Gloora
Prodotti consigliati

Migliori creme con ceramidi: le 7 che reggono all'analisi dell'INCI

Redazione Gloora · · 30 min di lettura
Sette creme con ceramidi allineate su una superficie chiara accanto a un'etichetta INCI aperta per il confronto

Le migliori creme con ceramidi non sono quelle che ne dichiarano di più sul fronte della confezione. Sono quelle in cui le ceramidi compaiono nell'INCI insieme a colesterolo e acidi grassi, nelle proporzioni che la pelle usa davvero. Qui trovi sette formule confrontate con questo criterio, e quello che il marketing non ti dice.

In qualità di Affiliato Amazon, Gloora riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Nessun costo aggiuntivo per te.

Se sei arrivata qui senza sapere bene cosa sia una ceramide, la spiegazione completa sta altrove: nella nostra guida su cosa sono le ceramidi e come funzionano sulla barriera cutanea trovi la biochimica, i tipi e il perché. E se il problema non è scegliere una crema ma capire cosa sta succedendo alla tua pelle in questo momento, parti dalla guida su come riparare una barriera cutanea danneggiata. Questa pagina fa un'altra cosa: prende sette creme vendute su Amazon e le smonta ingrediente per ingrediente.

Le ceramidi da sole non riparano niente

Una ceramide applicata da sola sulla pelle danneggiata rallenta la riparazione della barriera invece di accelerarla. Serve insieme a colesterolo e acidi grassi: è la combinazione a funzionare, non il singolo ingrediente. Per questo la prima cosa da cercare in etichetta non è la ceramide, ma i suoi due compagni.

È il punto che separa una crema costruita da una crema decorata, e nessuna delle guide generaliste che trovi in prima pagina lo applica. Elencano prodotti che contengono ceramidi. Contenerle non basta.

Cosa dice davvero lo studio del 3:1:1

Il rapporto che circola ovunque nasce da un lavoro del 1996 pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology da Man, Feingold, Thornfeldt ed Elias (PMID 8618046). La frase che conta è questa: applicare uno o due dei tre lipidi su pelle danneggiata ritarda il recupero della barriera; solo una miscela equimolare permette un recupero normale; e l'accelerazione arriva quando si triplica la quota di uno qualsiasi dei tre.

Rileggila, perché è diversa da come viene raccontata. Non esiste un rapporto 3:1:1 con la ceramide obbligatoriamente dominante. Esistono tre configurazioni valide, e la ceramide è solo una delle tre che possono stare in testa. Lo studio è condotto in gran parte su modello murino, con una validazione umana che gli autori stessi definiscono preliminare.

C'è un secondo dettaglio da mettere in chiaro. Lo stesso gruppo di ricerca, sei anni dopo, ha pubblicato lo studio su un emolliente a dominanza di ceramidi che aveva sviluppato: chi ha stabilito il rapporto ottimale aveva poi un interesse nel prodotto costruito su quel rapporto. Non toglie valore al dato, ma è un'informazione che dovresti avere prima di leggere il resto.

Sulla pelle matura il lipide che deve dominare non è la ceramide

Nel 1997, sul Journal of the American Academy of Dermatology, Zettersten e colleghi hanno rifatto l'esperimento sulla pelle invecchiata (PMID 9308554). Risultato: la miscela in cui domina il colesterolo accelera il recupero della barriera, mentre la miscela in cui dominano gli acidi grassi lo ritarda in modo significativo.

Tradotto in scaffale: se hai più di sessant'anni, o comunque una pelle che si ripara con lentezza, una crema priva di colesterolo lavora con la gamba sbagliata. La verifica sull'uomo, va detto, riguardava sei soggetti di circa ottant'anni: numeri piccoli, direzione coerente con tutto il resto della letteratura.

Come si legge un rapporto che nessuna etichetta dichiara

Nessun marchio scrive in etichetta i rapporti molari. Quello che puoi fare è controllare due cose alla portata di chiunque: se i tre gruppi ci sono tutti, e dove stanno.

I nomi da cercare sono pochi. Per il colesterolo, Cholesterol. Per gli acidi grassi liberi, Palmitic Acid, Stearic Acid, Myristic Acid, Arachidic Acid, Linoleic o Linolenic Acid. Per le ceramidi, le sigle di cui parliamo fra poco. Se manca del tutto il colesterolo, la crema può essere ottima come idratante ma non è una crema barriera completa, comunque sia scritto sul fronte.

Una crema con ceramidi non è una crema idratante con qualcosa in più

Un'idratante trattiene l'acqua che c'è. Una crema con ceramidi fornisce alla pelle i mattoni per ricostruire la struttura che quell'acqua la trattiene da sola. Sono due obiettivi diversi, e comprare la seconda pensando alla prima è il motivo per cui tante persone non notano differenze.

Idratare e riparare non sono la stessa operazione

Glicerina, acido ialuronico, urea, betaina sono umettanti: richiamano acqua negli strati superficiali e la tengono lì finché il prodotto resta sulla pelle. Funzionano subito, si sentono subito, e smettono quando smetti. È il motivo per cui una pelle disidratata migliora in un'ora con un buon siero.

