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Migliore crema protettiva viso per il freddo: 5 formule contro vento e aria secca

Redazione Gloora · · 27 min di lettura
Tubetti e vasetti delle migliori creme protettive viso per il freddo appoggiati su una sciarpa di lana chiara

Guance che tirano appena metti il naso fuori, zigomi rossi dopo mezz'ora di vento, pelle che a gennaio sembra carta velina. Il freddo non «brucia» la pelle: la asciuga. L'aria gelida contiene pochissima acqua, il vento porta via quella che resta in superficie e il riscaldamento di casa completa l'opera. Il risultato è una barriera cutanea che perde più acqua di quanta riesca a trattenerne.

La risposta classica è la cold cream, una crema ricca di cere e grassi che stende un film sul viso e rallenta l'evaporazione. Funziona, ma va capito bene cosa fa. Protegge dalla secchezza, dalle screpolature e dal bruciore da vento; non scalda, non isola e non protegge dal congelamento. E in montagna, se non ha un filtro solare, lascia scoperto il rischio più serio di tutti.

Questa pagina è il complemento pratico della nostra guida alla skincare d'autunno e d'inverno: lì trovi la routine completa, qui cosa mettere sul viso quando esci al freddo. Cinque formule confrontate per ingredienti, filtro solare, profumo e per una cosa che nessuna etichetta dichiara: se lascia la pelle lucida e se ci si può truccare sopra.

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Le migliori creme protettive per il freddo in breve

Per la città e il vento la migliore crema protettiva viso per il freddo è la Weleda Cold Cream, una cold cream vera a base di oli e cera d'api. Per sci e montagna serve la Piz Buin Mountain SPF 50+; senza profumo e per le guance arrossate, il balsamo Rilastil Cicastil.

  1. Weleda Cold Cream: la cold cream classica, per chi esce al freddo ogni giorno e ha la pelle da secca a normale.
  2. Piz Buin Mountain Crema Solare Viso SPF 50+: l'unica della selezione con un filtro solare alto, obbligatoria sulle piste.
  3. Rilastil Cicastil Balsamo Lenitivo: senza profumo, per guance arrossate, screpolature e pelle che pizzica, dai neonati agli adulti.
  4. Babygella Crema Protettiva: la specifica per il viso dei neonati, con ossido di zinco e cera d'api.
  5. Euphidra AmidoMio Crema Protettiva: la più leggera, con un filtro fisico per l'esposizione lieve dei bambini.

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Cosa fa davvero una crema protettiva per il freddo

Una crema protettiva per il freddo stende sul viso un film di grassi e cere che rallenta la perdita d'acqua della pelle quando l'aria è fredda, secca e ventosa. Riduce secchezza, screpolature e bruciore da vento. Non trattiene calore: contro il congelamento servono sciarpa, passamontagna e buon senso.

Sembra una distinzione da manuale, ma cambia il modo di scegliere e di usare il prodotto. Se pensi che la crema «scaldi», la metti sulla porta di casa e ti senti al sicuro anche a meno dieci. Se sai che rallenta l'evaporazione, la metti prima, in casa, e la accompagni con il resto dell'equipaggiamento.

Freddo, aria secca e vento: cosa succede alla barriera

Lo strato più esterno della pelle, lo strato corneo, funziona come un muro di mattoni cementati da grassi: ceramidi, colesterolo e acidi grassi. Il suo compito è trattenere l'acqua dentro. Gli studiosi misurano la tenuta del muro con la perdita d'acqua transepidermica, la quantità d'acqua che attraversa la pelle ed evapora: più è alta, più la barriera è in difficoltà.

L'inverno la mette alla prova. Uno studio su 140 persone con pelle sana o sensibile (Jiang e colleghi, Journal of Cosmetic Dermatology, 2022, qui l'abstract) ha trovato differenze significative fra inverno ed estate nella perdita d'acqua, nel pH e nel flusso di sangue della pelle, in tutti i gruppi. La conclusione degli autori è che la stagione influenza la barriera delle pelli sensibili in modo diverso a seconda del tipo. Lo studio è stato finanziato da un ente sanitario di Shanghai e da un programma di ricerca sostenuto da L'Oréal, che però non misurava alcun prodotto.

Se la tua pelle d'inverno tira, desquama o arrossisce con niente, il problema è quasi sempre lì: una barriera indebolita. Come ripararla, oltre a proteggerla, lo spieghiamo nella guida alla barriera cutanea danneggiata.

