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Migliori kit polygel: 6 kit a confronto, con e senza lampada

Redazione Gloora · · 24 min di lettura
Kit polygel aperto con tubetti di gel rosa e nude, dual form trasparenti, pennello e piccola lampada UV/LED

Il miglior kit polygel per chi comincia è quello che ti mette in mano tutto ciò che serve alla prima ricostruzione: gel in tubetto, slip solution, dual form, base, top coat e, se non l'hai già, una lampada. Qui trovi sei kit polygel confrontati su cosa contengono davvero e su cosa ti manca per partire.

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Come abbiamo selezionato i migliori kit polygel

Un kit polygel si giudica prima di tutto dal contenuto della scatola: il gel da solo non basta, e un pezzo mancante significa una ricostruzione che non si chiude la sera stessa. Abbiamo confrontato sei proposte leggendo quello che ogni produttore dichiara nel titolo del catalogo e nei punti elenco della scheda.

  • Polygel dichiarato. Sono entrati solo kit che nella scheda parlano espressamente di poly gel, acrigel o gel di estensione in tubetto da modellare, non kit di semipermanente con un nome ambiguo.
  • Completezza per la prima ricostruzione. Abbiamo contato slip solution, dual form o formine, base e top coat, strumenti per stendere e limare. Dove un pezzo non è elencato lo diciamo, perché lo dovrai comprare a parte.
  • Lampada: inclusa o no, e quanto è potente. Una lampada da 6 watt e una da 36 watt non fanno lo stesso lavoro. Quando la potenza non è dichiarata, lo segnaliamo.
  • Quantità di gel. I millilitri per tubetto e il numero di tubetti dicono quante ricostruzioni puoi fare prima di ricomprare.
  • Coerenza della scheda. Una scheda che si contraddice (un accessorio dichiarato incluso e poi «non incluso» nelle avvertenze) è un'informazione sul venditore, e pesa sul giudizio.
  • Ingredienti. Nessuno dei sei kit pubblica la lista ingredienti completa nei dati del catalogo. Ne teniamo conto nella parte sulla sicurezza, perché il polygel è a base di (met)acrilati per definizione.

Nessuna prova fisica: è una lettura comparata di dati dichiarati, fatta con i criteri qui sopra. Abbiamo escluso di proposito i kit già confrontati nella nostra guida madre ai kit per ricostruzione unghie in gel, che copre anche semipermanente e gel costruttore.

I migliori kit polygel: la classifica

Sei proposte ordinate per quanto ti portano vicino a una prima ricostruzione riuscita, non per quanti colori mettono in foto. In testa il kit più completo con lampada inclusa, subito dopo i due kit più ricchi per chi la lampada ce l'ha già; in fondo una ricarica e un kit con una scheda meno dettagliata.

1. Phoenixy Kit 8 Colori con lampada 36W — il più completo per partire da zero

Il Phoenixy a otto colori è il kit che più si avvicina al «tutto in una scatola» senza trucchi. La scheda elenca otto tubetti da 15 ml di gel di estensione poly (trasparente, nude, rosa e rossi chiari), una lampada UV/LED da 36 watt con 12 LED e funzionamento automatico, tre flaconi da 7 ml di base, top coat lucido e top coat opaco, e 30 ml di slip solution.

Due dettagli lo mettono al primo posto. Il primo è la lampada: 36 watt sono la potenza tipica di un fornetto domestico serio, e riducono il rischio più comune del fai da te, cioè un gel che resta morbido sotto la superficie. Il secondo è la slip solution in formato generoso: 30 ml bastano per parecchie sedute, mentre in molti kit il flaconcino finisce prima del gel.

Il limite è nella voce «alcuni strumenti di base»: la scheda non specifica se ci sono dual form e quante. Controlla la foto della confezione; se mancano, sono il primo accessorio da aggiungere. Il produttore dichiara una tenuta di oltre 21 giorni, un dato che dipende molto dalla preparazione dell'unghia.

