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Acido poliglutammico: l'idratante più potente dell'acido ialuronico?

Giulia Ferrante · · 11 min di lettura
Siero idratante con acido poliglutammico in bottiglia vetro con contagocce su superficie marmo bianco con gocce d'acqua e foglie fermentate

Se hai provato ogni siero all'acido ialuronico sul mercato e senti ancora la pelle che tira entro mezzogiorno, c'è un ingrediente coreano che devi conoscere. L'acido poliglutammico è il nuovo idratante di cui parlano tutte le skincare addict, con una capacità di trattenere acqua che batte l'ialuronico di quattro o cinque volte. Ma è davvero così rivoluzionario? Vediamo cosa dice la ricerca e come usarlo.

Cos'è davvero l'acido poliglutammico (PGA)

L'acido poliglutammico, abbreviato in PGA o γ-PGA, è un biopolimero naturale composto da catene ripetute di acido glutammico, un amminoacido che il tuo corpo già conosce bene. La cosa affascinante è la sua origine: non viene sintetizzato in laboratorio da zero, ma prodotto dalla fermentazione di un batterio chiamato Bacillus subtilis natto, lo stesso che i giapponesi usano da secoli per fare il natto, quel piatto di soia fermentata dall'aspetto filamentoso e dal sapore inconfondibile.

Quella texture appiccicosa e viscosa del natto è proprio dovuta al γ-PGA. I ricercatori hanno capito che se quel polimero era capace di trattenere così tanta acqua nel cibo, poteva fare lo stesso sulla pelle. Da lì è partita una delle storie più interessanti della cosmetica contemporanea.

Dal punto di vista chimico, il PGA è un peptide a struttura lineare con peso molecolare variabile, da 50.000 fino a oltre 2 milioni di Dalton. Questa variabilità è importantissima e la riprendo fra poco, perché decide come l'ingrediente si comporta sulla tua pelle. Il γ indica il tipo di legame tra le molecole di glutammato, diverso dall'α-PGA che invece si trova naturalmente nel corpo umano ma non ha le stesse proprietà cosmetiche.

Uno studio pubblicato su PMC nel 2025 ha dimostrato che il γ-PGA estratto da un ceppo novel di Bacillus subtilis rafforza la barriera cutanea e migliora la ritenzione idrica sia sui cheratinociti in coltura sia su modelli di pelle ricostruita. Non è un ingrediente di moda: è un peptide con letteratura scientifica solida alle spalle.

Come funziona sulla pelle: idratazione + barriera

Il meccanismo d'azione del PGA è triplo, e questo lo rende interessante anche dal punto di vista clinico.

Prima cosa: è un umettante potentissimo. Attira le molecole d'acqua dall'ambiente e le lega al suo reticolo molecolare formando un film sottile, elastico e traspirante sulla superficie cutanea. Quel film rallenta drasticamente l'evaporazione dell'acqua transepidermica (la cosiddetta TEWL), che è la causa principale della sensazione di pelle secca dopo le prime due ore dall'applicazione della crema.

Seconda cosa, ed è dove diventa davvero particolare: aumenta la produzione dei Fattori Idratanti Naturali (NMF) della pelle. Gli NMF sono un cocktail di amminoacidi, urea, acido lattico e zuccheri che lo strato corneo produce per mantenersi idratato da solo. Una pelle matura o disidratata ne produce di meno. Lo studio citato ha osservato che il γ-PGA stimola l'espressione di filaggrina, involucrina e loricrina (le tre proteine chiave della barriera) e aumenta anche l'espressione dell'acquaporina 3, il canale cellulare che trasporta acqua e glicerolo nei cheratinociti.

Terza cosa: modula la sintesi di acido ialuronico endogeno. Sì, il PGA non sostituisce l'ialuronico, lo fa produrre di più alla tua pelle. È il motivo per cui funzionano così bene in coppia.

A questo si aggiungono proprietà antiossidanti documentate da uno studio in vitro del 2014 su PMC, che ha misurato attività scavenger sui radicali superossido e inibizione della tirosinasi (l'enzima della melanogenesi). Traduzione pratica: oltre a idratare, offre un piccolo contributo anti-età e schiarente.

PGA vs acido ialuronico: il confronto onesto

È qui che bisogna fare chiarezza, perché il marketing ha creato un falso scontro tra i due ingredienti. La verità è che lavorano su piani diversi e dovrebbero stare insieme, non competere.

Dimensione molecolare e penetrazione

L'acido ialuronico esiste in commercio in forme a basso peso molecolare (sotto 50 kDa), medio e alto. Le versioni più piccole penetrano più in profondità nell'epidermide, mentre quelle grandi restano in superficie. Il PGA invece parte da pesi molecolari molto più alti, tipicamente 2.000-2.600 kDa per le formulazioni filmogene, e questo significa che non penetra quasi mai oltre lo strato corneo. Resta sopra e lavora da barriera.

