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Miglior olio per il viso: i 6 migliori per tipo di pelle e antirughe

Redazione Gloora · · Aggiornato il · 20 min di lettura
Migliori oli viso naturali per skincare: boccette di olio di rosehip, jojoba e squalano su sfondo chiaro

Gli oli viso sono ovunque, eppure la confusione regna sovrana. Quale scegliere? E soprattutto: non mi farà venire i brufoli? Abbiamo passato settimane a leggere gli INCI, confrontare i profili di acidi grassi e incrociare centinaia di recensioni verificate. Ecco i sei che, dall'analisi delle formule, meritano davvero un posto in una routine quotidiana — e il motivo preciso per cui ci sono finiti.

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Perché un olio viso (e perché non devi averne paura)

Un olio viso non idrata: sigilla. Non contiene acqua, ma crea un film che impedisce all'acqua già presente nella pelle di evaporare, rafforzando la barriera cutanea. Il segreto è scegliere l'olio giusto per il tuo tipo di pelle: uno leggero e a bassa comedogenicità funziona anche sulla pelle grassa.

Ti hanno detto che gli oli occludono i pori. Che la pelle grassa non deve toccarli nemmeno con un dito. Falso, o almeno molto più sfumato di così.

Un olio viso fa una cosa che nessuna crema fa altrettanto bene: sigilla l'idratazione e rafforza la barriera cutanea. Non idrata direttamente — non contiene acqua — ma impedisce che l'acqua che hai già nella pelle evapori. È come mettere un coperchio su una pentola.

Il trucco sta nella scelta. Un olio con indice comedogenico alto su pelle grassa? Disastro. Un olio leggero e non comedogenico sulla stessa pelle? Può essere una svolta. Se non hai ancora capito che tipo di pelle hai, parti da lì prima di scegliere qualsiasi olio.

Come scegliere l'olio viso giusto per la tua pelle

Per scegliere l'olio viso giusto guarda due parametri: l'indice di comedogenicità (0 = sicuro, 5 = rischioso) e il profilo di acidi grassi. Pelle grassa o acneica: oli sotto indice 2 e ricchi di acido linoleico. Pelle secca o matura: oli più nutrienti, ricchi di acido oleico.

La domanda giusta non è "qual è il miglior olio viso in assoluto", ma "qual è il miglior olio viso per la mia pelle". Cambia tutto. Ecco la mappa rapida che usiamo per orientarci:

  • Pelle grassa o mista: cerca oli leggeri, a rapido assorbimento, con indice comedogenico basso e ad alto contenuto di acido linoleico (jojoba, semi d'uva, squalano). Un motivo scientifico c'è: in uno studio su pelle a tendenza acneica l'acido linoleico applicato localmente ha ridotto in modo significativo la dimensione dei microcomedoni (Letawe et al., Clin Exp Dermatol 1998).
  • Pelle secca o matura: puoi salire di ricchezza. Oli come argan, marula e rosehip nutrono in profondità e supportano elasticità e compattezza.
  • Pelle sensibile o reattiva: punta sul minimalismo. Lo squalano è quasi inerte, si assorbe in secondi e raramente irrita.

Se hai poca esperienza, parti da un olio a indice comedogenico basso e testalo su una piccola zona per qualche giorno prima di stenderlo su tutto il viso.

Come abbiamo selezionato questi oli viso

Nessuna prova sulla pelle e nessun comunicato stampa: la selezione nasce da criteri verificabili, gli stessi che puoi ricontrollare tu prima di comprare.

  • INCI completo. Abbiamo letto la lista ingredienti di ogni prodotto per verificare che l'olio dichiarato sia il primo ingrediente e che non ci siano diluenti o profumazioni superflue.
  • Profilo di acidi grassi e comedogenicità. Ogni olio è confrontato sul rapporto tra acido linoleico e oleico e sull'indice comedogenico documentato: sono i due parametri che decidono se funziona sulla tua pelle.
  • Prezzo per millilitro. Il costo è normalizzato sul formato, così un 120 ml e un 30 ml diventano davvero confrontabili.
  • Evidenze citate. Dove esiste letteratura peer-reviewed sull'ingrediente la citiamo apertamente; dove non esiste, lo scriviamo.
  • Recensioni verificate aggregate. I voti riportati sintetizzano le valutazioni degli acquirenti verificati, non un giudizio d'uso della redazione.