Scelta della redazione

Phoenixy Kit Unghie Gel 8 Colori con Lampada 36W

Lampada UV/LED da 36W con 12 LED inclusa
8 gel poly da 15 ml
Base, top coat lucido e top coat opaco
30 ml di slip solution
Dual form non dettagliate nella scheda
Lista ingredienti non pubblicata

2. Modelones Polygel Kit 6 Colori — il più ricco di accessori, lampada esclusa

Se hai già una lampada, il Modelones è il kit più attrezzato del confronto. La scheda elenca sei tubetti da 15 ml di polygel, base e top coat (10 ml dichiarati), 36 formine a bara e 36 a stiletto, 15 ml di slip solution, lima, pennello a doppia punta, tagliaunghie, strass e paillettes, più un manuale di istruzioni.

Le 72 formine in due sagome sono il vero punto di forza: sono ciò che trasforma il polygel da pasta difficile a gesto ripetibile, e averne di due forme ti permette di scegliere l'allungamento senza comprare altro. Il produttore scrive in chiaro che la lampada non è inclusa e che serve per la polimerizzazione: se non ne hai una, parti dal nostro confronto tra le lampade per unghie.

Apprezziamo anche due indicazioni oneste della scheda: la tenuta dichiarata è di circa due settimane (non un mese), con un refill ogni quindici giorni man mano che cresce la zona delle cuticole; e per la rimozione indica la lima e il buffer, eventualmente la fresa. È la descrizione più realistica del lotto.

Il più attrezzato senza lampada

Modelones Polygel Kit 6 Colori 15ml

72 formine in due sagome, bara e stiletto
6 polygel da 15 ml con base e top coat
Slip solution, lima, pennello a doppia punta
Istruzioni di rimozione a lima dichiarate
Lampada non inclusa
Slip solution da 15 ml, meno di altri kit

3. Phoenixy Kit 6 Colori 15 ml — tanti accessori senza lampada

Il Phoenixy a sei colori è l'alternativa al Modelones per chi ha già il fornetto. La scheda dichiara sei gel da 15 ml, base e top coat, 30 ml di slip solution, due clip per unghie, due lime, un pennello a doppia testa, strass in 12 colori, 100 cartine e 20 forme per unghie.

Rispetto al Modelones ha il doppio della slip solution e due clip, utili se vuoi lavorare con le dual form tenendole ferme durante la polimerizzazione. Ha però meno formine sagomate e non dettaglia la loro forma. I colori sono i classici della ricostruzione naturale: bianco, rosa, nude.

Anche qui la lampada non c'è, e il produttore lo ricorda nella scheda. La consistenza è descritta come «media», una buona notizia per chi comincia: un polygel troppo sodo si stende male con il pennello, uno troppo morbido scivola fuori dalla forma. Tenuta dichiarata: tre settimane seguendo le istruzioni.

Più slip solution

Phoenixy Gel Ricostruzione Unghie Kit 6 Colori 15ml

30 ml di slip solution
Due clip per tenere ferme le forme
6 gel da 15 ml, base e top coat
Consistenza media dichiarata
Lampada non inclusa
Forma delle 20 forme non specificata

4. PEACECOLOR Set 3 Colori 16 ml con lampada — il kit essenziale, con qualche lacuna

Il PEACECOLOR a tre colori è il kit più asciutto: tre gel da 16 ml, 10 ml di slip solution, una lampada, modelli per unghie e un pennello. È pensato per chi vuole provare il polygel senza riempirsi il cassetto.

Due punti lo tengono fuori dal podio. La lampada è da 6 watt, e la scheda stessa consiglia di prolungare i tempi di polimerizzazione per ottenere l'indurimento della superficie: funziona, ma con più minuti per unghia e più margine d'errore. Poi, base e top coat non sono elencati: dovrai procurarteli.