Ceramidi, colesterolo e acidi grassi lavorano su un'altra scala. Non aggiungono acqua: rifanno il cemento fra le cellule dello strato corneo, quello che impedisce all'acqua di uscire. I risultati arrivano in settimane, e restano anche quando il prodotto non c'è più.

Quando ti serve l'una e quando ti serve l'altra

Se la pelle è opaca, spenta e tira solo in alcuni momenti, il problema è idratazione e ti serve un'idratante: la nostra selezione di creme idratanti viso per pelle secca è costruita su quel criterio. Se invece la pelle brucia con prodotti che prima tollerava, si desquama a chiazze e reagisce al vento, la barriera è compromessa e la crema con ceramidi è la risposta giusta.

Sulla pelle reattiva le due cose si sovrappongono spesso, e in quel caso conviene guardare anche le creme idratanti per pelle sensibile: sono selezionate sulla tollerabilità, che è un criterio complementare a questo. La domanda a cui rispondere prima di comprare è sempre la stessa: la mia pelle ha sete, o ha un buco nel muro?

«7 ceramidi», «5 ceramidi»: il numero sul fronte non misura niente

Il numero di ceramidi stampato sulla confezione non è un indice di efficacia: è un numero di marketing. Conta spesso pseudo-ceramidi e precursori insieme alle ceramidi vere, e non dice nulla su quanto ce n'è. Una crema con una sola ceramide all'1% batte una con sette ceramidi in tracce.

Nella tua pelle di ceramidi ce ne sono 342

Nel 2008, sul Journal of Lipid Research, il gruppo di Masukawa ha caratterizzato le ceramidi dello strato corneo umano e ne ha identificate 342 specie diverse, appartenenti a undici classi, in un solo prelievo dall'avambraccio interno (PMID 18359959). Gli autori lavorano per Kao Corporation, un'azienda cosmetica giapponese: il conflitto d'interesse è nella lista degli affiliati e va dichiarato.

Il dato però regge da solo, ed è il motivo per cui la corsa al numero è un teatrino. Sette su trecentoquarantadue non è una copertura: è un assortimento scelto perché sta bene sulla scatola. Cinque non è peggio di sette, e nove non sarebbe meglio di entrambi.

Il caso dello 0,01 ppm

C'è un esempio in questa stessa classifica che chiude il discorso meglio di qualsiasi ragionamento. La crema di haruharu wonder si chiama 5 Ceramide e nell'INCI dichiara le concentrazioni una per una. La ceramide NP sta a 10.105 ppm, cioè circa l'1%: molto, e in settima posizione. Poi la ceramide NS a 15 ppm, la AS a 5 ppm, la AP a 5 ppm. E la ceramide EOP a 0,01 ppm.

Zero virgola zero uno parti per milione, in un vasetto da cinquanta millilitri, significa circa mezzo microgrammo di ceramide EOP in tutto il barattolo. Non è una quantità che fa qualcosa alla tua pelle. È una quantità che fa il numero cinque sul fronte.

E qui arriva la parte onesta: quella crema resta una delle migliori del gruppo, perché l'unica ceramide che conta davvero c'è, è tanta ed è dichiarata. Il difetto non è la formula, è il claim. Sono due giudizi diversi e vanno tenuti separati.

Cosa guardare al posto del numero

Tre controlli, in quest'ordine. C'è il colesterolo? Se no, hai due gambe su tre. Dove sta la prima ceramide vera? Nella prima metà dell'INCI è un buon segno, dopo i conservanti molto meno. C'è una concentrazione dichiarata? Un marchio che scrive «Ceramide NP 10.105 ppm» ti sta dando un dato verificabile; uno che scrive «7 ceramidi» ti sta dando uno slogan.

Ceramidi vere, pseudo-ceramidi e precursori

In etichetta convivono tre famiglie che il fronte della confezione chiama tutte «ceramidi»: le ceramidi vere, gli pseudo-ceramidi sintetici e i precursori. Funzionano in modo diverso e non sono intercambiabili. Distinguerle richiede trenta secondi e cambia completamente la lettura di una formula.

Le ceramidi vere si riconoscono dalle due lettere

Nell'INCI moderno una ceramide vera si scrive Ceramide più due o tre lettere: NP, AP, EOP, NS, AS, NG, EOS. La prima lettera dice che tipo di acido grasso c'è dentro, la seconda quale base sfingoide. Non ti serve saperlo per comprare, ma ti serve sapere che quelle sigle sono l'unica forma in cui una ceramide vera compare in etichetta.

La vecchia numerazione la trovi ancora sui siti dei marchi: Ceramide 1 è la EOP, Ceramide 2 è la NS, Ceramide 3 è la NP, Ceramide 6-II è la AP. Quando una scheda prodotto ti dice «tre ceramidi essenziali, 1, 3 e 6-II», sta dicendo EOP, NP e AP.

Gli pseudo-ceramidi funzionano, ma non sono ceramidi

Hydroxypropyl Bispalmitamide MEA e Cetyl-PG Hydroxyethyl Palmitamide sono molecole di sintesi disegnate per imitare il comportamento lamellare delle ceramidi. Non sono una truffa: sono nate proprio perché le ceramidi vere sono costose e difficili da stabilizzare in una crema, e la ricerca cosmetica coreana le usa da anni con risultati seri.