La nostra classifica: 6 oli viso che funzionano davvero

Questa è la nostra selezione di sei oli viso, uno per ogni esigenza: dal rosehip jolly per quasi tutti al leggerissimo olio di vinaccioli per la pelle grassa. Per ognuno trovi pro e contro reali, indice di comedogenicità, prezzo indicativo e come usarlo. Nessun prodotto sponsorizzato: solo quello che ha superato i criteri qui sopra.

1. Olio di rosehip (rosa mosqueta) — Il jolly per quasi tutti

Natura Pur Olio di Rosa Mosqueta BIO 120ml

4.8/5
Ricco di vitamina A naturale (retinolo vegetale) e vitamina C
Uniforma il colorito e schiarisce le macchie nel tempo
Texture asciutta, si assorbe senza film oleoso
Si ossida velocemente: conservalo al buio e usalo entro 3-4 mesi
Da solo non basta se hai la pelle molto secca

Ideale per: pelle normale, secca, matura, con macchie o cicatrici post-acne

Il rosehip è l'olio da cui partire se non hai mai usato un olio viso. Leggero, si assorbe in fretta e non lascia quella patina che spaventa chi è alle prime armi. Un dettaglio pratico: la sua stabilità ossidativa dipende dall'alto grado di insaturazione degli acidi grassi e dagli antiossidanti naturali che contiene, come misurato con calorimetria differenziale a scansione (Grajzer et al., Food Chem 2015). Una volta irrancidito perde efficacia. Compralo in bottiglietta scura e non fare scorte.

Come si usa: 3–4 gocce la sera, dopo il siero, prima della crema notte. Massaggia scaldandolo tra i palmi prima di premere sul viso.


2. Olio di jojoba — Il gemello della tua pelle

Natura Pur Olio di Jojoba BIO 120ml

4.6/5
Indice comedogenico 2 (basso): non ostruisce i pori
Regola la produzione di sebo — la pelle grassa produce meno sebo se è ben nutrita
Versatile: viso, capelli, struccante, oil cleansing
Non è super nutriente: per la pelle molto secca potrebbe non bastare
Da solo non ha un effetto anti-age evidente

Ideale per: pelle mista, grassa, sensibile

Tecnicamente non è un olio ma una cera liquida. La sua composizione è così simile al sebo umano che la pelle lo "riconosce" e non impazzisce. Se hai la pelle grassa e pensi che gli oli siano il demonio, prova il jojoba e poi ne riparliamo. Se ti interessa la scienza dietro il suo profilo, la trovi nella nostra guida completa all'olio di jojoba sul viso.

Come si usa: 2–3 gocce mattina e/o sera, mescolato alla crema o come ultimo step. Perfetto anche per la tecnica dell'oil cleansing. Se vuoi capire come gestire al meglio la pelle grassa nella routine quotidiana, il jojoba è un ottimo punto di partenza.


3. Squalano — La tecnologia che viene dalla natura

Q+A Squalane Facial Oil 30ml

4.3/5
Indice comedogenico 1: praticamente impossibile che ostruisca i pori
Si fonde con la pelle in pochi secondi, zero residuo
Compatibile con qualsiasi attivo (retinolo, vitamina C, niacinamide)
Non ha proprietà attive particolari: è un emolliente, non un trattamento
Verifica INCI: quello da olive è più sostenibile di quello da squalo

Ideale per: tutti i tipi di pelle, specialmente sensibile e disidratata

Lo squalano è la versione stabile e leggera dello squalene, un lipide che la tua pelle produce già naturalmente. È il più "invisibile" di questa classifica: non unge, non puzza, non irrita. Se cerchi un olio che non sembra un olio, eccolo.

