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Migliori creme con ceramidi: le 7 che reggono all'analisi dell'INCI

Redazione Gloora · · Aggiornato il · 37 min di lettura Come abbiamo scelto
Sette creme con ceramidi allineate su una superficie chiara accanto a un'etichetta INCI aperta per il confronto

La scelta in 30 secondi

I primi 3 della classifica

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Le migliori creme con ceramidi non sono quelle che ne dichiarano di più sul fronte della confezione. Sono quelle in cui le ceramidi compaiono nell'INCI insieme a colesterolo e acidi grassi, nelle proporzioni che la pelle usa davvero. Qui trovi sette formule confrontate con questo criterio, e quello che il marketing non ti dice.

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Se sei arrivata qui senza sapere bene cosa sia una ceramide, la spiegazione completa sta altrove: nella nostra guida su cosa sono le ceramidi e come funzionano sulla barriera cutanea trovi la biochimica, i tipi e il perché. E se il problema non è scegliere una crema ma capire cosa sta succedendo alla tua pelle in questo momento, parti dalla guida su come riparare una barriera cutanea danneggiata. Questa pagina fa un'altra cosa: prende sette creme vendute su Amazon e le smonta ingrediente per ingrediente.

La risposta rapida: la miglior crema con ceramidi per ogni pelle

La miglior crema con ceramidi è quella che in etichetta mette insieme ceramidi vere, colesterolo e acidi grassi liberi, non quella con il numero più grande sul fronte. Fra le sette analizzate, la formula più completa è COSRX; per viso e corpo insieme CeraVe; per la pelle reattiva ILLIYOON.

Le altre in una riga ciascuna: haruharu wonder se vuoi la ceramide vera più concentrata e dichiarata; Anua se hai rossori e una pelle mista; Dr.Althea se non sopporti le creme dense; Dr.Jart+ come formato di prova, e solo se non reagisci agli oli essenziali. Perché proprio queste, e perché il numero stampato sul fronte non misura niente, lo spieghiamo per esteso subito dopo la classifica.

Come abbiamo selezionato queste creme

Il brief conteneva otto prodotti venduti su Amazon. Sette sono in classifica, uno è fuori. La selezione non nasce da una prova sulla pelle ma dal confronto degli INCI dichiarati, prodotto per prodotto, con i criteri che trovi spiegati per esteso dopo la classifica.

I criteri, in ordine di peso:

La triade completa, e dove sta. Ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi devono esserci tutti e tre, e più stanno in alto nell'INCI meglio è. Una formula che li ha tutti a metà lista vale più di una che ha solo le ceramidi in seconda posizione.

Le ceramidi vere contate una per una. Non come le conta il fronte: come le conta l'INCI. Pseudo-ceramidi e precursori si annotano a parte.

Le concentrazioni dichiarate. Un marchio che scrive le percentuali si espone a una verifica. Vale come segnale, e pesa nel voto.

Cosa c'è che non dovrebbe esserci. Su una barriera compromessa, oli essenziali profumati e coloranti sono un rischio gratuito. Non escludono un prodotto, ma lo fanno scendere.

Il formato. Una crema barriera si usa a mani piene, due volte al giorno, per settimane. Un formato mini è una prova, non un trattamento.

Il prodotto che abbiamo escluso, e perché

Fuori dalla classifica c'è la ILLIYOON Ceramide Ato Lotion 68 ml. Non per un difetto di formula, che anzi è coerente con quella della crema dello stesso marchio che trovi in quarta posizione: è fuori perché è una lotion, non una crema. Il titolo di questa pagina promette creme, e una lotion appartiene a una classe di texture diversa, con una capacità occlusiva diversa. Se la promessa è «creme», dentro ci vanno le creme.

Da dove vengono gli INCI che abbiamo confrontato

Le liste ingredienti usate qui sono quelle pubblicate dai marchi e raccolte dai database INCI pubblici, non lette sulla confezione fisica. È un'analisi documentale: nessuna misura sulla pelle, nessun dato clinico nostro.

Questo comporta un limite che è giusto tu conosca. Le formule vengono riviste, e una crema riformulata mantiene lo stesso nome e spesso lo stesso codice prodotto. L'ultimo controllo lo fai tu, sul retro del vasetto che ti arriva a casa: più sotto, nella sezione dedicata al retro della confezione, trovi esattamente cosa guardare.

Le prime quattro: qui la triade lipidica c'è tutta

Quattro formule in cui ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi sono tutti presenti e in posizioni utili dell'INCI. Sono ordinate per completezza della struttura lipidica, non per notorietà del marchio. Il primo posto va a una crema il cui claim principale, ironicamente, è più debole della formula che descrive.

1. COSRX Crema Idratante alla Ceramide, 80 ml

La formula più completa

COSRX Crema Idratante alla Ceramide per il Viso con 7 Ceramidi, Acido Ialuronico e Pantenolo, 80 ml

Acido palmitico, acido stearico e colesterolo tutti nella prima metà dell'INCI
Cinque ceramidi vere in etichetta: NP, NS, AP, AS ed EOP
Nessun olio essenziale profumato fra gli ingredienti dichiarati
Il claim «7 ceramidi» conta anche uno pseudo-ceramide e un precursore
Le ceramidi vere stanno nella coda dell'INCI, dopo i conservanti

È il caso più istruttivo di tutta la classifica. Sul fronte c'è scritto «7 ceramidi», e il conteggio è gonfiato: nell'INCI le ceramidi vere sono cinque — NP, NS, AP, AS ed EOP — più uno pseudo-ceramide e la fitosfingosina, che ceramidi non sono.

