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Migliori dischetti esfolianti viso: 6 toner pad con AHA, BHA e PHA

Redazione Gloora · · 23 min di lettura
Barattolo aperto di dischetti esfolianti viso imbevuti con pinzetta, su lavabo chiaro accanto a un asciugamano bianco

I migliori dischetti esfolianti viso uniscono in un solo gesto tonico ed esfoliante chimico: un pad già imbevuto di AHA, BHA o PHA che passi sulla pelle pulita, senza risciacquo. Ne abbiamo confrontati sei, dai toner pad coreani a quelli all'acido glicolico, leggendo acidi dichiarati, frequenza d'uso indicata e INCI.

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Quali sono i migliori dischetti esfolianti viso: la classifica

Il miglior dischetto esfoliante viso della nostra selezione è il medicube Zero Pore Pad 2.0: acido lattico e acido salicilico nello stesso pad, due lati e uso quotidiano indicato dal marchio. Il COSRX One Step Original Clear Pad è la scelta più essenziale per la pelle grassa; il Nip+Fab Glycolic Fix l'unico con il 2,8% di acido glicolico dichiarato.

Prima della lista, una definizione. Un dischetto esfoliante viso, o toner pad, è un disco di cotone o di cellulosa già imbevuto di una soluzione tonica che contiene acidi esfolianti: alfa-idrossiacidi (AHA), beta-idrossiacidi (BHA) o poliidrossiacidi (PHA). Quasi sempre ha due facce, una goffrata che lavora per attrito leggero e una liscia che distribuisce il liquido. Si usa dopo la detersione, al posto del tonico, e non si sciacqua.

Il perimetro di questa guida è stretto: solo pad esfolianti. I tonici acidi in flacone, da versare su un dischetto di cotone, hanno la loro classifica nella guida ai migliori toner esfolianti viso; i tonici coreani idratanti e lenitivi stanno nei migliori toner coreani. Se cerchi un peeling più concentrato, da usare una o due volte a settimana, guarda i migliori esfolianti chimici viso. I dischetti struccanti, anche quelli lavabili, sono un altro prodotto e qui non compaiono.

Come abbiamo selezionato

Sei pad, scelti fra quelli venduti su Amazon, con criteri che puoi controllare da sola:

  • Formato pad: dischetti già imbevuti, in barattolo. Niente flaconi, niente set.
  • Acido dichiarato: citiamo solo gli acidi scritti nel titolo del prodotto, nella scheda del catalogo o sul sito del produttore. Dove il marchio pubblica l'INCI completo, come medicube e Nip+Fab, lo abbiamo letto per intero.
  • Percentuali solo se dichiarate: se il marchio non scrive la concentrazione, lo diciamo. Non la deduciamo dalla posizione nell'INCI.
  • Frequenza d'uso indicata dal marchio: un pad da usare ogni giorno e uno da usare due volte a settimana non sono intercambiabili.
  • Cosa c'è oltre agli acidi: alcol, profumo, oli essenziali. Per una pelle reattiva contano quanto l'acido.
  • Evidenze sugli acidi: dove esistono studi su AHA, BHA e PHA li citiamo, con i loro limiti.

Un'avvertenza di metodo: non abbiamo applicato questi prodotti. La classifica è una lettura delle formule e delle indicazioni dei produttori, fatta dalla Redazione.

1. medicube Zero Pore Pad 2.0: la nostra scelta

È il pad più completo della lista per chi ha pelle mista o grassa, pori visibili e una grana irregolare. L'INCI pubblicato sul sito italiano del marchio mette fra i primi ingredienti l'acido lattico, un AHA, e poco dopo l'acido salicilico, il BHA più studiato; più avanti compaiono anche il betaina salicilato e l'estratto di corteccia di salice bianco, che medicube dichiara allo 0,45% e presenta come fonte naturale di BHA. La percentuale dell'acido lattico, invece, sulla pagina del marchio non c'è.

La combinazione ha una logica precisa. L'acido lattico lavora in superficie, sullo strato corneo, e allenta i legami fra le cellule morte; l'acido salicilico è liposolubile, cioè si scioglie nel sebo e può entrare nel poro. Un AHA e un BHA nello stesso dischetto coprono quindi grana e punti neri con un solo gesto.