Come si usa: 3–5 gocce dopo il siero, mattina e sera. È l'olio perfetto da mixare con la crema se vuoi un boost di morbidezza senza cambiare tutta la routine.


4. Olio di argan — Il classico che non tradisce mai

BIONOBLE Olio di Argan per Capelli

4.7/5
Nutriente e protettivo grazie alla vitamina E
Effetto anti-age: migliora elasticità e compattezza nel tempo
Indice comedogenico 0: non comedogenico nonostante la texture ricca
Texture corposa: in estate su pelle mista può risultare pesante
Odore naturale nocciolato che non piace a tutti

Ideale per: pelle secca, matura, disidratata

L'argan è il veterano degli oli viso. Lo usano da secoli in Marocco e per un motivo: funziona. Nutriente, ricco di vitamina E e acidi grassi, è l'olio da scegliere quando la pelle tira, si squama, chiede aiuto a gran voce. Se vuoi il dettaglio ingrediente per ingrediente, leggi la nostra guida ai benefici dell'olio di argan sul viso.

Come si usa: 3–4 gocce la sera, come ultimo step della routine serale per pelle secca. In inverno puoi usarlo anche di mattina sotto la crema.


5. Olio di marula — Il lusso accessibile per pelli mature

Cliganic Olio di Marula Biologico 30ml

4.5/5
Concentrazione di antiossidanti superiore a quella di argan
Altamente nutriente senza essere appiccicoso
Combatte i segni di invecchiamento e la perdita di elasticità
Meno adatto alla pelle grassa o a tendenza acneica (comedogenico 3-4)
Più costoso rispetto ad argan e rosehip

Ideale per: pelle secca, molto secca, matura

Il marula è meno conosciuto, ma merita tutta la tua attenzione se hai la pelle matura o particolarmente secca. È ricchissimo di antiossidanti e acido oleico, e incrociando le recensioni verificate la texture torna descritta come setosa più che appiccicosa.

Come si usa: 2–3 gocce la sera, dopo siero e crema. In inverno è perfetto anche come trattamento intensivo: strato più generoso e lasciar assorbire 20 minuti prima di andare a dormire.


6. Olio di semi d'uva (vinaccioli) — L'outsider per pelle grassa

Olio di Semi d'Uva Puro 100ml — Spremuto a Freddo

4.4/5
Texture quasi acquosa, assorbimento immediato
Ricco di acido linoleico (la pelle acneica ne è spesso carente)
Prezzo accessibilissimo: il miglior rapporto qualità-prezzo della lista
Non è nutriente come argan o marula: per la pelle secca non basta
Meno stabile: preferisci quello spremuto a freddo e usalo entro pochi mesi

Ideale per: pelle grassa, mista, a tendenza acneica

Ti sorprende trovare un olio consigliato per la pelle grassa? L'olio di vinaccioli è leggerissimo, si assorbe all'istante e ha un indice comedogenico bassissimo. È l'olio-non-olio per chi ha sempre avuto paura di uscire dalla comfort zone della crema gel.

Come si usa: 2–3 gocce la sera mescolate al siero. Ottimo anche come base per l'oil cleansing sulla pelle grassa.


Oli comedogenici vs non comedogenici: la scala che devi conoscere

La comedogenicità misura, su una scala da 0 a 5, la probabilità che un olio ostruisca i pori causando punti neri e brufoli. Per la pelle grassa o acneica scegli oli sotto il valore 2 (squalano, argan, semi d'uva); per la pelle secca o matura puoi salire senza problemi. È un'indicazione, non una legge assoluta.

Il panico da olio dipende quasi sempre da una cosa: la comedogenicità, cioè la probabilità che un olio ostruisca i pori e crei punti neri o brufoli. I valori che circolano online derivano da test condotti sull'orecchio di coniglio, dove ogni ingrediente viene classificato in base alla ipercheratosi follicolare che provoca (Nguyen, Dang e Maibach, Cutan Ocul Toxicol 2007): utile come bussola, ma la reazione reale dipende sempre dalla tua pelle e dalla formula finita.