Poi guardi il resto della lista e cambi idea sul prodotto. Acido palmitico decimo, acido stearico undicesimo, colesterolo tredicesimo: è l'unica formula del gruppo in cui i due compagni obbligatori delle ceramidi stanno tutti nella prima metà dell'INCI, dove le concentrazioni sono ancora significative. Aggiungi lo squalano quinto e cinque forme di acido ialuronico distribuite lungo la lista.

Il difetto vero non è il numero sbagliato sul fronte: è che le cinque ceramidi vere arrivano dalla trentesima posizione in poi, dopo i conservanti. Ma questa è la norma nel settore, e qui la struttura lipidica che le accompagna è la migliore che abbiamo trovato. Il claim è più debole della formula, per una volta al contrario.

Per chi è: pelle secca o normale, viso, uso quotidiano. Nelle recensioni verificate risulta assorbirsi bene, senza lasciare un film pesante.

2. CeraVe Crema Idratante Viso e Corpo, 542 g

Il formato più generoso

CeraVe Crema Idratante Viso e Corpo, Pelli da Secche a Molto Secche, 542 g

Ceramide NP, AP ed EOP fra il nono e l'undicesimo ingrediente
Colesterolo e fitosfingosina in formula, senza profumo
Barattolo grande: la usi sul viso e sul corpo senza contare i grammi
Nessun acido grasso libero nominato nell'INCI, malgrado il claim
Vaselina e texture ricca: pesante su una pelle mista o grassa

È la crema con cui tutte le altre vengono confrontate, e il motivo sta nelle posizioni: Ceramide NP nona, Ceramide AP decima, Ceramide EOP undicesima. Nessun'altra formula della classifica mette tre ceramidi vere così in alto. Più giù trovi il colesterolo in diciassettesima posizione e la fitosfingosina in ventiduesima.

Va detta però la cosa che il marketing di CeraVe non dice mai. La comunicazione parla di «ceramidi, colesterolo e acidi grassi», ma nell'INCI nessun acido grasso libero compare con un nome proprio: non c'è acido palmitico, non c'è acido stearico. Ci sono alcoli grassi, trigliceridi e vaselina, che svolgono funzioni emollienti e occlusive ma non sono la terza gamba della triade nel senso studiato dalla letteratura. È un'imprecisione del claim, e non l'abbiamo trovata dichiarata da nessuna parte.

Resta al secondo posto per tutto il resto: niente profumo, niente coloranti, e un formato da mezzo chilo che ti permette di usarla sul corpo con la stessa generosità con cui la usi sul viso. È l'unica della classifica pensata per essere stesa a mani piene su viso e corpo, e su una barriera da ricostruire razionare il prodotto è il primo errore.

Per chi è: pelle da secca a molto secca, viso e corpo. Troppo ricca per una pelle mista.

3. haruharu wonder Black Rice 5 Ceramide, 50 ml

La ceramide più concentrata

haruharu wonder Black Rice 5 Ceramide Barrier Moisturizing Cream, Crema viso 50 ml

Ceramide NP dichiarata a 10.105 ppm, settima nell'INCI
Concentrazione scritta in etichetta invece che promessa sul fronte
Texture leggera: regge anche su una pelle mista in estate
Le altre quattro ceramidi sono simboliche, una arriva a 0,01 ppm
Colesterolo presente ma in fondo alla lista

È la crema dello 0,01 ppm, di cui trovi il conto esatto più sotto, ed è giusto che stia sul podio nonostante quel numero. Ceramide NP a 10.105 ppm in settima posizione è la concentrazione di ceramide vera più alta e più alta in lista di tutta la classifica: circa l'1%, dichiarato in etichetta, verificabile.

Il resto del «5 Ceramide» è scenografia — 15, 5, 5 e 0,01 parti per milione — e vale la pena saperlo. Ma un marchio che ti scrive le concentrazioni una per una, comprese quelle imbarazzanti, ti sta dando più informazioni di uno che scrive solo un numero grande. Paradossalmente è la trasparenza a rendere visibile il trucco.

Sul fronte lipidico c'è tutto: acido stearico in diciottesima posizione, colesterolo in trentaseiesima, fitosfingosina in trentacinquesima. Il colesterolo è basso, ed è la ragione per cui non è prima. Stando alle recensioni verificate, la texture è la più leggera fra le prime quattro.

Per chi è: pelle mista o normale con barriera indebolita, e chi vuole la concentrazione scritta nero su bianco.

4. ILLIYOON Ceramide Ato Crema Concentrata, 75 ml

La più delicata

ILLIYOON Ceramide Ato Crema Concentrata 75 ml, idratante per pelli secche e sensibili

Acido stearico e palmitico in settima e nona posizione
Senza profumo e senza oli essenziali: adatta anche alla pelle reattiva
Colesterolo, ceramide NP e fitosfingosina tutti presenti
La ceramide vera arriva molto tardi: davanti c'è uno pseudo-ceramide
Texture densa che su viso misto lascia un velo lucido

Se la parola chiave della tua pelle è «reattiva», questa sale di due posizioni. È senza profumo, senza oli essenziali, formulata per pelli atopiche e dichiarata adatta anche ai bambini: sulla lista di ciò che non deve esserci è la più pulita del gruppo.