Cold cream: la ricetta e il perché del nome

La cold cream è una delle preparazioni cosmetiche più antiche che si conoscano: la tradizione ne attribuisce la prima ricetta al medico greco Galeno. Gli ingredienti sono sempre gli stessi da secoli: acqua, oli vegetali e cera d'api, che tiene insieme le due fasi. Il nome non viene dal fatto che protegga dal freddo, ma dalla sensazione di fresco che dà appena stesa, quando l'acqua della formula evapora.

Oggi con «cold cream» si indica più in generale una crema ricca, spesso un'emulsione con molta fase grassa, che lascia sulla pelle un film occlusivo. Occlusivo vuol dire che fa da coperchio: rallenta l'evaporazione e dà alla barriera il tempo di recuperare. È lo stesso principio della vaselina, con una texture più gradevole.

Quel fresco iniziale ha una conseguenza pratica, misurata. In un esperimento su 15 volontari rimasti un'ora in una stanza a meno 5 gradi, con un ventilatore a simulare il vento (Thorleifsson e Wulf, British Journal of Dermatology, 2003, consultabile qui), la guancia trattata con una crema olio in acqua è risultata più fredda fino a 1,3 gradi rispetto a quella con la vaselina. La differenza è sparita entro 20 minuti, e per rossore e perdita d'acqua le due creme si sono comportate allo stesso modo. Tradotto: la crema va messa in casa, con un po' di anticipo, non sul pianerottolo.

Non scalda la pelle: cosa dicono gli studi sul congelamento

Una crema protettiva per il freddo non isola e non scalda: gli esperimenti in camera fredda la mostrano più spesso rinfrescante, e fra i militari finlandesi chi usava pomate «protettive» si congelava di più. Serve contro secchezza e screpolature; contro il gelo vero servono sciarpa e passamontagna.

Il caso finlandese

Qui arriva la parte che quasi nessuno scrive. In Finlandia le pomate protettive contro il freddo sono una tradizione, e un medico militare, Lehmuskallio, ha voluto verificarne l'utilità. La sintesi dei suoi studi (Lehmuskallio, International Journal of Circumpolar Health, 2000, abstract disponibile qui), condotti per l'istituto di medicina militare delle forze armate finlandesi, racconta un risultato controintuitivo. In uno studio epidemiologico prospettico su 913 lesioni da freddo alla testa, chi usava le pomate aveva un rischio di congelamento più alto: circa quattro volte e mezzo per le orecchie, oltre cinque per il naso, tre per il resto del viso.

Il motivo non è che la crema raffreddi la pelle in modo pericoloso. Negli esperimenti in camera fredda, con la crema su metà viso e l'altra metà come controllo (Lehmuskallio e colleghi, Acta Dermato-Venereologica, 2000, qui lo studio, 46 esposizioni al freddo), le creme hanno avuto più spesso un effetto rinfrescante che riscaldante, mentre la vaselina dava spesso una sensazione soggettiva di calore. La conclusione degli autori: le pomate «protettive» possono dare un falso senso di sicurezza e far trascurare le misure che proteggono davvero.

Una revisione rapida delle prove disponibili, pubblicata da una ricercatrice della Croce Rossa belga (De Buck, Emergency Medicine Journal, 2017, consultabile qui, 126 articoli esaminati, tre giudicati i più solidi), arriva allo stesso punto: l'emolliente sul viso non è una buona protezione contro il congelamento e può perfino aumentarne il rischio. Il messaggio per te è semplice. La crema per il freddo serve contro secchezza e screpolature, ed è utile ogni giorno in città. Con temperature davvero estreme, la protezione la fanno sciarpa, scaldacollo e passamontagna.

Le 5 migliori creme protettive per il freddo

Abbiamo messo in fila cinque formule da lasciare sulla pelle, tutte con una funzione protettiva dichiarata contro freddo, vento o agenti esterni: in cima la cold cream più classica, poi l'unica con SPF 50+ per la quota, quindi la scelta senza profumo e le due pensate per i più piccoli.

Ogni scheda dice cosa c'è nella formula secondo l'INCI pubblicato, per chi è adatta, se lascia la pelle lucida e quando lasciarla sullo scaffale.

