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Cheratina capelli: cos'è, quando serve e quando è solo marketing

Giulia Ferrante · · 13 min di lettura
Ciocca di capelli lisci e lucidi accanto a flacone di siero alla cheratina su superficie in marmo bianco

La cheratina capelli è diventata il santo graal della haircare: la trovi scritta ovunque, dallo shampoo del supermercato al trattamento da 300 euro in salone. Il problema è che nessuno ti spiega davvero cosa fa, cosa non può fare e quando stai pagando per aria profumata. In questo articolo chiariamo tutto, dati scientifici alla mano, senza romanzare.

Cos'è la cheratina e perché i capelli ne hanno bisogno

La cheratina è una proteina fibrosa e insolubile che costituisce oltre l'80% del fusto del capello. È la stessa proteina che trovi nelle unghie, nella pelle e nelle piume degli uccelli: una famiglia di proteine strutturali che la natura ha scelto per creare tessuti resistenti, flessibili e impermeabili (Wang et al., 2016).

Il capello è fatto a strati: all'esterno c'è la cuticola (le famose "scaglie"), all'interno c'è la corteccia dove risiedono le catene di cheratina tenute insieme da ponti disolfuro. Sono proprio questi ponti a dare al capello forza, elasticità e memoria di forma.

Quando leggi "ricco di cheratina" su un'etichetta, devi tenere a mente una distinzione fondamentale che quasi nessuno fa: la cheratina endogena (quella che il tuo corpo produce e che forma il capello dall'interno) è completamente diversa dalla cheratina topica (quella applicata dall'esterno con un cosmetico). Spoiler: la seconda non si trasforma mai nella prima.

La cheratina che già c'è nei tuoi capelli

Il tuo bulbo pilifero produce cheratina dal momento in cui il capello inizia a crescere. Le cellule della matrice si riempiono di cheratina, si cheratinizzano, muoiono e formano il fusto. Quando il capello esce dal cuoio capelluto è già biologicamente "morto": non ha metabolismo, non respira, non si rigenera da solo.

Questo è il punto che ribalta tutto: nessun prodotto applicato sul capello può stimolarne la produzione interna di cheratina, perché non c'è più nulla di vivo lì dentro. La cheratina endogena si costruisce dal basso, quindi dalla salute del follicolo, dalla nutrizione, dal ciclo del capello.

Perché i capelli "perdono" cheratina

Il capello non "perde" cheratina nel senso letterale: subisce danni strutturali che degradano le sue proteine e rompono i ponti disolfuro. I colpevoli principali sono:

  • Colorazioni e decolorazioni: aprono la cuticola e attaccano la corteccia. La decolorazione in particolare spezza i ponti disolfuro in modo permanente.
  • Calore: piastra a 230°C, phon troppo vicino, ferri arricciacapelli usati tutti i giorni. Sopra i 150°C la cheratina inizia a denaturarsi.
  • Raggi UV: il sole ossida le proteine del capello, proprio come ossida la pelle.
  • Frizione meccanica: spazzolate aggressive sul bagnato, elastici stretti, asciugamani di spugna sfregati.
  • Inquinamento e acqua dura: metalli pesanti e calcare si depositano sul fusto e accelerano l'ossidazione.

Risultato: capelli porosi, opachi, crespi, spezzati. La cuticola non si richiude più bene, la corteccia si indebolisce, il capello sembra "morto" (ed effettivamente lo è, solo che ora si vede).

Cheratina nei cosmetici: cosa succede davvero sul capello

Qui entriamo nella parte che il marketing preferisce lasciare nel vago. Quando un prodotto contiene cheratina, solitamente è cheratina idrolizzata: la proteina intera è stata spezzata in frammenti più piccoli (peptidi e amminoacidi liberi) per renderla parzialmente penetrabile nel fusto.

La cheratina intera ha un peso molecolare troppo grande per entrare nel capello: resta in superficie, forma una pellicola e basta. La cheratina idrolizzata a basso peso molecolare, invece, può attraversare la cuticola e depositarsi nella corteccia, dove riempie temporaneamente i vuoti lasciati dai danni (Villa et al., 2013).