La scala va da 0 (non comedogenico) a 5 (altamente comedogenico). Ecco dove si posizionano gli oli più comuni:

Olio Indice comedogenico (0–5) Adatto a pelle grassa?
Argan 0
Canapa 0
Squalano 1
Girasole (alto linoleico) 0
Semi d'uva (vinaccioli) 1
Rosehip (rosa mosqueta) 1
Jojoba 2 Sì, con moderazione
Mandorle dolci 2 Con cautela
Oliva 2–3 Meglio di no
Avocado 3 No
Marula 3–4 No
Cocco 4 Assolutamente no
Germe di grano 5 No

La regola pratica: pelle grassa o acneica, stai sotto il 2. Pelle secca o matura, puoi salire tranquillamente. Pelle sensibile? Testa sempre su una piccola zona del mento prima di applicare su tutto il viso.

Attenzione: la comedogenicità è una guida, non una sentenza definitiva. La reazione dipende anche dalla tua pelle specifica, dalla formulazione del prodotto e dalla quantità che usi. Un olio con indice 2 usato in eccesso può dare problemi anche a chi ha pelle normale.

Oli viso antirughe: cosa dice davvero la ricerca

Nessun olio vegetale è un retinoide: non accelera il turnover cellulare e non stimola la sintesi di collagene come fa la tretinoina. Quello che alcuni oli fanno, con misurazioni alle spalle, è migliorare l'elasticità cutanea e rendere meno visibili le rughe sottili perché la pelle resta idratata più a lungo.

Rosa mosqueta: perché non è "retinolo vegetale"

Viene venduta come retinolo naturale, ma è un'esagerazione: contiene carotenoidi e tracce di vitamina A, non acido retinoico in dose attiva. Il suo valore sta altrove — acido linolenico, fitosteroli fino a 6.485 mg/kg e tocoferoli fino a 1.124 mg/kg (Grajzer et al., Food Chem 2015). Il dettaglio è nella guida all'olio di rosa mosqueta.

Argan: l'unico dei sei con un dato clinico sull'elasticità

In uno studio su donne in postmenopausa, sessanta giorni di argan — con la dieta, sulla pelle o entrambi — hanno prodotto un aumento significativo dell'elasticità lorda, netta e biologica al cutometro, con riduzione del tempo di ritorno viscoelastico (Boucetta et al., Clin Interv Aging 2015). Un miglioramento reale, non una trasformazione.

Olio di semi di melagrana: promettente, ma solo in provetta

Ricco di acido punicico, è l'antietà emergente del momento. Su colture di cellule cutanee ha ridotto le citochine IL-6, IL-8 e TNF-α e accelerato di circa il 20% la chiusura della ferita nei fibroblasti (Costa et al., Inflammopharmacology 2025), e compare tra i diciannove oli rivisti per effetti antinfiammatori e di barriera (Lin et al., Int J Mol Sci 2017). Restano provette: nessuno studio umano ne ha misurato l'effetto sulle rughe.

Bakuchiol veicolato in olio: l'alternativa con più prove

Il bakuchiol non è un olio: è una molecola che viene quasi sempre disciolta in un olio, e la differenza conta. In dodici settimane su 44 persone ha ridotto la superficie occupata dalle rughe e le discromie quanto il retinolo, risultando meglio tollerato (Dhaliwal et al., Br J Dermatol 2019). Un olio puro senza bakuchiol nell'INCI non fa la stessa cosa.

Cosa un olio non fa sulle rughe

Non agisce sulle rughe d'espressione, che nascono dal muscolo. Non cancella le macchie profonde. E non sostituisce un retinoide: la tretinoina resta la molecola più studiata e più efficace contro il fotoinvecchiamento (Mukherjee et al., Clin Interv Aging 2006). Chi ti promette un lifting in boccetta ti sta vendendo altro.

Oli viso per pelle matura: cosa cambia dopo la menopausa

La pelle matura non è semplicemente pelle secca: produce meno sebo, contiene meno collagene e ripara la barriera più lentamente. Un olio reintegra i lipidi di superficie che davvero mancano e toglie la sensazione di pelle che tira, ma non tocca le cause profonde del cedimento.