1. Weleda Cold Cream: la cold cream classica

Se cerchi una cold cream nel senso stretto della parola, è questa. La formula è costruita attorno a due oli vegetali e alla cera d'api, con una lista di ingredienti cortissima. È la più venduta e la più citata della categoria, e dall'analisi dell'INCI si capisce perché: fa una cosa sola e la fa bene.

La cold cream classica

Weleda Cold Cream, crema viso nutriente per proteggere la pelle dal freddo, aria secca e vento, 30 ml

Oli di mandorla e di arachide con cera d’api: un vero film protettivo
Lista INCI corta, quattordici voci in tutto
Tubetto da 30 ml che sta in qualunque tasca
Contiene olio di arachide: da evitare con l’allergia
Profumo, alcol e cinque allergeni della fragranza
Lascia la pelle lucida: pesante sulla pelle grassa

Cosa c'è dentro. Dopo l'acqua vengono olio di mandorle dolci e olio di arachide, poi la cera d'api (cera alba). Seguono alcol, due emulsionanti di origine vegetale, profumo, solfato di zinco e cinque allergeni della fragranza: limonene, linalolo, citronellolo, geraniolo e citrale. Quattordici voci in tutto. Nessun filtro solare.

Lucida o no. Incrociando le recensioni che abbiamo potuto leggere, il giudizio è diviso: sulla pelle molto secca si assorbe in fretta, su quella normale o mista resta lucida a lungo. Chi la usa sotto il trucco consiglia uno strato sottile e un passaggio di carta assorbente prima del fondotinta.

A chi serve. A chi ha la pelle da secca a normale ed esce ogni giorno al freddo: tragitto a piedi, bici, attesa alla fermata. Il tubetto da 30 ml sta in qualunque tasca, quindi la puoi rimettere a metà giornata sulle zone che tirano, zigomi e ali del naso.

Quando lasciarla sullo scaffale. Se in casa c'è un'allergia alle arachidi, leggi due volte l'etichetta prima di comprarla. Con la pelle sensibile o la couperose, profumo e alcol sono due variabili in più: meglio il numero 3. E sulla pelle grassa rischia di essere troppo.

2. Piz Buin Mountain SPF 50+: per montagna e sci

Qui cambia il problema. In quota il freddo è solo metà della storia: l'altra metà sono i raggi UV, più intensi con l'altitudine e rimandati indietro dalla neve. Una cold cream senza filtro, sulle piste, ti lascia scoperto proprio dove serve. Questa è l'unica crema della selezione che mette insieme le due funzioni.

Per montagna e sci

PIZ BUIN Mountain Crema Solare Viso SPF 50+ per Sole, Freddo e Vento, 50 ml

SPF 50+ con filtri UVA e UVB ad ampio spettro
Glicerina, burro di karité e trealosio per l’idratazione
Texture leggera che regge anche sotto il trucco
Meno ricca di una cold cream: con la pelle molto secca serve uno strato sotto
Contiene profumo e octocrilene
Va riapplicata ogni due ore circa, anche con il cielo coperto

Cosa c'è dentro. Secondo l'INCI pubblicato, sei filtri solari: octocrilene, etilesil salicilato e avobenzone, affiancati da tre filtri di ultima generazione ad ampio spettro (bis-etilesilossifenol metossifenil triazina, metilene bis-benzotriazolil tetrametilbutilfenolo e dietilammino idrossibenzoil esil benzoato). Per la parte idratante ci sono glicerina, burro di karité e trealosio, più estratti di stella alpina e partenio. In fondo alla lista, profumo.

Lucida o no. Dalle recensioni verificate emerge una texture leggera, che si stende facilmente e non lascia la pelle unta. È la più adatta della selezione a stare sotto un velo di trucco, anche se in pista il trucco è l'ultimo dei pensieri.

A chi serve. A chi scia, fa scialpinismo o ciaspolate, e a chi passa giornate all'aperto in quota. Il marchio la dichiara resistente all'acqua e al sudore, e il tubetto sottile entra nella tasca della giacca: conta, perché va riapplicata.

Quando lasciarla sullo scaffale. In città, d'inverno, un SPF 50+ ogni giorno è più di quanto serva a molte persone, e come crema per il vento è meno ricca di una cold cream. Se hai la pelle molto secca, in montagna usala sopra una crema più nutriente, come vedremo più avanti.

