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I migliori oli di argan per capelli: 5 a confronto sull'INCI

Redazione Gloora · · Aggiornato il · 30 min di lettura Come abbiamo scelto
Cinque flaconi di olio di argan in vetro ambrato accanto a noci di argania e a una ciocca di capelli lunghi

La scelta in 30 secondi

I primi 3 della classifica

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Sullo scaffale ci sono due prodotti che portano lo stesso nome e non fanno lo stesso mestiere. Da una parte l'olio di argan puro, dove Argania Spinosa Kernel Oil è il primo ingrediente e molto spesso l'unico. Dall'altra il siero «all'olio di argan», dove i primi posti dell'INCI sono occupati da un silicone e l'argan arriva dopo, a volte perfino dopo il profumo. Entrambi hanno un uso legittimo. Ma comprarne uno pensando all'altro è il modo più comune di restare delusi, e nessuna delle due etichette te lo dice sul fronte. Qui trovi cinque oli di argan venduti su Amazon, divisi per famiglia e messi in fila su un criterio che le schede non dichiarano: dove sta scritto l'argan nella lista degli ingredienti.

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Olio di argan puro e siero all'argan: due prodotti, un nome solo

Un olio di argan puro contiene argan e basta: nutre la fibra, si usa sulle lunghezze umide o come impacco prima dello shampoo, e lavora lentamente. Un siero all'argan è una formula siliconica con argan dentro: dà scorrevolezza e lucentezza nell'istante in cui lo applichi, e protegge dal calore.

Che cosa fa l'olio di argan puro

L'argan puro è un trigliceride vegetale ricco di acido oleico e linoleico. Sul capello si comporta come un lipide: si distribuisce lungo la cuticola, riduce l'attrito fra le squame, limita la quantità di acqua che entra ed esce dalla fibra durante il lavaggio. Il risultato non è immediato e non è spettacolare: è un capello che dopo qualche settimana si spezza meno quando lo pettini, e che assorbe meglio i trattamenti successivi.

Il rovescio della medaglia è che un olio puro non «scivola». Su un capello molto crespo o molto poroso non basta a domare la texture nell'immediato: se cerchi l'effetto vetro entro trenta secondi, l'argan puro non è lo strumento giusto.

Che cosa fa un siero all'argan

Il siero è costruito per l'effetto immediato. Le basi siliconiche — dimeticone, dimeticonolo, isoalcani — formano un film continuo sulla superficie del capello. Quel film fa tre cose: riempie otticamente le irregolarità della cuticola, riduce l'attrito con la spazzola, e rallenta lo scambio di umidità con l'aria, che è il meccanismo del crespo.

Non è un inganno, è un altro mestiere. Un siero siliconico è anche il modo più semplice di mettere una barriera fra il capello e la piastra: se usi il calore, questa funzione conta più del nutrimento. Sul tema abbiamo una selezione dedicata agli spray termoprotettori per capelli, dove il criterio di merito è proprio la protezione dichiarata.

Come capisci in tre secondi quale hai in mano

Gira il flacone e leggi i primi tre ingredienti. Se leggi Argania Spinosa Kernel Oil per primo, hai un olio. Se leggi qualcosa che finisce in -methicone, -siloxane o Isoalkane, hai un siero. Se non leggi nulla perché la lista degli ingredienti non c'è, hai un'informazione lo stesso: chi ha un INCI corto lo pubblica volentieri.

Il test dell'INCI: la posizione dell'argan cambia tutto

Per legge gli ingredienti cosmetici si elencano in ordine decrescente di concentrazione fino all'1%. Sotto quella soglia l'ordine è libero. Significa che la posizione dell'argan nella lista è l'unica misura pubblica di quanto argan c'è davvero dentro il prodotto.

Primo posto: hai un olio

Quando Argania Spinosa Kernel Oil apre la lista, l'argan è l'ingrediente prevalente. Nei casi migliori la lista finisce subito dopo, con un tocoferolo aggiunto in frazioni di punto percentuale come antiossidante. Un INCI di due voci è la forma più onesta che questo prodotto possa avere: non c'è spazio per nascondere nulla.

Quarto posto: hai un elisir da styling

Il caso dell'elisir Orofluido di Revlon Professional è istruttivo perché la scheda pubblica l'INCI per intero: C11-13 Isoalkane, Dimethicone, Dimethiconol, Argania Spinosa Kernel Oil, Isohexadecane, Parfum.... L'argan è quarto, prima del profumo, e in un prodotto del genere il quarto posto è una posizione rispettabile. Ma il prodotto resta un siero: il beneficio principale lo danno le tre voci che vengono prima.

Vale la pena notare due cose che quasi nessuno legge fino in fondo. La prima è che il colore dorato non viene dall'argan ma da due coloranti dichiarati, Red 17 e Yellow 11. La seconda è che il profumo, in questa formula, è un ingrediente strutturale: viene prima di metà lista.

