idratante Centella Asiatica Madagascar 50 ml Soothing Cream
Fa una cosa sola e la dichiara: crema viso idratante alla centella del Madagascar, formato pieno, nessuna promessa anti-età appiccicata sopra. Per chi cerca un lenitivo quotidiano da usare senza pensarci, questa linearità è un pregio — la maggior parte degli incidenti su pelle reattiva nasce da formule che provano a fare tre lavori insieme.
Il punto cieco è altrettanto chiaro e va detto: nel titolo non compare né il marchio né quale derivato della centella contiene, e senza un INCI pubblicato non puoi applicarle nessuno dei criteri di lettura descritti sopra. Non è un difetto della formula — è un difetto dell'informazione, e per una pelle che ha già reagito a qualcosa pesa. La regola pratica: se sei in una fase reattiva, preferisci sempre un prodotto di cui puoi leggere l'etichetta completa prima di comprarlo.
Resta una scelta ragionevole per chi ha pelle normale o mista, vuole un lenitivo semplice in formato da 50 ml e non ha una storia di reazioni ai botanici.
Le altre tre creme alla centella asiatica, e la pelle giusta per ognuna
Nessuna di queste tre è sbagliata: sono tre risposte a tre domande diverse. Una punta sul numero di attivi, una sul formato piccolo da provare prima di impegnarsi, una sulla leggerezza della texture. Il confronto qui sotto serve a capire quale delle tre domande è la tua.
CENTELLIAN 24 Madeca Cream Time Reverse — la più ricca di attivi, e il motivo per cui non è la prima
CENTELLIAN 24 Madeca Cream Time Reverse (50 ml) - Avanzato ad assorbimento rapido e nutriente, idrata, rassoda e riduce le rughe, bassa irritazione, cura della pelle coreana Centella asiatica
È il prodotto con la genealogia più interessante della selezione: nasce da un'azienda farmaceutica coreana, e il nome «Madeca» rimanda direttamente alla tradizione della frazione titolata di centella. Nell'INCI pubblicato compaiono asiaticoside e acido madecassico come voci separate, accanto a niacinamide in nona posizione e pantenolo in tredicesima. Non c'è profumo, non ci sono oli essenziali, non c'è alcol denaturato.
Perché allora non è in cima? Per una ragione di merito, non di formula: è impostata come crema anti-età, non come lenitivo. Rassodare, ridurre le rughe, rimpolpare sono obiettivi che richiedono più attivi contemporaneamente, e su una pelle reattiva ogni attivo in più è una variabile in più. Se la tua pelle è stabile e vuoi un doppio bersaglio — comfort e primi segni del tempo — è la scelta migliore della lista. Se la tua pelle brucia quando ti lavi il viso, comincia dalla prima.
C'è anche una nota da sapere sui prodotti che affastellano attivi: non tutti gli abbinamenti sono neutri. La guida sugli ingredienti skincare da non mixare spiega quali combinazioni chiedono attenzione quando aggiungi altro alla routine.
Erborian Centella Crème, 20 ml — il formato di prova, con un ingrediente di troppo
Erborian - Centella Creme - Trattamento Idratante e Lenitivo Arricchito con Acido Ialuronico - Lenisce e Idrata la pelle - Cosmetici Coreani - 20 ml
L'estratto di foglia di centella è dichiarato in nona posizione, quindi nella parte alta della lista dove l'ordine ancora informa, e la formula è costruita per il comfort immediato: sodium hyaluronate, burro di karité, beta-glucano, una texture che si stende senza attrito. Il formato da 20 ml ha una funzione precisa e legittima — capire se la centella ti piace prima di impegnarti su un vasetto grande.
Poi c'è la riga che, su questa pagina, pesa: parfum in fondo all'INCI. Su una pelle sana non succede niente. Su una pelle che si arrossa, o in chi ha già avuto una reazione a un botanico, la fragranza è esattamente la variabile che il caso clinico di Özkaya e Toprak metteva in evidenza, con la co-sensibilizzazione fra estratto di centella e allergeni delle fragranze. Non è un divieto: è una controindicazione da conoscere.
Secondo limite, aritmetico: 20 ml a mezzo millilitro per applicazione, due volte al giorno, sono circa tre settimane. Una crema lenitiva va giudicata dopo un mese pieno. Il formato finisce prima che il giudizio sia maturo.
REVUELE Centella Repairing Face Gel-Cream, 40 ml — la texture giusta per pelle mista e grassa
REVUELE Centella Repairing Face Gel-Cream - Gel-Crema Viso Leggero e Riequilibrante con CICA, Acido Ialuronico e Vitamina B5, Idrata, Protegge e Supporta Rigenerazione Cutanea, 40 ml
È l'unica gel-crema della selezione, ed è il motivo per cui sta qui: su pelle mista, grassa o a tendenza acneica il problema di quasi tutte le cica cream non è l'attivo, è la ricchezza della base. Una texture leggera con acido ialuronico e vitamina B5 — cioè pantenolo, un lenitivo con una letteratura solida alle spalle — risolve quel problema senza rinunciare al comfort.
