PHA (poliidrossiacidi): cosa sono, gluconolattone e acido lattobionico
Se ogni acido esfoliante fa reagire la tua pelle con rossore e bruciore, i PHA — i poliidrossiacidi — potrebbero essere la risposta. Sono la terza generazione degli idrossiacidi: più delicati, idratanti e adatti anche alle pelli reattive. In questa guida vediamo cosa sono, come si comportano rispetto ad AHA e BHA, cosa dice la ricerca e come usarli senza sbagliare.
Cosa sono i PHA e perché si chiamano così
Il PHA (poliidrossiacido) è un acido esfoliante chimico con più gruppi idrossilici (-OH) rispetto agli AHA. I tre principali sono gluconolattone, acido lattobionico e acido maltonico. Le molecole più grandi penetrano lentamente, esfoliano lo strato corneo in superficie e trattengono acqua: è questo che li rende i più delicati tra gli idrossiacidi.
PHA è l'acronimo di Polyhydroxy Acids, in italiano poliidrossiacidi. Il prefisso "poli" indica che la molecola contiene più gruppi idrossilici (-OH) rispetto agli AHA classici. Questa differenza strutturale non è un dettaglio da chimici: ha conseguenze dirette su come l'acido interagisce con la pelle.
Per capirlo serve fare un passo indietro. Tutti gli idrossiacidi esfoliano sciogliendo i legami che tengono insieme le cellule morte dello strato corneo. Ma il modo in cui ci riescono — quanto in profondità arrivano, quanto in fretta, con quanta irritazione — dipende dalla loro struttura molecolare. E i gruppi -OH multipli dei PHA cambiano completamente le carte in tavola: rallentano la penetrazione e trattengono acqua. È da qui che nasce tutta la loro gentilezza.
I tre poliidrossiacidi più usati in cosmetica
I tre PHA che troverai più spesso nei prodotti sono:
- Acido gluconico (gluconolattone): il più studiato e diffuso, derivato dall'ossidazione del glucosio. Lo trovi in concentrazioni dal 4% al 15% nei prodotti commerciali.
- Acido lattobionico: un disaccaride acido ottenuto dall'ossidazione del lattosio. Ha proprietà idratanti eccezionali e una potente azione antiossidante.
- Acido maltonico (maltobionico): meno comune, derivato dal maltosio. Funziona come umettante e antiossidante.
Il peso molecolare fa la differenza
La chiave sta nella dimensione molecolare. Il gluconolattone ha un peso molecolare di circa 178 Da, ma l'acido lattobionico arriva a 358 Da — quasi il doppio dell'acido glicolico (76 Da). Molecole più grandi penetrano più lentamente e restano negli strati superficiali della pelle, esfoliando senza provocare la cascata infiammatoria tipica degli AHA a basso peso molecolare.
Una terza generazione, non un ripiego
C'è un equivoco da sfatare subito: i PHA non sono "acidi annacquati" per chi non regge quelli veri. Sono nati proprio per risolvere il limite principale degli AHA — l'irritazione — senza rinunciare ai benefici. La ricerca dermatologica li ha sviluppati negli anni Novanta come evoluzione consapevole, e oggi sono tra gli esfolianti chimici con il miglior rapporto efficacia-tollerabilità sul mercato.
PHA vs AHA e BHA: le differenze concrete
La differenza tra PHA, AHA e BHA sta nella dimensione molecolare. Gli AHA (76-130 Da) penetrano in profondità ed esfoliano intensamente; il BHA (acido salicilico) è liposolubile e agisce dentro il poro; i PHA (178-358 Da) restano in superficie, esfoliano con delicatezza e in più idratano. Ecco perché la scelta dipende dal tuo tipo di pelle.
Tanta confusione nasce dal fatto che PHA, AHA e BHA sono tutti "acidi". Ma il comportamento sulla pelle è diverso, e la scelta dipende dal tuo tipo di pelle e dai tuoi obiettivi. Se vuoi una panoramica completa sulle famiglie di esfolianti chimici, abbiamo dedicato una guida alle differenze tra AHA e BHA che fa da cornice a questo approfondimento.
Dimensione molecolare e penetrazione
Gli AHA come l'acido glicolico hanno molecole piccole che penetrano velocemente negli strati profondi dell'epidermide. Risultato: esfoliazione potente ma anche maggiore rischio di irritazione. Il BHA (acido salicilico) è liposolubile e lavora dentro il poro, sciogliendo il sebo che lo ostruisce. I PHA, con molecole più grandi, restano in superficie: esfoliano lo strato corneo senza stressare gli strati vivi sottostanti.