Cosa fa, concretamente, un prodotto alla cheratina ben formulato:

  • Riempie le porosità della cuticola, rendendo il capello meno ruvido al tatto
  • Crea un film idratante che limita l'evaporazione dell'acqua
  • Migliora la gestione del crespo e la lucentezza (perché la luce rimbalza meglio su una superficie liscia)
  • Rinforza temporaneamente il fusto, riducendo la rottura durante lo styling

Cosa NON fa un prodotto alla cheratina:

  • Non ricostruisce il capello "come nuovo"
  • Non ripara i ponti disolfuro spezzati (per quello servono trattamenti diversi, tipo gli Olaplex e simili a base di bis-aminopropil diglicol dimaleato)
  • Non fa crescere i capelli più forti dalla radice
  • Non dura in eterno: ogni lavaggio porta via una parte del deposito

I diversi tipi di trattamento alla cheratina

Sotto il cappello "cheratina" si vende di tutto. Queste sono le tre categorie principali, con logiche e risultati molto diversi.

Trattamenti professionali in salone (brasiliana, tedesca)

Il trattamento alla cheratina "brasiliano" è quello che ha fatto la fortuna del termine. In realtà non è un semplice riempimento proteico: è un trattamento di lisciatura semi-permanente che usa il calore per sigillare la cheratina (e spesso altri agenti, inclusi aldeidi) nella struttura del capello.

Come funziona, semplificato: si lava il capello, si applica il prodotto ciocca per ciocca, si asciuga, poi si passa la piastra a 200-230°C per fissare. Il risultato è un capello più liscio, lucido, gestibile, per 3-6 mesi.

La "cheratina tedesca" è una variante di marketing più recente, promossa come versione "senza formaldeide". Nei fatti, la maggior parte dei prodotti (sia brasiliani che tedeschi) ha riformulato le composizioni negli ultimi anni, usando acido gliossilico o altri agenti meno problematici. Non è però automatico: dipende dal singolo prodotto.

Costo indicativo in Italia: 150-350 euro in base alla lunghezza e al salone. Durata reale: 3-5 mesi con routine delicata, molto meno se si lava tutti i giorni o si va in piscina con cloro.

Prodotti a casa (shampoo, maschere, sieri)

Qui il discorso cambia completamente. Shampoo e maschere alla cheratina venduti per uso domestico non lisciano il capello: rilasciano piccole quantità di cheratina idrolizzata che si depositano sul fusto.

La mia opinione netta da cosmetologa: sono prodotti onesti se li vedi per quello che sono (un'idratazione proteica, niente di più), disonesti quando ti promettono "capelli rigenerati" o "effetto salone". Una maschera alla cheratina usata una volta a settimana può aiutare un capello poroso e fragile, ma non sostituisce mai un trattamento professionale e non dura oltre i 2-3 lavaggi successivi.

Attenzione alle proteine in eccesso: se il capello è già sano, abusare di prodotti proteici può renderlo rigido, paglioso, più incline a spezzarsi. È il fenomeno della "sovraproteinizzazione", meno raro di quanto si pensi. Per capire come leggere gli ingredienti e riconoscere un prodotto davvero fatto bene, può aiutarti la guida all'INCI degli shampoo.

Integratori alimentari alla cheratina (spoiler: evidenze deboli)

Le capsule di cheratina da ingerire sono probabilmente la categoria più sopravvalutata del mercato. Il ragionamento del marketing è semplice: "I capelli sono fatti di cheratina, prendi cheratina, capelli più forti". Peccato che la biochimica non funzioni così.

Quando ingerisci una proteina, il tuo stomaco la spezza in amminoacidi. Il tuo corpo poi usa quegli amminoacidi per costruire le proteine che gli servono in quel momento: potrebbero finire in un muscolo, in un enzima, in un tessuto qualunque. Non esiste alcun meccanismo che dirotti prioritariamente gli amminoacidi ingeriti verso il bulbo pilifero.

Le evidenze cliniche sulla cheratina orale come integratore per capelli sono limitate, spesso finanziate dai produttori stessi e con campioni piccoli. Se hai carenze di ferro, vitamina D, zinco o biotina, trattare quelle carenze ha un impatto molto maggiore sulla salute del capello che non prendere capsule di cheratina.

Quando la cheratina serve davvero (e quando no)

La risposta onesta dipende dal tipo di capello che hai. Facciamo ordine.

La cheratina topica può avere senso se hai:

  • Capelli decolorati, tinti o chimicamente trattati in modo ripetuto
  • Capelli molto porosi (assorbono acqua velocemente e si asciugano in fretta)
  • Capelli crespi, fragili, che si spezzano durante lo styling
  • Capelli lunghi con punte evidentemente sciupate

La cheratina topica è inutile o controproducente se hai:

  • Capelli sani, naturali, mai trattati chimicamente
  • Capelli fini, lisci, che si appesantiscono facilmente
  • Problemi di cuoio capelluto (dermatite, psoriasi, forfora grassa): il problema è alla radice, la cheratina non c'entra
  • Caduta o diradamento: la cheratina sul fusto non influisce minimamente sul ciclo di crescita

Se il tuo problema è il crespo da umidità o la secchezza cronica, prima di investire in trattamenti proteici vale la pena sistemare la routine base. Nell'articolo sui rimedi per i capelli crespi e nella routine per capelli secchi trovi un approccio graduale.