Il barattolo contiene 70 dischetti a doppia texture: si passa il lato goffrato dal centro del viso verso l'esterno, poi quello liscio, e si picchietta il liquido che resta. Il marchio li indica come abbastanza delicati per l'uso quotidiano, mattina e sera, e suggerisce a chi ha la pelle molto sensibile di cominciare con alcune applicazioni a settimana.

Il limite si legge nello stesso INCI: alcol denaturato in alto e una serie di oli essenziali (arancia, limone, pompelmo, bergamotto, rosmarino, eucalipto, lavanda) con il limonene. Una pelle robusta non se ne accorge; una pelle reattiva o allergica ai profumi sì. Il marchio promette di ridurre l'aspetto dei pori dilatati: un pad acido può liberarli e renderli meno evidenti, ma la dimensione del poro non cambia. Se ti interessa il resto della linea, trovi gli altri prodotti nella nostra guida ai prodotti medicube.

La nostra scelta

medicube Toner Pads Zero Pore Pad 2.0

Acido lattico e acido salicilico nello stesso dischetto
INCI completo pubblicato dal marchio
Doppia texture, uso quotidiano indicato
Alcol denaturato e oli essenziali agrumati nell'INCI
Percentuale di acido lattico non dichiarata

2. COSRX One Step Original Clear Pad: il più essenziale per la pelle grassa

Il Clear Pad di COSRX è il pad più semplice da capire, ed è un pregio. La scheda dichiara due attivi: acqua di corteccia di salice bianco (Salix alba) e BHA. Nessun AHA, nessun PHA. Se la tua pelle reagisce, sai a cosa reagisce.

La scheda lo presenta come un tonico per pelle con impurità: toglie il sebo in eccesso e lavora sui pori ostruiti. I 70 dischetti hanno due lati: quello in rilievo esfolia e riduce il sebo, quello morbido tonifica. Il modo d'uso indicato è una o due volte al giorno dopo la detersione, viso e collo, e la scheda aggiunge un'indicazione che vorremmo leggere su ogni pad acido: di giorno, una protezione solare ad ampio spettro con SPF 30 o superiore.

Il marchio dichiara la formula senza parabeni, solfati e ftalati e dermatologicamente testata. Non indica, nella scheda, la percentuale di BHA.

Per chi è, lettura della Redazione: pelle grassa o mista con punti neri e qualche brufolo, soprattutto su naso, fronte e mento. È anche un buon primo pad per chi non ha mai usato un acido, perché un solo esfoliante rende più facile capire la tolleranza della pelle. Chi invece cerca luminosità e una grana più liscia su una pelle normale o secca troverà più utile un AHA. Gli altri classici del marchio sono nella guida ai migliori prodotti COSRX.

Ideale per pelle grassa

COSRX One Step Original Clear Pad, 70 dischetti

Un solo esfoliante dichiarato: BHA con acqua di salice
Scheda che indica SPF 30 di giorno
Senza parabeni, solfati e ftalati dichiarati
Percentuale di BHA non indicata nella scheda
Niente AHA: poco utile su pelle spenta o secca

3. Nip+Fab Glycolic Fix: l'unico con la percentuale di glicolico dichiarata

Il Glycolic Fix è il pad per chi vuole un AHA vero e sapere quanto ce n'è. La scheda dichiara il 2,8% di acido glicolico, l'unica percentuale di acido esfoliante principale scritta in chiaro fra i sei prodotti, insieme ad acido ialuronico ed estratto di margherita blu. Nell'INCI pubblicato dal marchio compaiono anche acqua di amamelide, pantenolo e un po' di acido lattico.

Il 2,8% è una dose bassa, scelta per l'uso frequente: un tonico al glicolico in flacone arriva spesso al 7%. È il motivo per cui la scheda lo descrive adatto all'uso regolare, al mattino o alla sera, e il sito del marchio lo indica come passaggio tonico quotidiano, con un avvertimento esplicito: di giorno usa sempre l'SPF.

Il barattolo contiene 60 dischetti. L'INCI ufficiale contiene alcol e profumo, con limonene, linalolo, geraniolo e citrale, cioè allergeni della profumazione che vanno dichiarati in etichetta. Per una pelle normale o mista non è un problema; per una pelle sensibile o con dermatite è un motivo per scegliere altro.