C'è anche una contraddizione da conoscere. La slip solution è dichiarata inclusa nel titolo e nel primo punto elenco, ma l'avvertenza finale dice di rimuovere lo strato appiccicoso con una «soluzione di scorrimento (non inclusa)». In realtà lo strato appiccicoso si toglie con un cleaner o con alcol, non con la slip solution: la scheda confonde due prodotti diversi, e te lo diciamo perché è lo stesso errore che fanno molti principianti.

Il kit essenziale

PEACECOLOR Set Unghie Poly Gel 3 Colori 16ml con Lampada

Lampada inclusa
3 gel da 16 ml
Slip solution da 10 ml e pennello
Pochi pezzi, adatto a una prima prova
Lampada da soli 6W, tempi più lunghi
Base e top coat non dichiarati

5. Makartt Acrigel 50 ml — la ricarica, non un kit

Il Makartt non è un kit: è un singolo tubetto da 50 ml di poly gel nella tonalità Day-Dream, senza lampada né strumenti. Lo inseriamo perché risponde a una domanda che arriva sempre dopo il primo kit: con cosa si ricarica il colore che si finisce per primo?

Nei kit, il tubetto di nude o trasparente si esaurisce molto prima degli altri, perché è quello che usi per costruire la struttura. Un formato da 50 ml equivale a più di tre tubetti da 15 ml. La scheda dichiara tempi di polimerizzazione di 60 secondi con lampada LED e 90 secondi con lampada UV, e suggerisce di togliere lo strato appiccicoso con alcol: un'indicazione corretta.

Se hai già lampada, slip solution e dual form, questo tubetto da solo è anche il modo più semplice di iniziare senza pagare accessori che hai già.

La ricarica

Makartt Acrigel Poly Nail Gel 50ml Day-Dream

Tubetto unico da 50 ml
Tempi di lampada dichiarati: 60 s LED, 90 s UV
Indica l'alcol per lo strato appiccicoso
Per chi ha già lampada e accessori
Non è un kit: niente lampada né strumenti
Una sola tonalità

6. SAVILAND Poly Gel Kit 4 Colori con lampada — completo, ma con una scheda meno precisa

Il SAVILAND a quattro colori è un kit completo sulla carta: quattro polygel in tonalità rosa, base e top coat, una lampada UV e strumenti per unghie. È l'unico dei sei a dichiarare nei punti elenco due ingredienti, olio di ricino e vitamina E, senza però pubblicare la lista completa.

Resta in fondo per merito: la scheda non indica la potenza della lampada né i millilitri dei tubetti, e gli «strumenti» non sono elencati uno per uno, quindi non puoi sapere dalla descrizione se troverai dual form e slip solution. Dichiara inoltre una formula che indurisce senza residuo appiccicoso e una tenuta di 28 giorni: sono promesse del produttore, da prendere come tali.

Se vuoi un kit con lampada e ti basta una palette di rosa, è un'alternativa al Phoenixy a otto colori; controlla però le foto della confezione prima di ordinare.

Palette di rosa

SAVILAND Poly Gel Kit 4 Colori con Lampada UV

Lampada UV inclusa
4 polygel rosa con base e top coat
Dichiara olio di ricino e vitamina E
Potenza lampada e ml non dichiarati
Strumenti non elencati uno per uno

Tabella comparativa dei sei kit polygel

Le prime colonne riportano quanto dichiara il produttore nel titolo e nella scheda. Le ultime due sono una lettura della Redazione: si ricavano dal contenuto dichiarato della confezione e indicano quello che nessuna scatola scrive, cioè cosa dovrai comprare a parte prima della prima ricostruzione e a chi il kit conviene davvero.

