Migliori piastre a infrarossi per capelli 2026: cosa fanno davvero e quali scegliere
Le migliori piastre a infrarossi per capelli non sono quelle che promettono di «non rovinare»: sono quelle che ti lasciano lisciare alla temperatura più bassa possibile, con una regolazione precisa e piastre che non ti costringono a ripassare. Qui trovi sette modelli che dichiarano davvero gli infrarossi, analizzati sulle specifiche del produttore.
Una premessa che vale per tutta la pagina: «infrarossi» è il modo in cui il produttore descrive il riscaldamento delle piastre, non una garanzia di capelli intatti. Più sotto spieghiamo cosa c'è di fisicamente vero in quella parola e cosa invece è marketing.
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Come abbiamo selezionato le piastre a infrarossi
Una piastra entra in questa classifica solo se il produttore dichiara la tecnologia a infrarossi nel titolo o nella scheda del prodotto. Abbiamo poi confrontato le specifiche pubblicate dai marchi: escursione di temperatura, numero di livelli, rivestimento, larghezza e lunghezza delle piastre, sicurezze come l'autospegnimento.
I criteri, in ordine di peso:
- Regolazione della temperatura: quanti livelli e da quale minimo si parte. Una piastra che scende a 130 °C serve a chi ha capelli fini o decolorati; una che parte da 170 °C no.
- Superficie delle piastre: larghezza e lunghezza dichiarate, perché decidono quante passate servono e quindi quanti secondi di contatto accumula la ciocca.
- Rivestimento dichiarato: ceramica, tormalina, titanio. Conta per la scorrevolezza, non per «curare» il capello.
- Trasparenza della scheda: una piastra che non dichiara le temperature finisce in coda, a parità di tutto il resto, perché non puoi sapere a quanti gradi stai lavorando.
Abbiamo escluso di proposito le piastre a vapore pure, già analizzate nella nostra classifica delle piastre a vapore, e i modelli professionali senza infrarossi della guida alle piastre professionali. Fuori anche le cosiddette «piastre a ultrasuoni e infrarossi» per trattamenti a freddo: sono ferri per far penetrare maschere e cheratina, non attrezzi per lisciare. Nessuna di queste valutazioni deriva da prove fisiche: è un confronto fra dichiarazioni e dati tecnici pubblicati.
Le migliori piastre a infrarossi per capelli: la classifica 2026
La piastra a infrarossi migliore per la maggior parte delle persone è la Bellissima Imetec Creativity Infrared, per la regolazione fine da 130 a 230 °C su 11 livelli e il doppio set di piastre. La Upgrade Infrared Slim è l'alternativa più precisa per chi ha capelli lunghi; la Jean Louis David è la scelta se vuoi anche il vapore.
1. Bellissima Imetec Creativity Infrared — la più completa sulla regolazione
Bellissima Imetec Creativity Infrared – Piastra per capelli 130-230°C
La Creativity Infrared è il modello che mette insieme più cose giuste sulla carta. Bellissima dichiara 11 temperature fra 130 e 230 °C: significa poter partire basso su capelli fini o schiariti e salire per gradi solo se la ciocca non tiene. È la stessa logica che ti consigliamo per qualunque piastra, e qui il produttore te la rende facile.
L'altra particolarità è il sistema a quattro piastre: quattro elementi riscaldanti da 12×90 mm, con il primo set che modella e il secondo che fissa. Il ragionamento del produttore è che due superfici in serie fanno in una passata il lavoro di due. Se è così nella pratica dipende dalla tua ciocca, ma l'idea va nella direzione giusta: meno passate vuol dire meno tempo di contatto col calore.
Il limite è la larghezza: 12 mm per piastra sono stretti. Su capelli molto folti e lunghi lavori per ciocche piccole, e la piega richiede più tempo. Il profilo arrotondato invece è un vantaggio se vuoi anche le onde, non solo il liscio. Se ti interessa il resto della gamma, la nostra analisi delle piastre e degli styler Bellissima mette a confronto i modelli del marchio.