Per chi è: pelle spenta, grana irregolare, segni lasciati dai brufoli, nessuna particolare reattività. Il glicolico è l'AHA con la molecola più piccola, quindi il più rapido a penetrare e anche quello che pizzica di più. Se cerchi una concentrazione più alta, nel formato flacone, la guida ai toner esfolianti ne confronta diversi.

Per la luminosità

Nip+Fab Glycolic Fix Dischetti Detergenti 60 Pezzi

Acido glicolico al 2,8% dichiarato
Acido ialuronico e margherita blu in formula
Pensato per l'uso quotidiano
Alcol e profumo nell'INCI ufficiale
Glicolico: il più pungente fra gli AHA

Gli altri dischetti esfolianti viso della selezione

Fuori dal podio restano tre pad con un profilo più specifico: uno per la pelle sensibile, uno per la pelle mista con imperfezioni e un peeling da usare poche volte a settimana. Non sono peggiori: servono a pelli diverse da quelle a cui pensano i primi tre.

4. Anua Heartleaf 77 Toner Pads: per la pelle sensibile

L'Anua è il pad più delicato della lista, sulla carta. Titolo e scheda dichiarano PHA, estratto di Heartleaf al 77% (Houttuynia cordata, una pianta usata nella cosmesi coreana per l'azione lenitiva) e centella. I PHA sono gli acidi esfolianti con la molecola più grande: penetrano più lentamente e, negli studi di confronto, risultano meglio tollerati degli AHA.

La scheda dichiara anche un ingrediente brevettato contro il sebo, senza nominarlo, e suggerisce due usi: passare il dischetto su fronte, guance e mento, oppure lasciarlo in posa 10-15 minuti come una mini maschera sulle zone che ne hanno bisogno. I dischetti sono 70. Il marchio, nella scheda, non indica né la percentuale di PHA né una frequenza d'uso.

Per chi è: pelle sensibile o arrossata che vuole un'esfoliazione leggera, oppure chi esce da un periodo di acidi più forti e deve far riposare la pelle. Non aspettarti da un PHA lo stesso effetto su punti neri e grana di un BHA o di un glicolico.

Per pelle sensibile

Anua Heartleaf 77 Toner Pads - Dischetti viso lenitivi ed esfolianti delicati con PHA, Heartleaf 77% e Centella (70 pads)

PHA, l'esfoliante meglio tollerato
Heartleaf al 77% e centella dichiarati
Usabile anche in posa sulle zone mirate
Percentuale di PHA non dichiarata
Frequenza d'uso non indicata nella scheda

5. Some By Mi AHA BHA PHA Truecica Clear Pad: tre acidi e la centella

Il pad di Some By Mi mette insieme le tre famiglie di acidi: la scheda dichiara AHA, BHA e PHA per togliere le cellule morte e il sebo dai pori, più il complesso Truecica del marchio (tea tree, centella asiatica, artemisia, madecassoside) e pantenolo, con un pH dichiarato leggermente acido. Il barattolo contiene 70 dischetti.

Attenzione a un dettaglio: lo stesso marchio vende un tonico in flacone con un nome quasi identico, che sta nella guida ai toner esfolianti. Questo è il pad, un prodotto diverso. Nella scheda non ci sono le percentuali dei tre acidi né una frequenza d'uso.

Per chi è: pelle mista o grassa con imperfezioni e qualche zona arrossata, che vuole un esfoliante e un lenitivo nello stesso gesto. Il tea tree, però, è un ingrediente a cui una parte delle pelli sensibili reagisce: se lo sai già, scegli l'Anua.

Tre acidi

SOME BY MI AHA BHA PHA 30 Days Miracle Truecica Clear Pad - 70 dischetti - Tonico esfoliante coreano con Centella

AHA, BHA e PHA nello stesso pad
Centella, madecassoside e pantenolo lenitivi
pH leggermente acido dichiarato
Percentuali dei tre acidi non dichiarate
Tea tree: da evitare se lo tolleri male

6. Neogen Bio-Peel Gauze Peeling Wine: il peeling da due volte a settimana

Il Bio-Peel di Neogen non è un toner pad da usare ogni giorno, e va letto come un prodotto a parte. È un dischetto di garza a tre strati con un lato goffrato, imbevuto di un siero al vino rosso con resveratrolo, acido ialuronico e PHA, come dichiarano titolo e scheda. L'esfoliazione è doppia: chimica, per il PHA, e meccanica, per la garza.