Kit Gel dichiarato Lampada Slip solution Base e top Cosa ti manca per iniziare (lettura Redazione) Per chi (lettura Redazione)
Phoenixy 8 Colori 8 × 15 ml sì, 36W, 12 LED 30 ml sì, base + top lucido + top opaco dual form da verificare, cleaner Chi parte da zero
Modelones 6 Colori 6 × 15 ml no 15 ml sì, 10 ml lampada, cleaner Chi ha già la lampada
Phoenixy 6 Colori 6 × 15 ml no 30 ml sì lampada, cleaner Chi ha la lampada e vuole più slip
PEACECOLOR 3 Colori 3 × 16 ml sì, 6W 10 ml non dichiarati base, top coat, cleaner Chi vuole solo provare
Makartt Acrigel 1 × 50 ml no no no tutto tranne il gel Chi deve ricaricare
SAVILAND 4 Colori 4 tubetti, ml non dichiarati sì, potenza non dichiarata non dichiarata sì da verificare sulla confezione Chi vuole una palette di rosa

In nessuna scheda compare la lista ingredienti completa. Il cleaner (o alcol isopropilico) non è dichiarato in nessun kit: serve a sgrassare l'unghia prima della base e a togliere lo strato appiccicoso alla fine, e va messo in conto comunque.

Polygel, gel costruttore e acrigel: che differenza c'è

Il polygel è un gel per ricostruzione dalla consistenza di pasta: non cola come il gel costruttore liquido, non indurisce all'aria come l'acrilico in polvere e resta modellabile finché non lo metti in lampada. «Acrigel», «acrygel» e «poly gel» sono nomi commerciali della stessa famiglia di prodotti.

Consistenza: una pasta che si modella con calma

Il gel costruttore tradizionale è denso ma fluido: lo prelevi con il pennello, lo lasci livellare e hai pochi secondi prima che cominci a spostarsi verso le cuticole. Il polygel si comporta in modo diverso: esce dal tubetto come una pasta, la tagli con la spatola, la appoggi dove serve e la spingi in forma con il pennello inumidito di slip solution. Non si muove finché non lo muovi tu.

È questa la ragione per cui viene consigliato a chi comincia: il tempo di lavoro è, in pratica, illimitato. Puoi correggere, togliere e rimettere senza che il prodotto indurisca, perché polimerizza solo con la luce UV o LED.

Acrigel e polygel sono la stessa cosa?

Sì, per quello che conta a chi compra. Il nome nasce dall'idea di un ibrido fra acrilico e gel: la resistenza del primo, la lavorazione in lampada del secondo. Il Modelones, per esempio, usa entrambi i termini nel titolo, e il Makartt si presenta come «acrigel» e «poly nail gel» insieme. Le differenze reali fra un polygel e l'altro stanno nella densità, nei tempi di lampada e nei colori, non nel nome.

Rispetto all'acrilico classico

L'acrilico tradizionale si prepara mescolando una polvere con un liquido monomero, ha un odore pungente e indurisce all'aria in pochi minuti: devi essere veloce e precisa, ed è per questo che resta un prodotto da salone. Il polygel è già pronto, ha un odore molto più lieve e non indurisce finché non lo decidi tu. Il rovescio di questa comodità è la lampada, che con l'acrilico non serve.

Rispetto al semipermanente e alle unghie adesive

Il semipermanente colora ma non allunga; le strisce di gel semi-indurito, che trovi confrontate nella nostra guida alle unghie gel adesive, coprono l'unghia che hai senza costruirne una nuova. Il polygel serve quando vuoi allungare o ridisegnare la forma dell'unghia: è l'unico dei tre che crea materia dove non c'era.

Cosa c'è in un kit polygel (e cosa manca quasi sempre)

Un kit polygel completo contiene gel in tubetto, slip solution, dual form o cartine, pennello con spatola, lima, base e top coat; i kit più ricchi aggiungono la lampada. Quasi nessuno include il cleaner per sgrassare e togliere lo strato appiccicoso, che va comprato a parte.

La slip solution: a cosa serve e cosa non è

La slip solution è un liquido che si mette sul pennello per modellare il polygel senza che si attacchi alle setole: senza, la pasta si trascina, fa fili e si stacca dall'unghia. Si usa poco, una punta di pennello alla volta: troppo liquido diluisce il gel, crea bolle e indebolisce la struttura.