Dopo il profumo: hai una traccia

È la categoria che non trovi in questa pagina. Quando Argania Spinosa Kernel Oil compare dopo Parfum, la concentrazione è quasi certamente sotto l'1% e serve a scrivere «all'olio di argan» sul fronte della confezione. Non è illegale e non è pericoloso: semplicemente non stai comprando argan, stai comprando un siero con una menzione. Se ti interessa il ragionamento esteso su tutta la categoria, lo trovi nella nostra classifica dei migliori oli per capelli.

Come abbiamo selezionato i cinque oli di argan

Siamo partiti da dieci referenze realmente vendute su Amazon nella categoria oli per capelli e corpo, e ne abbiamo tenute cinque. Il metodo è documentale (come scegliamo i prodotti): lettura incrociata dell'INCI dichiarato, del metodo di estrazione, delle certificazioni e del formato, più il confronto con la letteratura sulla materia prima.

Dove compare l'argan nell'INCI dichiarato

È il filtro che ha eliminato di più. Abbiamo escluso ogni prodotto per cui la composizione non fosse verificabile sulla scheda: due referenze non dichiarano alcun ingrediente, una dichiara un elenco che non è un INCI e contraddice il claim di purezza stampato sul titolo. Un olio che non pubblica la propria lista non entra in una pagina il cui criterio è la lista.

Il metodo di estrazione dichiarato

Spremuto a freddo, pressato a caldo o raffinato non sono sinonimi. Abbiamo tenuto tre oli con spremitura a freddo dichiarata, un siero formulato e, deliberatamente, un olio raffinato: serve a mostrare cosa cambia, ed è la scelta giusta in almeno una situazione concreta.

La certificazione biologica

Ecocert Greenlife, COSMOS ORGANIC e i disciplinari equivalenti non dicono che l'olio è migliore: dicono che qualcuno esterno ha verificato la filiera e la composizione dichiarata. Su una materia prima soggetta ad adulterazione — l'argan viene tagliato con olio di girasole più spesso di quanto si creda — è un controllo che vale.

Il formato, che decide la resa

Il formato non è un dettaglio commerciale, è un criterio d'uso. Un flacone da 50 ml è perfetto per due gocce al giorno sulle punte e diventa antieconomico se il tuo uso principale è l'impacco pre-shampoo. Un flacone da 225 ml è l'opposto: rende benissimo negli impacchi e resta aperto abbastanza a lungo da rischiare l'irrancidimento se lo usi a gocce.

Sui prezzi non troverai cifre in questa pagina. L'importo aggiornato è solo sulla scheda Amazon del singolo prodotto, e cambia troppo spesso perché scriverlo qui sia un servizio invece che un'informazione sbagliata.

I migliori oli di argan per capelli del 2026

Cinque referenze, quattro oli puri e un siero formulato. Il voto è quello della Redazione e nasce dall'incrocio fra composizione dichiarata, metodo di estrazione, certificazioni e coerenza fra ciò che il produttore promette e ciò che l'etichetta consente di dire: è un giudizio sulla formula, non un riassunto della scheda.

1. BIONOBLE, l'INCI corto con la filiera certificata

Il migliore in assoluto

BIONOBLE Olio di Argan per Capelli, Viso, Corpo - Bio e 100% Puro - 50ml

INCI a due voci sole: Argania Spinosa Kernel Oil e Tocopherol
Certificato COSMOS ORGANIC da Ecocert Greenlife
Spremitura a freddo in Marocco, senza esano dichiarato
Vetro ambrato: l'olio resta al riparo dalla luce
Formato da 50 ml: su capelli lunghi finisce in fretta
Odore di nocciola tostata che non a tutti piace

È il prodotto che rende superfluo il resto della discussione: la lista degli ingredienti ha due voci, Argania Spinosa Kernel Oil e Tocopherol, e la scheda dichiara che il tocoferolo sta allo 0,1% come complesso protettivo dell'olio. Non c'è nessun posto in cui possa nascondersi qualcos'altro.

Attorno a quell'INCI ci sono i controlli che ti aspetti: spremitura a freddo in Marocco, estrazione senza esano, certificazione COSMOS ORGANIC rilasciata da Ecocert Greenlife, vetro ambrato. Sono tutte cose che il produttore dichiara e un ente terzo verifica, che è una categoria diversa dalle promesse stampate sul fronte.

Il limite vero è il formato. Cinquanta millilitri bastano per mesi se lo usi a due gocce sulle punte, ma coprono tre o quattro impacchi pre-shampoo su capelli lunghi e poi finiscono. Se il tuo uso principale è l'impacco, questo non è il flacone giusto — anche se è l'olio giusto.

2. WoldoHealth, il puro senza profumo da tenere sul lavandino

Il migliore per l'uso quotidiano

WoldoHealth 100% Olio di Argan Biologico Puro - spremuto a freddo, per capelli, viso, corpo, olio per capelli, pipetta, 100 ml, senza additivi

Dichiarato senza additivi e senza profumo aggiunto
Pipetta in vetro: dosi due gocce, non un getto
Formato da 100 ml, giusto anche per capelli lunghi
Flacone ambrato che rallenta l'ossidazione
La purezza sta scritta a parole, non in nomenclatura INCI
Senza profumo: l'odore naturale dell'argan resta percepibile

Cento millilitri, pipetta in vetro, nessun profumo aggiunto: è l'olio pensato per l'uso quotidiano più che per il rituale settimanale. La pipetta non è un vezzo. Con un olio puro la differenza fra due gocce e sei gocce è la differenza fra capelli nutriti e capelli unti, e un tappo a versamento libero rende quella misura impossibile da rispettare.