2. Upgrade Infrared Slim — la piastra lunga per chi ha molti capelli
Upgrade - Piastra per Capelli Professionale Infrared,Slim,Con Elegante Design Nero,Piattini Stretti - Per Tutte le Tipologie di Capello
La Upgrade è la piastra con la scheda più dettagliata fra le alternative. Piastre in titanio e ceramica tormalina, display digitale con sensore, temperatura da 130 a 230 °C, piattini da 25×110 mm: quasi il doppio della lunghezza delle piastre strette della Bellissima, quindi più capelli trattati a ogni passaggio.
Il produttore dichiara che la sua tecnologia «Bio-Infrared» permette di ottenere lo stesso risultato con temperature inferiori di 30 °C rispetto a una piastra convenzionale. È un dato interessante, ma non abbiamo trovato un test pubblicato che lo misuri: prendilo come un'indicazione su come usarla, cioè partendo più basso di quanto faresti con la tua vecchia piastra, non come una prova.
Il cavo girevole da 2,70 metri e lo spegnimento automatico dopo un'ora di inattività sono dettagli da piastra da salone. La linea slim, infine, la rende adatta anche alle ciocche vicino alla radice e alla frangia.
3. Jean Louis David Steam Protect — l'ibrida vapore e infrarossi
Jean Louis David - Piastra a Vapore a Infrarossi Steam Protect -Piastre in Ceramica e Tormalina XL -Serbatoio 10ml -6 Temperature - Capelli Fragili a Molto Ricci - Lisciatura Cura ad Alte Prestazioni
La Steam Protect è una piastra ibrida: Jean Louis David dichiara sia il vapore, da un serbatoio integrato da 10 ml, sia il calore a infrarossi. La mettiamo in questa classifica perché gli infrarossi li dichiara davvero, ma va detto chiaro: per come funziona appartiene prima di tutto alla famiglia delle piastre a vapore. Se è il vapore che cerchi, la nostra guida alle piastre a vapore per capelli confronta i modelli specializzati.
Ha senso soprattutto su capelli spessi, crespi o ricci, che sono quelli per cui il produttore la propone: il vapore rende la fibra più plastica per qualche istante e ti aiuta a lisciare con meno passate. Le piastre XL in ceramica e tormalina vanno nella stessa direzione.
Il rovescio è la temperatura minima: 150 °C, su 6 livelli fino a 235 °C. Su capelli finissimi o decolorati parti già più in alto delle prime due della classifica. In più c'è un serbatoio da gestire: acqua da rabboccare e, nel tempo, calcare.
Le altre piastre a infrarossi che valgono la pena
Dalla quarta posizione in giù trovi piastre che hanno un punto di forza preciso, utile solo a un certo tipo di capello: piastre molto larghe per chiome folte, una 25 mm compatta, una scheda con 14 livelli di temperatura. Sceglile se il tuo caso coincide con il loro punto di forza.
4. Bellissima Imetec Absolute 4XL — per capelli folti, crespi e afro
Bellissima Imetec Absolute – Piastra per capelli 4XL professionale
La Absolute è la sorella larga della Creativity: stesso marchio, stessa logica del controllo intelligente del calore, ma piastre in formato 4XL che Bellissima indica per capelli crespi, folti e afro. Sulla carta è la piastra della lista con la superficie più ampia fra quelle dello stesso produttore.
Il limite è nella regolazione: quattro livelli fissi a 170, 185, 210 e 230 °C. Manca la parte bassa della scala, e per questo non la consigliamo a chi ha capelli fini o schiariti: il primo gradino è già alto. Su capelli spessi e resistenti, invece, la combinazione di piastre larghe e flessibili ha senso. Il rivestimento in ceramica e cheratina è un argomento di scorrevolezza: la cheratina sulla piastra non ripara quella del capello.
5. Salon Studio Professional MyInfrared — compatta da 25 mm
Salon Studio Professional MyInfrared Piastra a Infrarossi 25mm
La MyInfrared è la classica piastra da 25 mm, la larghezza più versatile: abbastanza stretta per le onde, abbastanza ampia per il liscio su capelli di lunghezza media. Il produttore dichiara tecnologia ionica a infrarossi, piastre in ceramica e tormalina, display LCD e un massimo di 230 °C raggiunto in meno di un minuto.
La scheda però non dichiara la temperatura minima. È il motivo principale per cui sta a metà classifica: senza sapere da dove parte la scala, non puoi usarla con la stessa sicurezza su un capello delicato. Anche la promessa di riscaldare il capello «senza danneggiarlo» è del produttore e la consideriamo tale: più avanti spieghiamo perché nessuna piastra può garantirlo.
