Migliori tonalizzanti per capelli 2026: 6 toner professionali a confronto
Il miglior tonalizzante per capelli è quello che neutralizza il sotto-tono che hai davvero, con l'ossidante e il tempo di posa che il produttore dichiara. Abbiamo messo a confronto sei toner professionali in crema, in gel e in gloss acido, per biondi decolorati, meches che hanno virato e capelli bianchi da ravvivare.
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Qui parliamo solo di colorazioni tonalizzanti: prodotti da miscelare con un ossidante a bassa concentrazione, che depositano pigmento e lo lasciano sbiadire con i lavaggi. Shampoo e maschere colorate fanno un lavoro diverso, più leggero e da ripetere spesso: se cerchi quelli, la nostra guida agli shampoo per il biondo che ingiallisce è il punto di partenza giusto.
Come abbiamo selezionato i tonalizzanti
Abbiamo scelto sei tonalizzanti confrontando ciò che i marchi dichiarano: tipo di colorazione, ossidante richiesto e rapporto di miscelazione, tempo di posa, presenza di ammoniaca e PPD. Nessun prodotto è stato provato fisicamente: è un'analisi di schede tecniche, siti ufficiali e letteratura.
I criteri, in ordine di peso:
- Tipo di colorazione dichiarato: demi-permanente, gloss acido, tonalizzante in crema a basso contenuto di ammoniaca. Le tinte vere, che coprono e schiariscono, sono rimaste fuori.
- Ossidante e posa scritti dal produttore: un tonalizzante senza istruzioni chiare è un rischio, perché il risultato dipende quasi tutto dalla miscela. Dove il marchio non pubblica il dato lo diciamo.
- Riflesso leggibile dal codice: la cifra dopo la barra o il punto dice quale sotto-tono il prodotto spegne. Un codice che non si riesce a interpretare rende la scelta un tiro alla cieca.
- Formule dichiarate: senza ammoniaca, senza PPD, con attivi indicati nel titolo o dal produttore. Non attribuiamo ingredienti che il marchio non dichiara.
Il voto in ogni scheda è un giudizio della Redazione, non una media di stelle.
I migliori tonalizzanti per capelli: la classifica 2026
Wella Color Touch 10/6 è il tonalizzante più completo: demi-permanente senza ammoniaca, istruzioni chiare, riflesso violetto che spegne il giallo del biondo chiaro. Fanola è la scelta per schiarire e raffreddare in un passaggio, Redken Shades EQ il gloss acido più delicato.
1. Wella Professionals Color Touch 10/6: il tonalizzante più versatile
Wella Professionals Color Touch 10/6 Lightest Blonde Violet, 60 ml
Color Touch è la linea demi-permanente di Wella Professionals e la 10/6 è la sua tonalità più usata come toner sui biondi chiarissimi: 10 è l'altezza di tono, biondo chiarissimo, e /6 è il riflesso violetto, quello che sulla ruota dei colori sta di fronte al giallo. Sulla scheda ufficiale Wella la dichiara senza ammoniaca, vegana, senza siliconi né oli minerali, da miscelare 1 parte di colore e 2 di Color Touch Emulsion all'1,9% o al 4%, con posa fino a 20 minuti (scheda Color Touch 10/6, Wella Professionals).
Il dato più utile per chi lo usa a casa è la durata: Wella scrive che il colore sbiadisce gradualmente in circa 28 lavaggi. Non è una promessa che il riflesso resti identico per 28 shampoo, è la descrizione di un colore che si spegne piano invece di lasciare una ricrescita netta.
Perché è al primo posto: è l'unico dei sei che unisce tutto ciò che serve a un tonalizzante fatto in casa. Formula senza ammoniaca, rapporto di miscelazione e posa pubblicati, emulsione a bassa concentrazione dedicata, un riflesso violetto puro facile da leggere. Il limite è la stessa ragione per cui funziona: l'emulsione Color Touch si compra a parte, e senza quella il tubo non serve a nulla.
