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Migliori dentifrici per bambini: per età e fluoro, dal primo dente ai 12 anni

Redazione Gloora · · 22 min di lettura
Tubetti di dentifricio per bambini con etichette bianche accanto a spazzolini piccoli su una mensola da bagno chiara

Il miglior dentifricio per bambini non si sceglie dal gusto o dal cartone animato sul tubetto: si sceglie dall'età e dai ppm di fluoro scritti in etichetta. Qui trovi i migliori dentifrici per bambini divisi per fascia d'età, dal primo dente ai 12 anni, con la quantità giusta presa dalle raccomandazioni ufficiali.

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Il dentifricio giusto per età, in breve

Un dentifricio per bambini è una pasta con una concentrazione di fluoro adatta all'età e un sapore che non scoraggia lo spazzolamento. Le raccomandazioni europee indicano 1000 ppm dal primo dente ai 6 anni e 1450 ppm dopo i 6, cambiando soprattutto la quantità sullo spazzolino.

La sigla ppm, «parti per milione», dice quanto fluoro c'è nella pasta: 1000 ppm equivalgono allo 0,1%. È il numero che conta più di tutti, e sulla confezione spesso è scritto in piccolo, accanto al nome del sale di fluoro (fluoruro di sodio, monofluorofosfato di sodio, fluoruro amminico, fluoruro stannoso).

Questa è la sintesi delle raccomandazioni dell'Accademia europea di odontoiatria pediatrica, la tabella 5 del documento di Toumba e colleghi, European Archives of Paediatric Dentistry, 2019 (autori senza conflitti d'interesse dichiarati):

Età Fluoro nel dentifricio Quante volte Quantità
Dal primo dente ai 2 anni 1000 ppm Due volte al giorno Un chicco di riso (0,125 g)
Da 2 a 6 anni 1000 ppm Due volte al giorno Un pisello (0,25 g)
Oltre i 6 anni 1450 ppm Due volte al giorno Da 0,5 a 1 g, fino a tutta la lunghezza delle setole

Le Linee guida nazionali del Ministero della Salute per la salute orale in età evolutiva (aggiornamento di novembre 2013) dicono una cosa molto vicina: dai 6 mesi ai 6 anni un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro, due volte al giorno, in dose «pea-size», cioè quanto un pisello; dopo i 6 anni almeno 1000 ppm, sempre due volte al giorno. La differenza fra le due fonti sta sotto i 2 anni, e la spieghiamo più avanti.

Come abbiamo selezionato i dentifrici per bambini

Abbiamo confrontato sedici dentifrici per bambini venduti su Amazon leggendo titolo, punti elenco della scheda e, dove pubblicata, la pagina del prodotto sul sito del marchio. Nessuna prova in bocca: solo dati dichiarati, messi a confronto con le raccomandazioni ufficiali.

I criteri, in ordine di peso:

  • Fluoro dichiarato e quantità. Abbiamo riportato i ppm solo quando li scrive il produttore, nel titolo, nella scheda o sul suo sito. Dove la cifra non c'è lo diciamo, e la cella in tabella dice «non dichiarato»: un ppm dedotto da un rivenditore non vale.
  • Fascia d'età coerente. Un dentifricio 0-6 e uno 6-12 non sono intercambiabili: cambiano concentrazione e quantità. Abbiamo coperto le tre fasce delle raccomandazioni, con almeno due scelte per fascia.
  • Ingredienti dichiarati. Xilitolo, calcio, idrossiapatite, assenza di coloranti o di sodio lauril solfato: li citiamo solo se compaiono nella scheda o sul sito del produttore, mai dedotti da un elenco ingredienti non pubblicato.
  • Niente promesse. Nessun tubetto protegge dalla carie da solo: contano insieme spazzolamento due volte al giorno, fluoro, meno zuccheri fra i pasti e controlli dal dentista. Per questo il criterio non è lo slogan, ma la corrispondenza fra etichetta e raccomandazioni.
  • Una formula per bisogno. Fuori i collutori, i dentifrici per adulti per gengive e denti sensibili e i set con spazzolino.

Il voto accanto a ogni prodotto è il giudizio della Redazione Gloora su questi criteri, non una media di clienti.