Il sito del marchio indica di usarlo 2-3 volte a settimana, aumentando solo se serve, e di sciacquare con acqua tiepida dopo l'applicazione: prima il lato in garza con un movimento leggero, poi quello goffrato. La confezione contiene 30 dischetti, cioè una scorta di due o tre mesi a quel ritmo.

La scheda parla di pelle più soda e di un'azione contro l'invecchiamento legata al resveratrolo: sono affermazioni del marchio, e non conosciamo studi su questo prodotto che le misurino. Per chi è: pelle normale o mista che vuole un gesto settimanale di levigatura. Su una pelle acneica in fase attiva o molto sensibile, l'attrito della garza è un rischio in più.

Peeling settimanale

DERMALOGY by NEOGENLAB Bio-Peel Garza Tamponi per peeling (Vino, 30 pastiglie) - Peeling Pad esfoliante con PHA e Vino Rosso, Resveratrolo e Acido Ialuronico

Esfoliazione doppia: PHA e garza a tre strati
Uso indicato 2-3 volte a settimana
Acido ialuronico in formula
Da sciacquare: non è un toner da lasciare
Attrito della garza poco adatto a pelle reattiva

Dischetti esfolianti viso a confronto: la tabella

La tabella riassume ciò che i produttori dichiarano: acidi, percentuali, numero di dischetti e frequenza. L'ultima colonna è una lettura della Redazione, basata sull'INCI ufficiale dove il marchio lo pubblica; dove non l'abbiamo trovato alla fonte scriviamo «non dichiarato».

Prodotto Acidi dichiarati Concentrazione dichiarata Dischetti Frequenza indicata dal marchio Pelle (lettura della Redazione) Alcol o profumo nell'INCI ufficiale
medicube Zero Pore Pad 2.0 acido lattico, acido salicilico, betaina salicilato salice bianco 0,45%; acido lattico non dichiarato 70 ogni giorno, mattina e sera; pelle molto sensibile alcune volte a settimana mista, grassa, pori visibili sì: alcol denaturato e oli essenziali
COSRX One Step Original Clear Pad BHA, acqua di salice bianco non dichiarata 70 1-2 volte al giorno, SPF 30 di giorno grassa, punti neri non dichiarato
Nip+Fab Glycolic Fix acido glicolico 2,8% 60 ogni giorno, mattina o sera, SPF di giorno normale, mista, spenta sì: alcol e profumo
Anua Heartleaf 77 Toner Pads PHA Heartleaf 77%; PHA non dichiarato 70 non dichiarata sensibile, arrossata non dichiarato
Some By Mi Truecica Clear Pad AHA, BHA, PHA non dichiarata 70 non dichiarata mista, imperfezioni non dichiarato
Neogen Bio-Peel Wine PHA + garza non dichiarata 30 2-3 volte a settimana, poi risciacquo normale, mista non dichiarato

Due cose saltano all'occhio. Solo un pad su sei dichiara la percentuale dell'acido principale, e solo per due abbiamo trovato l'INCI completo sul sito del marchio. È normale nel settore, ma significa che per la maggior parte dei pad la scelta si fa sull'acido, non sulla dose.

Cosa sono i toner pad e come funzionano

Un toner pad è un tonico esfoliante già dosato su un supporto: il liquido fa il lavoro chimico, il dischetto distribuisce il prodotto e aggiunge un attrito leggero. Rispetto al flacone cambia la comodità, non la natura dell'esfoliazione, che dipende dall'acido e dal pH della soluzione.

Lato goffrato e lato liscio

Quasi tutti i pad della lista hanno due facce. Quella goffrata, in rilievo, aggiunge una leggera esfoliazione meccanica: va passata senza premere, dal centro verso l'esterno, evitando il contorno occhi. Quella liscia serve a stendere il liquido rimasto e a raccogliere i residui. La regola pratica è una sola: il pad non si strofina. Se senti calore o pizzicore che dura, stai chiedendo troppo alla pelle.

Pad o toner in flacone: cosa cambia

Il pad ha tre vantaggi: dose costante a ogni uso, niente sprechi sul cotone, comodità in viaggio. Ha anche due limiti. Il primo è l'igiene del barattolo, che si apre ogni giorno: va richiuso bene e usato entro il periodo indicato dal simbolo sulla confezione. Il secondo è la flessibilità: con un flacone puoi usare poco prodotto sulle guance e di più sulla zona T, con un pad meno. Se ti serve una concentrazione più alta o vuoi dosare da sola, il flacone resta la scelta migliore.