La scheda dichiara «100 percento puro olio di argan biologico senza additivi» e spremitura a freddo. È una dichiarazione esplicita e verificabile nel testo, però è scritta in italiano corrente e non in nomenclatura INCI: rispetto al BIONOBLE resta un piccolo scalino di trasparenza, e per questo il voto è leggermente più basso.

Chi non sopporta l'odore dell'argan vergine deve saperlo in anticipo: «senza profumo» qui significa che nessuno ha coperto l'odore naturale, che è tostato e resta percepibile per una decina di minuti dopo l'applicazione.

3. Revlon Professional Orofluido, il siero che dichiara tutto

Il migliore fra i sieri all'argan

REVLON PROFESSIONAL Orofluido Argan Oil Elixir, Olio Nutriente Capelli All'Olio di Argan, Anti Crespo, Vegano, per Capelli Morbidi e Luminosi, 85ml

Scorrevolezza e lucentezza immediate anche sul capello asciutto
Protezione dal calore dichiarata fino a 220 gradi
INCI completo pubblicato in scheda, ordine compreso
Bastano tre gocce: gli 85 ml rendono moltissimo
Non è un olio puro: base siliconica, argan al quarto posto
Contiene coloranti Red 17 e Yellow 11 oltre al profumo
Con l'uso quotidiano serve uno shampoo chiarificante ogni tanto

È l'unico prodotto della classifica che non è un olio, ed è qui apposta. Chi cerca la lucentezza immediata, la spazzola che scorre e una barriera fra il capello e la piastra sta cercando questo, non l'argan puro — e continuare a fingere il contrario non aiuta nessuno.

La formula è onesta nel senso più letterale: pubblica l'INCI completo, in ordine, compresi i due coloranti e gli allergeni da profumo. C11-13 Isoalkane e i due siliconi costruiscono il film, l'argan sta al quarto posto, la vitamina E è in forma di acetato di tocoferile. La protezione dal calore dichiarata arriva a 220 gradi, che è più di quanto la maggior parte delle piastre domestiche raggiunga.

Il prezzo tecnico da pagare è l'accumulo. Un film siliconico applicato tutti i giorni si stratifica e a un certo punto il capello smette di rispondere ai trattamenti: uno shampoo chiarificante ogni due o tre settimane risolve. E se hai il crespo come problema principale, il siero è un sintomatico eccellente ma non la strategia: quella la trovi nella routine per capelli crespi.

4. The Ordinary, l'argan a ingrediente unico in formato piccolo

INCI a una sola voce

The Ordinary 100% Organic Cold-Pressed Moroccan Argan Oil 30ml, Olio biologico marocchino spremuto a freddo, Trattamento nutriente e idratante per pelle e capelli

INCI di una sola voce: Argania Spinosa Kernel Oil
Spremuto a freddo, biologico e non raffinato, dichiarato dal marchio
Nessuna fragranza aggiunta: resta il profumo naturale dell’argan
Uso sui capelli umidi indicato dal produttore
Formato da 30 ml: il flacone più piccolo del confronto
Biologico dichiarato, ma senza ente certificatore indicato dal marchio
Odore tostato percepibile nei primi minuti

L'INCI che The Ordinary pubblica sul proprio sito è il più corto possibile: una voce sola, Argania Spinosa Kernel Oil. Niente antiossidante aggiunto, niente oli di taglio, niente profumo. Attorno a quella voce il marchio mette tre dichiarazioni esplicite: spremitura a freddo, origine biologica, olio non raffinato.

Non raffinato vuol dire che l'odore resta, e il produttore lo scrive: l'olio conserva un profumo naturale. È lo stesso odore tostato del WoldoHealth, quindi se l'argan vergine non lo sopporti questo flacone non risolve il problema; se invece cerchi la frazione insaponificabile intera, è esattamente quello che vuoi. Sui capelli il marchio indica di lavorarlo sulle lunghezze umide e pulite, una volta al giorno o al bisogno.

Due limiti spiegano il quarto posto. Il primo è il formato: trenta millilitri sono il flacone più piccolo del confronto, giusti per due gocce sulle punte o per provare l'argan puro prima di passare a un formato grande, ma bastano appena per due impacchi pre-shampoo su capelli lunghi. Il secondo è la certificazione: «biologico» è dichiarato, ma sulla pagina del marchio non compare l'ente che lo verifica, mentre il BIONOBLE lo indica. Senza antiossidante aggiunto, poi, conviene tenerlo lontano dalla luce e finirlo in fretta: con trenta millilitri non è difficile.