2. Fanola No Yellow Color Toner S.1322: per schiarire e raffreddare insieme
Fanola No Yellow Color Toner S.1322, crema colore superschiarente 100 ml
Questo Fanola è un prodotto diverso dagli altri cinque, e conviene dirlo subito. Il titolo lo indica come crema colore superschiarente: non si limita a depositare pigmento, ma lavora a ossidazione e schiarisce, mentre i pigmenti antiriflesso raffreddano il risultato. La scheda prodotto lo dichiara senza PPD, con estratti di mora, uva e mirtillo e profumo di frutti di bosco.
È la scelta giusta in un caso preciso: capelli biondi naturali o già chiari che vuoi alzare di poco e portare su un biondo freddo senza passare dalla decolorazione. Su capelli già decolorati e fragili, invece, un prodotto che schiarisce è più di quanto serve: lì il lavoro è solo correggere il riflesso, e i demi-permanenti del podio sono più adatti.
Il codice S.1322 è interno a Fanola e non segue la numerazione internazionale delle altezze di tono. Per volumi dell'ossidante e tempo di posa non abbiamo trovato una scheda del produttore consultabile in rete: valgono solo le istruzioni nella confezione, senza improvvisare.
3. Redken Shades EQ Gloss 09V Platinum Ice: il gloss acido
Redken Shades EQ Gloss 09V Platinum Ice, colore demi-permanente, 60 ml
Shades EQ è il gloss demi-permanente acido di Redken: liquido, senza ammoniaca, a pH acido. Si miscela 1:1 con Shades EQ Processing Solution, un attivatore che Redken dichiara al 2% di perossido d'idrogeno, con posa standard di 20 minuti a temperatura ambiente (scheda Shades EQ Processing Solution, Redken). La tonalità 09V è un biondo molto chiaro con riflesso violetto, pensata per biondi platino e ghiaccio.
Il pH acido non è un dettaglio di marketing. Gavazzoni Dias e colleghi, in una revisione su International Journal of Trichology del 2014 (nessun conflitto d'interesse dichiarato), spiegano che un pH alcalino aumenta la carica elettrica negativa sulla superficie del capello, quindi l'attrito fra le fibre, con danni alla cuticola e rotture (Gavazzoni Dias e colleghi, 2014). Lo studio riguarda gli shampoo, non i gloss: il principio però è lo stesso su cui si regge ogni colorazione acida.
È terzo e non secondo per una ragione pratica: è un sistema a due prodotti in formato liquido, meno intuitivo di una crema per chi non ha mai tonalizzato. Su capelli decolorati e sensibilizzati è il più rispettoso dei tre.
4. Wella Blondor Plex Cream Toner /16 Lightest Pearl: il più rapido
Wella Professionals Blondor Plex Cream Toner /16 Lightest Pearl, 60 ml
I Cream Toner della linea BlondorPlex sono tonalizzanti permanenti a basso contenuto di ammoniaca, nati per il servizio subito dopo la decolorazione. Wella indica 1 parte di toner e 2 di Welloxon Perfect Pastel all'1,9% (6 volumi), con 5 minuti di posa, e la tecnologia Plex integrata per proteggere la fibra durante il servizio (Wella Professionals, BlondorPlex Cream Toners). La /16 è il perla più chiaro: cenere più violetto, per neutralizzare i gialli residui.
Cinque minuti sono un vantaggio vero in salone e un'arma a doppio taglio a casa: il margine di errore si stringe, e qualche minuto di troppo con un riflesso perla su un biondo molto poroso può virare verso il grigio. È quarto perché resta un permanente, anche se a basso contenuto di ammoniaca, mentre i primi tre ne sono privi (Fanola a parte, che schiarisce per scelta).