La struttura lipidica è solida e insolitamente alta: acido stearico settimo, acido palmitico nono, poi acido miristico e acido arachidico, e il colesterolo in trentesima posizione. La ceramide vera, la NP, arriva però solo in trentasettesima, e davanti a lei c'è uno pseudo-ceramide — l'Hydroxypropyl Bispalmitamide MEA, quattordicesimo — che è quello che fa gran parte del lavoro.

Non è un difetto grave, è una scelta formulativa dichiarabile meglio. Ma spiega perché non è più in alto: sul criterio «ceramidi vere e dove stanno» perde contro le tre che la precedono. Su tollerabilità le batte tutte, e per una pelle che si arrossa questo può contare più di una sigla in etichetta.

Per chi è: pelle secca e reattiva, pelle atopica, viso e corpo. La più tollerabile della classifica.

Le altre tre: brave a metà, e vale la pena sapere in quale metà

Le tre che chiudono la classifica non sono creme mediocri: sono creme con un punto forte evidente e una lacuna precisa. Una porta oli essenziali su una pelle che non li vuole, una non ha il colesterolo, una ha una sola ceramide vera. Sapere quale lacuna hai davanti cambia la scelta.

5. Dr.Jart+ Ceramidin Skin Barrier Moisturizer, 15 ml

Cinque ceramidi vere

Dr.Jart+ Ceramidin Skin Barrier Moisturizer Face Cream 15 ml

Ceramide NP, NG, NS, AS e AP con percentuali dichiarate fra 0,2 e 0,55
Colesterolo, acido palmitico e acido stearico subito dopo le ceramidi
Burro di karité alto in formula: conforta la pelle che tira
Oli essenziali di geranio, bergamotto e salvia più citronellolo
Formato da 15 ml: è una taglia da viaggio, non da routine

Amazon classifica questo prodotto sotto «Sieri e liquidi», ma titolo, marca e formula dicono chiaramente crema: il Ceramidin è una crema, la classificazione è sbagliata e il prodotto resta in classifica.

E la formula, sulla carta, è fra le migliori: cinque ceramidi vere consecutive dalla ventunesima alla venticinquesima posizione — NP, NG, NS, AS, AP — con percentuali dichiarate fra lo 0,2% e lo 0,55% ciascuna, poi colesterolo ventiseiesimo, acido palmitico e acido stearico subito dopo. Triade completa, tutta raggruppata a metà lista. Sul criterio principale di questa pagina merita più del quinto posto.

Scende per due ragioni concrete. La prima: in coda all'INCI ci sono olio di geranio, olio di bergamotto, olio di salvia, citronellolo e un colorante. Su una barriera già compromessa — cioè esattamente la pelle a cui questa crema si rivolge — sono ingredienti che possono peggiorare le cose. La seconda: quindici millilitri sono un formato da viaggio. Con l'uso che richiede una crema barriera finisce in poco più di una settimana.

Per chi è: provarla prima di impegnarsi, o portarla in valigia. Non per pelli reattive agli oli essenziali.

6. Anua 3 Ceramide Panthenol Moisture Barrier Cream, 100 ml

Pantenolo dichiarato al 5%

Anua 3 Ceramide Panthenol Moisture Barrier Cream, Crema viso idratante, 100 ml

Pantenolo al 5% e ceramide NP allo 0,51%, entrambi quantificati
Centella asiatica e ectoina per la pelle che si arrossa
Dichiarata non comedogenica: la più leggera del gruppo
Niente colesterolo: al suo posto fitosteroli e beta-sitosterolo
Ceramide AP ed EOP in cinquantacinquesima posizione, cioè simboliche

Qui il numero sul fronte è onesto — tre ceramidi dichiarate, tre ceramidi vere nell'INCI — ma la distribuzione racconta un'altra storia. La Ceramide NP è allo 0,51%, dichiarata, in ventitreesima posizione: buona. La Ceramide AP e la EOP stanno in cinquantacinquesima e cinquantaseiesima posizione, su una lista di poco più di sessanta ingredienti. Sono lì per il conteggio.

Il vero punto di forza è un altro ed è dichiarato: pantenolo al 5%, secondo ingrediente della lista. È la concentrazione con cui il pantenolo viene studiato in dermatologia per la riparazione della barriera e per l'effetto lenitivo, e trovarla in seconda posizione non è comune. Accanto ci sono centella asiatica ed ectoina.

Il limite sta nella terza gamba. Il colesterolo non c'è: al suo posto trovi fitosteroli e beta-sitosterolo, steroli vegetali che nella struttura lamellare non hanno lo stesso comportamento. Con gli acidi grassi in coda — acido linolenico in cinquantesima posizione — la triade resta incompleta. È una buona crema lenitiva con una ceramide seria dentro, non una crema barriera completa.

Per chi è: pelle mista o grassa con rossori, e chi cerca la texture più leggera possibile.