6. PARWIN PRO BEAUTY piastra agli ioni infrarossi 45 mm — la più larga
Piastra per capelli agli ioni infrarossi, 45 mm di larghezza
Questa piastra, venduta con un titolo senza marchio ma descritta nella scheda come PARWIN PRO BEAUTY, ha le piastre più larghe della lista: 45 mm. È pensata per capelli lunghi e medio-lunghi, dove ogni passata cattura una ciocca grande. Ha anche la regolazione più fine: 14 livelli da 100 a 230 °C.
Due dettagli tecnici che apprezziamo, perché pochi produttori li scrivono: le piastre riscaldanti sono in alluminio e la scheda dichiara una fessura di chiusura posteriore fino a 1 mm, necessaria per la dilatazione termica. È un'informazione onesta: se a piastra chiusa vedi un filo di luce sul retro, è previsto. Il rovescio di 45 mm è la scarsa precisione su frangia, radici e capelli corti.
7. RETRO.UPGRADE infraKER — scheda essenziale, tormalina e infrarossi
RETRO.UPGRADE Rup-142C/infraKER Piastra professionale in tourmalina con infrarossi
La infraKER di Retro Upgrade dichiara piastre in tormalina e tecnologia a infrarossi, e qui la scheda si ferma: niente temperature, niente dimensioni delle piastre, niente sicurezze dichiarate. È dello stesso marchio della Upgrade Infrared Slim, ma quest'ultima è documentata molto meglio.
La teniamo in classifica perché è una piastra professionale vera e dichiara gli infrarossi; la mettiamo ultima perché, senza una scala di temperatura dichiarata, non possiamo dirti come usarla al meglio. Se sei indecisa fra le due Upgrade, scegli la Slim.
Tabella comparativa delle piastre a infrarossi
La tabella riassume i dati dichiarati dai produttori. L'ultima colonna è una lettura della Redazione, ricavata dalle specifiche pubblicate: indica il tipo di capello su cui la scala di temperatura e la larghezza dichiarate sono più adatte, e cosa manca nella scheda.
| # | Piastra | Tecnologia dichiarata | Temperature dichiarate | Piastre e rivestimento | Lettura della Redazione: per chi e cosa manca |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Bellissima Imetec Creativity Infrared | Infrarossi | 11 livelli, 130-230 °C | 4 piastre 12×90 mm, Ion Ceramic, flessibili | Capelli fini e medi, anche onde; stretta per chiome molto folte |
| 2 | Upgrade Infrared Slim | Bio-Infrared | 130-230 °C, display digitale | 25×110 mm, titanio e ceramica tormalina | Capelli lunghi, tutti gli spessori; numero di livelli non dichiarato |
| 3 | Jean Louis David Steam Protect | Vapore e infrarossi | 6 livelli, 150-235 °C | XL, ceramica e tormalina, serbatoio 10 ml | Capelli spessi, crespi, ricci; minimo alto per capelli fini |
| 4 | Bellissima Imetec Absolute 4XL | Infrared&Ion | 4 livelli: 170, 185, 210, 230 °C | 4XL, ceramica e cheratina, flessibili | Capelli folti, crespi, afro; manca la parte bassa della scala |
| 5 | Salon Studio MyInfrared | Ionica a infrarossi | Fino a 230 °C | 25 mm, ceramica e tormalina | Capelli medi; temperatura minima non dichiarata |
| 6 | PARWIN PRO BEAUTY 45 mm | Ioni e infrarossi | 14 livelli, 100-230 °C | 45 mm, alluminio, galleggianti 3D | Capelli lunghi e medio-lunghi; poco precisa su frangia e radici |
| 7 | RETRO.UPGRADE infraKER | Tormalina e infrarossi | Non dichiarate | Tormalina, dimensioni non dichiarate | Non valutabile sulla scala: scheda incompleta |
Tre piastre su sette partono da 130 °C o meno: Creativity Infrared, Upgrade Slim e PARWIN. Sono le uniche che consigliamo senza riserve a chi ha capelli decolorati, sottili o già sfibrati.