Quello che la slip solution non fa è pulire. Lo strato appiccicoso che resta dopo la lampada (lo strato di dispersione, cioè gel in superficie che l'ossigeno ha impedito di polimerizzare) si toglie con un cleaner o con alcol isopropilico. La scheda del PEACECOLOR a tre colori confonde i due prodotti; quella del Makartt indica correttamente l'alcol.

Le dual form: il pezzo che fa metà del lavoro

La dual form è uno stampino trasparente con la curva di un'unghia: metti il polygel dentro, lo premi sull'unghia naturale, polimerizzi in lampada attraverso la plastica e la sfili. Ti restituisce una superficie già liscia e curva, che richiede pochissima lima. Per chi comincia è la differenza fra un'unghia spessa e irregolare e una ricostruzione pulita.

Le alternative sono le cartine (forme adesive di carta che si mettono sotto il bordo libero) e il lavoro a mano libera. Entrambe chiedono più manualità: se il kit non contiene dual form, conviene aggiungerle prima di cominciare.

Base, top coat e lo strato appiccicoso

La base serve a far aderire il polygel alla lamina: senza, la ricostruzione si solleva ai bordi entro pochi giorni. Il top coat sigilla la superficie e la rende lucida o opaca. Se un kit non li dichiara, come il PEACECOLOR a tre colori, devono essere compatibili con la lampada che usi: non tutti i gel induriscono sotto qualsiasi luce.

La lampada: inclusa o da comprare a parte

Il polygel indurisce solo sotto luce UV o LED. Con una lampada domestica da 36-48 watt i tempi per strato sono quelli indicati dal produttore del gel (60 secondi in LED e 90 in UV nella scheda del Makartt); una da 6 watt, come quella del PEACECOLOR, chiede tempi più lunghi e più attenzione allo spessore. Se prevedi di continuare oltre il primo kit, conviene un kit senza lampada più una lampada scelta a parte: trovi i modelli confrontati tra le migliori lampade per unghie.

Come si usa un kit polygel: la prima ricostruzione

La prima ricostruzione con un kit polygel richiede di solito un'ora o più: preparazione dell'unghia, base, polygel nella dual form, lampada, rifinitura con la lima e top coat. La velocità arriva con le mani, non con il kit; la durata dipende quasi tutta dalla preparazione.

Preparazione: il passaggio che decide la tenuta

Spingi indietro le cuticole, opacizza leggermente la superficie dell'unghia con un buffer (solo la lucidità, non la lamina) e sgrassa con cleaner o alcol. Da qui in poi non toccare l'unghia con i polpastrelli: il sebo è la prima causa dei sollevamenti. Stendi la base in strato sottile, senza toccare la pelle, e polimerizza per il tempo indicato.

Dual form o a mano libera

Con la dual form scegli la misura che copre l'unghia da bordo a bordo, metti una piccola quantità di polygel nella parte interna vicina alla punta, stendilo con il pennello appena inumidito di slip solution lasciando più sottile la zona che andrà verso la cuticola. Premi la forma sull'unghia con un angolo di circa 45 gradi, poi abbassala: se il gel esce ai lati, toglilo con un bastoncino prima della lampada.

A mano libera appoggi la pallina di polygel direttamente sull'unghia, sopra una cartina se vuoi allungare, e la stendi con il pennello. Richiede più lima dopo, ed è meglio rimandarla a quando le dual form ti vengono bene.

Polimerizzazione e rifinitura

Polimerizza con la forma ancora sull'unghia, per il tempo indicato dal produttore del gel (60-90 secondi nelle schede che lo dichiarano), sfila la forma e lima i bordi e la superficie fino alla forma che vuoi. Togli la polvere, stendi il top coat, polimerizza e, se resta lo strato appiccicoso, passa il cleaner. Per la rifinitura serve una lima a grana media: trovi i modelli giusti nella nostra guida alle lime per unghie.