7. Dr.Althea 147 Barrier Cream, 50 ml

Texture più leggera del gruppo

Dr.Althea 147 Barrier Cream, Crema Idratante per la Barriera Cutanea, 50 ml

Acido palmitico, acido stearico e colesterolo tutti presenti
Squalano ed ectoina accanto alla ceramide NP
Si assorbe in fretta e non lascia film sotto il trucco
Una sola ceramide vera in tutta la lista degli ingredienti
Olio di geranio in formula: da valutare se la pelle è reattiva

Il numero nel nome è un'idea di marca, non un dato di formula, e conviene dirlo subito: nella lista ingredienti pubblicata compaiono oltre sessanta voci, e almeno otto sono forme diverse della stessa molecola di acido ialuronico — sodio ialuronato, ialuronato di potassio, sodio ialuronato reticolato, ialuronato di dimetilsilanolo e altre. Contarle come ingredienti distinti gonfia il totale senza aggiungere niente.

La triade però c'è, ed è ben posizionata: acido palmitico quattordicesimo, acido stearico diciottesimo, colesterolo trentacinquesimo, con la Ceramide NP in venticinquesima posizione. Il problema è che la ceramide vera è una sola in tutta la lista, e su una pagina che valuta proprio questo pesa. C'è anche olio di geranio, in trentaquattresima posizione, che su pelle reattiva vale un pensiero.

Resta in classifica perché la struttura lipidica di base regge e perché, stando alle recensioni verificate, la texture è la più leggera del gruppo insieme a quella di Anua: si assorbe in fretta e non fa da barriera al trucco. È la crema con ceramidi per chi non sopporta le creme dense.

Per chi è: pelle normale o mista, uso sotto il make-up, chi vuole leggerezza sopra ogni cosa.

Tutte e sette a confronto

La tabella mette in fila l'unico dato che conta davvero: quali pezzi della triade lipidica ci sono e quanto in alto stanno. Le posizioni sono quelle dell'INCI pubblicato dal marchio; più il numero è basso, più l'ingrediente è concentrato.

Crema Ceramidi vere Colesterolo Acidi grassi liberi Profumo / oli essenziali
COSRX Ceramide 80 ml 5 (dalla 30ª) Sì, 13ª Sì, 10ª e 11ª No
CeraVe Viso e Corpo 542 g 3 (9ª-11ª) Sì, 17ª Non nominati No
haruharu wonder 50 ml 5 (7ª, ma 4 in tracce) Sì, 36ª Sì, 18ª No
ILLIYOON Ato Crema 75 ml 1 (37ª) + pseudo 14ª Sì, 30ª Sì, 7ª e 9ª No
Dr.Jart+ Ceramidin 15 ml 5 (21ª-25ª) Sì, 26ª Sì, 29ª e 30ª Sì, quattro oli
Anua 3 Ceramide 100 ml 3 (23ª, 55ª, 56ª) No, fitosteroli Sì, 50ª No
Dr.Althea 147 50 ml 1 (25ª) Sì, 35ª Sì, 14ª e 18ª Sì, geranio

Una nota di mercato, visto che l'argomento torna sempre: una crema barriera ben formulata non ha bisogno di stare in fascia premium, e oltre una certa soglia quello che paghi è quasi sempre il vasetto e la comunicazione, non i lipidi. Le ceramidi sono materie prime costose, ma difficilmente una formula ne contiene abbastanza da giustificare da sola un prezzo di fascia alta.

Quale prendere, secondo la tua pelle

La crema migliore in assoluto non esiste, esiste quella giusta per la condizione che hai adesso. Cambia in base a quanto la tua pelle produce sebo, a quanto reagisce e a quanto è messa male la barriera in questo momento. Quattro scenari, quattro risposte nette.

Pelle secca che tira tutto l'anno

CeraVe, senza esitare. La combinazione di tre ceramidi altissime nell'INCI, colesterolo, vaselina e un formato da mezzo chilo è quello che serve a una pelle che perde acqua per costituzione. La usi due volte al giorno sul viso e ovunque serva sul corpo senza fare i conti.

Se non sai se la tua pelle è secca o soltanto disidratata — sono due cose diverse e vogliono trattamenti diversi — la differenza è spiegata in pelle disidratata o pelle secca. Vale la pena chiarirlo prima di comprare, perché una pelle disidratata non ha bisogno della stessa crema.

Pelle sensibile, reattiva o atopica

ILLIYOON, per esclusione di ciò che non contiene. Nessun profumo, nessun olio essenziale, nessun colorante, e una struttura lipidica completa con acidi grassi in settima e nona posizione. Che sia formulata anche per la pelle dei bambini non è un vezzo di marketing: significa che il profilo di tollerabilità è stato il primo vincolo del progetto.

Tieni fuori dalla lista Dr.Jart+ e Dr.Althea: entrambe contengono oli essenziali profumati, e su una pelle che reagisce è un rischio che non serve correre. Se la diagnosi di dermatite atopica c'è già, le formule pensate per quel quadro specifico sono nella nostra selezione di creme per la dermatite atopica.

Pelle mista o grassa con la barriera indebolita

Anua o Dr.Althea, secondo quanto sono i rossori. Se la pelle si arrossa e brucia, il pantenolo al 5% di Anua lavora esattamente lì. Se il problema è solo che la barriera non tiene ma la pelle è tranquilla, la texture di Dr.Althea è più asciutta e sparisce sotto il fondotinta.

Sì, una pelle grassa può avere la barriera a pezzi: sono due cose indipendenti, e la seconda spesso peggiora quando cerchi di curare la prima a colpi di detergenti aggressivi.