I migliori dentifrici per bambini: il podio per fascia d'età

Il podio copre le tre età che contano: un dentifricio da 0 a 6 anni con fluoro dichiarato dal marchio, uno dal primo anno con i ppm scritti in scheda, uno per i denti permanenti dai 6 ai 12 anni. Se cerchi un punto di partenza sicuro, scegli quello della fascia di tuo figlio.

1. elmex Bambino 0-6 anni — il fluoruro amminico dal primo dente

Scelta della Redazione 0-6 anni

elmex Dentifricio Bambino 0-6 anni con fluoruro amminico, 0% coloranti, 75 ml

Fluoruro amminico dichiarato, 1000 ppm per la linea Bambini sul sito del marchio
Indicato dal primo dente ai 6 anni
Senza coloranti, sapore neutro
ppm non riportati nella scheda: da verificare in etichetta
Sapore poco attraente per chi ama il dolce

elmex Bambino è il dentifricio che mettiamo in cima per la fascia più delicata, quella dei denti da latte. La scheda dichiara il fluoruro amminico (Olafluor) come attivo e l'età 0-6 anni, senza coloranti e con un sapore volutamente neutro: la scheda lo descrive come «senza gusto», il sito italiano del marchio parla di sapore delicato. Per un bambino che rifiuta la menta, o per un genitore che non vuole insegnare a cercare il dolce nel dentifricio, è un vantaggio concreto.

Il punto che conta di più: elmex dichiara sul sito italiano una concentrazione di 1000 ppm per la sua linea Bambini 0-6, esattamente il valore indicato da EAPD e Ministero per questa fascia. La scheda Amazon, invece, nomina il sale di fluoro ma non riporta la cifra: quando arriva il tubetto, controlla i ppm in etichetta, perché il formato da 75 ml venduto qui non coincide con il 50 ml presentato sul sito italiano.

Una nota onesta sull'uso: il sito del marchio consiglia di spazzolare una volta al giorno fino ai due anni e due volte dopo, mentre EAPD e Ministero indicano due volte al giorno fin dal primo dente. Fra le due indicazioni, segui quella delle linee guida o del tuo pediatra.

2. Chicco Dentifricio Bambini Fragola 1+ — 1000 ppm scritti in scheda

ppm dichiarati in scheda

Chicco Dentifricio Bambini alla Fragola con Fluoro e Xilitolo, 1+ anni, 2 x 50 ml

Fluoruro di sodio 1000 ppm scritto in scheda
Xilitolo e calcio, bassa abrasività
Dosi per età indicate in confezione
Percentuale di xilitolo non dichiarata
Gusto dolce, meno adatto a chi preferisce sapori neutri

Chicco è l'unico del podio che scrive i ppm direttamente nella scheda: fluoruro di sodio a 1000 ppm, più xilitolo e calcio, una formula dichiarata a bassa abrasività e senza conservanti, dal primo anno di età. Il gusto fragola è delicato, la confezione contiene due tubetti da 50 ml.

Ci piace anche per un motivo pratico: la scheda riporta le dosi per età, un chicco di riso dai 6 ai 36 mesi e un pisello dai 3 ai 6 anni. È un'indicazione del produttore, non una regola ufficiale, ma va nella stessa direzione dell'EAPD, che fissa il passaggio dal chicco di riso al pisello ai 2 anni.

Sullo xilitolo, però, va detta la verità: la revisione Cochrane di Riley e colleghi, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015 ha trovato prove di bassa qualità che un dentifricio al fluoro con il 10% di xilitolo riduca le carie del 13% rispetto al solo fluoro, nei denti permanenti, in due studi degli stessi autori. Chicco non dichiara la percentuale di xilitolo: il lavoro lo fa il fluoro, lo xilitolo è un di più.

3. Sensodyne ProSchmelz Junior 6-12 anni — 1450 ppm per i denti permanenti

Migliore 6-12 anni

Sensodyne ProSchmelz Junior dentifricio 6-12 anni, 75 ml

1450 ppm, la concentrazione indicata dopo i 6 anni
Aromi naturali, formula vegana
Pensato per lo smalto dei denti permanenti nuovi
Cifra dei ppm in scheda con un refuso
Confezione del mercato tedesco

Dopo i 6 anni spuntano i primi molari permanenti, e le raccomandazioni europee salgono a 1450 ppm. Sensodyne ProSchmelz Junior è il dentifricio del brief che dichiara proprio quella concentrazione per la fascia 6-12 anni, con aromi naturali, gusto «Bubble Mint» e una formula descritta come vegana.