Gli errori più comuni della prima volta

  • Troppo gel vicino alla cuticola. Crea uno scalino che si solleva e intrappola acqua. Lo spessore va dal minimo alla base al massimo al centro dell'unghia.
  • Troppa slip solution. Rende il gel lucido e gommoso in superficie e lo indebolisce.
  • Gel sulla pelle polimerizzato. Oltre a sollevarsi, è la via più diretta verso l'allergia di cui parliamo qui sotto.
  • Lampada sotto potenza o tempi accorciati. Il gel sembra duro in superficie e resta morbido sotto.

Allergia ai (met)acrilati: il rischio vero del polygel

Il rischio principale del polygel non è la lampada ma l'allergia ai (met)acrilati: una dermatite allergica da contatto causata dai monomeri del gel prima che indurisca. Colpisce anche le consumatrici, compare soprattutto su dita e mani e, una volta comparsa, resta: chi è sensibilizzato lo è per sempre.

Cosa dicono gli studi europei

Lo studio multicentrico di Gonçalo e colleghi per il gruppo europeo EECDRG, Contact Dermatitis, 2018 — 18.228 pazienti sottoposti a patch test in 11 centri europei fra il 2013 e il 2015 — ha trovato 136 casi di dermatite da acrilati delle unghie, pari al 67% di tutte le allergie agli acrilati osservate. Il 43% erano consumatrici, non professioniste; le lesioni erano sulle mani nell'89% dei casi e sul viso nel 37%, a volte solo sul viso.

In Portogallo, Raposo e colleghi, Contact Dermatitis, 2017 — 230 casi in 13 reparti di dermatologia fra il 2011 e il 2015 — hanno documentato soprattutto eczema cronico delle mani (93%), con il metacrilato HEMA positivo nel 90% dei pazienti testati.

Il dato più recente viene da Amsterdam: Steunebrink, de Groot e Rustemeyer, Contact Dermatitis, 2024 — 67 pazienti, tutte donne, diagnosticate fra il 2015 e il 2023 — riportano il 97% di positività all'HEMA e il 73% di consumatrici. Le sedi più colpite erano le dita (79%) e le mani (40%). Evitare del tutto il contatto con i prodotti acrilici ha fatto guarire completamente la dermatite nell'80% dei casi: la soluzione esiste, ma è smettere.

Le regole europee su HEMA e TPO

Il Regolamento (UE) 2020/1682 ha riservato HEMA e di-HEMA trimethylhexyl dicarbamate ai prodotti per unghie a uso professionale, con le avvertenze «Solo per uso professionale» e «Può causare una reazione allergica». Il fotoiniziatore TPO è invece vietato nei cosmetici dal 1° settembre 2025, senza periodo transitorio e anche in salone, come spiega il documento di domande e risposte della Commissione europea.

Che le etichette non bastino lo mostra il censimento di mercato degli stessi autori olandesi, Contact Dermatitis, 2024: su 394 prodotti per unghie venduti online l'HEMA era presente in quasi il 60%, e fra quelli che lo contenevano l'avvertenza «solo per uso professionale» mancava nel 35% e «può causare una reazione allergica» nel 55%.

Come ridurre il rischio in pratica

  • Leggi l'INCI sulla confezione quando arriva. Nessuno dei sei kit lo pubblica nei dati del catalogo: cerca HEMA, Di-HEMA Trimethylhexyl Dicarbamate e Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO). Se c'è il TPO, il prodotto non dovrebbe essere sul mercato europeo.
  • Fai la prova cutanea che i produttori stessi chiedono. Modelones e PEACECOLOR la indicano nelle avvertenze della scheda.
  • Il gel crudo non deve mai toccare la pelle. Lavora con i guanti di nitrile se hai la pelle reattiva, togli ogni sbavatura prima della lampada, pulisci pennello e spatola lontano dalle dita.
  • Polimerizza per intero. Un gel sotto-polimerizzato contiene più monomero libero: la lampada troppo debole o i tempi accorciati aumentano l'esposizione.
  • Se compaiono prurito, arrossamento o vescicole attorno alle unghie, sui polpastrelli o sulle palpebre, fermati e fatti vedere da un dermatologo: il patch test conferma la diagnosi.