3. Rilastil Cicastil Balsamo Lenitivo: senza profumo, per le guance arrossate

Il terzo gradino del podio va alla formula più tollerabile. Non è nato come cold cream, ma il marchio lo presenta come trattamento protettivo a effetto barriera anche contro freddo e vento, e l'INCI gli dà ragione. È senza profumo e dichiarato per viso, corpo e labbra di neonati, bambini e adulti.

Senza profumo

Rilastil Cicastil, Balsamo Lenitivo Riparatore Multiuso Effetto Barriera per Viso e Corpo, 40 ml

Senza profumo, per viso, corpo e labbra
Ossido di zinco, pantenolo e centella per le zone arrossate
Dichiarato per neonati, bambini e adulti
Lascia una scia bianca finché non lo massaggi
Tubetto da 40 ml: su tutta la famiglia finisce presto
Nessun filtro solare: in montagna serve anche l’SPF

Cosa c'è dentro. Acqua, trigliceridi e olio di jojoba, un alcano vegetale, pantenolo, ossido di zinco e burro di karité nelle prime posizioni. Poi centella asiatica con i suoi attivi (madecassoside e asiaticoside), acido ialuronico e vitamina E. Un dettaglio da chimici: nella lista c'è solfato di magnesio accanto a un emulsionante poligliceril, una coppia tipica delle emulsioni acqua in olio. È un indizio, non una prova, della struttura ricca da cold cream.

Lucida o no. L'ossido di zinco, appena steso, lascia una leggera scia bianca che si assorbe con il massaggio, come riportano le descrizioni e le recensioni. Non è una base trucco: è un balsamo da mettere dove serve.

A chi serve. A chi ha le guance che si arrossano e pizzicano col vento, a chi ha screpolature ai lati del naso dopo un raffreddore, ai bambini con il viso irritato dal freddo. Senza profumo è la scelta più prudente sulla pelle sensibile.

Quando lasciarla sullo scaffale. Non ha filtro solare. Il tubetto è da 40 ml: se lo usi su tutta la famiglia, finisce presto.

4. Babygella Crema Protettiva: la specifica per i neonati

Il marchio la dichiara per viso e mani dei bambini esposti a freddo e vento, fin dalla nascita. È l'unica della selezione che dichiara la percentuale del suo attivo protettivo: ossido di zinco al 4%. La mettiamo quarta, e non più su, per un solo motivo: il profumo.

Per neonati

Babygella Crema Protettiva, Crema Viso Neonato con Burro di Karité e Olio di Crusca di Riso, 50 ml

Ossido di zinco al 4% dichiarato, con cera d’api e burro di karité
Pensata per viso e mani esposti a freddo e vento
Adatta fin dalla nascita secondo il marchio
Contiene profumo, evitabile sulla pelle dei neonati
Nessun filtro solare dichiarato
Meno occlusiva di una cold cream classica

Cosa c'è dentro. Dall'INCI pubblicato dalle farmacie: esteri emollienti, glicerina, ossido di zinco, burro di karité, olio di crusca di riso e di mandorle dolci, poi cera d'api. Ci sono anche xilitolo e galatto-oligosaccaridi (il complesso che il marchio chiama prebiotico), bisabololo e calendula come lenitivi, e in coda fosfolipidi e colesterolo, cioè grassi simili a quelli della barriera. Il profumo è presente.

Lucida o no. Il marchio la descrive come una crema che non unge. Recensioni specifiche sull'alone bianco non ne abbiamo trovate; con il 4% di ossido di zinco un leggero velo chiaro è possibile, soprattutto sulle carnagioni più scure.

A chi serve. Ai genitori che cercano una crema pensata apposta per le guance dei neonati, da mettere prima della passeggiata. Il marchio la indica anche per i bambini con una storia di dermatite atopica da lieve a moderata.

Quando lasciarla sullo scaffale. Se preferisci che sulla pelle del neonato non vada nessun profumo, il numero 3 fa lo stesso lavoro senza. E non ha un filtro solare dichiarato.

5. Euphidra AmidoMio Crema Protettiva: la più leggera, con filtro fisico

Chiude la classifica la formula più leggera. Si presenta come crema protettiva per la pelle delicata dei bambini, con amido di riso e un filtro solare fisico. È utile, ma bisogna capire bene che cosa quel filtro può fare e che cosa no.