5. Glosston Colorazione Tonalizzante 0.1 Biondo Cenere
Glosston Colorazione Professionale Tonalizzante 0.1 Biondo Cenere
Glosston è l'unico dei sei con istruzioni complete nella scheda del prodotto stesso: crema tonalizzante senza ammoniaca, resorcina, PPD e THIO, come li elenca la scheda, con olio di argan ed estratto di calendula dichiarati, da miscelare 1 parte di crema e 2 di attivatore ossidante, posa da 10 a 30 minuti su capelli non lavati. L'emulsione ossidante, precisa il produttore, non è inclusa.
La 0.1 è un cenere puro: lo zero iniziale indica un tonalizzante senza altezza di tono propria, che non scurisce né schiarisce ma corregge solo il riflesso. Un cenere tende al blu, quindi spegne soprattutto i toni arancio-rame, non il giallo limone di un platino.
È quinto per due motivi di merito: la forbice di posa da 10 a 30 minuti è ampia e lascia molto al giudizio di chi applica, e il marchio è meno documentato degli altri, con meno materiale tecnico consultabile oltre la scheda.
6. L'Oréal Professionnel Dia Light 10.12: il gloss con acido ialuronico
L’Oréal Professionnel Dia Light 10.12 Biondo Molto Molto Chiaro Cenere Iridescente, gloss senza ammoniaca
Dia Light è la colorazione gloss acida e senza ammoniaca di L'Oréal Professionnel, dichiarata semipermanente, con acido ialuronico nel titolo e pensata per tre servizi: gloss, patine e refresh del colore. La 10.12 è un biondo chiarissimo cenere iridescente: .1 cenere, .2 iridescente, cioè violetto. Due riflessi freddi sommati, che coprono sia il giallo sia l'arancio leggero.
Sulla carta è un prodotto che starebbe sul podio. È sesto perché il codice di partenza è corretto ma la confezione chiede il Diactivateur della linea, e il rapporto preciso non l'abbiamo trovato in una fonte ufficiale consultabile: va letto sul foglietto. Rispetto a Redken è l'alternativa in gel-crema, più facile da stendere a pennello.
Tabella comparativa: i tonalizzanti per capelli a confronto
La tabella mette in fila sei tonalizzanti per capelli: tipo di colorazione, ossidante e posa dichiarati, ammoniaca. Le ultime due colonne sono una lettura della Redazione: il sotto-tono che il codice neutralizza e ciò che serve comprare a parte.
| # | Prodotto | Tipo dichiarato | Ossidante e rapporto (dal produttore) | Posa dichiarata | Ammoniaca | Sotto-tono che neutralizza (lettura Redazione dal codice) | Cosa manca nella confezione (lettura Redazione) | Voto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Wella Color Touch 10/6 | Demi-permanente | Color Touch Emulsion 1,9% o 4%, 1:2 | Fino a 20 minuti | No | Giallo (/6 violetto) | Emulsione Color Touch | 4.8/5 |
| 2 | Fanola No Yellow Color Toner S.1322 | Crema colore superschiarente | Non dichiarato in una scheda consultabile | Non dichiarata in rete | Non dichiarato | Giallo (pigmenti antiriflesso) | Ossidante Fanola | 4.5/5 |
| 3 | Redken Shades EQ 09V | Gloss demi-permanente acido | Processing Solution 2%, 1:1 | 20 minuti | No | Giallo (V violetto) | Processing Solution | 4.6/5 |
| 4 | Wella Blondor Plex Cream Toner /16 | Permanente a basso contenuto di ammoniaca | Welloxon Perfect Pastel 1,9%, 1:2 | 5 minuti | Bassa | Giallo e oro (/1 cenere + /6 violetto) | Welloxon Pastel | 4.4/5 |
| 5 | Glosston 0.1 Biondo Cenere | Tonalizzante in crema | Attivatore ossidante, 1:2 | 10-30 minuti | No | Arancio (.1 cenere) | Emulsione ossidante (dichiarato) | 4.1/5 |
| 6 | L'Oréal Professionnel Dia Light 10.12 | Gloss semipermanente acido | Diactivateur, rapporto da foglietto | Non dichiarata in rete | No | Giallo e arancio leggero (.1 cenere + .2 iridescente) | Diactivateur | 4.3/5 |
Manca una colonna che di solito c'è: quella del prezzo. L'importo cambia spesso e quello aggiornato sta solo sulla scheda Amazon, a cui porta il pulsante di ogni box. Per confrontare due tonalizzanti guarda piuttosto il rapporto di miscelazione: un tubo da 60 ml miscelato 1:2 dà 180 ml di prodotto pronto, miscelato 1:1 ne dà 120.