Il punto è un altro. Quando il fronte dice «ceramide» e l'INCI dice pseudo-ceramide, tu stai comprando una cosa e ne stai leggendo un'altra. In questa classifica succede due volte: nella crema COSRX lo pseudo-ceramide è l'ottavo ingrediente, nella ILLIYOON il quattordicesimo, in entrambi i casi molto più in alto delle ceramidi vere della stessa formula.

I precursori sono mattoni, non muri

Phytosphingosine e Sphingolipids compaiono spesso vicino alle ceramidi e vengono conteggiati nel numero sul fronte. La fitosfingosina è una base sfingoide: è lo scheletro che la pelle usa per costruirsi le proprie ceramidi, e c'è una logica nel metterla in formula. Ma non è una ceramide finita, e sostituirla a una ceramide nel conteggio è scorretto.

«Sphingolipids» è ancora più vago: è il nome di un'intera famiglia chimica, non di una molecola. Quando lo vedi in etichetta non sai cosa hai comprato.

Come abbiamo selezionato queste creme

Il brief conteneva otto prodotti venduti su Amazon. Sette sono in classifica, uno è fuori. La selezione non nasce da una prova sulla pelle ma dal confronto degli INCI dichiarati, prodotto per prodotto, con i criteri che questa pagina ha appena finito di spiegare.

I criteri, in ordine di peso:

La triade completa, e dove sta. Ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi devono esserci tutti e tre, e più stanno in alto nell'INCI meglio è. Una formula che li ha tutti a metà lista vale più di una che ha solo le ceramidi in seconda posizione.

Le ceramidi vere contate una per una. Non come le conta il fronte: come le conta l'INCI. Pseudo-ceramidi e precursori si annotano a parte.

Le concentrazioni dichiarate. Un marchio che scrive le percentuali si espone a una verifica. Vale come segnale, e pesa nel voto.

Cosa c'è che non dovrebbe esserci. Su una barriera compromessa, oli essenziali profumati e coloranti sono un rischio gratuito. Non escludono un prodotto, ma lo fanno scendere.

Il formato. Una crema barriera si usa a mani piene, due volte al giorno, per settimane. Un formato mini è una prova, non un trattamento.

Il prodotto che abbiamo escluso, e perché

Fuori dalla classifica c'è la ILLIYOON Ceramide Ato Lotion 68 ml. Non per un difetto di formula, che anzi è coerente con quella della crema dello stesso marchio che trovi in quarta posizione: è fuori perché è una lotion, non una crema. Il titolo di questa pagina promette creme, e una lotion appartiene a una classe di texture diversa, con una capacità occlusiva diversa. Se la promessa è «creme», dentro ci vanno le creme.

Da dove vengono gli INCI che abbiamo confrontato

Le liste ingredienti usate qui sono quelle pubblicate dai marchi e raccolte dai database INCI pubblici, non lette sulla confezione fisica. È un'analisi documentale: nessuna misura sulla pelle, nessun dato clinico nostro.

Questo comporta un limite che è giusto tu conosca. Le formule vengono riviste, e una crema riformulata mantiene lo stesso nome e spesso lo stesso codice prodotto. L'ultimo controllo lo fai tu, sul retro del vasetto che ti arriva a casa: nella penultima sezione trovi esattamente cosa guardare.

Le prime quattro: qui la triade lipidica c'è tutta

Quattro formule in cui ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi sono tutti presenti e in posizioni utili dell'INCI. Sono ordinate per completezza della struttura lipidica, non per notorietà del marchio. Il primo posto va a una crema il cui claim principale, ironicamente, è più debole della formula che descrive.

1. COSRX Crema Idratante alla Ceramide, 80 ml

La formula più completa

COSRX Crema Idratante alla Ceramide per il Viso con 7 Ceramidi, Acido Ialuronico e Pantenolo, 80 ml

Acido palmitico, acido stearico e colesterolo tutti nella prima metà dell'INCI
Cinque ceramidi vere in etichetta: NP, NS, AP, AS ed EOP
Nessun olio essenziale profumato fra gli ingredienti dichiarati
Il claim «7 ceramidi» conta anche uno pseudo-ceramide e un precursore
Le ceramidi vere stanno nella coda dell'INCI, dopo i conservanti

È il caso più istruttivo di tutta la classifica. Sul fronte c'è scritto «7 ceramidi», e il conteggio è gonfiato: nell'INCI le ceramidi vere sono cinque — NP, NS, AP, AS ed EOP — più uno pseudo-ceramide e la fitosfingosina, che ceramidi non sono.

Poi guardi il resto della lista e cambi idea sul prodotto. Acido palmitico decimo, acido stearico undicesimo, colesterolo tredicesimo: è l'unica formula del gruppo in cui i due compagni obbligatori delle ceramidi stanno tutti nella prima metà dell'INCI, dove le concentrazioni sono ancora significative. Aggiungi lo squalano quinto e cinque forme di acido ialuronico distribuite lungo la lista.

Il difetto vero non è il numero sbagliato sul fronte: è che le cinque ceramidi vere arrivano dalla trentesima posizione in poi, dopo i conservanti. Ma questa è la norma nel settore, e qui la struttura lipidica che le accompagna è la migliore che abbiamo trovato. Il claim è più debole della formula, per una volta al contrario.

Per chi è: pelle secca o normale, viso, uso quotidiano. Assorbe bene e non lascia film pesante.