Due avvertenze. La cifra in scheda è scritta con un refuso, «1.4500 ppm»: il valore è quello da 1450 ppm, ma conviene verificarlo sull'etichetta del tubetto. E il nome è quello del mercato tedesco (ProSchmelz, cioè «Prosmalto»): il testo della confezione può non essere in italiano, cosa da mettere in conto se tuo figlio legge le istruzioni da solo.

La frase «2 volte maggiore protezione dagli acidi» della scheda viene da test di laboratorio, come dichiara la stessa nota: non è un risultato clinico e non l'abbiamo pesata nella scelta. Sul podio sta per la concentrazione giusta nella fascia giusta.

Le alternative, ognuna per un caso preciso

Se nessuno dei tre ti convince, queste quattro alternative coprono casi diversi: la versione Junior dello stesso marchio del numero 1, un classico italiano dai 3 anni, un dentifricio al fluoruro stannoso e una formula senza fluoro, da scegliere solo dopo averne parlato con il pediatra o il dentista.

4. elmex Junior 6-12 anni — il fratello maggiore, in confezione da quattro

Per la dentizione mista

elmex Dentifricio Junior 6-12 anni con fluoruro amminico, 4 x 75 ml

Fluoruro amminico dichiarato
Pensato per i denti permanenti appena spuntati
Senza coloranti, scorta da quattro tubetti
ppm non dichiarati in scheda
Formato multiplo: impegna se il gusto non piace

elmex Junior è pensato per la dentizione mista, quando convivono denti da latte e permanenti appena spuntati: la scheda insiste proprio sullo smalto dei denti nuovi, che non è ancora del tutto maturo. L'attivo è lo stesso fluoruro amminico del numero 1, senza coloranti.

Resta fuori dal podio per un motivo di trasparenza, non di formula: né il titolo né la scheda riportano i ppm, e la pagina italiana del marchio non ce li ha mostrati. Se tuo figlio usa già elmex Bambino e vuoi restare sullo stesso marchio, è il passaggio naturale ai 6 anni; prima di comprarlo controlla in etichetta che la concentrazione sia quella indicata per la sua età.

5. Pasta del Capitano Baby Fragola — il classico italiano dai 3 anni

Classico italiano dai 3 anni

Pasta del Capitano Baby Dentifricio Gusto fragola, 75 ml

Sali di fluoro e calcio dichiarati
Senza SLS, parabeni e triclosan
Gel delicato al gusto fragola
ppm non dichiarati né in scheda né sul sito
Non adatto sotto i 3 anni

Pasta del Capitano Baby è un gel al gusto fragola con sali di fluoro e calcio, senza parabeni, triclosan e sodio lauril solfato. Sia la scheda sia il sito del marchio lo indicano dai 3 anni in su: sotto quell'età non è la scelta giusta, anche se la linea si chiama «Baby».

Il limite è lo stesso del numero 4, in forma più marcata: né la scheda né la pagina ufficiale della linea Baby Junior riportano i ppm. Lo teniamo in lista perché copre bene la fascia 3-6 anni per chi vuole un marchio italiano e un gusto dolce; la concentrazione, però, la devi leggere tu sul tubetto.

6. Oral-B Pro Junior 6-12 anni — il fluoruro stannoso

Con fluoruro stannoso

Oral-B Pro Junior Dentifricio 6-12 anni, 75 ml

Fluoruro stannoso dichiarato
Protezione dalla placca indicata in scheda
Formula pensata per i 6-12 anni
ppm non dichiarati
Ingredienti accessori non elencati in scheda

Oral-B Pro Junior è il solo della lista che usa il fluoruro stannoso, lo stesso attivo di diversi dentifrici Oral-B per adulti: la scheda gli attribuisce, oltre all'azione anticarie del fluoro, la protezione dalla placca. La scheda lo indica per i 6-12 anni e dichiara di essere sviluppato con i dentisti.

La scheda non riporta la concentrazione in ppm e nemmeno il sito italiano del marchio, che parla genericamente di «livelli di fluoro adeguati all'età». È un'alternativa sensata se vuoi un attivo che la scheda collega anche alla placca; per la scelta di base, Sensodyne Junior e elmex Junior restano più lineari.

