Come leggere l'INCI dello shampoo: la guida pratica
L'INCI è quella lista di nomi incomprensibili stampata sul retro dello shampoo. Sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients ed è l'unico strumento oggettivo per capire cosa ti stai mettendo in testa — letteralmente. In questa guida ti insegno a leggerlo in modo pratico: quali ingredienti controllare per primi, cosa evitare e come distinguere uno shampoo ben formulato da uno che è solo packaging.
Cos'è l'INCI e come funziona
Te lo dico subito: leggere un INCI non è difficile, ci vuole solo un metodo. L'INCI è un sistema di nomenclatura internazionale, obbligatorio per legge in Europa dal 1997 grazie al Regolamento CE 1223/2009. Ogni prodotto cosmetico venduto nell'Unione Europea deve riportare la lista completa degli ingredienti sulla confezione, senza eccezioni.
La regola fondamentale è una sola: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione. Il primo è quello presente in quantità maggiore, l'ultimo in quantità minore. Per gli shampoo, il primo ingrediente è quasi sempre Aqua (acqua), perché la base è liquida. I successivi 4-5 ingredienti ti dicono davvero di cosa è fatto quel prodotto.
Sotto l'1% di concentrazione, l'ordine diventa libero. E qui si nasconde il trucco del marketing: il brand può mettere l'estratto di orchidea rara subito dopo il conservante, facendoti credere che sia un ingrediente chiave. In realtà è presente in tracce.
Come capire dov'è la soglia dell'1%
Cerca il Phenoxyethanol o il Sodium Benzoate nella lista. Sono conservanti usati quasi sempre sotto l'1%. Tutto quello che trovi dopo di loro è presente in concentrazioni minime. È un metodo rapido ma affidabile — lo usano anche i formulatori cosmetici.
Nomenclatura: perché quei nomi strani
I nomi INCI seguono una convenzione precisa. Gli ingredienti di origine vegetale usano il nome botanico latino (Cocos Nucifera Oil per l'olio di cocco), quelli sintetici o chimici usano l'inglese (Sodium Laureth Sulfate, Dimethicone). I coloranti hanno un codice CI + numero.
Facciamo un esempio pratico. Prendi in mano uno shampoo qualsiasi e probabilmente trovi qualcosa del genere:
Aqua, Sodium Laureth Sulfate, Cocamidopropyl Betaine, Sodium Chloride, Glycerin, Parfum, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Citric Acid, Sodium Benzoate, Panthenol, Argania Spinosa Kernel Oil...
In questo INCI, il tensioattivo principale è il SLES (secondo posto), la Cocamidopropyl Betaine è il co-tensioattivo che rende la formula meno aggressiva, la glicerina idrata. L'olio di argan che probabilmente campeggia sulla confezione? È dopo il conservante. Presente in quantità irrilevanti.
Come leggere l'INCI dello shampoo: i 5 ingredienti da controllare
Non devi imparare a memoria centinaia di nomi. Concentrati su cinque categorie e saprai valutare qualsiasi shampoo in meno di due minuti.
1. Tensioattivi: il cuore dello shampoo
I tensioattivi sono gli ingredienti che lavano. Sono sempre tra le prime posizioni e determinano quanto lo shampoo è aggressivo o delicato. I due più discussi:
Sodium Lauryl Sulfate (SLS): tensioattivo anionico molto potente. Sgrassa a fondo, fa tanta schiuma. Ma secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, l'SLS è uno dei tensioattivi più irritanti per la pelle, capace di danneggiare la barriera lipidica e causare secchezza.
Sodium Laureth Sulfate (SLES): la versione etossilata dell'SLS. È più delicato grazie al processo di etossilazione, ma resta un tensioattivo forte. Per capelli normali e non sensibili può andare bene. Per capelli secchi, ricci o trattati chimicamente, meglio alternative più gentili.