Con filtro fisico

Euphidra AmidoMio Crema Protettiva con Amido di Riso e Filtro Solare Fisico, 50 ml

Biossido di titanio come filtro fisico per l’esposizione lieve
Amido di riso, pantenolo e burro di karité
Texture leggera per viso e corpo di bambini e adulti
SPF non dichiarato: non è un solare per la neve
Profumo con allergeni, fra cui la cumarina
Base leggera: con vento forte protegge meno

Cosa c'è dentro. Secondo l'INCI riportato dalle farmacie online: acqua, un etere emolliente, burro di karité, alcol cetearilico, glicerina, amido di riso, siliconi e biossido di titanio, poi vitamina E e pantenolo. In coda profumo e sette allergeni della fragranza, fra cui la cumarina. Il biossido di titanio è a metà lista e il prodotto non dichiara un SPF numerico: il marchio parla di protezione da una lieve esposizione ai raggi UV.

Lucida o no. Dalle recensioni emerge una texture leggera che si assorbe subito. È la meno lucida delle cinque, insieme alla Piz Buin, ma proprio per questo è anche la meno occlusiva: con vento forte e aria gelida protegge meno di una cold cream.

A chi serve. Per la passeggiata in città con il bambino in una giornata fredda e limpida, o per chi vuole una crema protettiva leggera per viso e corpo.

Quando lasciarla sullo scaffale. Sulla neve e in quota non basta: serve un solare con SPF alto dichiarato. E se cerchi una formula senza profumo, torna al numero 3.

Tabella comparativa: formula, filtro solare e quanto lascia lucida la pelle

La tabella mette in fila ciò che conta quando esci al freddo: che tipo di formula è, se ha un filtro solare, se contiene profumo e quanto lascia lucida la pelle. Quest'ultima colonna nessun produttore la dichiara: è una lettura della Redazione, ricavata dall'INCI e dalle recensioni verificate.

# Prodotto Tipo di formula Filtro solare Profumo Lascia lucida? Trucco sopra? Per chi
1 Weleda Cold Cream Cold cream con oli e cera d'api No Sì, con allergeni Sì, a lungo sulle pelli normali o miste; trucco solo con strato sottile Adulti, pelle secca, città e vento
2 Piz Buin Mountain SPF 50+ Crema solare con glicerina e karité SPF 50+ Poco: leggera, regge sotto il trucco Sci, montagna, quota
3 Rilastil Cicastil Balsamo ricco con ossido di zinco No No Scia bianca che sparisce col massaggio; non è una base trucco Guance arrossate, pelle sensibile, tutte le età
4 Babygella Crema Protettiva Emulsione con ossido di zinco al 4% e cera d'api No Possibile velo chiaro; nessuna recensione specifica trovata Neonati e bambini
5 Euphidra AmidoMio Crema leggera con amido di riso Fisico, SPF non dichiarato Sì, con allergeni Poco: si assorbe subito, ma protegge meno dal vento Bambini, freddo lieve, viso e corpo

La colonna sulla lucidità è una stima ragionata: pesano la quantità di oli e cere, la presenza di ossido di zinco o biossido di titanio e ciò che riportano le recensioni. La tua pelle può smentirla in entrambe le direzioni. Manca apposta la colonna del prezzo: l'importo aggiornato lo trovi solo sulla scheda Amazon.

Come abbiamo selezionato queste creme

La selezione è un lavoro di scrivania, non di laboratorio: lettura degli INCI pubblicati, confronto delle funzioni dichiarate dai marchi, verifica sugli studi della letteratura dermatologica e lettura delle recensioni. Sono entrate solo creme da lasciare sul viso con una funzione protettiva dichiarata contro freddo, vento o agenti esterni.

Funzione dichiarata. Una crema idratante qualunque, per quanto buona, non è una crema protettiva per il freddo. Abbiamo tenuto solo i prodotti che il marchio presenta per freddo, vento, aria secca o agenti atmosferici.

Struttura della formula. Cere, burri, oli e ossido di zinco sono ciò che fa da coperchio. Più la formula è ricca di fase grassa, più protegge dal vento, e più rischia di lasciare la pelle lucida. Lo diciamo in ogni scheda.

Filtro solare. Solo una crema della selezione ha un SPF alto dichiarato, ed è quella per la montagna. Per le altre lo scriviamo chiaramente, perché è un limite che conta.

Profumo e allergeni. Non sono vietati, ma sulla pelle sensibile, sulla couperose e sui neonati sono variabili in più. Nella selezione c'è un'opzione senza profumo dichiarato.