7. Biorepair Bimbi 0-6 anni — senza fluoro, da concordare col pediatra

Senza fluoro, col pediatra

Biorepair Dentifricio Bimbi 0-6 anni senza fluoro, 50 ml

Idrossiapatite zinco-sostituita (Microrepair) dichiarata dal marchio
Senza SLS, coloranti, silici abrasive e biossido di titanio
Gusto fruttato all'estratto di pesca
Senza fluoro: fuori dalle raccomandazioni ufficiali
Prove sull'idrossiapatite più fragili di quelle sul fluoro

Biorepair Bimbi è un dentifricio senza fluoro: al suo posto usa il Microrepair, che il sito del marchio descrive come idrossiapatite carbonata zinco-sostituita, un minerale simile a quello dello smalto. La scheda dichiara anche l'assenza di coloranti, silici abrasive, biossido di titanio e sodio lauril solfato, con estratto di pesca e gusto fruttato.

Lo mettiamo per ultimo con una ragione precisa: le raccomandazioni ufficiali, italiane ed europee, indicano il fluoro come base della prevenzione della carie nei bambini. Un dentifricio senza fluoro non è più sicuro: è una scelta diversa, che ha senso in situazioni particolari e che va decisa con il pediatra o il dentista. Ne parliamo nella sezione dedicata.

La tabella di confronto dei dentifrici per bambini

La tabella mette in fila età, fluoro e ingredienti dichiarati dai produttori. L'ultima colonna è una lettura della Redazione: confronta l'etichetta con la tabella EAPD per la stessa età e dice cosa non trovi in scheda.

Dentifricio Età dichiarata Fluoro dichiarato Altri ingredienti dichiarati Coerenza con EAPD e cosa manca (lettura Redazione)
elmex Bambino 0-6 anni Fluoruro amminico; 1000 ppm sul sito italiano del marchio Senza coloranti Coerente; i ppm non sono nella scheda Amazon
Chicco Fragola Da 1 anno Fluoruro di sodio, 1000 ppm Xilitolo, calcio, bassa abrasività Coerente; manca la percentuale di xilitolo
Sensodyne ProSchmelz Junior 6-12 anni 1450 ppm (scritto con un refuso) Aromi naturali, vegano Coerente; confezione col nome del mercato tedesco
elmex Junior 6-12 anni Fluoruro amminico; ppm non dichiarato Senza coloranti Da verificare in etichetta: ppm assente
Pasta del Capitano Baby Da 3 anni Sali di fluoro; ppm non dichiarato Calcio; senza SLS, parabeni, triclosan Da verificare in etichetta: ppm assente
Oral-B Pro Junior 6-12 anni Fluoruro stannoso; ppm non dichiarato Non dichiarati Da verificare in etichetta: ppm assente
Biorepair Bimbi 0-6 anni Senza fluoro Idrossiapatite zinco-sostituita, estratto di pesca; senza SLS e coloranti Fuori dalle raccomandazioni sul fluoro: da concordare col pediatra

Se dovessi tenere a mente una sola colonna, è la terza. Un dentifricio per bambini con «ppm non dichiarato» non è per forza sbagliato, ma ti lascia l'onere di leggere l'etichetta prima di metterlo sullo spazzolino.

Quanto fluoro per età: cosa dicono Ministero ed EAPD

Le due fonti di riferimento per l'Italia concordano su 1000 ppm due volte al giorno fino ai 6 anni. Si separano sulla quantità sotto i due anni e sulla concentrazione dopo i 6: il Ministero indica «almeno 1000 ppm», l'EAPD fissa 1450 ppm per i denti permanenti.

Dal primo dente ai 2 anni

Le linee guida italiane collocano l'inizio dell'igiene orale all'eruzione del primo dente da latte, con lo spazzolamento fatto dal genitore. Per il fluoro, il documento del Ministero indica 1000 ppm dai 6 mesi. L'EAPD dice lo stesso sulla concentrazione e aggiunge la quantità: un chicco di riso, circa 0,125 g, perché nei primi tre anni il bambino ingoia buona parte della pasta.

Da 2 a 6 anni

Qui le due fonti coincidono: 1000 ppm, due volte al giorno, una quantità pari a un pisello, circa 0,25 g. L'EAPD precisa che, sulla base del rischio di carie del singolo bambino, il dentista può valutare anche concentrazioni più alte.