Perché dopo la menopausa la pelle produce meno lipidi

Nelle donne la secrezione sebacea cala gradualmente dopo la menopausa, mentre negli uomini resta pressoché invariata fino agli ottant'anni: dipende dal calo degli androgeni endogeni (Pochi, Strauss e Downing, J Invest Dermatol 1979). Meno film lipidico significa più evaporazione: è il buco che un olio riempie.

Estrogeni e collagene: quello che l'olio non compensa

Con il calo degli estrogeni l'epidermide si assottiglia, il collagene del derma diminuisce e la pelle trattiene meno acqua (Hall e Phillips, J Am Acad Dermatol 2005). Un olio lavora sullo strato più superficiale: migliora comfort, morbidezza e luminosità, non il collagene dermico. Confondere le due cose delude sempre.

Quali dei sei oli scegliere sulla pelle matura

Argan per il dato sull'elasticità, marula quando la pelle è molto secca, rosa mosqueta se il fastidio principale sono le discromie. Sotto, però, serve una crema che porti acqua: l'olio da solo non basta mai. Se stai ancora scegliendo la base, parti dalle creme idratanti per pelle secca.

Effetto rassodante: cosa può e cosa non può fare un olio

"Rassodante" in cosmetica descrive un miglioramento misurabile dell'elasticità cutanea, non un lifting. Sugli oli l'unico dato clinico disponibile riguarda proprio l'elasticità dopo due mesi di uso costante: un guadagno reale ma modesto, che non sposta la lassità dei tessuti profondi né il contorno del viso.

Elasticità e compattezza non sono la stessa cosa

L'elasticità è la capacità della pelle di tornare al suo posto dopo una deformazione. La compattezza dipende anche da collagene profondo, grasso sottocutaneo e struttura ossea: un olio influenza la prima, quasi per niente la seconda. La pubblicità le usa come sinonimi.

Che cosa è stato davvero misurato

Nello studio sull'argan i parametri sono R2, R5 e R7 del cutometro — elasticità lorda, netta e biologica — più il tempo di ritorno viscoelastico. Sono numeri di strumento, non fotografie prima-dopo: allo specchio il cambiamento è più sottile di quanto suggerisca la parola "rassodante".

Quanto aspettare prima di giudicare

Otto-dodici settimane sono il minimo: sotto quella soglia stai misurando solo l'idratazione immediata. Scatta una foto alla stessa ora, con la stessa luce, senza trucco. Se dopo tre mesi non è cambiato nulla, ti serve un attivo, non un emolliente.

Come inserire un olio nella tua routine (senza combinare guai)

L'olio va sempre come ultimo step della routine serale, dopo la crema idratante: sigilla ciò che hai applicato prima. Bastano 2–4 gocce scaldate tra i palmi e premute sul viso. Di mattina è opzionale, mescolato alla crema e sempre prima dell'SPF. L'errore più comune è metterlo troppo presto.

Sbagliare il momento di applicazione è il motivo numero uno per cui la gente dice "gli oli non funzionano su di me". Ecco lo schema corretto.

Routine serale (il momento migliore per l'olio)

  1. Detersione (doppia se ti trucchi)
  2. Tonico / essenza (se lo usi)
  3. Siero (vitamina C, niacinamide, retinolo...)
  4. Crema idratante
  5. Olio — 2–4 gocce, scaldato tra i palmi, premuto (non strofinato) sul viso

Routine mattutina (opzionale)

  1. Detersione leggera
  2. Siero
  3. Crema idratante + 1–2 gocce di olio (mescolati nel palmo)
  4. SPF — sempre, dopo tutto il resto

Tre regole d'oro

  • L'olio va dopo la crema, non prima. L'olio sigilla, la crema idrata. Se inverti, la crema non penetra.
  • Meno è meglio. 2–3 gocce bastano. Se usi troppo olio, la pelle non lo assorbe e resti unta senza motivo.
  • Dai tempo. Aspetta 5–10 minuti tra olio e cuscino la sera, altrimenti finisce tutto sulla federa.