Le alternative delicate da cercare: Coco Glucoside, Decyl Glucoside, Sodium Cocoyl Isethionate, Cocamidopropyl Betaine come tensioattivo primario. Se li trovi nelle prime posizioni, lo shampoo è formulato per essere gentile.
2. Siliconi: la questione -cone
Tutti i nomi che finiscono in -cone, -siloxane o -xane sono siliconi. I più comuni negli shampoo: Dimethicone, Amodimethicone, Cyclomethicone, Dimethiconol.
I siliconi non sono tossici. Creano una pellicola sul capello che lo rende liscio, lucido e pettinabile. Il problema è che alcuni siliconi non sono idrosolubili: si accumulano lavaggio dopo lavaggio, appesantiscono il capello e possono essere rimossi solo con tensioattivi forti — creando un circolo vizioso.
Ecco la distinzione che conta:
- Siliconi non idrosolubili (build-up): Dimethicone, Cetyl Dimethicone
- Siliconi idrosolubili o leggeri (meno problematici): Amodimethicone (si lega solo alle zone danneggiate), PEG-modified silicones (contengono PEG nel nome)
Se stai seguendo il Curly Girl Method o hai capelli fini che si appesantiscono facilmente, evita i non idrosolubili.
3. Alcoli: buoni vs cattivi
La parola "alcohol" nell'INCI fa scattare l'allarme, ma non tutti gli alcoli sono uguali. La differenza è strutturale.
Alcoli che seccano (volatili):
- Alcohol Denat
- Isopropyl Alcohol
- Ethanol
Evaporano e possono disidratare il capello, soprattutto se sono nelle prime posizioni.
Alcoli grassi (emollienti — quelli buoni):
- Cetyl Alcohol
- Stearyl Alcohol
- Cetearyl Alcohol
- Behenyl Alcohol
Questi ammorbidiscono, condizionano e danno corpo alla formula. Trovarli in un balsamo o in uno shampoo nutriente è un ottimo segno.
4. Agenti di condizionamento
Se lo shampoo promette capelli morbidi e districati, cerca questi nomi:
- Behentrimonium Chloride (BTMS): condizionante cationico, tra i più efficaci. Si lega alla cheratina del capello e riduce l'effetto crespo.
- Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride: derivato dalla gomma di guar, condiziona senza appesantire.
- Polyquaternium-10: film-forming che facilita la pettinabilità.
Se nessuno di questi è presente e lo shampoo dice "nutriente e districante" sulla confezione, il marketing sta correndo più veloce della formula.
5. Conservanti: il falso problema
I conservanti sono necessari. Uno shampoo senza conservanti è un terreno fertile per batteri e muffe. I più comuni:
- Phenoxyethanol: sicuro alle concentrazioni consentite in Europa (max 1%)
- Sodium Benzoate + Potassium Sorbate: coppia di conservanti delicati, molto usata nelle formule "clean"
- Methylisothiazolinone (MI): questo sì merita attenzione. La Commissione Europea ne ha vietato l'uso nei prodotti leave-on per il rischio di sensibilizzazione, ma può ancora comparire nei rinse-off come gli shampoo. Se hai il cuoio capelluto sensibile, evitalo.
E i parabeni? Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben sono tra i conservanti più studiati. Alle concentrazioni consentite in Europa sono considerati sicuri dal comitato scientifico SCCS. Il claim "senza parabeni" è diventato marketing, non scienza.
Ingredienti da evitare secondo il CGM (Curly Girl Method)
Il Curly Girl Method è un approccio alla cura dei capelli ricci e mossi che ha regole precise sull'INCI. Se lo segui — o se hai capelli secchi che hanno bisogno di una routine delicata — ecco cosa il CGM chiede di eliminare:
- Solfati: SLS, SLES, Ammonium Lauryl Sulfate. Il CGM li considera troppo aggressivi per la fibra riccia, che è naturalmente più porosa e quindi più vulnerabile.