2. CeraVe Crema Idratante Viso e Corpo, 542 g

Il formato più generoso

CeraVe Crema Idratante Viso e Corpo, Pelli da Secche a Molto Secche, 542 g

Ceramide NP, AP ed EOP fra il nono e l'undicesimo ingrediente
Colesterolo e fitosfingosina in formula, senza profumo
Barattolo grande: la usi sul viso e sul corpo senza contare i grammi
Nessun acido grasso libero nominato nell'INCI, malgrado il claim
Vaselina e texture ricca: pesante su una pelle mista o grassa

È la crema con cui tutte le altre vengono confrontate, e il motivo sta nelle posizioni: Ceramide NP nona, Ceramide AP decima, Ceramide EOP undicesima. Nessun'altra formula della classifica mette tre ceramidi vere così in alto. Più giù trovi il colesterolo in diciassettesima posizione e la fitosfingosina in ventiduesima.

Va detta però la cosa che il marketing di CeraVe non dice mai. La comunicazione parla di «ceramidi, colesterolo e acidi grassi», ma nell'INCI nessun acido grasso libero compare con un nome proprio: non c'è acido palmitico, non c'è acido stearico. Ci sono alcoli grassi, trigliceridi e vaselina, che svolgono funzioni emollienti e occlusive ma non sono la terza gamba della triade nel senso studiato dalla letteratura. È un'imprecisione del claim, e non l'abbiamo trovata dichiarata da nessuna parte.

Resta al secondo posto perché sul resto è imbattibile: niente profumo, niente coloranti, e un formato da mezzo chilo che ti permette di usarla sul corpo con la stessa generosità con cui la usi sul viso. È l'unica della classifica in cui il costo per grammo non ti spinge a razionare, e su una barriera da ricostruire razionare è il primo errore.

Per chi è: pelle da secca a molto secca, viso e corpo. Troppo ricca per una pelle mista.

3. haruharu wonder Black Rice 5 Ceramide, 50 ml

La ceramide più concentrata

haruharu wonder Black Rice 5 Ceramide Barrier Moisturizing Cream, Crema viso 50 ml

Ceramide NP dichiarata a 10.105 ppm, settima nell'INCI
Concentrazione scritta in etichetta invece che promessa sul fronte
Texture leggera: regge anche su una pelle mista in estate
Le altre quattro ceramidi sono simboliche, una arriva a 0,01 ppm
Colesterolo presente ma in fondo alla lista

La crema del paragrafo sullo 0,01 ppm, ed è giusto che stia sul podio nonostante quel numero. Ceramide NP a 10.105 ppm in settima posizione è la concentrazione di ceramide vera più alta e più alta in lista di tutta la classifica: circa l'1%, dichiarato in etichetta, verificabile.

Il resto del «5 Ceramide» è scenografia — 15, 5, 5 e 0,01 parti per milione — e vale la pena saperlo. Ma un marchio che ti scrive le concentrazioni una per una, comprese quelle imbarazzanti, ti sta dando più informazioni di uno che scrive solo un numero grande. Paradossalmente è la trasparenza a rendere visibile il trucco.

Sul fronte lipidico c'è tutto: acido stearico in diciottesima posizione, colesterolo in trentaseiesima, fitosfingosina in trentacinquesima. Il colesterolo è basso, ed è la ragione per cui non è prima. La texture è la più leggera fra le prime quattro.

Per chi è: pelle mista o normale con barriera indebolita, e chi vuole la concentrazione scritta nero su bianco.

4. ILLIYOON Ceramide Ato Crema Concentrata, 75 ml

La più delicata

ILLIYOON Ceramide Ato Crema Concentrata 75 ml, idratante per pelli secche e sensibili

Acido stearico e palmitico in settima e nona posizione
Senza profumo e senza oli essenziali: adatta anche alla pelle reattiva
Colesterolo, ceramide NP e fitosfingosina tutti presenti
La ceramide vera arriva molto tardi: davanti c'è uno pseudo-ceramide
Texture densa che su viso misto lascia un velo lucido

Se la parola chiave della tua pelle è «reattiva», questa sale di due posizioni. È senza profumo, senza oli essenziali, formulata per pelli atopiche e dichiarata adatta anche ai bambini: sulla lista di ciò che non deve esserci è la più pulita del gruppo.

La struttura lipidica è solida e insolitamente alta: acido stearico settimo, acido palmitico nono, poi acido miristico e acido arachidico, e il colesterolo in trentesima posizione. La ceramide vera, la NP, arriva però solo in trentasettesima, e davanti a lei c'è uno pseudo-ceramide — l'Hydroxypropyl Bispalmitamide MEA, quattordicesimo — che è quello che fa gran parte del lavoro.

Non è un difetto grave, è una scelta formulativa dichiarabile meglio. Ma spiega perché non è più in alto: sul criterio «ceramidi vere e dove stanno» perde contro le tre che la precedono. Su tollerabilità le batte tutte, e per una pelle che si arrossa questo può contare più di una sigla in etichetta.

Per chi è: pelle secca e reattiva, pelle atopica, viso e corpo. La più tollerabile della classifica.