AHA, BHA e PHA nei dischetti esfolianti viso: quale acido per quale pelle

AHA, BHA e PHA sono tre famiglie di idrossiacidi che esfoliano lo strato corneo in modo diverso. Gli AHA lavorano in superficie e sulla luminosità, i BHA entrano nel poro perché sono liposolubili, i PHA esfoliano più lentamente e sono i più tollerati. La scelta dipende dalla pelle, non dal marchio.

La classificazione è ben descritta nella revisione di Kornhauser, Coelho e Hearing, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2010 (PMID 21437068), che ricorda anche il punto più trascurato: l'effetto degli idrossiacidi sulla pelle esposta al sole.

AHA: acido glicolico e acido lattico

Gli alfa-idrossiacidi sono idrosolubili e agiscono sulla superficie: allentano la coesione fra le cellule morte dello strato corneo e rendono la pelle più liscia e uniforme. Il glicolico ha la molecola più piccola, penetra prima e pizzica di più; il lattico è un po' più grande e di solito meglio tollerato. Sono gli acidi da scegliere per pelle spenta, grana irregolare e segni lasciati dalle imperfezioni.

BHA: acido salicilico e corteccia di salice

Il beta-idrossiacido usato in cosmesi è l'acido salicilico. A differenza degli AHA è liposolubile, quindi si scioglie nel sebo e lavora dentro il poro. La revisione di Arif, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2015 (PMID 26347269), lo descrive come comedolitico, cioè capace di aiutare a sciogliere i comedoni, e per questo utile nella pelle acneica; la stessa revisione spiega che agisce allentando le giunzioni fra le cellule più che rompendo la cheratina. Va detto che la revisione riguarda i peeling medici, a concentrazioni molto più alte di quelle di un pad cosmetico: il meccanismo è lo stesso, l'intensità no.

Una nota sui pad che dichiarano la corteccia di salice bianco: l'estratto contiene salicina, un precursore naturale dei salicilati, ma non equivale all'acido salicilico alla stessa percentuale. È un dato utile per leggere le etichette che parlano di «BHA naturale».

PHA: gluconolattone e acido lattobionico

I poliidrossiacidi hanno molecole più grandi degli AHA, quindi penetrano più lentamente e irritano meno. In uno studio di 12 settimane sul viso, Edison e colleghi, Cutis, 2004 (PMID 15002657), hanno confrontato una routine al gluconolattone con una al glicolico: risultati anti-età paragonabili, con un piccolo vantaggio dell'AHA su colorito e elasticità, e una tollerabilità migliore per i PHA, con meno bruciore e pizzicore. Un limite da conoscere: gli autori erano dipendenti di NeoStrata, l'azienda che produceva i prodotti ai PHA testati. Il dato sulla tollerabilità è coerente con la chimica, ma lo studio non è indipendente.

Come usare i toner pad: ordine nella routine e frequenza

Un toner pad si usa dopo la detersione, sulla pelle asciutta, al posto del tonico; poi vengono siero e crema. Si comincia con due o tre sere a settimana e si aumenta solo se la pelle non tira e non si arrossa. La frequenza massima la indica il marchio, non l'entusiasmo.

Dove vanno nella routine

L'ordine è sempre lo stesso: detergente, pad, siero, crema idratante, e al mattino protezione solare. Il pad non sostituisce il detergente, anche se raccoglie qualche residuo: passato su una pelle con trucco e crema solare, lavora su quelli e non sullo strato corneo. Dopo il pad aspetta che il liquido si asciughi, bastano un paio di minuti, e poi prosegui.

Ogni quanto usarli

Qui le indicazioni dei marchi divergono molto. medicube e COSRX parlano di uso quotidiano, anche due volte al giorno; Nip+Fab di un passaggio tonico ogni giorno; Neogen di due o tre volte a settimana. La nostra lettura è prudente: anche con un pad nato per l'uso quotidiano, le prime due settimane si usano la sera, a giorni alterni. Se la pelle regge, si passa all'uso serale ogni giorno; quello due volte al giorno ha senso solo su una pelle grassa e robusta.