Questa è una differenza fondamentale: l'ialuronico a basso peso agisce in profondità rimpolpando i tessuti dall'interno, il PGA invece crea uno scudo occlusivo invisibile che blocca la fuga d'acqua. Puoi approfondire il funzionamento dell'ialuronico nella mia guida completa all'acido ialuronico viso.

Capacità idratante comparata

I dati che circolano parlano di una capacità di ritenzione idrica fino a 5.000 volte il peso del PGA contro 1.000 volte dell'ialuronico. Sono numeri di laboratorio, misurati in condizioni ideali su polimeri puri, quindi prendili come indicazione di ordine di grandezza più che come dato clinico. Nella vita vera, in una formulazione cosmetica a percentuali realistiche (0,1-2%), la differenza percepita è meno drammatica ma comunque significativa.

Quello che sento sulla pelle e che i miei clienti mi confermano è questo: una pelle trattata con PGA resta idratata più a lungo nell'arco della giornata, soprattutto in ambienti con aria condizionata o riscaldamento che disidratano in continuazione.

Quando uno è meglio dell'altro

Ialuronico vince se cerchi un effetto rimpolpante immediato sulle rughe sottili, se hai pelle normale o mista, o se vuoi un attivo che lavori in profondità. PGA vince se la tua pelle è cronicamente disidratata, se la barriera è compromessa, se vivi in climi secchi o vai spesso in aereo, e se hai già provato l'ialuronico senza ottenere il risultato che speravi. Il grande segreto è che nella maggior parte dei casi non devi scegliere: li usi insieme.

I benefici provati dagli studi

Riassumo quello che la ricerca pubblicata ha effettivamente dimostrato, senza hype:

  • Aumento misurabile dell'idratazione cutanea a 24 e 48 ore dall'applicazione, con effetto prolungato rispetto a soli umettanti tradizionali
  • Rinforzo della barriera cutanea via stimolazione di filaggrina, involucrina e loricrina (fonte PMC 2025)
  • Miglioramento dell'elasticità cutanea in studi su 28 giorni, con risultati superiori a collagene e ialuronico topici
  • Attività antiossidante contro i radicali liberi superossido
  • Riduzione della pigmentazione tramite inibizione della tirosinasi
  • Promozione della sintesi di acido ialuronico endogeno nei cheratinociti
  • Tollerabilità eccellente anche su pelli sensibili e reattive, secondo la revisione MDPI Cosmetics 2024

Non è poco, considerando che parliamo di un ingrediente relativamente nuovo in Occidente. In Corea e Giappone è in uso cosmetico da oltre quindici anni con un profilo di sicurezza eccellente.

Per chi è ideale (e per chi è spreco)

Sarò diretta, perché non tutti gli ingredienti servono a tutti. L'acido poliglutammico ha un target preciso.

È ideale per te se:

  • Hai pelle secca o molto secca, che tira e si desquama nonostante la crema
  • Hai pelle disidratata (diversa dalla secca: può essere oleosa ma con mancanza d'acqua)
  • Stai usando retinoidi, acidi esfolianti o trattamenti professionali che compromettono la barriera
  • Vivi in un clima freddo, ventoso o con riscaldamento centralizzato molto aggressivo
  • Hai una pelle matura con perdita di elasticità e texture appiattita dalla disidratazione cronica
  • Hai pelle sensibile o reattiva, perché il PGA è eccezionalmente ben tollerato
  • Ti piace la filosofia della skincare coreana, dove il PGA è un pilastro delle routine multistep coreane

È uno spreco se:

  • Hai pelle grassa giovane e ben funzionante, senza segni di disidratazione: non ti serve un film occlusivo ulteriore
  • Cerchi un attivo che penetri in profondità per trattare rughe stabilizzate: il PGA resta in superficie
  • Vuoi un ingrediente anti-imperfezioni: esiste, ma altri lavorano meglio su quel fronte
  • Hai un budget limitato e non hai ancora integrato in routine niacinamide, vitamina C, retinolo o SPF: quelli vengono prima

Il PGA è un potenziatore di routine, non un sostituto dei fondamentali.

Come usarlo nella routine (mattina vs sera, prima o dopo cosa)

Il PGA si applica su pelle pulita, appena tonificata o leggermente umida. Il fatto che sia filmogeno significa che va applicato prima degli strati più pesanti, quindi l'ordine corretto è: detergente, tonico, siero al PGA (o siero idratante che lo contiene), altri sieri attivi se compatibili, crema, SPF la mattina.

Mattina. Il PGA è perfetto sotto il trucco perché lascia un finish plump e non unto. Il film che crea aiuta anche la tenuta del fondotinta. Zero problemi con l'SPF sopra, che si stende bene.

Sera. La sera lo abbino a retinolo o peptidi per compensare l'eventuale secchezza indotta dagli attivi. Un siero al PGA dopo il retinolo è una combo salvavita per le pelli che stanno introducendo la vitamina A.

Frequenza. Si può usare tutti i giorni, mattina e sera, senza pause. Non induce tolleranza e non ha effetti collaterali documentati.