5. Naissance, il formato grande per gli impacchi

Il migliore per gli impacchi pre-shampoo

Naissance Olio di Argan del Marocco (No. 228) - 225ml - per Corpo, Viso, Labbra, Capelli, Pelle, Barba, Unghie, Cuticole

225 ml: il formato più grande del confronto
Filiera dichiarata: cooperativa femminile marocchina
Odore quasi assente, perché è un olio raffinato
Senza conservanti, coloranti o fragranze aggiunte
Raffinato e non vergine: la frazione insaponificabile si riduce
Un flacone così grande resta aperto per mesi e l'olio ossida

Duecentoventicinque millilitri cambiano il modo in cui usi l'olio. Un impacco pre-shampoo serio su capelli lunghi vuole dieci o quindici millilitri per volta: con un flacone da 50 ml ne fai tre, con questo ne fai quindici. È il formato che rende sostenibile l'uso più efficace dell'argan, che non è il velo sulle punte ma la posa prima del lavaggio.

C'è però una cosa che va detta e che quasi nessuno nota: la scheda dichiara «panello pressato e raffinato». Raffinato non è spremuto a freddo. La raffinazione toglie odore, colore e acidità, ma toglie anche una parte della frazione insaponificabile — steroli, tocoferoli, squalene — che è la parte per cui l'argan costa più dell'olio di girasole. Come lipide funziona ancora benissimo. Come «oro liquido» funziona meno.

Per questo sta al quinto posto pur essendo un ottimo acquisto: è il migliore del gruppo per l'uso in impacco, ed è il meno interessante del gruppo se cerchi la ricchezza dell'olio vergine. Se l'impacco è il tuo obiettivo, la meccanica completa sta nella guida all'olio pre-shampoo.

Tabella comparativa: cosa separa i cinque

Le prime due colonne sono le uniche che contano davvero, e sono anche quelle che nessuna confezione mette sul fronte. L'ultima colonna non è un dato di scheda: è una stima nostra, ricavata dai millilitri dichiarati e dalla quantità che un impacco su capelli lunghi richiede.

Prodotto Famiglia Posizione dell'argan nell'INCI Metodo dichiarato Formato Odore Impacchi su capelli lunghi (stima)
BIONOBLE 50 ml Olio puro Primo di due ingredienti Spremitura a freddo 50 ml Tostato, netto 3-4
WoldoHealth 100 ml Olio puro Ingrediente unico dichiarato Spremitura a freddo 100 ml Tostato, netto 6-8
Revlon Orofluido 85 ml Siero formulato Quarto su diciotto Argan bio inserito in formula 85 ml Vaniglia e sandalo Non adatto agli impacchi
The Ordinary 30 ml Olio puro Ingrediente unico dichiarato Spremitura a freddo, non raffinato 30 ml Tostato, naturale 2
Naissance 225 ml Olio puro raffinato Ingrediente unico dichiarato Pressato e raffinato 225 ml Quasi assente 15-18

Nessuna colonna prezzo, per scelta: gli importi cambiano di continuo e l'unico numero affidabile è quello che leggi sulla scheda Amazon nel momento in cui compri.

Olio di argan puro: qual è la migliore marca

La migliore marca di olio di argan puro è quella che ti permette di verificarlo: INCI pubblicato con Argania Spinosa Kernel Oil come unica voce o quasi, spremitura a freddo dichiarata, certificazione con il nome dell'ente, vetro scuro. Fra le cinque di questa pagina, BIONOBLE è l'unica che spunta tutte e quattro le caselle.

Il nome sul flacone, da solo, dice poco. L'argan arriva quasi tutto dalla stessa area del Marocco sud-occidentale, l'unica dove l'argania cresce spontanea, e molti marchi europei imbottigliano olio comprato dalle stesse cooperative. Quello che separa un marchio dall'altro non è la materia prima ma quanto ti lascia controllare.

La marca conta meno di quattro dichiarazioni

Prima di guardare il logo, cerca queste quattro informazioni sulla scheda o sul sito del produttore: la lista degli ingredienti in nomenclatura INCI, il metodo di estrazione, l'ente che certifica il biologico, il tipo di contenitore. Un marchio che ne dichiara quattro su quattro ti dà più garanzie di un nome famoso che ne dichiara una. È lo stesso ragionamento che ha costruito la classifica: il BIONOBLE è primo perché è il più leggibile, non perché è il più noto.

Bio certificato o semplicemente «biologico»

Sulla confezione «bio» può voler dire due cose diverse. Nel primo caso c'è un ente terzo con nome e logo — Ecocert, COSMOS ORGANIC, ICEA — che ha verificato filiera e composizione. Nel secondo il marchio si limita a scriverlo. Nel nostro confronto il BIONOBLE indica l'ente, mentre The Ordinary dichiara l'origine biologica senza che la pagina del marchio nomini chi la controlla. Non significa che quell'olio non sia biologico: significa che, su quel punto, devi fidarti della parola del produttore.