Usarli come maschera

Alcuni marchi, fra cui Anua e COSRX, suggeriscono di lasciare il dischetto in posa qualche minuto su una zona precisa. È un uso sensato per i pad lenitivi e ai PHA, meno per quelli al glicolico o con più acidi, dove il contatto prolungato aumenta l'irritazione. In ogni caso, una zona alla volta e mai sul contorno occhi.

Sole e dischetti acidi: perché l'SPF il giorno dopo non è facoltativo

Gli AHA rendono la pelle più sensibile ai raggi UV mentre li usi e per alcuni giorni dopo. Per questo un pad acido usato la sera chiede una protezione solare il mattino seguente, anche d'inverno e anche in città. Non è un consiglio di prudenza generica: è un effetto misurato.

Cosa dice lo studio sul glicolico

Kaidbey e colleghi, Photodermatology, Photoimmunology & Photomedicine, 2003 (PMID 12713551), hanno applicato acido glicolico al 10% a pH 3,5, oppure un placebo, sulla schiena di 29 volontari di pelle chiara, una volta al giorno per quattro settimane, in uno studio randomizzato in doppio cieco. Poi hanno esposto la pelle agli UV: dove c'era il glicolico si formavano più cellule da scottatura e bastava una dose minore di UV per arrossare la pelle. Una settimana dopo la sospensione la differenza era sparita.

Due cautele nel leggerlo. La concentrazione era del 10%, più alta di quella dei pad della lista, e la zona era la schiena, non il viso. Il messaggio però vale per tutti gli AHA: la fotosensibilità c'è mentre li usi e svanisce entro circa una settimana da quando smetti.

Quale protezione scegliere

Una crema solare ad ampio spettro con SPF 30 o superiore, ogni mattina in cui usi un pad acido e per la settimana successiva all'ultimo uso. Su una pelle grassa conviene una texture fluida e opacizzante: ne abbiamo confrontate diverse fra le migliori creme solari viso per pelle grassa. D'estate, o prima di una vacanza al sole, conviene sospendere gli AHA o ridurli a una o due sere a settimana.

Dischetti esfolianti per pelle grassa, sensibile o acneica

Il tipo di pelle decide l'acido. Pelle grassa e pori visibili chiedono un BHA o un pad misto AHA e BHA; pelle sensibile un PHA; pelle acneica un BHA, con cautela se è già in terapia. La pelle secca, salvo eccezioni, ne ha bisogno di rado.

Pelle grassa e pori visibili

È la pelle che dai pad ottiene di più. L'acido salicilico scioglie il sebo nel poro e riduce i punti neri visibili; un AHA nello stesso pad leviga la grana. Nella lista, il medicube Zero Pore Pad 2.0 e il COSRX Clear Pad sono le due scelte più coerenti. Una precisazione onesta: nessun pad chiude o restringe i pori. La dimensione del poro dipende da genetica, età e sebo; un poro pulito appare più piccolo, ma resta lo stesso.

Pelle sensibile o reattiva

Qui contano due cose: l'acido e il resto della formula. Un PHA è il punto di partenza più sicuro, e l'Anua Heartleaf 77 è il pad della lista che lo dichiara insieme a ingredienti lenitivi. Poi va letto l'INCI: alcol in alto, profumo e oli essenziali agrumati sono un rischio in più per chi reagisce facilmente. Se hai rosacea o dermatite, l'esfoliante va concordato con il dermatologo.

Pelle acneica

Per l'acne lieve, con punti neri e qualche brufolo, un pad al salicilico può far parte della routine. Se però usi già una terapia prescritta, come retinoidi topici o perossido di benzoile, aggiungere un pad acido somma irritazione a irritazione: chiedi prima al dermatologo. Un pad non cura l'acne, la accompagna.

Gli errori che rovinano la barriera cutanea

Esfoliare troppo è l'errore più comune con i pad, proprio perché sono comodi. I segnali sono riconoscibili: pelle che tira, lucida ma secca, che brucia con prodotti che prima tollerava, rossori a chiazze. Quando compaiono, si sospende ogni acido per una o due settimane.

Sommare più acidi nella stessa sera

Un pad con AHA e BHA, poi un siero al glicolico, poi una crema con acido lattico: tre esfolianti nella stessa routine. Ognuno da solo sarebbe tollerabile, insieme no. Scegli un esfoliante per sera e lascia gli altri prodotti senza acidi.