Applicazione pratica. Due o tre gocce di siero (o una quantità pari a un pisello di crema idratante formulata con PGA) su tutto il viso, picchiettando e senza sfregare. Se la pelle è molto disidratata, applica su pelle ancora umida dal tonico: il PGA lega più acqua e l'effetto si potenzia.

Con cosa si combina (e cosa evitare)

Buona notizia: il PGA è uno degli ingredienti più pacifici della cosmetica. Non ha incompatibilità note a pH fisiologico, non si ossida, non perde efficacia con altri attivi.

Combinazioni che funzionano bene:

  • PGA + acido ialuronico: sinergia perfetta. L'ialuronico lavora in profondità, il PGA sigilla in superficie. Il PGA rallenta anche la degradazione dell'ialuronico da parte della ialuronidasi
  • PGA + niacinamide: combo eccellente per barriera e tono. Approfondisci nella mia guida completa alla niacinamide
  • PGA + peptidi: per pelli mature, il PGA idrata mentre i peptidi segnalano sintesi di collagene. Ne parlo nella guida ai peptidi in skincare
  • PGA + ceramidi: per barriere compromesse, questa coppia è riparatrice pura
  • PGA + retinolo: il PGA tampona la secchezza e l'irritazione da retinoide
  • PGA + vitamina C: nessun problema, applica prima la vitamina C (pH acido), poi il PGA

Cosa evitare: nulla di specifico, ma attenzione a formule con alte concentrazioni di acidi esfolianti nella stessa applicazione. Non perché reagiscano col PGA, ma perché l'AHA/BHA vuole contatto diretto con lo strato corneo e un film filmogeno pre-applicato potrebbe ridurne leggermente l'efficacia. Separa: acidi la sera, PGA la mattina. Oppure acidi prima, PGA dopo, su pelle asciutta.

Tabella: concentrazioni e sinergie tipiche

Esigenza cutanea Concentrazione PGA consigliata Attivo da abbinare Quando applicare
Pelle disidratata lieve 0,1-0,5% Acido ialuronico a basso peso Mattina e sera
Pelle secca cronica 0,5-1% Ceramidi + squalano Mattina e sera
Barriera compromessa 1-2% Niacinamide 4% + panthenolo Sera, su pelle umida
Pelle matura 0,5-1% Peptidi biomimetici Sera, prima della crema
Supporto a retinolo 0,5-1% Retinolo (applicato prima) Sera, come buffer
Make-up prep 0,3-0,7% Acido ialuronico Mattina sotto primer
Post-trattamento estetico 1-2% Centella asiatica Per 7-10 giorni post

I valori fanno riferimento a formulazioni tipiche del mercato professionale e coreano. Sui prodotti mass market la concentrazione è spesso più bassa, tra 0,05% e 0,3%.

Domande frequenti

L'acido poliglutammico può sostituire l'acido ialuronico?

No, e non dovrebbe. Lavorano su livelli diversi della pelle: l'ialuronico a basso peso penetra in profondità, il PGA resta in superficie come film protettivo. Usarli insieme è la strategia vincente per una idratazione completa multilivello.

È sicuro in gravidanza e allattamento?

Sì. L'acido poliglutammico è un peptide naturale privo di controindicazioni note in gravidanza. È anzi uno dei pochi attivi che puoi usare senza pensieri quando retinoidi e molti acidi sono off-limits. Ovviamente, chiedi sempre conferma al tuo ginecologo o dermatologo di fiducia.

Dopo quanto tempo si vedono i risultati?

L'effetto idratante e plumping è immediato, lo senti già alla prima applicazione. Per quanto riguarda il miglioramento visibile dell'elasticità e della qualità della barriera, gli studi parlano di 28 giorni di uso continuativo per risultati clinicamente misurabili.

Il PGA è adatto alla pelle grassa o mista?

Dipende dalla formulazione. In siero leggero acquoso a bassa concentrazione (0,1-0,3%) sì, è perfetto anche per pelli grasse disidratate. Evita invece creme ricche al PGA su pelle già oleosa: il film filmogeno in combinazione con texture grasse può risultare pesante.

Fa i brufoli o è comedogeno?

No, l'acido poliglutammico non è comedogeno né acnegenico. Il rischio di breakout dipende sempre dalla formulazione completa, non dall'ingrediente in sé. Una pelle acneica disidratata può trarne grande beneficio.

È lo stesso ingrediente del natto giapponese?

Sì e no. Il γ-PGA usato in cosmetica viene prodotto per fermentazione controllata con Bacillus subtilis natto, lo stesso batterio del natto tradizionale. Ma il processo produttivo è industriale, con purificazione e standardizzazione del peso molecolare. Non stai mettendo natto sulla faccia.

Come riconosco il PGA nell'INCI?

Cerca le diciture "Polyglutamic Acid", "Sodium Polyglutamate" o "Polyglutamic Acid (γ-PGA)". A volte compare come "Natto Gum" o "Bacillus/Soybean Ferment Extract", che sono estratti grezzi contenenti PGA. Per approfondire la lettura dell'INCI puoi consultare la mia guida dedicata.

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