Solidità dello storico su Amazon. A parità di formula, ha pesato la solidità dello storico di vendita e la reperibilità immediata. Non riportiamo stelle e numeri di valutazioni perché cambiano ogni giorno.

Cosa è rimasto fuori

Fuori i detergenti, anche quelli «per l'inverno»: restano sul viso pochi secondi. Fuori le creme solari senza alcuna funzione dichiarata contro il freddo, che in montagna vanno bene ma non sono l'argomento di questa pagina. Fuori anche una crema idratante italiana che si chiama «protettiva» ma è pensata per le pelli normali, senza nessun riferimento a freddo o vento. Mancano infine alcuni nomi noti da farmacia: la selezione è limitata ai prodotti venduti su Amazon di cui abbiamo potuto verificare formula e reperibilità il giorno dell'aggiornamento.

Montagna e sci: la crema per il freddo non basta

In montagna una crema protettiva senza SPF non basta: con la quota i raggi UV aumentano, la neve li riflette e il freddo non li attenua. Serve un solare ad alta protezione, da riapplicare, sopra o al posto della cold cream. Il vento si combatte con la crema, le scottature solo con il filtro.

Perché in quota i raggi UV contano di più

Il freddo inganna: la pelle non si scalda, quindi non ti accorgi di prendere sole. Uno studio che ha seguito nove guide alpine per un anno intero, con dosimetri sui lati della testa per 1.406 giornate di lavoro (Moehrle e colleghi, International Journal of Cancer, 2003, qui l'abstract), parte proprio da questo: l'altitudine aumenta i raggi UV, neve e ghiaccio li riflettono. L'esposizione giornaliera mediana superava di sei volte i limiti raccomandati per chi lavora all'aperto, quella massima di ventitré.

Un dato ancora più vicino a noi arriva dalla Valle d'Aosta. Al Plateau Rosà, a 3.500 metri, un gruppo di fisici dell'università La Sapienza e dell'agenzia ambientale regionale ha misurato l'esposizione di un gruppo di sciatori (Casale e colleghi, Science of the Total Environment, 2015, consultabile qui). La misura è stata fatta in luglio, durante lo sci estivo, con un indice UV di picco di 12,3. Per alcuni sciatori l'esposizione del viso era simile a quella di una superficie orizzontale, e il gruppo ha superato i limiti di esposizione professionale. D'inverno il sole è più basso, ma la neve fresca continua a rimandare indietro gran parte della radiazione.

L'ordine giusto: prima la crema, poi il solare

La regola è quella di ogni routine: dal prodotto più ricco d'acqua a quello più protettivo, e il filtro solare per ultimo. In pratica, se hai la pelle secca: cold cream o balsamo in strato sottile, qualche minuto per farlo assestare, poi il solare. Se hai la pelle normale o mista, basta la crema solare per la montagna, che contiene già glicerina e burro di karité.

Il solare va rimesso ogni due ore circa, e dopo aver sudato o essersi asciugati il viso. Non dimenticare naso, orecchie e labbra: sono le zone che si scottano per prime e che si congelano per prime. Se cerchi un'alternativa per la città, con un SPF più leggero da usare ogni giorno, trovi le formule nella classifica delle creme viso con SPF.

Bambini e neonati: cosa cambia

La pelle dei bambini perde più acqua di quella degli adulti e produce pochissimo sebo, quindi soffre prima il freddo e il vento. Per loro serve una crema protettiva semplice, meglio se senza profumo, messa prima di uscire su guance, naso e mento. E in montagna, anche per loro, il filtro solare.

La loro pelle perde più acqua

Il dato arriva da uno studio giapponese che ha confrontato bambini da un mese a sei anni con donne ventenni, in estate e in inverno (Funamoto e colleghi, Cureus, 2021, testo disponibile qui). Nei bambini lo strato corneo conteneva meno acqua e la perdita d'acqua era più alta nella maggior parte delle zone del corpo; dopo il primo anno la produzione di sebo era minima ovunque. Gli autori concludono che la barriera dei bambini è meno sviluppata e che i consigli di skincare vanno adattati a età, zona e stagione. Una nota di trasparenza: sei degli otto autori lavorano nel reparto ricerca di un'azienda cosmetica giapponese, anche se lo studio non valutava alcun prodotto.