Se hai già avuto una reazione al semipermanente, alla ricostruzione in gel o alle colle per ciglia, il polygel appartiene alla stessa famiglia chimica: non è un'alternativa più sicura.

La lampada UV del kit polygel fa male alle mani?

La lampada UV/LED usata per polimerizzare il polygel emette soprattutto raggi UVA per pochi minuti a seduta: le rassegne dermatologiche considerano trascurabile il rischio di tumori cutanei con l'uso domestico, e una crema solare sulle mani lo riduce ancora. Il rischio documentato resta l'allergia.

La rassegna di Dinani e George, Clinical and Experimental Dermatology, 2019, dal reparto di dermatologia degli ospedali universitari di Brighton e Sussex, giudica trascurabile il rischio di carcinogenesi delle lampade per unghie e indica la crema solare sulle mani come misura per ridurlo ancora. Una crema ad ampio spettro sul dorso delle mani, o guanti anti-UV aperti in punta, chiudono la questione.

Come si toglie il polygel: la lima, non l'acetone

Il polygel polimerizzato non si scioglie in acetone come un semipermanente: si toglie limandolo strato dopo strato fino a lasciare un velo sottile sopra l'unghia naturale, che poi si lascia crescere o si rifinisce con il buffer. Strapparlo porta via la lamina.

Il metodo passo per passo

  1. Accorcia la lunghezza con un tagliaunghie o una lima a grana grossa, per ridurre la quantità di prodotto da limare.
  2. Lima la superficie con movimenti lunghi, fermandoti quando vedi il colore cambiare e il prodotto diventare sottile e opaco. Una lima a grana 100-180 va bene per il grosso, una più fine per l'ultimo strato.
  3. Lascia un velo di prodotto sopra l'unghia naturale invece di cercare di arrivare alla lamina pulita: è la zona in cui si fanno i danni.
  4. Rifinisci con il buffer e idrata unghie e cuticole con un olio.

È lo stesso metodo che indica Modelones nella sua scheda: limare e tamponare, con la fresa come alternativa più rapida. La fresa accelera molto, ma chiede mano ferma e velocità controllata; trovi i modelli per uso domestico nella nostra guida alle frese per unghie. La limatura solleva polvere di acrilico: lavora in un ambiente aerato e tieni la polvere lontana dal viso.

Gli errori che assottigliano l'unghia

Il primo è fare leva su un angolo sollevato: sotto c'è lamina, e viene via con il gel. Il secondo è limare fino a sentire caldo: è il segnale che stai lavorando sull'unghia naturale, non sul prodotto. La rassegna di Dinani e George citata sopra attribuisce proprio ai processi fisici della manicure l'assottigliamento della lamina e l'onicolisi, cioè il distacco dell'unghia dal suo letto. Il terzo è non concedere mai una pausa: dopo qualche ciclo, due o tre settimane senza prodotto permettono di vedere com'è davvero l'unghia sotto.

Refill del polygel: quando conviene invece di toglierlo

Il refill è il ritocco che riempie con nuovo polygel la ricrescita vicino alla cuticola senza togliere la ricostruzione: se il gel è integro e non si solleva, conviene quasi sempre, perché limare solo la superficie espone la lamina molto meno di una rimozione completa ogni due o tre settimane.

Se la ricostruzione è ancora integra, non serve toglierla ogni volta: quando la ricrescita diventa visibile (il Modelones parla di circa quindici giorni) si lima la superficie, si riempie la zona vicino alla cuticola con nuovo polygel e si ricopre con il top coat. Un refill ben fatto espone l'unghia molto meno di una rimozione completa.