Dopo i 6 anni

Con i molari permanenti la quantità sale fino a coprire le setole e l'EAPD indica 1450 ppm. Il Ministero, nel testo del 2013, scrive «almeno 1000 ppm». Non è una contraddizione: 1450 sta dentro «almeno 1000». La revisione Cochrane di Walsh e colleghi, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2019 — 96 studi, autori senza conflitti dichiarati — ha trovato nei denti permanenti di bambini e ragazzi un piccolo vantaggio di 1450-1500 ppm rispetto a 1000-1250 ppm, con evidenza di certezza moderata.

Perché sotto i 2 anni le fonti non dicono la stessa cosa

Il documento del Ministero parla di dose «pea-size» per tutta la fascia 6 mesi-6 anni; l'EAPD, sei anni dopo, ha separato la fascia sotto i due anni e dimezzato la quantità. La concentrazione resta 1000 ppm in entrambi i casi. Nella pratica, un chicco di riso sotto i due anni è la scelta più prudente, e nessuna delle due fonti chiede di più: la concentrazione è la stessa, cambia solo quanta pasta finisce in bocca.

Fluoro e fluorosi: il rischio vero, misurato

La fluorosi dentale è una alterazione dello smalto, quasi sempre lieve, dovuta a troppo fluoro assunto mentre i denti permanenti si formano, cioè nei primi anni di vita. Il modo per evitarla non è togliere il fluoro, ma dosare la quantità di dentifricio e sorvegliare lo spazzolamento.

Cos'è la fluorosi, e com'è fatta

Nella forma lieve si vede come piccole macchie o striature biancastre opache sullo smalto dei denti permanenti. Non è una carie e non fa male: è un difetto estetico. Il documento del Ministero lo dice con una franchezza rara: secondo l'OMS è quasi impossibile ottenere benefici contro la carie con il fluoro senza qualche forma, anche lieve, di fluorosi.

Cosa dicono gli studi su concentrazione e quantità

La revisione Cochrane di Wong e colleghi, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2024 ha raccolto 43 studi: con certezza moderata, i bambini che spazzolano con 1000 ppm o più da uno-due anni fino ai cinque-sei hanno probabilmente una probabilità maggiore di fluorosi lieve rispetto a chi usa paste a 440-550 ppm. Le prove su età d'inizio, frequenza e quantità sono invece di certezza bassa o molto bassa.

Messo accanto alla Cochrane del 2019, il quadro è questo: più fluoro protegge un po' di più dalla carie e aumenta un po' il rischio di macchie lievi. Le raccomandazioni ufficiali risolvono il compromesso con la quantità, non con la concentrazione. Per questo il chicco di riso e il pisello contano quanto i ppm.

Se il bambino ingoia il dentifricio

Ingoiare un po' di pasta durante lo spazzolamento è normale nei più piccoli, ed è il motivo per cui le quantità sono così piccole. Il problema non è la goccia ingoiata, ma il tubetto lasciato alla portata del bambino: va tenuto fuori dalla sua portata, come gli altri prodotti del bagno. Se ne ha mangiato una quantità importante, chiama il pediatra o un centro antiveleni.

Dentifricio senza fluoro per bambini: quando ha senso

Un dentifricio senza fluoro per bambini è una formula che affida la protezione dello smalto ad altri ingredienti, come l'idrossiapatite. Non è più sicuro di uno al fluoro: è una scelta da concordare con il pediatra o il dentista, che conosce il rischio di carie del bambino e le altre fonti di fluoro.

Idrossiapatite: le prove e chi le ha pagate

Lo studio più citato sull'idrossiapatite nei bambini è quello di Paszynska e colleghi, Scientific Reports, 2021: 207 bambini polacchi seguiti per circa un anno, con un dentifricio all'idrossiapatite microcristallina usato tre volte al giorno, che non è risultato inferiore a una pasta al fluoro a 500 ppm sulla comparsa di carie dello smalto. Due cose vanno dette. Lo studio è stato finanziato da Dr. Kurt Wolff, l'azienda tedesca che produce la pasta testata. E l'idrossiapatite di quello studio non è il Microrepair di Biorepair: è un altro ingrediente, in un'altra formula.

Tradotto: l'idrossiapatite ha qualche prova a favore, più fragile e meno indipendente di quella sul fluoro, e i risultati di una formula non si trasferiscono automaticamente a un'altra.