Le altre tre: brave a metà, e vale la pena sapere in quale metà

Le tre che chiudono la classifica non sono creme mediocri: sono creme con un punto forte evidente e una lacuna precisa. Una porta oli essenziali su una pelle che non li vuole, una non ha il colesterolo, una ha una sola ceramide vera. Sapere quale lacuna hai davanti cambia la scelta.

5. Dr.Jart+ Ceramidin Skin Barrier Moisturizer, 15 ml

Cinque ceramidi vere

Dr.Jart+ Ceramidin Skin Barrier Moisturizer Face Cream 15 ml

Ceramide NP, NG, NS, AS e AP con percentuali dichiarate fra 0,2 e 0,55
Colesterolo, acido palmitico e acido stearico subito dopo le ceramidi
Burro di karité alto in formula: conforta la pelle che tira
Oli essenziali di geranio, bergamotto e salvia più citronellolo
Formato da 15 ml: è una taglia da viaggio, non da routine

Amazon classifica questo prodotto sotto «Sieri e liquidi», ma titolo, marca e formula dicono chiaramente crema: il Ceramidin è una crema, la classificazione è sbagliata e il prodotto resta in classifica.

E la formula, sulla carta, è fra le migliori: cinque ceramidi vere consecutive dalla ventunesima alla venticinquesima posizione — NP, NG, NS, AS, AP — con percentuali dichiarate fra lo 0,2% e lo 0,55% ciascuna, poi colesterolo ventiseiesimo, acido palmitico e acido stearico subito dopo. Triade completa, tutta raggruppata a metà lista. Sul criterio principale di questa pagina merita più del quinto posto.

Scende per due ragioni concrete. La prima: in coda all'INCI ci sono olio di geranio, olio di bergamotto, olio di salvia, citronellolo e un colorante. Su una barriera già compromessa — cioè esattamente la pelle a cui questa crema si rivolge — sono ingredienti che possono peggiorare le cose. La seconda: quindici millilitri sono un formato da viaggio. Con l'uso che richiede una crema barriera finisce in poco più di una settimana.

Per chi è: provarla prima di impegnarsi, o portarla in valigia. Non per pelli reattive agli oli essenziali.

6. Anua 3 Ceramide Panthenol Moisture Barrier Cream, 100 ml

Pantenolo dichiarato al 5%

Anua 3 Ceramide Panthenol Moisture Barrier Cream, Crema viso idratante, 100 ml

Pantenolo al 5% e ceramide NP allo 0,51%, entrambi quantificati
Centella asiatica e ectoina per la pelle che si arrossa
Dichiarata non comedogenica: la più leggera del gruppo
Niente colesterolo: al suo posto fitosteroli e beta-sitosterolo
Ceramide AP ed EOP in cinquantacinquesima posizione, cioè simboliche

Qui il numero sul fronte è onesto — tre ceramidi dichiarate, tre ceramidi vere nell'INCI — ma la distribuzione racconta un'altra storia. La Ceramide NP è allo 0,51%, dichiarata, in ventitreesima posizione: buona. La Ceramide AP e la EOP stanno in cinquantacinquesima e cinquantaseiesima posizione, su una lista di poco più di sessanta ingredienti. Sono lì per il conteggio.

Il vero punto di forza è un altro ed è dichiarato: pantenolo al 5%, secondo ingrediente della lista. È la concentrazione con cui il pantenolo viene studiato in dermatologia per la riparazione della barriera e per l'effetto lenitivo, e trovarla in seconda posizione non è comune. Accanto ci sono centella asiatica ed ectoina.

Il limite sta nella terza gamba. Il colesterolo non c'è: al suo posto trovi fitosteroli e beta-sitosterolo, steroli vegetali che nella struttura lamellare non hanno lo stesso comportamento. Con gli acidi grassi in coda — acido linolenico in cinquantesima posizione — la triade resta incompleta. È una buona crema lenitiva con una ceramide seria dentro, non una crema barriera completa.

Per chi è: pelle mista o grassa con rossori, e chi cerca la texture più leggera possibile.

7. Dr.Althea 147 Barrier Cream, 50 ml

Texture più leggera del gruppo

Dr.Althea 147 Barrier Cream, Crema Idratante per la Barriera Cutanea, 50 ml

Acido palmitico, acido stearico e colesterolo tutti presenti
Squalano ed ectoina accanto alla ceramide NP
Si assorbe in fretta e non lascia film sotto il trucco
Una sola ceramide vera in tutta la lista degli ingredienti
Olio di geranio in formula: da valutare se la pelle è reattiva

Il numero nel nome è un'idea di marca, non un dato di formula, e conviene dirlo subito: nella lista ingredienti pubblicata compaiono oltre sessanta voci, e almeno otto sono forme diverse della stessa molecola di acido ialuronico — sodio ialuronato, ialuronato di potassio, sodio ialuronato reticolato, ialuronato di dimetilsilanolo e altre. Contarle come ingredienti distinti gonfia il totale senza aggiungere niente.

La triade però c'è, ed è ben posizionata: acido palmitico quattordicesimo, acido stearico diciottesimo, colesterolo trentacinquesimo, con la Ceramide NP in venticinquesima posizione. Il problema è che la ceramide vera è una sola in tutta la lista, e su una pagina che valuta proprio questo pesa. C'è anche olio di geranio, in trentaquattresima posizione, che su pelle reattiva vale un pensiero.