Cheratina e formaldeide: il tema sicurezza

Questo è il capitolo che il marketing cerca di far dimenticare, ma è il più importante. I trattamenti alla cheratina tradizionali contenevano (e in parte ancora contengono) formaldeide o sostanze che la rilasciano col calore della piastra, come il metilenglicole.

La formaldeide è classificata come cancerogeno per l'uomo (gruppo 1) dall'IARC. L'esposizione ripetuta è stata associata a irritazione delle vie respiratorie, reazioni allergiche, e in studi su parrucchieri a lungo termine, a rischi occupazionali significativi (Pierce et al., 2016).

La normativa europea limita la formaldeide libera nei cosmetici allo 0,2% e impone l'etichettatura sopra lo 0,05%. Il problema è duplice:

  1. Alcuni prodotti usano "nomi alternativi" (metilenglicole, formalina, quaternium-15) che rilasciano formaldeide col calore ma non sono immediatamente riconoscibili
  2. I controlli sui prodotti importati fuori dall'UE sono spesso carenti

Cosa fare concretamente se vuoi fare un trattamento:

  • Chiedi al salone il nome esatto del prodotto e l'INCI completo
  • Verifica che dichiari "formaldehyde free" o "formaldeide 0%" con certificazione
  • Diffida dei prodotti che funzionano ancora bene a temperature sotto i 180°C: quasi sempre dipendono da qualche rilasciante
  • Se il salone non è ben ventilato o senti odore pungente, gli occhi bruciano, esci

La mia posizione personale: se hai capelli sani e ti piace come li hai, non ha alcun senso correre questi rischi per una lisciatura. Se invece hai capelli molto difficili da gestire e il trattamento migliora davvero la tua qualità di vita, scegli saloni trasparenti su prodotti e formulazioni.

Quanto dura un trattamento alla cheratina

La durata reale dipende da quattro fattori: il prodotto usato, la tecnica di applicazione, il tipo di capello e soprattutto come lo mantieni dopo.

Tipo di trattamento Durata media Costo Rischio principale
Cheratina brasiliana professionale 3-5 mesi 150-350 euro Formaldeide, costo, effetto appesantito
Cheratina "tedesca" (acido gliossilico) 2-4 mesi 180-400 euro Effetto variabile, marketing poco trasparente
Maschera alla cheratina casalinga 2-3 lavaggi 10-40 euro Sovraproteinizzazione se usata troppo
Siero/spray leave-in alla cheratina 1-2 lavaggi 15-50 euro Poco invasivo, effetto limitato
Integratori alla cheratina orale Non applicabile 20-50 euro/mese Efficacia non dimostrata

Con capelli lavati 2-3 volte a settimana, shampoo solfati-free e senza piscina o mare frequente, un trattamento professionale di qualità arriva tranquillamente ai 4 mesi. Se lavi tutti i giorni con shampoo aggressivi, può scendere a 6-8 settimane.

Chi NON dovrebbe fare un trattamento alla cheratina

Al di là del discorso formaldeide, ci sono categorie per cui il trattamento è sconsigliato a prescindere:

  • Donne in gravidanza e allattamento: nel dubbio sui residui chimici, meglio evitare. Non esistono studi rassicuranti, ed è una procedura puramente estetica.
  • Chi ha dermatite del cuoio capelluto o psoriasi attiva: i prodotti possono peggiorare l'infiammazione.
  • Chi ha capelli molto fini e radi: il trattamento tende ad appesantire ulteriormente, schiacciando il volume.
  • Chi ha decolorato i capelli la settimana prima: il capello deve riposare almeno 15 giorni tra due trattamenti chimici aggressivi.
  • Bambini e adolescenti sotto i 16 anni: non ha senso esporli a sostanze chimiche per motivi estetici.