Barriera in crisi acuta dopo retinoidi o acidi

COSRX o Dr.Jart+, se non hai sensibilità agli oli essenziali. Ti serve la triade completa e la vuoi il più in alto possibile in etichetta, perché stai ricostruendo, non mantenendo. Nel frattempo sospendi tutto il resto.

Se la pelle in questa fase resta lucida di sera e non assorbe niente, il problema può essere l'ordine di applicazione più che il prodotto: la guida allo slugging spiega quando sigillare ha senso e quando invece peggiora la situazione.

Le ceramidi da sole non riparano niente

Una ceramide applicata da sola sulla pelle danneggiata rallenta la riparazione della barriera invece di accelerarla. Serve insieme a colesterolo e acidi grassi: è la combinazione a funzionare, non il singolo ingrediente. Per questo la prima cosa da cercare in etichetta non è la ceramide, ma i suoi due compagni.

È il punto che separa una crema costruita da una crema decorata, e nessuna delle guide generaliste che trovi in prima pagina lo applica. Elencano prodotti che contengono ceramidi. Contenerle non basta.

Cosa dice davvero lo studio del 3:1:1

Il rapporto che circola ovunque nasce da un lavoro di Man, Feingold, Thornfeldt ed Elias, Journal of Investigative Dermatology, 1996, finanziato dai National Institutes of Health statunitensi. Il punto di partenza, già noto da studi precedenti, è che applicare uno o due dei tre lipidi su pelle danneggiata ritarda il recupero della barriera e che solo una miscela equimolare permette un recupero normale. La novità del lavoro è la frase che conta: l'accelerazione arriva quando si triplica la quota di uno qualsiasi dei tre.

Rileggila, perché è diversa da come viene raccontata. Non esiste un rapporto 3:1:1 con la ceramide obbligatoriamente dominante. Esistono tre configurazioni valide, e la ceramide è solo una delle tre che possono stare in testa. Lo studio è condotto in gran parte su modello murino, con una validazione umana che gli autori stessi definiscono preliminare.

C'è un secondo dettaglio da mettere in chiaro. Lo stesso gruppo di ricerca, sei anni dopo, ha pubblicato lo studio su un emolliente a dominanza di ceramidi costruito su quel rapporto, finanziato anche da un'azienda cosmetica, Osmotics Corporation, di cui Peter Elias era consulente. Non toglie valore al dato, ma è un'informazione che dovresti avere prima di leggere il resto.

Sulla pelle matura il lipide che deve dominare non è la ceramide

Nel 1997 Zettersten e colleghi, Journal of the American Academy of Dermatology, 1997 hanno rifatto l'esperimento sulla pelle invecchiata, soprattutto su topi anziani. Risultato: la miscela in cui domina il colesterolo accelera il recupero della barriera, mentre quella in cui dominano gli acidi grassi, provata sui topi, lo ritarda in modo significativo.

Tradotto in scaffale: su una pelle anziana, che si ripara con lentezza, una crema priva di colesterolo lavora con la gamba sbagliata. La verifica sull'uomo, va detto, riguardava sei soggetti di circa ottant'anni, una sola applicazione della miscela a dominanza di colesterolo e una misura a sei ore da un danno sperimentale alla barriera: numeri piccoli e condizioni da laboratorio, non l'uso quotidiano di una crema.

Come si legge un rapporto che nessuna etichetta dichiara

Nessun marchio scrive in etichetta i rapporti molari. Quello che puoi fare è controllare due cose alla portata di chiunque: se i tre gruppi ci sono tutti, e dove stanno.

I nomi da cercare sono pochi. Per il colesterolo, Cholesterol. Per gli acidi grassi liberi, Palmitic Acid, Stearic Acid, Myristic Acid, Arachidic Acid, Linoleic o Linolenic Acid. Per le ceramidi, le sigle di cui parliamo fra poco. Se manca del tutto il colesterolo, la crema può essere ottima come idratante ma non è una crema barriera completa, comunque sia scritto sul fronte.

Una crema con ceramidi non è una crema idratante con qualcosa in più

Un'idratante trattiene l'acqua che c'è. Una crema con ceramidi fornisce alla pelle i mattoni per ricostruire la struttura che quell'acqua la trattiene da sola. Sono due obiettivi diversi, e comprare la seconda pensando alla prima è il motivo per cui tante persone non notano differenze.

Idratare e riparare non sono la stessa operazione

Glicerina, acido ialuronico, urea, betaina sono umettanti: richiamano acqua negli strati superficiali e la tengono lì finché il prodotto resta sulla pelle. Funzionano subito, si sentono subito, e smettono quando smetti. È il motivo per cui una pelle disidratata migliora in un'ora con un buon siero.

Ceramidi, colesterolo e acidi grassi lavorano su un'altra scala. Non aggiungono acqua: rifanno il cemento fra le cellule dello strato corneo, quello che impedisce all'acqua di uscire. I risultati arrivano in settimane, e restano anche quando il prodotto non c'è più.

Quando ti serve l'una e quando ti serve l'altra

Se la pelle è opaca, spenta e tira solo in alcuni momenti, il problema è idratazione e ti serve un'idratante: la nostra selezione di creme idratanti viso per pelle secca è costruita su quel criterio. Se invece la pelle brucia con prodotti che prima tollerava, si desquama a chiazze e reagisce al vento, la barriera è compromessa e la crema con ceramidi è la risposta giusta.