Il limite è di trasparenza: l'etichetta parla di «CICA» ma non specifica quale derivato della centella contenga, e sui database indipendenti non è reperibile un INCI completo. Vale la regola generale enunciata sopra: «cica» da sola non è un'informazione. Se la tua pelle è secca, poi, una gel-crema in inverno non basta come unico strato — ci vuole qualcosa di più occlusivo sopra.
Per chi ha pelle grassa e tende a infiammarsi, questa è la texture con cui cominciare; per capire come costruirci intorno il resto, la routine per pelle sensibile è il riferimento più vicino.
Come si usa una crema alla centella senza sprecarla
Va messa come ultimo passaggio idratante, mattina e sera, su pelle ancora leggermente umida, e va giudicata dopo quattro settimane piene di uso continuativo. Usarla a intermittenza, solo nei giorni in cui la pelle «tira», è il modo più comune per concludere che non funziona.
In che punto della routine
Dopo il siero e prima del solare al mattino; dopo il siero e come ultimo strato alla sera, salvo che tu non usi un balsamo occlusivo. Se la applichi su pelle appena tamponata, trattieni l'acqua che è ancora sulla superficie: è il trucco più banale e il più sottovalutato.
Con cosa si abbina, e con cosa conviene distanziarla
Si abbina bene con niacinamide, pantenolo, ceramidi, acido ialuronico: sono tutti alleati dello stesso obiettivo. Con retinoidi e acidi esfolianti funziona come tampone — si applica dopo, non insieme, e nelle fasi di irritazione si può usare da sola sospendendo l'attivo aggressivo per qualche giorno. Con la vitamina C pura non c'è incompatibilità reale, ma se la tua pelle è reattiva è più sensato separare mattina e sera.
Quanto aspettare prima di giudicare
Sul rossore occasionale il comfort si sente in pochi giorni. Sulla tolleranza complessiva — quella sensazione di pelle che non brucia più quando applichi qualcosa — serve un mese. Sui segni del tempo, lo studio più favorevole che esista ha misurato a sei mesi, su una formula combinata: se qualcuno ti promette rughe in due settimane, sta parlando di marketing.
Domande frequenti sulle creme alla centella asiatica
Le domande che tornano più spesso riguardano tre cose: se la centella vada bene sulla pelle grassa, se «cica» significhi qualcosa di preciso e quanto tempo serva per giudicare il risultato. Qui sotto le risposte brevi, nell'ordine in cui la gente se le pone.
La centella asiatica è adatta alla pelle grassa e acneica?
Sì, perché il bersaglio è l'infiammazione, che nell'acne è centrale. Conta però la texture: su pelle grassa scegli una gel-crema, non una crema ricca. La centella non è seboregolatrice e non sostituisce un attivo anti-acne: affianca, non cura.
Cica cream e crema alla centella sono la stessa cosa?
Quasi sempre sì nell'intenzione, non sempre nei fatti. «Cica» è una parola commerciale senza definizione normativa né concentrazione minima: un prodotto può chiamarsi cica cream e dichiarare la centella in fondo all'INCI. L'unica verifica è leggere l'etichetta.
Meglio una crema o un siero alla centella?
Dipende da cosa ti manca. Il siero veicola una concentrazione più alta in una base leggera ed è il formato giusto su pelle grassa; la crema aggiunge la componente occlusiva che trattiene l'acqua e protegge la barriera. Su pelle secca o compromessa, la crema è il passaggio che non puoi saltare.
La centella asiatica può causare allergia?
Può, ed è documentato. È classificata come sensibilizzante debole, ma esistono casi di dermatite allergica da contatto da estratto di centella, anche in co-sensibilizzazione con allergeni delle fragranze. Se hai già reagito a un cosmetico botanico, prova sull'avambraccio per tre giorni.
Quale percentuale di centella serve perché funzioni?
Non esiste una soglia stabilita per uso cosmetico. Il censimento del panel CIR mostra concentrazioni d'uso di estratto fra 0,00002% e 0,5% nei prodotti leave-on, e l'unico studio clinico su viso umano spesso citato usava madecassoside allo 0,1% insieme a vitamina C al 5%. La quantità, da sola, non è un criterio utilizzabile.
Si può usare con retinolo o acidi esfolianti?
Sì, ed è uno degli usi più sensati: si applica dopo l'attivo aggressivo, come strato di comfort. Nelle fasi di irritazione conviene sospendere per qualche giorno il retinoide e tenere solo la centella, poi reintrodurlo gradualmente.
Serve anche se non ho rossori?
Poco. Su una pelle che sta bene una crema alla centella si comporta come una qualsiasi idratante, e la scelta va fatta sulla base — emollienti, occlusivi, umettanti — non sull'attivo botanico. La centella dà il suo contributo quando c'è qualcosa da calmare.
Quale scelgo se non voglio sbagliare?
Se hai pelle reattiva e vuoi il rischio più basso, la PURITO senza profumo: estratto in prima posizione, tre triterpeni nominati, niente fragranza. Se la tua pelle è stabile e vuoi anche un effetto sui primi segni del tempo, la CENTELLIAN 24. Se hai pelle grassa, la gel-crema REVUELE.
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