Cos'è un tonalizzante per capelli e cosa fa davvero
Un tonalizzante per capelli è una colorazione a basso deposito di pigmento che corregge il riflesso senza cambiare l'altezza di tono. Si miscela con un ossidante debole, agisce in pochi minuti e sbiadisce con i lavaggi: serve a spegnere giallo o arancio, non a coprire né a schiarire.
Tonalizzante, tinta e gloss: tre prodotti diversi
La confusione nasce dal fatto che nei saloni le parole si sovrappongono. Proviamo a separarle:
- La tinta permanente contiene ammoniaca o un altro agente alcalino e un ossidante più forte: apre la cuticola, schiarisce il pigmento naturale e ne deposita uno nuovo che resta finché il capello non ricresce. Se vuoi cambiare colore, è quella: la nostra guida alla tinta per capelli fatta in casa spiega come farla senza danni.
- Il tonalizzante demi-permanente usa un ossidante a bassa concentrazione, spesso fra l'1,9% e il 4%, e niente ammoniaca o poca. Non schiarisce, corregge il riflesso e sbiadisce in qualche settimana.
- Il gloss acido è un demi-permanente a pH acido: colore leggero, trasparente o appena tonalizzato, più lucentezza. Redken Shades EQ e L'Oréal Dia Light sono di questa famiglia. I trattamenti lucidanti da supermercato chiamati «gloss» sono un'altra cosa ancora, e li trovi nella nostra classifica dei gloss per capelli.
La ruota dei colori: perché il viola spegne il giallo
Il principio è quello dei colori complementari: due colori opposti sulla ruota, sovrapposti, si annullano verso il neutro. Il viola sta di fronte al giallo, il blu di fronte all'arancio, il verde di fronte al rosso. Un tonalizzante violetto su un biondo che ha virato al giallo lo riporta verso un beige neutro o un platino freddo, a seconda di quanto pigmento deposita.
La conseguenza pratica è che il colore del tonalizzante si sceglie guardando il sotto-tono, non il risultato desiderato. Se i capelli sono arancio, un violetto non basta: serve un cenere, che tende al blu. Se sono giallo chiaro, un cenere puro può dare un riflesso verdastro, perché blu e giallo insieme fanno verde.
Come leggere il codice della tonalità
Il codice di un tonalizzante dice due cose: il numero prima della barra o del punto è l'altezza di tono, quello dopo è il riflesso. Saperlo leggere permette di scegliere senza affidarsi al nome commerciale, che cambia da un marchio all'altro mentre la logica dei numeri resta simile.
Il primo numero: l'altezza di tono
Nella numerazione usata dalla maggior parte dei marchi professionali la scala va da 1, nero, a 10, biondo chiarissimo, con alcune linee che arrivano a 12 per i superschiarenti. Un tonalizzante 10 è pensato per capelli già portati a un biondo molto chiaro: su una base più scura il riflesso si vede poco o niente.
Lo zero iniziale, come nel Glosston 0.1, indica un correttore puro: nessuna altezza di tono propria, solo riflesso. Redken scrive l'altezza con due cifre, 09, ma la logica non cambia.
Il secondo numero: il riflesso
Dopo la barra (Wella) o il punto (L'Oréal, Glosston) c'è il riflesso. Le convenzioni più diffuse:
- 1: cenere, tende al blu, neutralizza l'arancio;
- 2: iridescente, tende al violetto, neutralizza il giallo;
- 6: nel sistema Wella è il violetto;
- 8: nel sistema Wella è il perla, freddo e leggermente bluastro.