Sulla pelle reattiva le due cose si sovrappongono spesso, e in quel caso conviene guardare anche le creme idratanti per pelle sensibile: sono selezionate sulla tollerabilità, che è un criterio complementare a questo. La domanda a cui rispondere prima di comprare è sempre la stessa: la mia pelle ha sete, o ha un buco nel muro?

«7 ceramidi», «5 ceramidi»: il numero sul fronte non misura niente

Il numero di ceramidi stampato sulla confezione non è un indice di efficacia: è un numero di marketing. Conta spesso pseudo-ceramidi e precursori insieme alle ceramidi vere, e non dice nulla su quanto ce n'è. Una crema con una sola ceramide all'1% batte una con sette ceramidi in tracce.

Nella tua pelle di ceramidi ce ne sono 342

Nel 2008 Masukawa e colleghi, Journal of Lipid Research, 2008 hanno caratterizzato le ceramidi dello strato corneo umano e ne hanno identificate 342 specie diverse, appartenenti a undici classi, nello strato corneo dell'avambraccio interno. Il lavoro viene dai laboratori di ricerca di Kao Corporation, un'azienda cosmetica giapponese: il conflitto d'interesse è nell'affiliazione e va dichiarato.

Il dato però regge da solo, ed è il motivo per cui la corsa al numero è un teatrino. Sette su trecentoquarantadue non è una copertura: è un assortimento scelto perché sta bene sulla scatola. Cinque non è peggio di sette, e nove non sarebbe meglio di entrambi.

Il caso dello 0,01 ppm

C'è un esempio in questa stessa classifica che chiude il discorso meglio di qualsiasi ragionamento. La crema di haruharu wonder si chiama 5 Ceramide e nell'INCI dichiara le concentrazioni una per una. La ceramide NP sta a 10.105 ppm, cioè circa l'1%: molto, e in settima posizione. Poi la ceramide NS a 15 ppm, la AS a 5 ppm, la AP a 5 ppm. E la ceramide EOP a 0,01 ppm.

Zero virgola zero uno parti per milione, in un vasetto da cinquanta millilitri, significa circa mezzo microgrammo di ceramide EOP in tutto il barattolo. Non è una quantità che fa qualcosa alla tua pelle. È una quantità che fa il numero cinque sul fronte.

E qui arriva la parte onesta: quella crema resta una delle migliori del gruppo, perché l'unica ceramide che conta davvero c'è, è tanta ed è dichiarata. Il difetto non è la formula, è il claim. Sono due giudizi diversi e vanno tenuti separati.

Cosa guardare al posto del numero

Tre controlli, in quest'ordine. C'è il colesterolo? Se no, hai due gambe su tre. Dove sta la prima ceramide vera? Nella prima metà dell'INCI è un buon segno, dopo i conservanti molto meno. C'è una concentrazione dichiarata? Un marchio che scrive «Ceramide NP 10.105 ppm» ti sta dando un dato verificabile; uno che scrive «7 ceramidi» ti sta dando uno slogan.

Ceramidi vere, pseudo-ceramidi e precursori

In etichetta convivono tre famiglie che il fronte della confezione chiama tutte «ceramidi»: le ceramidi vere, gli pseudo-ceramidi sintetici e i precursori. Funzionano in modo diverso e non sono intercambiabili. Distinguerle richiede trenta secondi e cambia completamente la lettura di una formula.

Le ceramidi vere si riconoscono dalle due lettere

Nell'INCI moderno una ceramide vera si scrive Ceramide più due o tre lettere: NP, AP, EOP, NS, AS, NG, EOS. La prima lettera dice che tipo di acido grasso c'è dentro, la seconda quale base sfingoide. Non ti serve saperlo per comprare, ma ti serve sapere che quelle sigle sono l'unica forma in cui una ceramide vera compare in etichetta.

La vecchia numerazione la trovi ancora sui siti dei marchi: Ceramide 1 è la EOP, Ceramide 2 è la NS, Ceramide 3 è la NP, Ceramide 6-II è la AP. Quando una scheda prodotto ti dice «tre ceramidi essenziali, 1, 3 e 6-II», sta dicendo EOP, NP e AP.

Ceramide 2, C2 e Ceramide NS sono la stessa molecola

Chi cerca «C2 ceramide» o «ceramide 2» sta cercando, con il nome di oggi, la Ceramide NS: sui siti meno aggiornati compare ancora con la vecchia numerazione, ma la molecola è la stessa. In questa classifica la trovi in COSRX, in Dr.Jart+ e in haruharu wonder, dove però sta a 15 ppm, cioè in tracce.

Non è migliore né peggiore delle altre sigle. Vale per lei la regola che vale per tutte: conta quanta ce n'è, dove sta nell'INCI e se accanto ci sono colesterolo e acidi grassi.

Gli pseudo-ceramidi funzionano, ma non sono ceramidi

Hydroxypropyl Bispalmitamide MEA e Cetyl-PG Hydroxyethyl Palmitamide sono molecole di sintesi disegnate per imitare il comportamento lamellare delle ceramidi. Non sono una truffa: sono nate proprio perché le ceramidi vere sono costose e difficili da stabilizzare in una crema, e la ricerca cosmetica coreana le usa da anni con risultati seri.