Resta in classifica perché la struttura lipidica di base regge e perché la texture è la più leggera del gruppo insieme a quella di Anua: si assorbe in fretta e non fa da barriera al trucco. È la crema con ceramidi per chi non sopporta le creme dense.

Per chi è: pelle normale o mista, uso sotto il make-up, chi vuole leggerezza sopra ogni cosa.

Tutte e sette a confronto

La tabella mette in fila l'unico dato che conta davvero: quali pezzi della triade lipidica ci sono e quanto in alto stanno. Le posizioni sono quelle dell'INCI pubblicato dal marchio; più il numero è basso, più l'ingrediente è concentrato.

Crema Ceramidi vere Colesterolo Acidi grassi liberi Profumo / oli essenziali Fascia
COSRX Ceramide 80 ml 5 (dalla 30ª) Sì, 13ª Sì, 10ª e 11ª No €€
CeraVe Viso e Corpo 542 g 3 (9ª-11ª) Sì, 17ª Non nominati No €€
haruharu wonder 50 ml 5 (7ª, ma 4 in tracce) Sì, 36ª Sì, 18ª No €€
ILLIYOON Ato Crema 75 ml 1 (37ª) + pseudo 14ª Sì, 30ª Sì, 7ª e 9ª No
Dr.Jart+ Ceramidin 15 ml 5 (21ª-25ª) Sì, 26ª Sì, 29ª e 30ª Sì, quattro oli €€€
Anua 3 Ceramide 100 ml 3 (23ª, 55ª, 56ª) No, fitosteroli Sì, 50ª No €€
Dr.Althea 147 50 ml 1 (25ª) Sì, 35ª Sì, 14ª e 18ª Sì, geranio €€

Legenda fasce: € fascia d'ingresso · €€ fascia media · €€€ fascia alta. Sono fasce indicative e non importi: il prezzo su Amazon cambia di continuo e va letto sulla scheda.

Una nota di mercato, visto che l'argomento torna sempre: nel settore una crema barriera ben formulata si trova fra i dieci e i trentacinque euro, e sopra quella soglia quello che paghi è quasi sempre il vasetto e la comunicazione, non i lipidi. Le ceramidi sono materie prime costose, ma nessuna formula ne contiene abbastanza da giustificare da sola un prezzo di fascia alta.

Quale prendere, secondo la tua pelle

La crema migliore in assoluto non esiste, esiste quella giusta per la condizione che hai adesso. Cambia in base a quanto la tua pelle produce sebo, a quanto reagisce e a quanto è messa male la barriera in questo momento. Quattro scenari, quattro risposte nette.

Pelle secca che tira tutto l'anno

CeraVe, senza esitare. La combinazione di tre ceramidi altissime nell'INCI, colesterolo, vaselina e un formato da mezzo chilo è quello che serve a una pelle che perde acqua per costituzione. La usi due volte al giorno sul viso e ovunque serva sul corpo senza fare i conti.

Se non sai se la tua pelle è secca o soltanto disidratata — sono due cose diverse e vogliono trattamenti diversi — la differenza è spiegata in pelle disidratata o pelle secca. Vale la pena chiarirlo prima di comprare, perché una pelle disidratata non ha bisogno della stessa crema.

Pelle sensibile, reattiva o atopica

ILLIYOON, per esclusione di ciò che non contiene. Nessun profumo, nessun olio essenziale, nessun colorante, e una struttura lipidica completa con acidi grassi in settima e nona posizione. Che sia formulata anche per la pelle dei bambini non è un vezzo di marketing: significa che il profilo di tollerabilità è stato il primo vincolo del progetto.

Tieni fuori dalla lista Dr.Jart+ e Dr.Althea: entrambe contengono oli essenziali profumati, e su una pelle che reagisce è un rischio che non serve correre.

Pelle mista o grassa con la barriera indebolita

Anua o Dr.Althea, secondo quanto sono i rossori. Se la pelle si arrossa e brucia, il pantenolo al 5% di Anua lavora esattamente lì. Se il problema è solo che la barriera non tiene ma la pelle è tranquilla, la texture di Dr.Althea è più asciutta e sparisce sotto il fondotinta.

Sì, una pelle grassa può avere la barriera a pezzi: sono due cose indipendenti, e la seconda spesso peggiora quando cerchi di curare la prima a colpi di detergenti aggressivi.

Barriera in crisi acuta dopo retinoidi o acidi

COSRX o Dr.Jart+, se non hai sensibilità agli oli essenziali. Ti serve la triade completa e la vuoi il più in alto possibile in etichetta, perché stai ricostruendo, non mantenendo. Nel frattempo sospendi tutto il resto.

Se la pelle in questa fase resta lucida di sera e non assorbe niente, il problema può essere l'ordine di applicazione più che il prodotto: la guida allo slugging spiega quando sigillare ha senso e quando invece peggiora la situazione.

Cosa controllare sul retro quando la crema arriva

Le formule si riformulano e i database pubblici seguono con ritardo. Il controllo definitivo lo fai tu, sul vasetto che hai in mano, e ti costa mezzo minuto. Servono tre nomi e un'occhiata alla lunghezza della lista.

I tre nomi da cercare in trenta secondi

Cerca Cholesterol. Se non c'è, sai che la formula lavora con due lipidi su tre, qualunque cosa dica il fronte.