L'argan «professionale» da parrucchiere

Quando cerchi un olio di argan per capelli professionale, quasi sempre trovi un siero, non un olio puro. Le linee da salone, Orofluido compresa, costruiscono la formula su siliconi e isoalcani perché il parrucchiere vuole scorrevolezza e lucentezza in trenta secondi. È un prodotto valido, ma se la parola che ti interessa è «puro», nelle linee professionali di solito non la trovi: un argan a ingrediente unico è un prodotto da erboristeria, non da salone.

Perché l'argan puro costa più di altri oli

Il prezzo di categoria dipende dalla resa. Per un litro di olio servono decine di chili di frutti, e la rottura del guscio, durissimo, in buona parte si fa ancora a mano nelle cooperative. Per questo l'argan vergine si colloca in una fascia premium rispetto agli oli vegetali comuni come girasole o mandorle dolci. Un flacone che si presenta come argan puro al cento per cento e si colloca nella fascia di un olio di semi merita una seconda lettura dell'INCI: il taglio con altri oli è la frode più frequente su questa materia prima. Il prezzo aggiornato di ogni prodotto lo trovi sulla sua scheda Amazon.

Come riconoscere un olio di argan puro

Un olio di argan puro si riconosce dall'etichetta, non dal colore o dal profumo: Argania Spinosa Kernel Oil come unica voce dell'INCI, al massimo seguita da Tocopherol, metodo di estrazione dichiarato e vetro scuro. Odore e consistenza sono indizi utili, ma nessun test casalingo sostituisce la lista degli ingredienti.

I cinque segni da cercare in etichetta

  • Un INCI di una o due voci. Se compaiono Helianthus Annuus Seed Oil, Prunus Amygdalus Dulcis Oil o Parfum, hai una miscela, anche se il fronte dice «puro».
  • Il metodo di estrazione scritto. «Spremuto a freddo» o «raffinato»: se manca entrambi, il produttore ha scelto di non dirtelo.
  • Il nome dell'ente certificatore, non solo la parola «bio».
  • Il vetro ambrato o scuro. La plastica trasparente espone l'olio alla luce, e un argan vergine ossidato perde proprio la frazione per cui lo paghi.
  • La destinazione d'uso cosmetica. Un flacone senza INCI e con indicazioni da cucina è argan alimentare, tostato.

I test casalinghi che non funzionano

Circolano tre prove fatte in casa. Il test del frigorifero, secondo cui l'argan puro si addensa al freddo e quello tagliato no, non distingue nulla di affidabile: molti oli vegetali si intorbidiscono a quattro gradi, e la risposta cambia con la raffinazione. Il test dell'assorbimento sulla pelle dipende dalla tua pelle più che dall'olio. Il test del colore è ingannevole, perché un argan raffinato è chiaro e resta argan.

L'unico controllo davvero affidabile è di laboratorio, e riguarda gli steroli: nell'argan prevalgono schottenolo e spinasterolo, mentre negli oli di oliva e di girasole prevale il beta-sitosterolo, come mostrano i dati di composizione di Khallouki e colleghi citati più sotto. A casa questa misura non la puoi fare: per questo conta che lo faccia, e lo dichiari, qualcun altro.

Olio di argan per tipo di capello: ricci, secchi, crespi

L'olio di argan va bene su quasi tutti i capelli, ma cambiano dose, momento e famiglia di prodotto. Sui ricci e sui capelli secchi rende di più l'olio puro sul capello bagnato; sul crespo da umidità un siero siliconico lavora meglio nell'immediato; sui capelli fini serve la metà della dose.

Olio di argan per capelli ricci

Il riccio è secco per costruzione: il sebo scende a fatica lungo una fibra che gira su sé stessa, e le punte restano scoperte. Qui l'argan puro lavora bene come secondo passaggio dopo un prodotto acquoso, sul capello ancora bagnato: prima il leave-in o l'acqua, poi tre o quattro gocce di olio strizzate sulle ciocche, poi l'eventuale crema o gel. L'olio sigilla l'acqua che hai appena messo, non la sostituisce. Evita il siero siliconico come base quotidiana se lavi con prodotti molto delicati: senza un lavaggio che lo rimuova si accumula e il riccio perde definizione.

Olio di argan per capelli secchi

Su capelli secchi e porosi l'argan rende il meglio di sé nell'impacco pre-shampoo settimanale, più che nel leave-in. La ragione è quella del lavoro sulla perdita proteica citato più sotto: l'olio applicato prima del lavaggio limita il danno che il lavaggio stesso produce. Per questo uso conviene un formato grande come il Naissance; per le due gocce quotidiane sulle punte basta un 50 ml.

Olio di argan per capelli crespi

Il crespo da umidità è un problema di superficie, e la superficie la governa un film. Se vuoi un capello liscio entro trenta secondi, un siero come l'Orofluido fa quel lavoro meglio di qualunque olio puro. Se il crespo nasce da una fibra secca e rovinata, invece, il siero lo nasconde e l'olio puro, con il tempo, lo riduce: le due cose si possono usare insieme, olio prima del lavaggio e siero dopo la piega.