Idratazione
Ecco la differenza più sottovalutata. I PHA sono umettanti naturali: i gruppi idrossilici multipli attraggono e trattengono acqua nella pelle. Uno studio di valutazione corneometrica pubblicato su Skin Research and Technology ha misurato un aumento significativo dell'idratazione cutanea dopo l'applicazione di gluconolattone al 10% e al 30%, senza differenze rilevanti tra le due concentrazioni — segno che l'effetto idratante non dipende dal "carico" di acido (Jarząbek-Perz et al., 2021). Nessun AHA classico ha questa proprietà intrinseca così marcata.
Tollerabilità
Uno studio comparativo ha mostrato che un regime a base di PHA fornisce effetti anti-age paragonabili a quelli degli AHA, ma con tollerabilità nettamente superiore: bruciore e pizzicore sono risultati significativamente peggiori nel gruppo AHA sia a 6 sia a 12 settimane (Edison et al., 2004). Meno bruciore, meno arrossamento, meno desquamazione. Per le pelli sensibili, questa differenza è tutto.
La tabella di confronto
Per chi vuole il quadro completo in un colpo d'occhio, ecco come si posizionano le tre famiglie di acidi su tutti i parametri che contano.
| Caratteristica | AHA (glicolico, lattico) | BHA (salicilico) | PHA (gluconolattone, lattobionico) |
|---|---|---|---|
| Peso molecolare | Basso (76-130 Da) | Medio (138 Da) | Alto (178-358 Da) |
| Solubilità | Idrosolubile | Liposolubile | Idrosolubile |
| Dove agisce | Strati profondi epidermide | Dentro il poro (sebo) | Superficie (strato corneo) |
| Penetrazione | Profonda | Nel poro | Superficiale |
| Esfoliazione | Intensa | Moderata (sebo-focalizzata) | Delicata e graduale |
| Idratazione | Variabile (sì per il lattico) | Nessuna | Sì (umettante intrinseco) |
| Antiossidante | No | No | Sì (chelante metalli) |
| Fotosensibilizzante | Sì | Lieve | Molto meno |
| Pelle sensibile | Con cautela | Con cautela | Ideale |
| Indicato per | Texture, macchie, anti-age | Pelle grassa, pori, acne | Pelle reattiva, rosacea, barriera fragile |
Il messaggio è semplice. Se la tua pelle regge bene gli acidi e cerchi il massimo dell'esfoliazione, gli AHA restano più potenti. Se hai pelle grassa con pori ostruiti, il BHA è più mirato. Se la tua pelle è sensibile, reattiva o ha una barriera fragile, i PHA sono nati per te. Per gli AHA puoi approfondire con le nostre guide su acido glicolico e acido lattico; se vuoi confrontare i più usati, leggi salicilico, glicolico e mandelico a confronto.
I benefici dei PHA: non solo esfoliazione
I PHA non si limitano a esfoliare: idratano grazie ai gruppi idrossilici umettanti, agiscono come antiossidanti chelando ferro e rame, rafforzano la barriera cutanea e riducono la perdita d'acqua transepidermica. Studi clinici documentano anche effetti anti-age e un'efficacia sull'acne lieve paragonabile al perossido di benzoile, ma con molta meno irritazione.
La reazione più frequente quando si nomina questo ingrediente è "ah, quindi è un esfoliante leggero". Sì, ma è molto di più. Ecco tutto quello che fanno i poliidrossiacidi, punto per punto.
Esfoliazione gentile ma efficace
I PHA sciolgono i legami tra le cellule morte dello strato corneo (i desmosomi), proprio come gli AHA. La differenza è che lo fanno più lentamente e senza generare micro-infiammazione. Il risultato è una pelle più luminosa, più liscia, con texture migliorata — ma senza quel "periodo di adattamento" doloroso che molti conoscono con l'acido glicolico. È un'esfoliazione chimica che lavora con la pelle, non contro.
Azione antiossidante
L'acido lattobionico e il gluconolattone sono potenti chelanti di metalli come ferro e rame, che catalizzano la formazione di radicali liberi nella pelle. Uno studio in vitro ha dimostrato che il gluconolattone offre fino al 50% di protezione dalle radiazioni UV, prevenendo l'attivazione del promotore dell'elastina indotta dai raggi e agendo come scudo antiossidante (Bernstein et al., 2004). Questo significa che i PHA non solo esfoliano, ma proteggono la pelle dallo stress ossidativo quotidiano — un valore aggiunto che gli AHA tradizionali non offrono.