Cerca la prima parola che comincia con Ceramide e conta a occhio a che punto della lista sta: prima metà è buono, ultimo quarto è simbolico.

Cerca Palmitic Acid o Stearic Acid. Se ci sono e stanno in alto, la terza gamba c'è. Se trovi solo alcoli grassi — cetearyl alcohol, behenyl alcohol — hai un buon emolliente, non necessariamente un acido grasso libero nel senso della letteratura.

Il segnale che dice «claim più forte della formula»

Quando il numero sul fronte è grande e nell'INCI le ceramidi stanno tutte dopo il conservante, il prodotto è stato progettato per la confezione. Non è automaticamente una brutta crema, ma sai da che parte sta l'investimento.

Il segnale opposto è altrettanto leggibile: percentuali o ppm scritti in etichetta accanto agli attivi. Costa poco stamparli e nessuno lo fa se il numero è basso.

Quando la riformulazione cambia le carte

Un marchio può cambiare formula mantenendo nome, confezione e codice prodotto. Succede regolarmente, e nessuno lo comunica. Se una crema che usavi da mesi smette all'improvviso di funzionare come prima, la prima cosa da verificare non è la tua pelle: è l'INCI della confezione nuova contro quella vecchia, se l'hai ancora.

Gli errori che annullano una buona crema con ceramidi

Anche la formula migliore della classifica rende poco se applicata male. Tre errori spiegano quasi tutti i casi in cui una crema barriera «non ha fatto niente», e nessuno dei tre riguarda il prodotto. Riguardano il momento, il contorno e la pazienza.

Applicarla sulla pelle completamente asciutta

Le ceramidi trattengono l'acqua che trovano: se non ce n'è, non c'è niente da trattenere. La crema va stesa su pelle ancora leggermente umida, entro un minuto dalla detersione. È la differenza fra sigillare e coprire, e si sente al secondo giorno.

Continuare a esfoliare mentre ripari

Acidi esfolianti e retinoidi indeboliscono temporaneamente la barriera. Usarli mentre cerchi di ricostruirla è come togliere mattoni mentre stendi la malta: sospendili finché la sensazione di pizzicore non sparisce, poi rientra uno alla volta.

Vale anche per l'acqua calda, per i detergenti che «sgrassano» e per la salvietta struccante passata due volte perché la prima non ha tolto tutto.

Cambiarla dopo otto giorni

La riparazione di una barriera si misura in settimane, non in giorni. Nello studio su bambini con dermatite atopica di cui parliamo più sotto i punteggi migliorano a tre settimane e continuano a migliorare fino alla ventesima. Se dopo una settimana valuti una crema barriera e la scarti, non hai valutato niente.

Vale lo stesso per il gesto opposto: applicarne uno strato spesso una volta ogni tre giorni non recupera i due giorni saltati. Una crema barriera lavora per accumulo di applicazioni, non per quantità in una sola volta.

Quando una crema con ceramidi non ti serve

Le ceramidi non sono un ingrediente universale e non migliorano una pelle che sta già bene. Se la tua barriera funziona, non tira, non si arrossa e tollera quello che ci metti sopra, una crema con ceramidi non ti darà niente che una buona idratante non ti dia già.

Sono un ingrediente riparativo. Il loro senso c'è quando la barriera è compromessa: pelle che tira dopo la detersione, che brucia con prodotti prima tollerati, che si desquama, che reagisce al freddo. Fuori da quel quadro, stai pagando un attivo per un problema che non hai.

C'è poi il caso opposto, ed è il più importante da dire. Se la pelle è cronicamente infiammata, se ci sono placche, prurito persistente o eczema, una crema cosmetica è un supporto, non una terapia. Serve un dermatologo, e la crema con ceramidi diventa l'accompagnamento di un trattamento vero — che è esattamente il modo in cui è stata studiata.

Le fonti di questa pagina, e chi le ha pagate

Su questo argomento buona parte della letteratura è firmata o finanziata da chi produce e vende ceramidi sintetiche. Non significa che i dati siano falsi: significa che vanno letti sapendolo. Qui sotto trovi le quattro fonti su cui poggia la pagina, ciascuna con il suo conflitto d'interesse dichiarato.

Man MQ, Feingold KR, Thornfeldt CR, Elias PM — «Optimization of physiological lipid mixtures for barrier repair», J Invest Dermatol, 1996. È l'origine del rapporto 3:1:1. Da leggere con attenzione: lo studio è condotto in gran parte su modello murino, e la validazione umana è definita preliminare dagli autori stessi. Conflitto d'interesse: lo stesso gruppo ha poi sviluppato e studiato un emolliente a dominanza di ceramidi, cioè un prodotto costruito sulle proprie conclusioni.

Zettersten EM, Ghadially R, Feingold KR, Crumrine D, Elias PM — «Optimal ratios of topical stratum corneum lipids improve barrier recovery in chronologically aged skin», J Am Acad Dermatol, 1997. È il lavoro che mostra come sulla pelle invecchiata debba dominare il colesterolo, e come una miscela a dominanza di acidi grassi ritardi il recupero. Da leggere con attenzione: la parte umana riguarda sei soggetti. Conflitto d'interesse: stesso gruppo di ricerca del lavoro precedente.