Capelli corti, barba e capelli maturi

Su capelli corti e sulla barba basta una goccia scaldata fra i palmi: la superficie da coprire è piccola e l'eccesso si vede subito. Sui capelli maturi, che con gli anni tendono a diventare più secchi e più ruvidi, l'argan puro sulle lunghezze funziona come su qualunque capello secco. Non cambia invece la quantità di capelli né il loro colore: per quelle domande la risposta non sta in un olio.

Spremuto a freddo, raffinato o deodorato: cosa cambia davvero

Tre parole che sulle confezioni sembrano sinonimi e descrivono tre oli diversi. La differenza si vede in tre punti: odore, colore e quantità di frazione insaponificabile, cioè la parte non grassa dove stanno tocoferoli, steroli e squalene.

La spremitura a freddo

Le mandorle di argania vengono pressate senza superare una soglia di temperatura e senza solventi. L'olio che esce è dorato, con un odore tostato inconfondibile, e conserva la frazione insaponificabile intatta. È anche l'olio che irrancidisce prima, perché niente è stato tolto: un flacone aperto va usato entro sei mesi e tenuto lontano dalla luce, che è il motivo per cui i produttori seri usano vetro ambrato.

Sulla spremitura c'è un dato di letteratura che vale la pena conoscere. Hilali e colleghi, sul Journal of Agricultural and Food Chemistry nel 2005, hanno analizzato ventuno campioni di olio di argan di origine e lavorazione diverse e hanno misurato una frazione insaponificabile compresa fra lo 0,34% e lo 0,79%, concludendo che l'estrazione a pressa meccanica non altera la composizione rispetto al metodo tradizionale (abstract su PubMed). Due avvertenze oneste: lo studio nasce dal gruppo di ricerca di Rabat storicamente legato alla filiera marocchina dell'argan, e dichiara fra i propri obiettivi la costruzione di uno standard di qualità nazionale marocchino. Il dato sulla frazione insaponificabile è una misura analitica e regge; la cornice va letta sapendo chi la scrive.

La raffinazione

L'olio raffinato passa attraverso neutralizzazione, decolorazione e deodorazione. Ne esce un olio chiaro, praticamente inodore, stabile per molto più tempo. Il costo è che parte della frazione insaponificabile se ne va con il resto: resti con un ottimo trigliceride e con meno di ciò che rende l'argan diverso da altri oli.

Non è un difetto in assoluto. Per un impacco pre-shampoo che poi lavi via, la differenza è marginale e il vantaggio di un olio stabile e inodore in formato grande è concreto.

Perché un argan cosmetico inodore è quasi sempre deodorato

L'argan vergine ha odore. È un odore tostato, di nocciola, che sfuma in dieci minuti ma nei primi minuti c'è. Se apri un flacone di «argan puro al 100%» e non senti niente, le possibilità sono tre: è deodorato, è raffinato, oppure non è argan puro. Nessuna delle tre è una truffa di per sé, ma solo la prima e la seconda dovrebbero essere scritte in etichetta — e spesso non lo sono.

Argan alimentare e argan cosmetico non sono intercambiabili

Si trovano entrambi e si somigliano nel flacone. L'argan alimentare si ricava da mandorle tostate prima della pressatura, ha un sapore e un odore molto più intensi e non è pensato per restare sulla pelle. L'argan cosmetico si ricava da mandorle non tostate.

La confusione è più comune di quanto sembri, e capita anche nelle schede di prodotti seri: fra le referenze che abbiamo esaminato ce n'è una il cui INCI cosmetico è impeccabile ma le cui indicazioni d'uso, nello stesso riquadro, riportano «uso alimentare». È quasi certamente un errore di catalogo, però racconta bene quanto sia sottile il confine editoriale fra le due filiere.

In pratica: l'argan alimentare sui capelli non fa male, ma odora di tostato in modo persistente e il tuo cuscino se ne accorgerà. L'argan cosmetico in insalata non fa male, ma è una spesa senza motivo. Se l'etichetta non specifica «uso cosmetico» o non riporta un INCI, quel flacone è probabilmente destinato alla cucina.

Come si usa l'olio di argan senza appesantire i capelli

La maggior parte degli «oli che non funzionano» sono oli applicati male. Le tre variabili che decidono il risultato sono la quantità, il punto di applicazione e lo stato del capello: sbagliarne una sola basta a trasformare un buon prodotto in una testa unta.

Quante gocce servono davvero

Due gocce su capelli fini o corti. Tre o quattro su capelli medi. Cinque o sei su capelli lunghi e folti. Sono quantità che sembrano ridicole rispetto a quello che vedi fare nei video, e sono le quantità giuste. La prova che ne hai messo troppo non arriva subito: arriva otto ore dopo, quando i capelli si separano in ciocche unte.

Se hai dosato male, non risciacquare: distribuisci l'eccesso sulle punte e sulle mani, e fai la piega. Il giorno dopo passa uno shampoo delicato.

Capelli umidi o capelli asciutti

Su capelli umidi l'olio si distribuisce meglio, perché l'acqua residua lo diluisce meccanicamente lungo la lunghezza. È il momento giusto per un olio puro, che da solo tenderebbe a concentrarsi dove lo tocchi.