Come mantenere i capelli dopo la cheratina

La parte più sottovalutata: se non mantieni il trattamento, hai buttato i soldi. Regole concrete:

  • Aspetta 48-72 ore prima del primo lavaggio (dipende dal protocollo del salone, chiedi sempre). In questo tempo la cheratina si "fissa" nel capello.
  • Niente elastici, mollette, acconciature nei primi 3 giorni: ogni piega lascia il segno perché il capello è ancora "plasmabile".
  • Shampoo senza solfati (sodium lauryl sulfate, sodium laureth sulfate) per tutta la durata del trattamento: i solfati lavano via la cheratina più in fretta.
  • Evita piscina e mare: cloro e salsedine riducono drasticamente la durata. Se proprio vai, bagna i capelli con acqua dolce prima di entrare e metti un leave-in protettivo.
  • Usa protezione termica sempre: piastra sì, ma sotto i 180°C e con uno spray termoprotettore.
  • Maschera idratante una volta a settimana: la cheratina rende il capello più liscio ma anche più assetato.

Alternativa: come "rinforzare" i capelli senza trattamento aggressivo

Se dopo tutto questo hai capito che il tuo capello non ha bisogno di un trattamento chimico, ma vuoi comunque migliorarne la qualità, queste sono le leve che funzionano davvero:

  • Riduci il calore: passa dalla piastra quotidiana a 2-3 volte a settimana. Usa il phon a temperatura media.
  • Trattamenti riparativi tipo Olaplex n°3, K18, Redken Acidic Bonding Concentrate: agiscono sui ponti disolfuro, non sul riempimento superficiale. Più efficaci della cheratina topica per chi ha capelli chimicamente trattati.
  • Oli vegetali sulle lunghezze prima dello shampoo: argan, cocco, mandorle dolci riducono la perdita proteica durante il lavaggio.
  • Federa di seta o raso: riduce la frizione notturna, quindi la rottura. Sembra un dettaglio, in sei mesi si vede.
  • Alimentazione e integrazione mirata: ferro, zinco, biotina e vitamina D, se carenti, hanno impatto reale sul capello. Facciamo analisi prima, non integriamo a caso.
  • Routine CGM (Curly Girl Method) adattata: anche per chi non ha capelli ricci, il principio di ridurre ingredienti aggressivi (solfati forti, alcoli, siliconi non idrosolubili) funziona. Puoi approfondire con la guida ai prodotti CGM approvati.

In molti casi, una routine fatta bene per sei mesi ti dà risultati migliori di un trattamento alla cheratina fatto male.

Domande frequenti

Il trattamento alla cheratina fa cadere i capelli?

Non direttamente: la cheratina agisce sul fusto, non sul bulbo. Però trattamenti aggressivi ripetuti, specie con formaldeide, possono irritare il cuoio capelluto e causare una caduta temporanea (telogen effluvium) nelle settimane successive. Se dopo un trattamento noti più capelli sul cuscino, parla con il tuo dermatologo.

Quanto costa un trattamento in salone?

In Italia il prezzo oscilla tra 150 e 350 euro, con punte di 400-500 euro nei saloni di alta gamma delle grandi città. Diffida di chi te lo fa a 50 euro: quasi sempre significa prodotti scadenti o formulazioni problematiche sul fronte formaldeide.

Posso farlo in gravidanza?

Meglio di no. Non esistono studi rassicuranti sull'esposizione a questi prodotti in gravidanza o allattamento, e parliamo di una procedura puramente estetica. Non vale il rischio, aspetta di aver finito di allattare.

Ogni quanto si può ripetere?

Minimo 3 mesi tra un trattamento e l'altro, meglio 4-5 per dare al capello il tempo di riprendersi. Farlo più spesso significa accumulare stress chimico e arrivare presto al punto di non ritorno (capello gommoso, che si spezza, che non risponde più ai prodotti).

Cheratina idrolizzata negli shampoo funziona?

Sì, in modo limitato. Può migliorare la sensazione al tatto e la gestibilità, soprattutto su capelli porosi. Non aspettarti miracoli: uno shampoo resta sul capello pochi minuti. L'effetto cumulativo nel tempo è reale ma modesto, e non sostituisce un trattamento intensivo o una routine completa.

La cheratina fa ricrescere i capelli?

No. La cheratina topica agisce sul capello già formato, non sul follicolo. Per la ricrescita servono approcci completamente diversi (minoxidil, finasteride nei casi indicati, trattamenti del cuoio capelluto, correzione di carenze nutrizionali). Chi ti vende cheratina come rimedio per la caduta ti sta prendendo in giro.

È sicuro per capelli decolorati?

Dipende dallo stato del capello. Su una decolorazione recente e molto aggressiva, meglio aspettare 3-4 settimane prima di fare un trattamento alla cheratina. Il capello decolorato è più poroso e assorbe di più, quindi il trattamento funziona meglio ma può anche accentuare eventuali danni se sovrapposto troppo presto. Chiedi sempre un test su ciocca prima di fare tutta la testa.

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