Quando le cifre sono due, la prima è il riflesso dominante. Un 10/16 è cenere con un tocco di violetto; un 10.12 è cenere con iridescente. Attenzione: le convenzioni non sono identiche fra marchi, e il numero 2 per esempio in alcune linee indica il matt, verde. Prima di comprare controlla la legenda della linea specifica.
Come scegliere il tonalizzante giusto per i tuoi capelli
Il tonalizzante giusto dipende da tre cose: quanto sono chiari i capelli, quale sotto-tono vuoi spegnere e quanto sono porosi. Prima si guarda il colore che hai alla luce naturale, poi si sceglie il riflesso opposto e infine l'ossidante più debole che il produttore consente.
Dopo la decolorazione
È il caso per cui i tonalizzanti esistono. La decolorazione non porta mai il capello al bianco: lo porta a un fondo di schiaritura giallo, arancio o rosso a seconda di quanto è partito scuro e quanto è stato schiarito. Il tonalizzante finisce il lavoro.
Il capello decolorato però è anche quello più fragile. Grosvenor e colleghi, su International Journal of Cosmetic Science nel 2018, hanno osservato al microscopio elettronico capelli decolorati con perossido e persolfato: la perdita di proteine cresce con l'intensità del trattamento, il danno arriva alla corteccia e i ponti disolfuro della cheratina vengono ossidati (Grosvenor e colleghi, 2018). Lo studio è firmato anche da ricercatori di Unilever R&D, che produce cosmetici per capelli, ma non misura alcun prodotto in vendita. Su una fibra così, un tonalizzante senza ammoniaca e a bassa concentrazione di ossidante è la scelta più prudente: Color Touch, Shades EQ o Dia Light prima di un permanente. Se stai ancora scegliendo come schiarire, la nostra classifica dei decoloranti per capelli parte proprio da qui.
Biondo naturale o meches che hanno virato
Un biondo naturale chiaro che tende al dorato, o meches fatte da qualche mese che hanno preso il giallo, chiedono una correzione leggera. Qui il demi-permanente basta e avanza, e un 10/6 o un 09V sono i candidati naturali. Il Fanola superschiarente ha senso solo se, oltre a raffreddare, vuoi davvero alzare di tono la base naturale.
Fra un tonalizzante e l'altro il giallo si può tenere a bada con un prodotto da doccia: le maschere per capelli biondi che ingialliscono servono esattamente a questo, senza ossidante.
Capelli bianchi e grigi
Sui capelli bianchi il tonalizzante non copre: illumina e uniforma. Un bianco che ha preso un velo giallo, per fumo, acqua dura o sole, torna più argenteo con un violetto o un perla a bassa intensità. Se l'obiettivo invece è nascondere i bianchi, serve una tinta: ne parliamo nella guida su come coprire i capelli bianchi.
Sui bianchi il pigmento attecchisce in modo meno prevedibile che su un decolorato, perché la fibra bianca non è porosa allo stesso modo. Il consiglio è partire dalla posa minima indicata e da un ossidante all'1,9%.
Castani e capelli scuri
Su un castano il tonalizzante biondo 10 non si vede. Servono tonalità con l'altezza di tono vicina alla tua, e la gamma dei sei prodotti in classifica è tutta costruita per biondi. Per spegnere il rosso-arancio di un castano schiarito al sole cerca, nelle stesse linee, una tonalità cenere della tua altezza di tono, per esempio un 5 o un 6 con riflesso /1 o .1.
Come si applica un tonalizzante a casa
Un tonalizzante si applica sui capelli puliti o non lavati secondo l'indicazione del produttore, dopo aver fatto il test allergico 48 ore prima. Si miscela con l'ossidante nel rapporto del produttore, si stende a pennello e si risciacqua allo scadere del tempo di posa, senza prolungarlo per «caricare» il colore.