Su capelli asciutti l'effetto è più visibile e più rischioso: la stessa quantità sembra molta di più. Se lo fai, scalda l'olio fra i palmi e passa le mani sulle lunghezze con un movimento a stiro, senza strofinare. È il modo in cui si usa un siero, non un olio puro.

Il pre-shampoo con posa

È l'uso più efficace dell'argan ed è anche quello che le confezioni descrivono peggio. Dieci-quindici millilitri su capelli asciutti, distribuiti dalle metà in giù, venti minuti di posa (o un'ora se i capelli sono molto secchi), poi shampoo — di solito serve una doppia detersione. Qui l'olio lavora prima del lavaggio e viene rimosso: il rischio di appesantire non esiste, e puoi essere generoso.

Perché sui capelli fini le radici sono un errore

Un capello fine ha un rapporto superficie-massa sfavorevole: la stessa quantità di lipide che su un capello spesso è un velo, su un capello fine è un carico. Alla radice, poi, l'olio si somma al sebo che il cuoio capelluto produce comunque, e il volume collassa in poche ore.

La regola è semplice e non ha eccezioni utili: dalle metà in giù, sempre. Sul cuoio capelluto l'olio va solo se stai facendo un impacco che poi laverai via, e anche in quel caso il beneficio riguarda la cute, non il fusto. Il ragionamento completo sulla materia prima sta nella nostra guida all'olio di argan per capelli, che resta la pagina di riferimento se prima di comprare vuoi capire come funziona.

Cosa l'olio di argan non fa

L'argan è un buon lipide cosmetico e questo è tutto ciò che è. Le tre promesse che gli vengono attribuite più spesso — ripara, fa ricrescere, sostituisce la maschera — non reggono, e saperlo evita sia la delusione sia l'acquisto sbagliato.

Non ripara il capello spezzato

Il capello è tessuto morto. Una volta che la fibra si è spezzata, nessun cosmetico la ricongiunge: gli oli e i condizionanti possono incollare temporaneamente le estremità di una doppia punta e renderla meno visibile, ma l'unica soluzione strutturale è tagliare. Chi scrive «ripara le doppie punte» sta descrivendo un effetto ottico reversibile al primo lavaggio.

Non fa ricrescere i capelli

Non esistono dati clinici che attribuiscano all'olio di argan un effetto sulla densità o sulla crescita. Il massaggio del cuoio capelluto, che di solito accompagna l'applicazione, ha una sua plausibilità meccanica sul microcircolo, ma è il massaggio a farlo e lo faresti anche a mani nude. Se il problema è la caduta, l'argan non è nemmeno il posto giusto in cui cercare.

Non sostituisce una maschera proteica

Su un capello davvero danneggiato — decolorato, stirato chimicamente, poroso al punto da assorbire acqua in modo anomalo — serve qualcosa che entri nella corteccia e ne compensi la perdita: idrolizzati proteici, amminoacidi, cheratina idrolizzata. L'argan lavora sul piano lipidico e sulla superficie. Le due cose sono complementari, non alternative: l'olio dopo la maschera ha senso, l'olio al posto della maschera no.

Cosa dice la ricerca su oli vegetali e capello

La letteratura sugli oli e il capello è meno definitiva di come viene raccontata. C'è consenso sul fatto che alcuni oli vegetali entrino nella fibra e riducano la perdita di proteine durante il lavaggio; c'è molto meno consenso su quali oli e su quanto.

La penetrazione nel fusto: il confronto con l'olio di cocco

Il riferimento che tutti citano è lo studio di Rele e Mohile pubblicato sul Journal of Cosmetic Science nel 2003, che confrontò olio di cocco, olio di girasole e olio minerale e concluse che soltanto il cocco riduce in modo rilevante la perdita proteica, grazie alla catena corta e lineare dell'acido laurico, mentre il girasole — ricco di acido linoleico e strutturalmente ingombrante — non penetra e non aiuta affatto (abstract su PubMed). Va detto per intero: gli autori firmavano dal reparto ricerca e sviluppo di Marico Industries, cioè di un'azienda che produce e vende olio di cocco per capelli. Il conflitto d'interesse è evidente dall'affiliazione e non è dichiarato altrove.

Quel risultato è stato ridimensionato di recente. Marsh e colleghi, sull'International Journal of Cosmetic Science nel 2024, hanno misurato la penetrazione dei singoli trigliceridi e hanno trovato che molti oli vegetali entrano nel complesso della membrana cellulare del capello, con penetrazione tanto maggiore quanto più corta è la catena e quanto più insaturi sono gli acidi grassi, e che tutti gli oli testati miglioravano la resistenza a fatica della singola fibra (abstract su PubMed). Anche qui la provenienza va detta: gli autori firmano da Procter & Gamble. E l'argan non era fra gli oli testati — il lavoro riguarda cocco, camelia e cartamo — quindi lo citiamo per il principio generale, non per l'argan in particolare.