Cosa significa davvero «piastra a infrarossi»
Una piastra a infrarossi è una piastra a contatto il cui produttore dichiara che le superfici emettono radiazione infrarossa, di solito grazie a rivestimenti come ceramica o tormalina. Il calore arriva comunque soprattutto per contatto: gli infrarossi sono una caratteristica dell'emissione, non un modo di lisciare senza scaldare.
La fisica: ogni piastra calda emette infrarossi
Ogni corpo caldo emette radiazione infrarossa, e la lunghezza d'onda di picco dipende dalla temperatura (legge di Wien: circa 2.898 diviso per la temperatura in kelvin, in micrometri). Una piastra a 200 °C, cioè circa 473 K, emette con un picco intorno ai 6 micrometri: piena banda infrarossa. Questa è una lettura della Redazione, ma è fisica di base: anche la piastra più semplice «emette infrarossi».
Quello che i produttori rivendicano è altro: che rivestimenti e materiali delle loro piastre aumentino l'emissione infrarossa e la rendano più uniforme, e che questa energia penetri nella fibra in modo più graduale rispetto al solo contatto. È un'affermazione plausibile in linea di principio. Non abbiamo però trovato studi indipendenti che confrontino una piastra «a infrarossi» con una piastra tradizionale alla stessa temperatura e misurino il danno al capello.
Perché la temperatura resta la variabile che decide
Il punto pratico è questo: la piastra lavora sempre fra 130 e 230 °C, e la cheratina non sa da quale «tecnologia» arrivano quei gradi. Per questo nella nostra selezione abbiamo dato più peso alla scala di temperatura che alla parola «infrarossi» sulla scatola. Una piastra a infrarossi usata a 230 °C su capelli decolorati fa più danni di una piastra tradizionale usata a 170 °C sugli stessi capelli.
Infrarossi e ultrasuoni: non sono la stessa cosa
Cercando «piastra infrarossi» trovi anche le piastre a ultrasuoni e infrarossi, spesso fredde o tiepide. Servono a far penetrare maschere e trattamenti alla cheratina, non a lisciare. Se il tuo obiettivo è il liscio quotidiano, non sono l'attrezzo giusto e non le abbiamo incluse.
Le piastre a infrarossi rovinano i capelli?
Sì, possono: qualunque piastra che superi i 200 °C altera la cheratina, e gli infrarossi non annullano questo effetto. Riducono il danno solo se ti permettono, davvero, di lisciare a temperature più basse e con meno passate. Senza termoprotettore e con la piastra al massimo, il risultato è lo stesso di una piastra comune.
Sopra i 200 °C la cheratina cambia struttura
Il danno da calore è documentato con strumenti di laboratorio. Zhou e colleghi, Journal of Cosmetic Science, 2011 — studio sul danno termico da piastra con spettroscopia FTIR e calorimetria — hanno osservato che le piastre, operando oltre i 200 °C, convertono parte della cheratina dalla struttura ad α-elica a quella a foglietto β, la degradano e riducono la capacità del capello di trattenere acqua; il capello stressato dal calore si spezza di più al pettine. Gli autori lavoravano per International Specialty Products, azienda che produce i polimeri testati come pretrattamento: per questo la citiamo per la misura del danno, non per i prodotti.
Un lavoro indipendente dell'Università di San Paolo — Lima e colleghi, Journal of Cosmetic Dermatology, 2019, valutazione del danno da piastra su capelli vergini — ha misurato su capelli caucasici e asiatici l'emissione di composti solforati da 200 °C e una denaturazione della cheratina a 237 °C, con danni visibili alla cuticola al microscopio elettronico. La conclusione degli autori è che il controllo della temperatura è decisivo.
Quale temperatura usare con una piastra a infrarossi
La regola pratica è partire dal livello più basso e salire solo se la ciocca non si liscia. Come orientamento prudente: capelli fini o decolorati fra 130 e 160 °C, capelli normali fra 160 e 190 °C, capelli spessi o molto ricci fino a 200-210 °C. Sopra quella soglia entri nella zona in cui gli studi citati misurano il danno, e dovresti andarci solo se nient'altro funziona.
Se la tua piastra dichiara, come la Upgrade, di funzionare con 30 °C in meno, la cosa utile è metterla alla prova tu: abbassa e vedi se la ciocca tiene. Se tiene, hai guadagnato davvero; se continui a usarla a 230 °C, la tecnologia non ti ha dato nulla.