Chamlin SL, Kao J, Frieden IJ et al. — «Ceramide-dominant barrier repair lipids alleviate childhood atopic dermatitis», J Am Acad Dermatol, 2002. Ventiquattro bambini con dermatite atopica resistente, punteggi SCORAD migliorati a tre settimane e ancora fino alla ventesima. Da leggere con attenzione, ed è il limite più serio: non c'è gruppo di controllo, e tutti i bambini hanno continuato la terapia in corso — tacrolimus o cortisonici topici — sostituendo solo l'idratante. Il miglioramento non è attribuibile all'emolliente da solo, e chi cita questo studio come «prova clinica che le ceramidi curano l'eczema» lo sta raccontando male. Conflitto d'interesse: l'emolliente studiato era stato sviluppato dal gruppo degli autori.

Masukawa Y, Narita H, Shimizu E et al. — «Characterization of overall ceramide species in human stratum corneum», J Lipid Res, 2008. È il lavoro che identifica 342 specie di ceramidi in undici classi nello strato corneo umano, ed è la ragione per cui contare fino a sette non significa niente. Conflitto d'interesse: tutti gli autori sono ricercatori di Kao Corporation, azienda cosmetica.

Una quinta fonte che troverai citata ovunque, la rassegna di Meckfessel e Brandt sul Journal of the American Academy of Dermatology del 2014 (PMID 24656726), l'abbiamo letta ma non usata come sostegno di nessuna affermazione: è una rassegna narrativa, non uno studio, e entrambi gli autori sono dipendenti di Galderma Laboratories, che vende cosmetici con ceramidi. La segnaliamo perché la vedrai spesso presentata come prova indipendente. Non lo è.

Domande frequenti sulle creme con ceramidi

Meglio una crema con ceramidi o un siero alle ceramidi?

La crema, quasi sempre. Le ceramidi sono lipidi: hanno bisogno di una base grassa per essere veicolate e restare stabili, e una crema gliela dà meglio di un siero acquoso. Un siero alle ceramidi ha senso solo se poi ci metti sopra una crema, e a quel punto tanto vale sceglierla buona.

Quante ceramidi deve avere una crema per funzionare?

Una, se c'è abbastanza e sta in alto nell'INCI, accompagnata da colesterolo e acidi grassi. Il numero non è il parametro. Una formula con la sola Ceramide NP all'1% e la triade completa lavora meglio di una con sette ceramidi in tracce e senza colesterolo.

Le ceramidi vegetali funzionano come quelle sintetiche?

Sono cose diverse. Le ceramidi vere in etichetta — NP, AP, EOP e le altre — sono prodotte per via biotecnologica o sintetica e sono identiche a quelle della pelle. Quelle che i marchi chiamano «ceramidi vegetali» sono spesso glicosilceramidi da riso, soia o grano: hanno una struttura simile e un ruolo di supporto, ma non sono la stessa molecola.

Si possono usare le ceramidi insieme al retinolo?

Sì, ed è una delle combinazioni più sensate che esistano: il retinolo indebolisce temporaneamente la barriera, le ceramidi la ricostruiscono. La regola pratica è non applicarli nello stesso momento sulla stessa pelle irritata. Retinolo la sera su pelle asciutta, crema con ceramidi dopo o al mattino.

Le creme con ceramidi vanno bene per la pelle grassa?

Dipende dalla texture, non dalle ceramidi. L'ingrediente non è comedogenico e una barriera indebolita capita anche su pelle grassa, spesso proprio perché è stata trattata con detergenti troppo aggressivi. Cerca formule leggere e senza vaselina: in questa classifica sono quelle di Anua e Dr.Althea.

In quanto tempo si vedono i risultati?

I primi cambiamenti sulla sensazione di pelle che tira arrivano in pochi giorni. Il recupero misurabile della barriera richiede settimane: nello studio sui bambini con dermatite atopica citato sopra i miglioramenti continuavano fino alla ventesima settimana. Se stai riparando davvero, dai al prodotto almeno un mese prima di giudicarlo.

Devo mettere la crema con ceramidi mattina e sera?

Sì, finché la barriera è compromessa. È il periodo in cui la costanza conta più della formula: due applicazioni al giorno su pelle umida, senza saltare, per quattro settimane. Una volta rientrato tutto, molte pelli stanno bene con la sola applicazione serale.

ALCUNI CONTENUTI CHE APPAIONO SU QUESTO SITO PROVENGONO DA AMAZON. QUESTO CONTENUTO È FORNITO 'COSÌ COM'È' ED È SOGGETTO A MODIFICA O RIMOZIONE IN QUALSIASI MOMENTO.

Condividi

Continua a leggere

Potrebbe interessarti

Migliori mascherine per dormire: 6 modelli a confronto
Prodotti consigliati

Migliori mascherine per dormire: 6 modelli a confronto

Una mascherina per dormire non serve solo a fare buio: passa la notte appoggiata al contorno occhi e alle ciglia. Abbiamo confrontato sei modelli venduti su Amazon su fibra dichiarata, regolazione e taglio, spiegando anche il momme che quasi nessuno nomina.

Redazione Gloora ·
Leggi →

Commenti

Lascia un commento

Newsletter

Ti è piaciuto?

Iscriviti per ricevere articoli come questo direttamente nella tua inbox.

Niente spam. Cancellati quando vuoi.