Per questo le guance di un neonato si arrossano e si screpolano dopo una passeggiata che a te non fa niente. La crema va messa in casa, qualche minuto prima di uscire, su una pelle pulita e asciutta, e rimessa al rientro se la pelle tira.

Dermatite atopica e aria fredda

Se il bambino ha la dermatite atopica, la barriera è ancora più fragile. Uno studio caso-controllo coreano su 28 bambini con dermatite atopica e 12 senza (Jung e colleghi, Allergology International, 2020, qui l'abstract) li ha esposti per due ore al getto d'aria fredda di un condizionatore. Nei bambini con dermatite il pH della guancia è salito e alcuni fattori naturali di idratazione sono calati; nei bambini senza dermatite non è cambiato nulla. Non è il gelo di una passeggiata in montagna, ma il principio è lo stesso: l'aria fredda in movimento pesa di più su una barriera già debole.

In questi casi scegli formule senza profumo e con pochi ingredienti, come la Rilastil Cicastil, e segui le indicazioni del pediatra o del dermatologo: la crema per il freddo non sostituisce la terapia della dermatite.

Rossori, couperose e pelle grassa: i casi da gestire con criterio

Guance arrossate, couperose e pelle grassa chiedono scelte diverse. Con i rossori conta evitare profumo, alcol e sbalzi di temperatura; con la pelle grassa conta il peso della formula, perché un occlusivo ricco può appesantire e favorire imperfezioni. Le labbra, invece, vogliono un balsamo dedicato.

Guance rosse e couperose

Il freddo restringe i capillari, il caldo di casa li dilata di colpo: è questo andirivieni che rende le guance rosse e, nel tempo, può rendere più visibile la couperose. La crema protettiva riduce il bruciore da vento e la secchezza, ma non chiude i capillari. Quello che puoi fare è non peggiorare le cose: niente formule profumate o con alcol in alto nella lista, niente acqua bollente sul viso al rientro, niente termosifone puntato in faccia.

Fra le cinque, la più adatta a una pelle reattiva è la Rilastil Cicastil: senza profumo, con ossido di zinco e centella. La Weleda, per quanto ben fatta, contiene profumo e cinque allergeni della fragranza, e sulla couperose è una variabile in più.

Pelle grassa o a tendenza acneica

Qui serve onestà: nessuna delle cinque creme è pensata per la pelle grassa. Una cold cream ricca di oli e cere, stesa ogni giorno su una pelle che già produce molto sebo, può appesantire e favorire le imperfezioni. Se hai la pelle grassa e vivi in città, spesso ti basta la tua idratante leggera di sempre, magari con ceramidi, che rinforzano la barriera senza ungere: le trovi spiegate nella guida alle ceramidi.

La cold cream, in questo caso, la usi solo dove serve: sugli zigomi arrossati dal vento, sulle ali del naso screpolate, nelle giornate davvero fredde. Per la montagna, la Piz Buin è la più leggera della selezione e resta la scelta più sensata anche per te.

Labbra e contorno occhi

Le labbra non hanno ghiandole sebacee e sono le prime a spaccarsi con il vento. Una crema per il viso ci arriva a malapena: serve un balsamo labbra dedicato, meglio se con filtro in montagna. Cosa fare quando sono già screpolate lo spieghiamo nella guida alle labbra screpolate. La Rilastil Cicastil è dichiarata anche per le labbra, quindi può fare da jolly. Sul contorno occhi, invece, evita le formule profumate e i solari che bruciano se colano con il sudore.

Come applicarla perché funzioni

La crema protettiva per il freddo va stesa su pelle pulita e asciutta, in casa e con qualche minuto di anticipo, in uno strato sottile che copra le zone più esposte: zigomi, naso, mento e fronte. Si rimette quando la pelle torna a tirare, e al rientro se è arrossata.

Quanta, quando e su cosa

Meno di quanto pensi. Una cold cream ricca funziona in strato sottile: una quantità grande come un pisello basta per tutto il viso. Se ne metti troppa non protegge di più, ti lascia solo lucido. Il momento giusto è dopo l'idratante del mattino, se la usi, e almeno una decina di minuti prima di uscire, così l'acqua della formula ha il tempo di evaporare in casa.

Due errori da evitare. Il primo è mettere la crema sulla pelle bagnata, appena lavata, e uscire subito: l'acqua che evapora sottrae calore proprio quando vai incontro al vento. Il secondo è usarla come unica difesa con temperature estreme, dimenticando sciarpa e passamontagna.