Strofinare e passare più dischetti

Il lato goffrato non è uno scrub. Premerlo o passare due dischetti di seguito aggiunge attrito meccanico a quello chimico. Un dischetto basta per viso e collo; se senti che non basta, il problema è la detersione, non il pad.

Usarli insieme a retinolo e retinoidi

Retinolo e acidi esfolianti si possono usare nella stessa routine settimanale, ma non la stessa sera, soprattutto all'inizio. Lo schema più semplice è alternare: una sera il pad, una sera il retinolo, una sera solo idratazione.

Quando i dischetti esfolianti non servono

Un pad esfoliante non è un passaggio obbligatorio. Se la tua pelle è secca, senza grana irregolare né punti neri, un acido quotidiano rischia di toglierle più di quanto le dia. Bastano un buon detergente delicato, una crema idratante e la protezione solare.

Non serve nemmeno se usi già un esfoliante: un siero acido, un peeling settimanale o un retinoide prescritto. Aggiungere un pad sopra significa raddoppiare. E non è il prodotto giusto su una pelle irritata, scottata o con lesioni aperte: lì l'acido brucia e rallenta la ripresa.

C'è poi un caso meno evidente. Chi compra un pad per i pori dilatati aspettandosi di vederli sparire resterà deluso: il pad migliora l'aspetto della pelle intorno al poro, non il poro. Saperlo prima evita di aumentare la frequenza nel tentativo di ottenere un risultato che nessun esfoliante può dare.

Domande frequenti sui dischetti esfolianti viso

Cosa sono i toner pad?

I toner pad sono dischetti di cotone o cellulosa già imbevuti di un tonico, spesso con acidi esfolianti come AHA, BHA o PHA. Si passano sul viso dopo la detersione, al posto del tonico, e non si sciacquano. Il lato goffrato esfolia leggermente, quello liscio distribuisce il prodotto.

I dischetti esfolianti si possono usare tutti i giorni?

Dipende dal pad e dalla pelle. Alcuni marchi, come medicube e COSRX, li indicano per l'uso quotidiano; altri, come il peeling Neogen, per due o tre volte a settimana. All'inizio conviene usarli la sera a giorni alterni e aumentare solo se la pelle non tira e non si arrossa.

I toner pad vanno risciacquati?

Di norma no: si lascia asciugare il liquido e si prosegue con siero e crema. Fanno eccezione i pad peeling come il Neogen Bio-Peel, per cui il marchio indica di sciacquare con acqua tiepida. Segui sempre le istruzioni del singolo prodotto.

Il toner pad va prima o dopo il siero?

Prima. L'ordine è detergente, toner pad, siero, crema idratante e, al mattino, protezione solare. Il pad prepara la pelle e lascia una soluzione acida che deve asciugarsi: aspetta un paio di minuti prima di applicare il siero.

Che differenza c'è fra medicube Zero Pore Pad e COSRX Clear Pad?

Il medicube Zero Pore Pad 2.0 unisce un AHA, l'acido lattico, e un BHA, l'acido salicilico, e contiene alcol e oli essenziali. Il COSRX One Step Original Clear Pad dichiara solo BHA e acqua di salice bianco. Il primo lavora anche sulla grana, il secondo è più mirato su sebo e punti neri.

I dischetti esfolianti si possono usare con il retinolo?

Sì, ma non la stessa sera, soprattutto all'inizio. Lo schema più semplice è alternarli: una sera il pad, una sera il retinolo, una sera solo crema idratante. Se usi un retinoide prescritto dal dermatologo, chiedi a lui prima di aggiungere un acido.

I dischetti esfolianti vanno bene per la pelle sensibile?

Possono andare bene se contengono PHA, gli acidi meglio tollerati, e una formula senza alcol in alto e senza profumo. Nella nostra selezione il più adatto è l'Anua Heartleaf 77. Comincia con una o due applicazioni a settimana e sospendi se compaiono bruciore o rossore persistenti.

I dischetti esfolianti chiudono i pori?

No. Nessun esfoliante cambia la dimensione del poro, che dipende da genetica, età e produzione di sebo. Un pad con acido salicilico può liberare il poro dal sebo e dai punti neri e renderlo meno evidente, ma il poro resta lo stesso.

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