Il punto è un altro. Quando il fronte dice «ceramide» e l'INCI dice pseudo-ceramide, tu stai comprando una cosa e ne stai leggendo un'altra. In questa classifica succede due volte: nella crema COSRX lo pseudo-ceramide è l'ottavo ingrediente, nella ILLIYOON il quattordicesimo, in entrambi i casi molto più in alto delle ceramidi vere della stessa formula.

I precursori sono mattoni, non muri

Phytosphingosine e Sphingolipids compaiono spesso vicino alle ceramidi e vengono conteggiati nel numero sul fronte. La fitosfingosina è una base sfingoide: è lo scheletro che la pelle usa per costruirsi le proprie ceramidi, e c'è una logica nel metterla in formula. Ma non è una ceramide finita, e sostituirla a una ceramide nel conteggio è scorretto.

«Sphingolipids» è ancora più vago: è il nome di un'intera famiglia chimica, non di una molecola. Quando lo vedi in etichetta non sai cosa hai comprato.

Miglior crema con ceramidi per il viso, per il corpo, per lui

La stessa triade lipidica funziona sul viso e sul corpo: cambiano texture e formato, non il criterio. Sul viso conta che la crema si assorba senza ungere e regga sotto il trucco; sul corpo conta avere abbastanza prodotto da stenderlo a mani piene ogni giorno. La lettura dell'INCI resta identica.

Sul viso vince la texture, a parità di formula

Delle sette creme, solo CeraVe e ILLIYOON sono indicate per viso e corpo; le altre cinque sono creme viso nel formato e nella destinazione. Coprono tutto lo spettro di texture: se la pelle è secca o normale la scelta è COSRX, se è mista haruharu wonder o Dr.Althea, se si arrossa Anua.

Un dettaglio pratico: sotto il trucco una crema barriera densa tende a far scivolare il fondotinta. Se la usi al mattino, lascia passare qualche minuto prima del make-up, oppure tieni la texture più leggera per il giorno e la più ricca per la sera. La barriera si ripara lo stesso, perché conta la costanza delle applicazioni, non il momento.

Sul corpo vince il formato

Sul corpo la superficie da coprire è decine di volte quella del viso, e una crema barriera funziona solo se la usi ogni giorno senza risparmiarla. Per questo CeraVe, con il barattolo da 542 g, è la scelta naturale: tre ceramidi vere in alto nell'INCI, colesterolo, niente profumo. ILLIYOON è l'alternativa per una pelle del corpo che prude o si arrossa.

Se sul corpo la pelle è ruvida, squamosa o ispessita su gomiti, talloni e stinchi, le ceramidi da sole non bastano: serve anche un ingrediente che ammorbidisca lo strato corneo, come l'urea, di cui trovi dosi e usi nella guida all'urea in crema. La classifica delle formule pensate apposta per il corpo è nella nostra selezione di creme corpo per pelle secca.

Pelle maschile: stessa triade, texture più asciutta

Chi cerca una crema con ceramidi da uomo non ha bisogno di una formula diversa: la barriera cutanea maschile è fatta degli stessi lipidi. Cambiano due cose pratiche. La rasatura quotidiana è un'abrasione meccanica che si ripete ogni mattina, e la pelle maschile tende a produrre più sebo. Sul viso di un uomo le texture leggere, Dr.Althea e Anua, sono quindi le più facili da portare; CeraVe resta utile dopo la rasatura sulle zone che tirano.

Per scegliere la crema viso maschile con criteri più ampi delle sole ceramidi c'è la guida su come scegliere una crema viso da uomo.

Se cerchi un'alternativa a CeraVe

CeraVe è il riferimento con cui tutti confrontano le altre, ma non è la risposta per tutti. Se vuoi acidi grassi liberi nominati in etichetta, che in CeraVe non compaiono, COSRX li ha tutti nella prima metà dell'INCI. Se sul viso CeraVe ti sembra pesante, haruharu wonder ha la ceramide vera più concentrata e una texture molto più leggera. Se la pelle reagisce a quasi tutto, ILLIYOON è la più tollerabile del gruppo.

Il confronto fra le diverse linee del marchio, dai detergenti ai sieri, sta invece nella nostra selezione dei migliori prodotti CeraVe.

Crema con ceramidi dopo i 50 anni: guarda prima il colesterolo

Dopo i 50 anni la pelle ripara la barriera più lentamente e sintetizza meno colesterolo. Su una pelle matura, quindi, una crema con ceramidi si sceglie guardando prima dove sta il colesterolo nell'INCI e solo dopo quante ceramidi dichiara il fronte: è il lipide che sulla pelle invecchiata fa la differenza.

Dal dato di laboratorio allo scaffale

Il dato l'abbiamo visto sopra, nella sezione sulla triade: nello studio di Zettersten e colleghi la miscela a dominanza di colesterolo accelerava il recupero della barriera nella pelle invecchiata, mentre quella a dominanza di acidi grassi lo rallentava nei topi anziani. La verifica sull'uomo riguardava sei persone di circa ottant'anni e una misura a sei ore: è un'indicazione di direzione, non la prova che una certa crema funzioni.

Tradotto in una regola d'acquisto: dopo i 50 anni una crema senza colesterolo è una crema lenitiva o idratante, non una crema barriera completa. Può starci nella routine, ma non al posto di quella che ricostruisce.