Se la tua pelle tende a essere reattiva o disidratata, controlla anche lo stato delle tue ceramidi e della barriera cutanea: un olio funziona al meglio quando la barriera è integra. Se è compromessa, inizia da lì.

Olio viso nella routine antietà: retinolo, ordine e slugging

In una routine antietà l'olio non è il trattamento: è ciò che rende tollerabile il trattamento. Va dopo gli attivi, mai prima, e il suo compito è limitare la disidratazione che retinoidi ed esfolianti provocano nelle prime settimane. Sbagliare l'ordine annulla entrambi.

Olio e retinolo: prima, dopo o mescolati?

Dopo. Il retinolo va su pelle asciutta e pulita, l'olio arriva alla fine per sigillare. Mescolarli nel palmo diluisce l'attivo e rende imprevedibile quanto ne raggiunge davvero la pelle. Se hai dubbi sulla sequenza completa, l'ordine di applicazione dei prodotti skincare è la prima cosa da sistemare.

Il metodo sandwich per chi non tollera il retinolo

Bruciore, desquamazione e dermatite sono la ragione principale per cui il retinolo viene abbandonato (Mukherjee et al., 2006). Il metodo sandwich riduce l'attrito: crema leggera, poi retinolo, poi olio. Perdi un po' di potenza, ma un retinoide usato tre volte a settimana batte un retinoide abbandonato.

Slugging con l'olio: occludere non è riparare

Lo slugging nasce con la vaselina, che si comporta in modo particolare: penetra tra i lipidi dello strato corneo e accelera il recupero della barriera invece di rallentarlo (Ghadially, Halkier-Sorensen ed Elias, J Am Acad Dermatol 1992). Un olio vegetale non fa lo stesso: sigilla di più e ripara di meno.

Errori comuni con gli oli viso (e come evitarli)

I due errori più frequenti sono usare troppo prodotto e scegliere un olio sbagliato per il proprio tipo di pelle. Seguono l'applicazione nell'ordine errato, il non testarlo prima su una piccola zona e l'uso di un olio ormai ossidato. Correggerli basta a far funzionare quasi qualsiasi olio.

  • Ne usi troppo. Più olio non significa più risultato: significa solo viso unto e federa macchiata. Bastano 2–3 gocce.
  • Lo metti prima della crema. L'olio è l'ultimo strato: se lo applichi sotto la crema, blocchi l'assorbimento di tutto il resto.
  • Scegli l'olio "famoso" invece di quello giusto. L'olio di cocco è amatissimo online ma con indice 4 è pessimo sul viso a tendenza acneica. La popolarità non è comedogenicità.
  • Non fai il patch test. Anche un olio a basso rischio può non piacere alla tua pelle: prova due-tre giorni sul mento prima di stenderlo ovunque.
  • Lo usi ossidato. Un olio irrancidito cambia odore e colore e può irritare invece di proteggere. Se "sa di vecchio", buttalo.
  • Usi l'olio d'oliva della cucina. Quattro settimane di olio d'oliva sulla pelle adulta hanno ridotto l'integrità dello strato corneo e provocato un lieve eritema, mentre l'olio di semi di girasole l'ha preservata (Danby et al., Pediatr Dermatol 2013). Naturale non vuol dire innocuo.

Tabella comparativa

Ecco i sei oli a confronto diretto per tipo di pelle ideale, comedogenicità, prezzo, effetto principale e texture. Usala come scorciatoia: individua la tua pelle nella seconda colonna e parti dall'olio con l'indice di comedogenicità più basso tra quelli consigliati per te.