La perdita proteica

Sull'argan esiste un lavoro specifico. Sharifi, Hamedeyazdan, Shokri e Monajjemzadeh, sul Journal of Cosmetic Dermatology nel 2022, hanno pre-trattato ciocche di capelli umani con olio di argan prima di sottoporle a danno ossidativo e hanno misurato una riduzione significativa della perdita proteica, con l'olio ancora rilevabile sulla fibra dopo il lavaggio (abstract su PubMed). Il gruppo è accademico, dell'università di Tabriz, senza legami dichiarati con la filiera dell'argan.

I limiti sono quelli tipici di questo tipo di lavoro e vanno detti: sono ciocche di capelli in laboratorio, non persone, il danno è indotto con un ossidante e non è il lavaggio quotidiano, e non c'è confronto con altri oli. È un buon argomento a favore del pre-shampoo, non la prova che l'argan sia superiore.

La composizione dell'argan, numeri alla mano

L'analisi più citata sulla composizione è quella di Khallouki e colleghi, pubblicata su European Journal of Cancer Prevention nel 2003: acido oleico attorno al 43%, linoleico al 36%, gamma-tocoferolo in media 483 mg/kg, squalene 313 mg per 100 g, e come steroli prevalenti schottenolo e spinasterolo, mentre negli oli di oliva e di girasole analizzati in parallelo prevale il beta-sitosterolo (abstract su PubMed).

Due cose che quel lavoro dice e il marketing non ripete mai. La prima è che il contenuto totale di composti fenolici dell'argan è inferiore a 5 mg/kg, contro i 793 mg/kg dell'olio extravergine d'oliva analizzato in parallelo: l'argan non è un olio «ricco di polifenoli», è un olio ricco di tocoferoli, che è un'altra cosa. La seconda riguarda il titolo, che promette effetti chemiopreventivi sul cancro: è un'analisi chimica di laboratorio, non uno studio clinico, e nulla in quei dati dimostra un effetto sulla salute umana. Fra gli autori figura inoltre Zoubida Charrouf, la ricercatrice storicamente al centro della valorizzazione dell'argan marocchino. Citiamo i numeri di composizione, che sono misure; il resto lo lasciamo dov'è.

Se ti interessa lo stesso olio dal lato della pelle, il ragionamento è diverso e lo abbiamo separato apposta: sta nella pagina sui benefici dell'olio di argan sul viso.

Domande frequenti

L'olio di argan si mette sui capelli bagnati o asciutti?

Su capelli umidi, tamponati con l'asciugamano, se usi un olio puro: l'acqua residua lo distribuisce e riduce il rischio di appesantire. Su capelli asciutti solo per rifinire lo styling, e con la metà del prodotto. Un siero siliconico funziona bene in entrambi i casi.

Quanto olio di argan serve per capelli lunghi?

Cinque o sei gocce come leave-in, distribuite dalle metà in giù. Per un impacco pre-shampoo la quantità è tutt'altra: dieci-quindici millilitri, cioè circa due cucchiaini, perché in quel caso l'olio verrà lavato via.

L'olio di argan va lasciato tutta la notte?

Puoi farlo, ma solo come pre-shampoo e solo se la mattina dopo lavi i capelli. Una posa lunga non aggiunge molto rispetto a un'ora, e l'olio che resta sul cuscino non lavora su nessuno. Su cuoio capelluto tendente al grasso, meglio non superare l'ora.

Ogni quanto si usa?

Come leave-in, anche tutti i giorni se la dose è quella giusta. Come impacco, una volta a settimana su capelli secchi, ogni dieci-quindici giorni sugli altri. Aumentare la frequenza non accelera nulla: appesantisce e basta.

L'olio di argan fa bene ai capelli grassi?

Al fusto sì, alla radice no. Se hai cuoio capelluto grasso e lunghezze secche — la combinazione più comune — l'argan sulle punte è perfetto e sulle radici è controproducente. Non è una questione di quantità: è una questione di dove lo metti.

Meglio olio di argan o olio di cocco per i capelli?

Dipende dall'uso. Il cocco ha la letteratura più solida sulla riduzione della perdita proteica come pre-shampoo, ma è solido sotto i 24 gradi e appesantisce come leave-in. L'argan è più versatile, più leggero e utilizzabile anche dopo il lavaggio. Molti li alternano: cocco prima dello shampoo, argan dopo.

Un olio di argan che non profuma di niente è falso?

Non necessariamente, ma è quasi certamente raffinato o deodorato. L'argan vergine ha un odore tostato riconoscibile. Se cerchi la frazione insaponificabile completa, l'odore fa parte del pacchetto; se l'odore ti impedisce di usarlo, un raffinato o un puro con profumazione naturale sono compromessi sensati.

La certificazione bio garantisce che l'argan sia puro?

Garantisce che un ente terzo ha verificato filiera e composizione dichiarata, il che su una materia prima frequentemente adulterata con olio di girasole non è poco. Non garantisce il metodo di estrazione: esistono oli certificati biologici che sono anche raffinati, ed è scritto in etichetta solo se il produttore sceglie di scriverlo.

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