Il termoprotettore serve anche con gli infrarossi
Lo studio di Zhou ha visto che alcuni polimeri filmogeni applicati prima della piastra riducono la rottura e proteggono l'integrità della cuticola: è il meccanismo con cui lavora un termoprotettore. Nessuna piastra a infrarossi lo rende inutile. Per la scelta, parti dai nostri spray termoprotettori analizzati per formula, e preferisci quelli che non lasciano il capello bagnato: vedi la sezione sull'uso più sotto.
Piastra a infrarossi o a vapore: quale scegliere
Scegli il vapore se hai capelli spessi, crespi o ricci e il tuo problema è il numero di passate. Scegli una piastra a infrarossi con scala bassa se hai capelli fini, medi o decolorati e vuoi soprattutto lavorare a temperatura contenuta, senza un serbatoio da riempire e decalcificare.
Cosa ti dà in più il vapore
Il vapore rende la fibra più plastica per un istante e aiuta a fissare il liscio con meno passate: il vantaggio si vede sui capelli folti. In cambio hai un serbatoio, acqua da cambiare, calcare da gestire e una piastra più ingombrante. Se è questo che cerchi, la classifica delle piastre a vapore è il posto giusto.
Quando conviene l'ibrida come la Jean Louis David
L'ibrida ha senso se hai capelli spessi e vuoi provare il vapore senza rinunciare a una piastra che dichiara anche gli infrarossi. Non è una scelta che fa «di più» in assoluto: ha un minimo di 150 °C e un serbatoio da 10 ml da gestire. Su capelli fini non ti dà nulla che una Creativity Infrared non ti dia già, con una scala che scende più in basso.
E le piastre ad aria?
Esiste anche una terza strada, diversa da entrambe: le piastre ad aria, che lisciano con un flusso caldo invece che col contatto diretto. Le abbiamo confrontate a parte nella guida alle migliori piastre ad aria: lavorano a temperature più basse, ma il liscio è meno teso.
Come usare la piastra a infrarossi senza sprecarne il vantaggio
Il vantaggio di una piastra a infrarossi si perde in tre modi: usarla sui capelli bagnati, tenerla sempre al massimo, ripassare la stessa ciocca più volte. La sequenza corretta è capelli asciutti, termoprotettore, temperatura bassa, ciocche sottili e una passata lenta invece di tre veloci.
Mai sui capelli bagnati o umidi
Fra le ricerche più frequenti c'è «piastra infrarossi capelli bagnati»: la risposta è no. Christian e colleghi, Journal of Cosmetic Science, 2011, Università di Manchester — studio sugli effetti dell'acqua nel danno da piastra — hanno visto che, a parità di danno chimico, i capelli trattati con piastra in presenza di acqua subiscono un danno strutturale molto maggiore, misurato al microscopio e con prove di trazione. La causa più probabile, secondo gli autori, è l'evaporazione rapida dell'acqua dentro la fibra.
Lo stesso lavoro suggerisce che i termoprotettori funzionerebbero meglio con basi volatili invece che acquose. Tradotto: dopo lo spray aspetta che il capello sia asciutto prima di passare la piastra.
Asciugare bene prima della piastra
Prima della piastra serve un capello completamente asciutto. Lee e colleghi, Annals of Dermatology, 2011, Università Yonsei — studio su danno del fusto e tempi di asciugatura col phon — hanno osservato, su ciocche lavate e asciugate 30 volte, che il phon tenuto a 15 cm e in movimento continuo danneggiava meno dell'asciugatura naturale lasciata a lungo. È uno studio sul phon, non sulla piastra, ma indica come arrivare alla piastra con il capello pronto.
Ciocche sottili e una passata lenta
La ciocca giusta è larga quanto la piastra e sottile abbastanza da far passare il calore in modo uniforme: due o tre centimetri di spessore al massimo. Meglio una passata lenta e continua che tre rapide: ogni ripasso somma secondi di contatto. Se dopo la prima passata la ciocca non è liscia, la ciocca era troppo spessa più spesso di quanto la temperatura fosse troppo bassa.