Olio Tipo di pelle ideale Comedogenicità Prezzo (30–100 ml) Effetto principale Texture
Rosehip Normale, secca, matura 1 8–18 € Uniformante, anti-macchia Leggera, asciutta
Jojoba Mista, grassa, sensibile 2 €€ Sebo-regolatore Media, simile al sebo
Squalano Tutti, specialmente sensibile 1 8–20 € Emolliente, protettivo Invisibile
Argan Secca, matura 0 €€ Nutriente, anti-age Media, ricca
Marula Secca, molto secca, matura 3–4 €€ Anti-age intensivo Setosa, ricca
Semi d'uva Grassa, mista, acneica 1 €€ Leggero, riequilibrante Ultraleggera

Fascia di prezzo: € la più bassa · €€ intermedia · €€€ la più alta, fra i prodotti confrontati in questa tabella. I prezzi cambiano spesso: il valore aggiornato è sempre quello che vedi su Amazon.

Domande frequenti

Le risposte rapide alle domande più cercate sugli oli viso: antirughe, pelle matura, brufoli, pelle grassa, sostituzione della crema, olio puro o blend, ordine nella routine, olio di cocco e conservazione.

Qual è il miglior olio viso antirughe?

Sulla carta l'argan: è l'unico dei sei con uno studio clinico che misura un miglioramento dell'elasticità in sessanta giorni. Se cerchi un effetto più vicino a un retinoide, però, non ti serve un olio puro ma una formula con bakuchiol.

Un olio viso può sostituire il retinolo?

No. Nessun olio vegetale attiva i recettori dei retinoidi. Anche la rosa mosqueta, spesso chiamata retinolo vegetale, contiene carotenoidi e non acido retinoico in dose attiva. L'olio è un ottimo compagno del retinolo, perché ne riduce l'irritazione, ma non è un sostituto.

Qual è il miglior olio per la pelle matura?

Argan se cerchi elasticità, marula se la pelle è molto secca, rosa mosqueta se il fastidio sono le macchie. In tutti i casi l'olio va sopra una crema: dopo la menopausa mancano sia acqua sia film lipidico, e l'olio copre solo la seconda mancanza.

Gli oli viso fanno venire i brufoli?

No, non per definizione. Dipende dall'indice comedogenico dell'olio e dal tuo tipo di pelle. Squalano (indice 1), semi d'uva (indice 1) e argan (indice 0) sono sicuri anche su pelle a tendenza acneica. L'olio di cocco sul viso, invece, è quasi sempre una pessima idea.

Posso usare un olio viso se ho la pelle grassa?

Sì, e te lo consigliamo. Un olio non comedogenico come il jojoba, i semi d'uva o l'olio di semi di canapa può aiutare la pelle grassa a produrre meno sebo. Quando la pelle è ben nutrita smette di compensare con la produzione eccessiva di grasso. Sembra controintuitivo, ma funziona.

L'olio viso sostituisce la crema idratante?

No. L'olio non idrata, sigilla. La crema porta acqua, l'olio la trattiene. Servono entrambi. L'eccezione: se hai la pelle molto grassa e usi già un siero acquoso, in estate potresti cavartela con siero + olio leggero al posto della crema.

Meglio olio puro o blend formulato?

Se sai cosa vuoi, l'olio puro è più controllabile e spesso più economico. I blend formulati possono combinare più attivi, ma controlla l'INCI: se l'olio "prezioso" è al quinto posto nella lista ingredienti, stai pagando soprattutto il packaging.

Quando si mette l'olio nella routine?

Sempre come ultimo step (o penultimo, prima della SPF di mattina). L'olio forma un film che impedisce a tutto ciò che viene dopo di penetrare. Siero, crema, olio: questo è l'ordine corretto.

L'olio di cocco va bene per il viso?

Per il corpo sì, per il viso quasi mai. Ha un indice comedogenico di 4 su 5. A meno che tu non abbia la pelle secca-deserto e zero tendenza acneica, evitalo sul viso. Ci sono alternative migliori a ogni prezzo.

Quanto dura un olio viso aperto?

Dipende dall'olio. Il rosehip si ossida in 3–4 mesi, l'argan e il jojoba durano 6–8 mesi, lo squalano resiste anche oltre un anno. Conserva sempre al buio, lontano da fonti di calore. Se cambia odore o colore, buttalo senza pensarci.

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