Prima di tutto: il test allergico 48 ore prima
Le colorazioni a ossidazione possono causare dermatiti allergiche da contatto, anche dopo anni di uso senza problemi. Tsimpidakis e colleghi, in una revisione sistematica su Dermatitis del 2024, indicano la p-fenilendiammina (PPD) e le ammine aromatiche affini come il problema principale, e segnalano le reazioni crociate: chi è sensibilizzato a una sostanza non può dare per scontato che le alternative siano sicure (Tsimpidakis e colleghi, 2024).
Wella chiede di eseguire il test di allergia 48 ore prima di ogni applicazione, anche se il colore è sempre stato tollerato, perché la sensibilizzazione può svilupparsi con l'uso ripetuto; se compaiono arrossamento, bruciore o prurito il prodotto non va usato (Wella, test di sicurezza della colorazione).
Il test non è infallibile, e conviene saperlo. Friis e colleghi, su Contact Dermatitis nel 2018, hanno confrontato le istruzioni di 40 colorazioni a ossidazione di 21 produttori in 8 Paesi europei: 39 raccomandavano l'autotest, ma con metodi molto diversi fra loro, anche dentro lo stesso marchio (Friis e colleghi, 2018). Quindi: segui alla lettera quello del foglietto del tuo prodotto, e se hai già avuto una reazione a una tinta, prima di qualunque tonalizzante parlane con un dermatologo.
Ossidante, rapporto e posa: solo quelli del produttore
Il risultato di un tonalizzante dipende dalla miscela più che dal tubo. Tre regole che non hanno eccezioni:
- L'ossidante è quello indicato dal marchio, alla concentrazione indicata. Un ossidante più forte di quello previsto non rende il colore più intenso: schiarisce e sensibilizza.
- Il rapporto si pesa o si misura, non si va a occhio. Una bilancia da cucina basta. 1:2 significa il doppio di ossidante rispetto al colore, in peso.
- La posa parte dal tempo minimo. Si controlla il colore su una ciocca e si risciacqua appena il riflesso è quello giusto. Allungare la posa su un capello molto poroso porta al grigio o al lilla.
Gli errori più comuni
- Tonalizzare capelli troppo scuri. Un tonalizzante biondo 10 su un fondo arancio intenso non fa miracoli: serve prima schiarire ancora, oppure scegliere un cenere più scuro.
- Usare lo stesso tempo su radici e punte. Le punte, più porose, assorbono di più. Molti coloristi partono dalle lunghezze più sane e arrivano alle punte negli ultimi minuti.
- Tonalizzare subito dopo un trattamento lisciante o una permanente. Fra due servizi chimici conviene lasciare passare tempo; la fibra va prima recuperata.
- Dimenticare i guanti. Sono nella confezione o vanno comprati: le mani colorate sono il meno, il contatto ripetuto con il colore è ciò che sensibilizza.
Quanto dura un tonalizzante e come farlo durare
Un tonalizzante demi-permanente sbiadisce gradualmente con i lavaggi: Wella dichiara per Color Touch un calo progressivo nell'arco di circa 28 lavaggi. La durata reale dipende dalla porosità: più il capello è danneggiato, prima il pigmento esce. Shampoo delicati e acqua tiepida la allungano.
Sono quattro le abitudini che contano davvero:
- Lavaggi meno frequenti. Ogni shampoo porta via una parte del pigmento: passare da un lavaggio al giorno a uno ogni due o tre giorni cambia la durata più di qualunque prodotto.
- Shampoo delicato. Un detergente pensato per capelli trattati porta via meno colore: meglio se con tensioattivi leggeri e pensato per capelli colorati.
- Acqua tiepida, non bollente. Il calore apre la cuticola e accelera l'uscita del pigmento.
- Sole e cloro con cautela. Entrambi ossidano il colore e virano il biondo verso il giallo: in estate un cappello e un risciacquo dopo la piscina fanno la differenza.