Come scegliere la piastra a infrarossi giusta per i tuoi capelli
La scelta parte dal capello, non dalla tecnologia: capelli fini o decolorati chiedono una piastra che scenda a 130 °C o meno; capelli lunghi e folti chiedono piastre lunghe o larghe; capelli crespi e ricci traggono più beneficio dalle piastre larghe o dall'ibrida col vapore.
Capelli fini, decolorati o sfibrati
Qui la priorità è la scala bassa. Creativity Infrared (da 130 °C, 11 livelli), Upgrade Infrared Slim (da 130 °C) e PARWIN (da 100 °C, 14 livelli) sono le tre candidate. Lascia perdere la Absolute: il suo primo livello è 170 °C. Se hai molto crespo oltre alla fragilità, lavora anche sui prodotti: la nostra selezione di prodotti anticrespo per capelli aiuta a ridurre le passate.
Capelli lunghi, folti o molto spessi
Conta la superficie: piastre lunghe come i 110 mm della Upgrade Slim o larghe come i 45 mm della PARWIN e il formato 4XL della Absolute. Ogni passata copre più capelli, e la piega richiede meno tempo totale col calore. Su capelli spessi e crespi, l'ibrida Jean Louis David è l'opzione da considerare.
Capelli medi e chi vuole anche le onde
Se vuoi una piastra per il liscio e per le onde, cerca un profilo arrotondato e una larghezza fra 12 e 25 mm: Creativity Infrared e MyInfrared sono le due più adatte. Le piastre larghe da 45 mm lisciano in fretta, ma per le onde sono scomode.
Domande frequenti sulle piastre a infrarossi
Cosa significa piastra a infrarossi?
È una piastra a contatto in cui il produttore dichiara che le superfici, grazie a materiali come ceramica o tormalina, emettono radiazione infrarossa che penetra nella fibra in modo più graduale. Il calore arriva comunque soprattutto per contatto, e la temperatura impostata resta il fattore che decide il danno.
Le piastre a infrarossi rovinano i capelli?
Sì, possono rovinarli come ogni piastra: sopra i 200 °C la cheratina cambia struttura, come mostrano gli studi del Journal of Cosmetic Science e del Journal of Cosmetic Dermatology. Riducono il danno solo se ti permettono di lavorare a temperature più basse e con meno passate, sempre con un termoprotettore.
È meglio una piastra a vapore o a infrarossi?
Dipende dai capelli. Il vapore dà il vantaggio maggiore su capelli spessi, crespi o ricci, dove riduce le passate. Una piastra a infrarossi con una scala che parte da 130 °C o meno è più adatta a capelli fini, medi o decolorati, e non ha serbatoio da gestire.
Si può usare la piastra a infrarossi sui capelli bagnati?
No. La piastra va usata solo su capelli completamente asciutti: uno studio dell'Università di Manchester ha mostrato che il calore su capelli con acqua causa un danno strutturale molto maggiore, probabilmente per l'evaporazione rapida dell'acqua dentro la fibra. Anche dopo il termoprotettore, aspetta che il capello sia asciutto.
A che temperatura usare la piastra a infrarossi?
Parti sempre dal livello più basso e sali solo se serve. Come orientamento: 130-160 °C per capelli fini o decolorati, 160-190 °C per capelli normali, fino a 200-210 °C per capelli spessi o molto ricci. Il massimo di 230 °C va usato il meno possibile.
Serve il termoprotettore con una piastra a infrarossi?
Sì. Gli infrarossi non sostituiscono la protezione: i polimeri filmogeni di un termoprotettore riducono la rottura e proteggono la cuticola durante i passaggi ripetuti di piastra. Applicalo sulle lunghezze e lascialo asciugare prima di lisciare, soprattutto se è a base d'acqua.
Le piastre a ultrasuoni e infrarossi servono a lisciare?
No. Le piastre a ultrasuoni e infrarossi sono attrezzi per trattamenti, spesso freddi o tiepidi, pensati per far penetrare maschere e cheratina. Non lisciano come una piastra a caldo e non sono un'alternativa a quelle di questa classifica.
Aggiornato a ottobre 2026. Le specifiche citate sono quelle dichiarate dai produttori nelle schede dei prodotti; Gloora può ricevere una commissione sugli acquisti fatti dai link di questa pagina, senza costi aggiuntivi per te.
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