Idratazione profonda
I gruppi idrossilici multipli funzionano come magneti per l'acqua. La ricerca sull'acido lattobionico ha confermato che questa molecola lega grandi quantità d'acqua e agisce come potente agente antiossidante, migliorando l'idratazione cutanea e mantenendo integra la barriera epidermica (Algiert-Zielińska et al., 2019). Per chi ha la barriera cutanea danneggiata, è una notizia importante: i PHA esfoliano senza compromettere ulteriormente lo scudo protettivo. Anzi, contribuiscono a rafforzarlo riducendo la perdita d'acqua transepidermica.
Compatibilità con pelle sensibile e rosacea
Questo è il punto che merita più attenzione. Chi ha pelle sensibile o condizioni come la rosacea spesso rinuncia completamente all'esfoliazione chimica per paura delle reazioni. I PHA cambiano lo scenario. Uno studio controllato pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology nel 2025 ha confrontato su 200 persone un siero a base di gluconolattone al 5% con la luce pulsata intensa (IPL) nel trattamento dell'eritema lieve da rosacea. Entrambi i trattamenti hanno migliorato il rossore e i parametri cutanei: l'IPL è risultata più efficace, ma il siero si è dimostrato un'alternativa più delicata, accessibile e ben tollerata (Peng et al., Journal of Cosmetic Dermatology, 2025). È il tipo di delicatezza che rende i PHA adatti anche a chi non sopporta gli AHA più gentili. Se la tua è una pelle reattiva, vale la pena costruire intorno a loro una routine specifica per pelle sensibile.
Effetto anti-age documentato
Non è un'esagerazione pubblicitaria. Lo studio comparativo di Edison e colleghi ha dimostrato che un regime PHA migliora la texture cutanea, l'elasticità e la resilienza della pelle in modo paragonabile a un regime AHA, con meno effetti collaterali (Edison et al., 2004). Per chi cerca un anti-age gentile ma misurabile, i PHA sono una scelta intelligente: lavorano sui segni del tempo senza il prezzo dell'irritazione.
Persino sull'acne, con un profilo più sicuro
Spesso si pensa ai PHA solo per pelli secche o sensibili, ma c'è di più. Uno studio in doppio cieco su 150 pazienti ha confrontato una soluzione di gluconolattone al 14% con il perossido di benzoile al 5% nel trattamento dell'acne lieve-moderata: entrambi hanno ridotto in modo significativo il numero di lesioni infiammatorie e non, ma il gluconolattone ha causato meno effetti collaterali (Hunt & Barnetson, 1992). Per chi ha pelle grassa ma reattiva, è un'opzione da considerare prima di passare ad attivi più aggressivi.
Fotosensibilità: i PHA sono più sicuri al sole?
I PHA sono molto meno fotosensibilizzanti degli AHA. La molecola grande e l'azione superficiale limitano la penetrazione, mentre l'effetto antiossidante neutralizza parte dei radicali liberi generati dal sole. Restano più adatti all'uso estivo, ma la protezione solare quotidiana con SPF elevato rimane comunque obbligatoria durante tutto il trattamento.
Domanda lecitissima. Gli AHA, in particolare l'acido glicolico, aumentano la fotosensibilità della pelle, rendendo obbligatorio (più del solito) l'uso dell'SPF durante il trattamento. I PHA sono diversi.
La dimensione molecolare maggiore e la penetrazione superficiale fanno sì che i PHA causino molta meno fotosensibilizzazione rispetto agli AHA classici. C'è di più: la loro azione antiossidante neutralizza parte dei radicali liberi generati dall'esposizione solare, aggiungendo una piccola protezione attiva contro il danno ossidativo. Questo non significa che puoi saltare la protezione solare — quella è sacra, sempre — ma il rischio di scottature o iperpigmentazione post-infiammatoria durante l'uso dei PHA è significativamente ridotto.
Per chi vive al sud o usa esfolianti durante l'estate, questo dettaglio è tutt'altro che marginale. Significa poter continuare a esfoliare anche nei mesi di sole intenso, quando con un AHA classico converrebbe alleggerire la routine.
Come usare i PHA nella tua routine
Per usare i PHA parti da un tonico al 4-10% di gluconolattone dopo la detersione, poi siero e idratante. I sieri più concentrati (12-15%) vanno la sera, inizialmente 2-3 volte a settimana. Ricorda che il prodotto funziona come esfoliante solo con un pH compreso tra 3.0 e 4.5: sopra questa soglia resta solo un umettante.
Integrare i PHA è più semplice di quanto pensi, proprio perché sono meno aggressivi degli altri acidi. Ecco le opzioni principali e come scegliere tra loro.