Quando il pediatra può proporlo

Ci sono casi in cui il dentista o il pediatra valuta un'alternativa: l'EAPD, per esempio, ammette concentrazioni più basse per i bambini esposti regolarmente ad altre fonti di fluoro, e c'è la scelta di una famiglia da discutere apertamente. In tutti questi casi la decisione si prende con chi conosce il bambino, non da una scheda prodotto. Se usi un dentifricio senza fluoro, chiedi al dentista come compensare.

Calendula, «naturale», «0% coloranti»: cosa non sostituisce il fluoro

Le diciture «naturale», «con calendula», «senza coloranti» o «senza SLS» parlano di gradevolezza e tollerabilità, non di protezione dalla carie. Il sodio lauril solfato, per esempio, è il tensioattivo che fa la schiuma: toglierlo cambia la sensazione in bocca, ma non rende un dentifricio più efficace contro la carie. Sono criteri secondari, da usare per scegliere fra due paste con la stessa concentrazione di fluoro.

Come leggere l'etichetta di un dentifricio per bambini

Sul retro del tubetto cerchi tre cose: l'età indicata, il sale di fluoro con i ppm e le avvertenze d'uso. Il resto, gusto e colori compresi, viene dopo. Se i ppm non sono scritti da nessuna parte, è un buon motivo per scegliere un altro prodotto.

I ppm e il sale di fluoro

I sali più comuni sono il fluoruro di sodio, il monofluorofosfato di sodio, il fluoruro amminico e il fluoruro stannoso. Tutti apportano fluoro; per la scelta conta soprattutto la concentrazione, espressa in ppm F. Alcune confezioni scrivono la percentuale del sale invece dei ppm: in quel caso la conversione non è immediata, e se la cifra in ppm manca vale la pena chiedere in farmacia.

L'età sulla confezione

L'età stampata è un'indicazione del produttore, costruita sulla concentrazione e sulla quantità. Un dentifricio «3+» non è adatto sotto i tre anni, e un «6-12» usato da un bambino di quattro anni porta più fluoro di quello raccomandato per la sua età, soprattutto se la quantità è abbondante.

Gusto, colori e abrasività

Il gusto serve a una sola cosa: far accettare lo spazzolamento. Un dentifricio troppo dolce o colorato non è più efficace, e qualche dentista preferisce i gusti neutri proprio per non associare il lavarsi i denti al sapore di caramella. La bassa abrasività, dichiarata per esempio da Chicco, ha senso sullo smalto sottile dei denti da latte.

La routine che conta più del tubetto

Il miglior dentifricio per bambini funziona solo dentro una routine fatta bene: due spazzolamenti al giorno, uno la sera prima di dormire, la quantità giusta, niente risciacquo abbondante e un adulto che controlla. Lo spazzolino, manuale o elettrico, fa la pulizia; il dentifricio lascia il fluoro.

Due volte al giorno, e la sera conta di più

Le linee guida indicano due spazzolamenti al giorno a tutte le età. Quello della sera è il più importante, perché durante la notte la saliva diminuisce e il fluoro lasciato sullo smalto lavora più a lungo. Dopo lo spazzolamento serale, niente latte, succhi o merendine.

Sputare, non risciacquare

Il documento del Ministero raccomanda di non risciacquare, o di risciacquare il meno possibile, dopo lo spazzolamento: un sorso d'acqua abbondante porta via il fluoro appena depositato. Insegnare a sputare la schiuma senza sciacquare è uno dei gesti più utili che puoi passare a un bambino.

Fino a quando il genitore aiuta

L'EAPD raccomanda che un adulto aiuti o sorvegli lo spazzolamento almeno fino ai 7 anni. Le linee guida italiane danno due segnali pratici di manualità raggiunta: allacciarsi le scarpe da solo e scrivere in corsivo. Se stai scegliendo anche lo spazzolino, la nostra guida ai migliori spazzolini elettrici per bambini parte proprio dall'età e dalla supervisione.