Si può truccare sopra?

Dipende dalla crema. Sopra la Piz Buin e la Euphidra il trucco regge, perché sono leggere. Sopra la Weleda serve uno strato sottile e un po' di pazienza: lascia che si assorba per qualche minuto e tampona con un velo di carta prima del fondotinta. Il balsamo Rilastil, con la sua scia bianca, è più adatto alle zone da riparare che a una base trucco.

Se ti trucchi ogni giorno e soffri il freddo, una strategia pratica è separare i ruoli: idratante leggera e trucco al mattino, cold cream in borsa da mettere solo sulle zone che tirano, sopra il trucco, con un tocco di polpastrello.

Quale scegliere, in una riga per situazione

La scelta dipende da dove vai e da chi deve metterla. Per la città e il vento serve una cold cream; in montagna un solare con SPF alto; per la pelle arrossata una formula senza profumo; per i neonati una crema semplice e dedicata. Ecco la versione in una riga per ciascun caso.

  • Tragitti al freddo in città, pelle secca o normale: Weleda Cold Cream.
  • Sci, ciaspole, giornate in quota: Piz Buin Mountain SPF 50+, sopra una crema ricca se hai la pelle molto secca.
  • Guance arrossate, couperose, pelle che pizzica: Rilastil Cicastil.
  • Neonati e bambini piccoli: Babygella Crema Protettiva, oppure Rilastil se vuoi zero profumo.
  • Passeggiata con il bambino in una giornata fredda e limpida: Euphidra AmidoMio.
  • Pelle secca tutto l'inverno, anche in casa: il problema non è solo il freddo, e la risposta è una buona idratante: le trovi nella classifica delle creme idratanti per la pelle secca.

Domande frequenti sulla crema protettiva per il freddo

Le domande che arrivano più spesso sulla crema protettiva per il freddo riguardano montagna, bambini e neonati, uso quotidiano e pelle grassa. Le risposte sono brevi e rimandano alle sezioni della pagina dove l'argomento è trattato per esteso, con le fonti.

Qual è la migliore crema protettiva viso per il freddo?

Per l'uso in città, contro vento e aria secca, la Weleda Cold Cream: oli vegetali e cera d'api in una formula corta. Se hai la pelle sensibile o la couperose, meglio la Rilastil Cicastil, senza profumo. In montagna nessuna delle due basta da sola: serve la Piz Buin Mountain SPF 50+.

La cold cream si può usare tutti i giorni?

Sì, sulla pelle secca o normale si può usare ogni giorno nei mesi freddi, in strato sottile prima di uscire. Sulla pelle grassa conviene limitarla alle zone che si screpolano e alle giornate più fredde, perché una formula così ricca può appesantire.

Meglio la crema per il freddo o la crema solare in montagna?

Tutte e due, se hai la pelle secca: prima la crema per il freddo in strato sottile, poi il solare ad alta protezione. Se ne vuoi una sola, scegli il solare con una funzione dichiarata contro freddo e vento. Una cold cream senza filtro, in quota, ti lascia scoperto dai raggi UV.

Da che età si può mettere la crema per il freddo al neonato?

Le creme pensate per i neonati, come Babygella e Rilastil Cicastil, sono dichiarate dai marchi adatte fin dalla nascita. Scegli formule semplici, possibilmente senza profumo, e se il bambino ha la dermatite atopica chiedi al pediatra quale usare.

La crema per il freddo protegge dal congelamento?

No. Gli studi sui militari finlandesi hanno trovato un rischio di congelamento più alto fra chi usava le pomate protettive, probabilmente perché davano un falso senso di sicurezza. La crema protegge dalla secchezza e dalle screpolature; contro il gelo servono sciarpa, scaldacollo e passamontagna.

Va bene la cold cream per la pelle grassa?

In generale no, non come crema quotidiana su tutto il viso: una formula ricca di oli e cere può appesantire e favorire le imperfezioni. Usala solo sulle zone che si arrossano o si screpolano, e per il resto tieni la tua idratante leggera. In montagna la Piz Buin è la più leggera della selezione.

La crema per il freddo va messa prima o dopo l'idratante?

Dopo. L'idratante porta acqua e ingredienti che la trattengono, la cold cream fa da coperchio sopra. Se in montagna usi anche il solare, quello va per ultimo. Aspetta qualche minuto fra uno strato e l'altro, così nessuno scivola via.

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