Tonico esfoliante con PHA
È il formato più comune e il migliore per iniziare. Un tonico con gluconolattone al 4-10% si applica dopo la detersione, mattina o sera (o entrambe, se la pelle lo tollera). Tampona con un dischetto di cotone o applica con le mani, lascia assorbire e prosegui con siero e idratante.
Siero con PHA
Se cerchi concentrazioni più alte o formulazioni specifiche, i sieri con PHA offrono fino al 12-15% di acido attivo. Usali la sera, almeno inizialmente, per dare alla pelle il tempo di abituarsi. La concentrazione più alta non serve a "esfoliare di più", ma a velocizzare i risultati su texture e luminosità.
Crema con PHA
Per le pelli molto secche o mature, una crema con acido lattobionico unisce esfoliazione e idratazione in un unico step. È perfetta come trattamento notte: lavora mentre dormi, quando la pelle è in fase di rigenerazione e più ricettiva agli attivi.
Schema di routine tipo
Mattina:
- Detergente delicato
- Tonico con PHA (opzionale, se tolleri l'uso biquotidiano)
- Siero antiossidante
- Idratante
- SPF 50
Sera:
- Doppia detersione (se usi trucco o SPF)
- Tonico o siero con PHA
- Siero trattante (niacinamide, peptidi)
- Crema notte
Combinazioni da fare e da evitare
I PHA sono tra gli acidi più "socievoli" in skincare, e questo è uno dei loro vantaggi più pratici:
- Sì: niacinamide, acido ialuronico, ceramidi, peptidi, vitamina E. Sono abbinamenti che rafforzano la barriera e amplificano l'effetto idratante.
- Con cautela: retinolo (non la stessa sera, almeno all'inizio) e vitamina C ad alte concentrazioni. Alterna le sere per non sovraccaricare la pelle.
- No: altri esfolianti chimici nella stessa applicazione (AHA, BHA) o esfolianti fisici aggressivi. Esfoliare due volte non raddoppia i risultati, raddoppia solo il rischio di irritazione.
Se hai dubbi su come incastrare i PHA con gli altri attivi, parti dal principio generale dell'ordine di applicazione dei prodotti: acidi prima, idratazione dopo.
Per chi sono davvero indicati i PHA
I PHA sono ideali per pelle sensibile, reattiva, con rosacea o barriera fragile, e per chi inizia con gli acidi. Sono meno indicati per pelle grassa con pori ostruiti (dove il BHA è più mirato) o per esfoliazioni intense anti-macchie (meglio glicolico o mandelico). Su una pelle resistente che tollera gli AHA non aggiungono vantaggi.
Ricapitoliamo con onestà. I PHA non sono per tutti — o meglio, non sono sempre la scelta migliore. Sapere quando sceglierli e quando no è il vero segno di una routine costruita con criterio.
Ideali per:
- Pelle sensibile, reattiva, con rosacea o dermatite
- Chi non ha mai usato acidi esfolianti e vuole iniziare in sicurezza
- Pelle matura che cerca esfoliazione senza aggressione
- Chi usa già AHA ma vuole alternare con qualcosa di più delicato nei periodi di stress cutaneo
- Pelle disidratata che ha bisogno di esfoliazione e idratazione contemporanea
Meno indicati per:
- Pelle grassa con comedoni profondi e pori ostruiti: qui l'acido salicilico resta più efficace perché entra nel poro
- Chi cerca un'esfoliazione intensa per macchie o cicatrici post-acneiche: meglio acido glicolico o acido mandelico
- Pelle resistente e non reattiva che tollera bene gli AHA: in quel caso non c'è motivo di "scendere" ai PHA
La scelta giusta dipende sempre dalla tua pelle, non dalla moda del momento. Un PHA su una pelle che reggerebbe benissimo un AHA non è "più sicuro", è solo meno efficace per quell'obiettivo.
Cosa cercare nell'INCI: riconoscere i PHA in etichetta
In etichetta i PHA compaiono come Gluconolactone, Lactobionic Acid e Maltobionic Acid. La loro posizione nell'INCI indica la concentrazione: nelle prime posizioni è probabilmente efficace, in fondo alla lista è più marketing che sostanza. E perché esfolino davvero, il prodotto deve avere un pH compreso tra 3.0 e 4.5.