Quale kit polygel scegliere, in base a cosa hai già

Il kit polygel giusto dipende da cosa hai già in casa: se parti da zero serve un kit con lampada potente e slip solution abbondante; se hai già il fornetto, conviene un kit senza lampada ma ricco di dual form; se hai già tutto, basta un tubetto di ricarica.

Se non hai nessuna attrezzatura

Il Phoenixy a otto colori è la scelta più sensata: lampada da 36 watt, base, due top coat e 30 ml di slip solution coprono tutto il percorso, dalla base al lucido. Aggiungi un cleaner e, se le foto della confezione non mostrano dual form, un set di forme.

Se hai già una lampada

Il Modelones è il più attrezzato, con 72 formine in due sagome; il Phoenixy a sei colori è l'alternativa con più slip solution e due clip. In entrambi i casi controlla che la tua lampada sia UV/LED e abbastanza potente per il gel.

Se hai già provato il polygel

Ti basta il tubetto Makartt da 50 ml, oppure un kit a pochi colori come il PEACECOLOR a tre tonalità, a patto di avere già base e top coat. I kit grandi hanno senso solo se usi davvero tutti i colori.

Quando il polygel non è la scelta giusta

Se vuoi solo colore che duri, il polygel è uno strumento sproporzionato: un semipermanente o delle strisce di gel adesivo fanno lo stesso lavoro con meno tempo e meno lima. Se hai già avuto un'allergia agli acrilati, nessun kit di questa pagina fa per te. E se l'unghia naturale è molto sottile o si sfalda, allungarla con un materiale rigido aumenta la leva a ogni urto: meglio prima rinforzarla, poi decidere.

Domande frequenti sul kit polygel

Qual è la differenza tra polygel e gel?

Il gel costruttore è denso ma fluido e si autolivella; il polygel è una pasta che resta ferma dove la metti e si modella con pennello e slip solution. Entrambi induriscono in lampada UV/LED. Il polygel perdona di più gli errori perché non cola, ed è per questo che viene consigliato a chi comincia.

Si può usare il polygel senza lampada?

No. Il polygel indurisce solo sotto luce UV o LED: senza lampada resta una pasta morbida anche dopo ore. Se un kit non la include, come Modelones e Phoenixy a sei colori, devi averne già una o comprarla a parte.

Serve per forza la slip solution?

Sì, in pratica. Senza slip solution il polygel si attacca al pennello, fa fili e si stacca dall'unghia mentre lo stendi. Alcuni usano alcol al suo posto, ma rischia di asciugare il gel in superficie. Ne serve pochissima: una punta di pennello per volta.

Quanto dura una ricostruzione in polygel?

I produttori dei kit dichiarano da due settimane (Modelones) a 28 giorni (SAVILAND). Nella pratica la tenuta dipende soprattutto dalla preparazione dell'unghia e dalla crescita: dopo due o tre settimane la ricrescita alla base va riempita con un refill o la ricostruzione va tolta.

Il polygel rovina le unghie?

Il prodotto in sé no; lo fanno la rimozione sbagliata e la limatura eccessiva, che assottigliano la lamina. Il polygel si toglie limando, senza strappare e lasciando un velo sottile sopra l'unghia naturale. Il rischio da non sottovalutare è l'allergia ai (met)acrilati, che dipende dal contatto del gel crudo con la pelle.

Come si toglie il polygel a casa?

Si accorcia la lunghezza, si lima la superficie fino a lasciare un velo sottile di prodotto e si rifinisce con il buffer. L'acetone lo ammorbidisce poco e lentamente, a differenza del semipermanente. Una fresa accelera il lavoro, ma chiede mano ferma.

Il polygel può dare allergia?

Sì. Il polygel è a base di (met)acrilati, la prima causa di allergia da contatto agli acrilati in Europa secondo lo studio multicentrico EECDRG del 2018. Il rischio cresce quando il gel non polimerizzato tocca la pelle. Prurito o vescicole intorno alle unghie vanno fatti valutare da un dermatologo.

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