- Siliconi non idrosolubili: Dimethicone, Cetyl Dimethicone, Cetearyl Methicone. Creano build-up che solo i solfati riescono a rimuovere — e se hai eliminato i solfati, il build-up resta.
- Cere pesanti: Cera Alba, Candelilla Cera. Stessa logica: si accumulano.
Attenzione: il CGM non è una verità scientifica assoluta. È un framework che funziona bene per molte ricce, ma non è dogma. Se hai capelli lisci e grassi, i solfati potrebbero servirti. Il metodo va adattato al tuo tipo di capello — e per questo ti consiglio la guida alla routine capelli per tipo.
Come confrontare due shampoo: esempio pratico
Prendiamo due INCI realistici e analizziamoli fianco a fianco.
Shampoo A — Drugstore classico:
Aqua, Sodium Laureth Sulfate, Sodium Chloride, Cocamidopropyl Betaine, Dimethicone, Glycol Distearate, Parfum, Carbomer, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Sodium Benzoate, CI 19140
Tensioattivo principale: SLES (aggressivo). Contiene Dimethicone (silicone non idrosolubile). Il Glycol Distearate è un opacizzante — serve a rendere lo shampoo bianco e cremoso, non a lavare i capelli. Colorante artificiale in fondo. Funziona? Sì, lava. Ma sgrassa e deposita silicone.
Shampoo B — Formulazione gentile:
Aqua, Coco Glucoside, Decyl Glucoside, Glycerin, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Panthenol, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Hydrolyzed Wheat Protein, Citric Acid, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate
Tensioattivi: Coco Glucoside e Decyl Glucoside (delicati, biodegradabili). Glicerina e aloe idratano. Panthenolo ripara. La proteina del grano idrolizzata dà corpo senza appesantire. Niente siliconi, niente solfati, niente coloranti. CGM-compatibile.
La differenza non è "buono vs cattivo". È una questione di esigenze. Lo shampoo A va bene se hai capelli grassi e resistenti che si lavano bene con tensioattivi forti. Lo shampoo B è la scelta migliore per capelli secchi, ricci, colorati o sensibili. L'INCI ti dà gli strumenti per scegliere con consapevolezza, non per giudicare.
Tabella: ingredienti comuni negli shampoo e cosa fanno
Tieni questa tabella a portata di mano quando leggi un INCI. Copre i nomi che troverai più spesso.
| Nome INCI | Nome comune | Effetto |
|---|---|---|
| Aqua | Acqua | Base liquida dello shampoo |
| Sodium Laureth Sulfate (SLES) | Solfato (tensioattivo) | Lava e sgrassa — aggressivo sui capelli fragili |
| Sodium Lauryl Sulfate (SLS) | Solfato (tensioattivo forte) | Sgrassante potente, più irritante del SLES |
| Coco Glucoside | Tensioattivo delicato | Lava gentilmente, derivato dal cocco |
| Cocamidopropyl Betaine | Co-tensioattivo anfotero | Ammorbidisce la formula, riduce l'aggressività |
| Dimethicone | Silicone | Liscia e lucida, ma può creare build-up |
| Amodimethicone | Silicone selettivo | Si lega solo alle zone danneggiate del capello |
| Glycerin | Glicerina (umettante) | Attira e trattiene umidità |
| Panthenol | Provitamina B5 | Idrata, ripara e dà elasticità |
| Cetearyl Alcohol | Alcol grasso (emolliente) | Ammorbidisce e dà corpo — non secca |
| Behentrimonium Chloride | Condizionante cationico | Districante potente, anti-crespo |
| Hydrolyzed Keratin | Cheratina idrolizzata | Ripara e rinforza la fibra capillare |
| Sodium Benzoate | Conservante | Preserva il prodotto dai batteri |
| Parfum / Fragrance | Profumo (mix di molecole) | Profumazione — può sensibilizzare pelli reattive |
| Citric Acid | Acido citrico | Regola il pH della formula |
| Polyquaternium-10 | Film-forming | Facilita la pettinabilità |
| Aloe Barbadensis Leaf Juice | Succo di aloe vera | Lenitivo e idratante |
Dove verificare gli ingredienti
Non ti fidare delle app che danno semafori rosso/verde. La cosmetologia non funziona così: lo stesso ingrediente può essere ottimo per un tipo di capello e inadatto per un altro. Usa fonti serie:
- CosIng — il database ufficiale della Commissione Europea sugli ingredienti cosmetici. È la fonte primaria.