Ogni quanto si può ripetere
Non c'è un intervallo valido per tutti, e i produttori non ne dichiarano uno nelle schede che abbiamo consultato. Il criterio pratico è guardare il colore: si ripete quando il riflesso indesiderato è tornato visibile, di solito dopo qualche settimana, e ogni volta con un nuovo test allergico. Fra un servizio e l'altro una maschera con pigmento viola mantiene il risultato senza ossidante.
Quando il tonalizzante non serve
Il tonalizzante non serve se il colore ti piace già, se i capelli sono troppo scuri perché il riflesso si veda o se il problema è la secchezza, non il colore. In questi casi una maschera o un taglio delle punte fanno più di qualunque toner.
Tre situazioni in cui conviene fermarsi:
- Capelli molto danneggiati che si spezzano. Un altro servizio chimico, anche delicato, li stressa ancora. Meglio prima qualche settimana di cura e un taglio delle punte.
- Un giallo leggero che si vede solo sotto certe luci. Uno shampoo o una maschera pigmentata una volta alla settimana bastano, e non richiedono ossidante.
- Una reazione passata a una tinta. Il rischio di reazioni crociate rende sconsigliabile provare da sola: serve il parere di un dermatologo.
Tonalizzante dal parrucchiere o a casa
Tutti i sei prodotti in classifica sono di linee professionali, pensate per il salone e vendute anche al pubblico. Usarli a casa si può, a patto di rispettare le istruzioni come farebbe un colorista. Se è la tua prima tonalizzazione dopo una decolorazione importante, o se il fondo di schiaritura è irregolare, la prima volta dal parrucchiere ti dà un riferimento: poi i ritocchi li gestisci da sola.
Domande frequenti sui tonalizzanti per capelli
A cosa serve il tonalizzante per capelli?
Serve a correggere il riflesso del colore senza cambiarne l'altezza di tono: spegne il giallo o l'arancio dopo una decolorazione, raffredda un biondo che ha virato, ravviva i capelli bianchi. Deposita poco pigmento e sbiadisce con i lavaggi, quindi non copre e non schiarisce.
Quanto dura il tonalizzante sui capelli?
Dipende dal prodotto e dalla porosità. Per Color Touch Wella dichiara uno sbiadimento graduale nell'arco di circa 28 lavaggi. Su capelli molto decolorati il pigmento esce prima; lavaggi meno frequenti e shampoo delicati allungano la durata.
Il tonalizzante rovina i capelli?
Un demi-permanente senza ammoniaca, con ossidante all'1,9-4%, è molto meno aggressivo di una tinta o di una decolorazione, ma è comunque un servizio chimico. Su capelli già fragili conviene scegliere un gloss acido o un demi-permanente e rispettare la posa minima.
Il tonalizzante si mette su capelli bagnati o asciutti?
Dipende dal produttore: Glosston, per esempio, indica capelli non lavati, mentre i toner pensati per il servizio subito dopo la decolorazione, come i BlondorPlex, si stendono su capelli puliti e umidi. Segui l'istruzione del prodotto che usi: cambia l'assorbimento del pigmento e quindi il risultato.
Quale tonalizzante usare per i capelli bianchi?
Un violetto o un perla a bassa intensità, come un 10/6 o un /16, per togliere il velo giallo e rendere il bianco più argenteo. Il tonalizzante non copre i bianchi: per nasconderli serve una tinta.
Quanti volumi di ossidante servono per un tonalizzante?
Quelli indicati dal produttore, di solito bassi: Wella prevede l'1,9% o il 4% per Color Touch e l'1,9% (6 volumi) per i Cream Toner BlondorPlex, Redken un attivatore al 2% per Shades EQ. Un ossidante più forte schiarisce e sensibilizza, senza rendere il colore più intenso.
Serve il test allergico anche per un tonalizzante?
Sì, per ogni colorazione a ossidazione, 48 ore prima e a ogni applicazione, come chiede Wella. Le reazioni possono comparire anche dopo anni di uso senza problemi e possono esserci reazioni crociate fra sostanze simili.
Articolo aggiornato a ottobre 2026 dalla Redazione Gloora.
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