Filo interdentale e collutorio: da quando

Quando i denti da latte si toccano fra loro, lo spazio interdentale diventa un punto in cui lo spazzolino non arriva: lì il dentista può consigliare il filo, passato dal genitore. Per i più grandi trovi le opzioni nella guida al miglior filo interdentale. I collutori al fluoro sono un'altra storia: il documento del Ministero ne sconsiglia l'uso sotto i 6 anni per il rischio di ingestione, e dopo quell'età li considera un'aggiunta da valutare con il dentista, soprattutto nei bambini a rischio di carie. Se arriva quel momento, la nostra guida ai migliori collutori spiega cosa guardare in etichetta.

Quando un dentifricio non basta: i segnali per il dentista

Nessun dentifricio sostituisce il controllo del dentista, a intervalli decisi dal professionista in base al rischio di carie del bambino. Alcuni segnali, però, meritano un appuntamento prima della data prevista, qualunque pasta tu stia usando.

Macchie, gengive, sensibilità

Fissa una visita se vedi macchie bianche opache o marroni sui denti da latte, che possono essere l'inizio di una carie; se tuo figlio si lamenta del freddo o del dolce su un dente preciso; se le gengive sanguinano spesso allo spazzolamento. Per i ragazzi più grandi con gengive delicate, la nostra guida ai migliori dentifrici per gengive spiega cosa può fare un attivo e cosa no; per la fitta al freddo c'è quella sui dentifrici per denti sensibili, che però sono formule per adulti da usare solo su consiglio del dentista.

Il rischio di carie del singolo bambino

Le raccomandazioni valgono per la maggior parte dei bambini. Un bambino con molte carie, che usa spesso il biberon con bevande zuccherate o che ha bisogni particolari può avere indicazioni diverse: un fluoro più concentrato, applicazioni professionali di vernici al fluoro, sigillature dei molari permanenti. Sono decisioni del dentista, e l'etichetta del tubetto non le sostituisce.

Domande frequenti sui dentifrici per bambini

Qual è il miglior dentifricio per bambini di 1 anno?

Dal primo dente le raccomandazioni europee indicano un dentifricio con 1000 ppm di fluoro, due volte al giorno, in quantità pari a un chicco di riso. Fra quelli che abbiamo analizzato, Chicco Fragola dichiara 1000 ppm dal primo anno ed elmex Bambino è indicato da 0 a 6 anni.

Meglio un dentifricio per bambini con o senza fluoro?

Le linee guida italiane ed europee indicano il dentifricio al fluoro come base della prevenzione della carie in età pediatrica. Un dentifricio senza fluoro non è più sicuro: è una scelta da valutare con il pediatra o il dentista, in base al rischio di carie e alle altre fonti di fluoro del bambino.

Quanto dentifricio mettere sullo spazzolino di un bambino?

Secondo l'EAPD, dal primo dente ai 2 anni un chicco di riso, da 2 a 6 anni un pisello, dopo i 6 anni fino a coprire le setole. Il Ministero della Salute indica la dose «pea-size», quanto un pisello, dai 6 mesi ai 6 anni. La quantità va messa dall'adulto.

Quanti ppm di fluoro deve avere un dentifricio per bambini?

1000 ppm dal primo dente ai 6 anni, secondo sia l'EAPD sia il Ministero della Salute. Dopo i 6 anni l'EAPD indica 1450 ppm, il Ministero «almeno 1000». Il valore è scritto in etichetta come ppm F, spesso accanto al nome del sale di fluoro.

A che età un bambino può usare il dentifricio degli adulti?

Dopo i 6 anni la concentrazione raccomandata, 1450 ppm, è la stessa di molti dentifrici per adulti. Il passaggio ha senso quando il bambino sputa senza ingoiare e accetta il gusto. Evita invece le paste sbiancanti o ad alta abrasività, che non sono pensate per lo smalto giovane.

È grave se il bambino ingoia il dentifricio?

Una piccola quantità ingoiata durante lo spazzolamento è normale nei più piccoli, ed è per questo che si usano dosi minime. Il rischio a lungo termine è la fluorosi lieve, legata all'uso ripetuto di troppo dentifricio. Se il bambino ne mangia una quantità importante dal tubetto, chiama il pediatra.

Il dentifricio per bambini va sciacquato?

No, o il meno possibile: le linee guida del Ministero raccomandano di sputare la schiuma senza risciacquare abbondantemente, così il fluoro resta più a lungo sullo smalto. Un piccolo sorso d'acqua va bene per i bambini che non tollerano la sensazione, purché non diventi un risciacquo energico.

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