- EWG Skin Deep — database americano che analizza gli ingredienti in base alla letteratura scientifica disponibile.
- INCI Decoder — spiega in linguaggio semplice cosa fa ogni ingrediente, con riferimenti alla concentrazione.
Se vuoi una selezione già pronta di shampoo con INCI analizzati e testati, dai un'occhiata ai migliori shampoo senza solfati — ho confrontato 5 prodotti per tipo di capello, ingredienti e prezzo.
FAQ
L'INCI è uguale in tutti i paesi? La nomenclatura è internazionale — "Aqua" è acqua ovunque, "Sodium Lauryl Sulfate" si chiama così in Europa, USA e Giappone. Ma le normative cambiano. In Europa, il Regolamento CE 1223/2009 è tra i più severi al mondo: ogni ingrediente deve essere dichiarato in ordine di concentrazione. Negli Stati Uniti le regole FDA sono meno stringenti, e in alcuni paesi asiatici ci sono variazioni nella nomenclatura degli estratti vegetali.
Come faccio a sapere se un ingrediente è sicuro? Cercalo su CosIng, il database della Commissione Europea. Ti dice se l'ingrediente è autorizzato, con quali restrizioni e in quali concentrazioni. Evita i forum e le app allarmiste: la sicurezza dipende dalla concentrazione e dalla formulazione complessiva, non dal singolo nome.
Cosa significa "Aqua" in INCI? È semplicemente acqua. In INCI si usa il nome latino. È il primo ingrediente nella stragrande maggioranza degli shampoo, creme e sieri perché l'acqua è la base della formula. In uno shampoo, Aqua rappresenta in genere il 60-80% del prodotto totale.
Gli shampoo biologici hanno un INCI diverso? No, la nomenclatura è identica. Uno shampoo certificato bio usa gli stessi nomi INCI di uno convenzionale. La differenza è nella percentuale di ingredienti da agricoltura biologica certificata e nell'assenza di certi ingredienti sintetici. Occhio: "bio" e "naturale" non sono sinonimi. Un prodotto può essere naturale al 95% senza avere nessuna certificazione bio.
Quanti ingredienti deve avere uno shampoo di qualità? Non esiste un numero magico. Uno shampoo con 8 ingredienti ben scelti può essere eccellente, così come uno con 20. Quello che conta è la qualità delle prime 5-6 posizioni, non la lunghezza della lista. Diffida di chi ti dice "meno ingredienti = meglio" — è una semplificazione che non regge nella cosmetologia reale.
Cosa sono i cosiddetti "ingredienti attivi"? Sono gli ingredienti che danno al prodotto la sua funzione specifica: il panthenolo che ripara, la cheratina idrolizzata che rinforza, l'acido salicilico che esfolia. Un ingrediente attivo è davvero tale solo se è presente in concentrazione sufficiente — cioè se si trova nelle prime posizioni dell'INCI, prima dei conservanti. Se lo trovi in fondo alla lista, è presente in tracce e il suo effetto è trascurabile.
L'INCI mi dice tutto su uno shampoo? Ti dice cosa c'è dentro e in che ordine di concentrazione. Non ti dice le percentuali esatte (quelle sono segrete), né come la formula interagisce con il tuo specifico tipo di capello. L'INCI è lo strumento migliore che hai per fare una scelta informata, ma l'unico test definitivo resta provare il prodotto sui tuoi capelli.
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