Quando leggi l'etichetta di un prodotto, l'INCI (la lista ingredienti) è l'unico modo per capire cosa stai davvero comprando. Ecco i nomi dei PHA da individuare:
- Gluconolactone: il PHA più comune, spesso in concentrazioni del 4-15%
- Lactobionic Acid: acido lattobionico, più raro e più costoso
- Maltobionic Acid: acido maltonico, difficile da trovare in commercio
Concentrazione e posizione nell'INCI
Se il PHA compare nelle prime posizioni dell'INCI, è probabile che sia in concentrazione efficace. Se è in fondo, vicino ai profumi e ai conservanti, è più marketing che sostanza. È la stessa logica che vale per qualsiasi attivo: la posizione racconta la quantità. Se vuoi diventare autonomo nel decifrare le etichette, abbiamo una guida su come leggere l'INCI dei cosmetici.
Il ruolo del pH
C'è un parametro che le etichette spesso non dichiarano ma che fa tutta la differenza: il pH. Per funzionare come esfoliante, un prodotto con PHA deve avere un pH compreso tra 3.0 e 4.5. Sopra questa soglia, l'acido è in larga parte "neutralizzato" e perde gran parte della sua capacità esfoliante, restando solo un umettante. I brand seri dichiarano il pH nelle schede prodotto: se l'informazione manca del tutto, è un piccolo campanello d'allarme sulla qualità della formulazione.
FAQ sui PHA acidi skincare
Raccogliamo qui le domande più frequenti sui PHA: cosa sono, in cosa differiscono da AHA e BHA, se si possono usare ogni giorno, in gravidanza o sull'acne. Risposte brevi, basate sull'analisi delle formulazioni in commercio e sulla letteratura dermatologica citata in questa guida.
Cosa sono i PHA in skincare?
I PHA (poliidrossiacidi) sono acidi esfolianti chimici con molecole più grandi degli AHA, dotate di più gruppi idrossilici. I principali sono gluconolattone, acido lattobionico e acido maltonico. Esfoliano in modo delicato la superficie della pelle, idratano e proteggono dai radicali liberi, risultando adatti anche alle pelli più sensibili.
Qual è la differenza tra PHA, AHA e BHA?
Gli AHA (come glicolico e lattico) hanno molecole piccole, penetrano in profondità ed esfoliano in modo intenso. Il BHA (acido salicilico) è liposolubile e lavora dentro il poro, ideale per pelle grassa. I PHA hanno molecole più grandi, restano in superficie, esfoliano delicatamente e in più idratano: sono la scelta per pelli sensibili e reattive.
I PHA possono sostituire completamente gli AHA?
Per pelli sensibili sì: i PHA fanno tutto quello che fanno gli AHA, ma con molta meno irritazione. Per pelli resistenti che cercano un'esfoliazione intensa o un'azione anti-macchie potente, gli AHA restano più efficaci a parità di concentrazione.
Posso usare i PHA tutti i giorni?
Nella maggior parte dei casi sì, specialmente con tonici a bassa concentrazione (4-8%). Se usi sieri al 12-15%, inizia con 2-3 volte a settimana e aumenta gradualmente, osservando come reagisce la pelle.
I PHA funzionano sull'acne?
Sì. Il gluconolattone al 14% ha mostrato in studi clinici un'efficacia paragonabile al perossido di benzoile nel ridurre le lesioni acneiche, con meno effetti collaterali. Per l'acne comedonica profonda, però, il BHA resta più mirato perché agisce dentro il poro.
I PHA sono fotosensibilizzanti come gli AHA?
Molto meno. La loro azione superficiale riduce sensibilmente la fotosensibilizzazione, e l'effetto antiossidante aggiunge una protezione contro il danno da radicali liberi. L'SPF resta comunque obbligatorio ogni giorno.
Posso usare i PHA in gravidanza?
I PHA sono generalmente considerati sicuri in gravidanza perché hanno un assorbimento sistemico trascurabile. Consulta comunque il tuo ginecologo o dermatologo per conferma.
I PHA vanno risciacquati?
No, i prodotti leave-on con PHA (tonici, sieri, creme) restano sulla pelle. Esistono anche peeling da risciacquare, ma sono meno comuni nell'uso domestico.
Quanto tempo serve per vedere i risultati con i PHA?
Pelle più luminosa e liscia dopo 2-3 settimane di uso costante. Effetti su texture, elasticità e segni del tempo richiedono 8-12 settimane di applicazione regolare.
I PHA sono ingredienti naturali?
Il gluconolattone deriva dal glucosio e l'acido lattobionico dal lattosio, quindi la materia prima è di origine naturale. La produzione è però biotecnologica, non estrattiva. Sono ingredienti sicuri, ben studiati e con un ottimo profilo tossicologico.
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