Le sette creme lette con il criterio del colesterolo

In ordine di posizione del colesterolo nell'INCI: COSRX al tredicesimo posto, CeraVe al diciassettesimo, Dr.Jart+ al ventiseiesimo, ILLIYOON al trentesimo, Dr.Althea al trentacinquesimo, haruharu wonder al trentaseiesimo. Anua non lo contiene: al suo posto ha steroli vegetali.

Su una pelle over 50 secca la coppia più logica è COSRX sul viso e CeraVe sul corpo, oppure CeraVe su entrambi se preferisci un solo barattolo. Per il resto della routine a questa età, dagli attivi anti-age alla protezione solare, c'è la guida alla skincare dopo i 50 anni.

Ceramidi e niacinamide: perché la coppia funziona

La niacinamide è una forma della vitamina B3 che stimola la pelle a produrre più ceramidi proprie. Abbinata a una crema che le ceramidi le apporta dall'esterno, lavora sullo stesso obiettivo da un'altra direzione: una fornisce i lipidi già pronti, l'altra spinge la sintesi. È una delle combinazioni più logiche per una barriera da ricostruire.

Cosa dice lo studio, e chi l'ha firmato

Il riferimento è il lavoro di Tanno e colleghi, British Journal of Dermatology, 2000: su cheratinociti umani in coltura, la nicotinamide ha aumentato da quattro a cinque volte e mezzo la sintesi di ceramidi, e anche quella di acidi grassi liberi e colesterolo. Applicata sulla pelle, ha aumentato ceramidi e acidi grassi nello strato corneo e ridotto la perdita d'acqua transepidermica su pelle secca.

Due cautele. La parte principale del lavoro è su cellule in laboratorio, non su persone. E gli autori lavoravano nel laboratorio di ricerca di Kanebo, azienda cosmetica giapponese: il conflitto d'interesse sta nell'affiliazione, come per molti studi di questo settore.

Come abbinarle senza doppioni

Controlla prima l'INCI della crema che hai scelto: se contiene già Niacinamide, un siero in più raramente aggiunge qualcosa. Se non la contiene, il gesto più semplice è un siero alla niacinamide sulla pelle pulita e la crema con ceramidi sopra. Con la barriera in crisi, però, parti dalla sola crema per una o due settimane e aggiungi il siero dopo: anche la niacinamide, alle concentrazioni alte, può pizzicare.

Concentrazioni, abbinamenti e limiti sono nella nostra guida completa alla niacinamide.

Cosa controllare sul retro quando la crema arriva

Le formule si riformulano e i database pubblici seguono con ritardo. Il controllo definitivo lo fai tu, sul vasetto che hai in mano, e ti costa mezzo minuto. Servono tre nomi e un'occhiata alla lunghezza della lista.

I tre nomi da cercare in trenta secondi

Cerca Cholesterol. Se non c'è, sai che la formula lavora con due lipidi su tre, qualunque cosa dica il fronte.

Cerca la prima parola che comincia con Ceramide e conta a occhio a che punto della lista sta: prima metà è buono, ultimo quarto è simbolico.

Cerca Palmitic Acid o Stearic Acid. Se ci sono e stanno in alto, la terza gamba c'è. Se trovi solo alcoli grassi — cetearyl alcohol, behenyl alcohol — hai un buon emolliente, non necessariamente un acido grasso libero nel senso della letteratura.

Il segnale che dice «claim più forte della formula»

Quando il numero sul fronte è grande e nell'INCI le ceramidi stanno tutte dopo il conservante, il prodotto è stato progettato per la confezione. Non è automaticamente una brutta crema, ma sai da che parte sta l'investimento.

Il segnale opposto è altrettanto leggibile: percentuali o ppm scritti in etichetta accanto agli attivi. Costa poco stamparli e nessuno lo fa se il numero è basso.

Quando la riformulazione cambia le carte

Un marchio può cambiare formula mantenendo nome, confezione e codice prodotto. Succede regolarmente, e nessuno lo comunica. Se una crema che usavi da mesi smette all'improvviso di funzionare come prima, la prima cosa da verificare non è la tua pelle: è l'INCI della confezione nuova contro quella vecchia, se l'hai ancora.

Gli errori che annullano una buona crema con ceramidi

Anche la formula migliore della classifica rende poco se applicata male. Tre errori spiegano quasi tutti i casi in cui una crema barriera «non ha fatto niente», e nessuno dei tre riguarda il prodotto. Riguardano il momento, il contorno e la pazienza.

Applicarla sulla pelle completamente asciutta

Le ceramidi trattengono l'acqua che trovano: se non ce n'è, non c'è niente da trattenere. La crema va stesa su pelle ancora leggermente umida, entro un minuto dalla detersione. È la differenza fra sigillare e coprire, e si sente al secondo giorno.

Continuare a esfoliare mentre ripari

Acidi esfolianti e retinoidi indeboliscono temporaneamente la barriera. Usarli mentre cerchi di ricostruirla è come togliere mattoni mentre stendi la malta: sospendili finché la sensazione di pizzicore non sparisce, poi rientra uno alla volta.

Vale anche per l'acqua calda, per i detergenti che «sgrassano» e per la salvietta struccante passata due volte perché la prima non ha tolto tutto.

Cambiarla dopo otto giorni

La riparazione di una barriera si misura in settimane, non in giorni. Nello studio su bambini con dermatite atopica di cui parliamo più sotto i punteggi migliorano a tre settimane e continuano a migliorare fino alla ventesima. Se dopo una settimana valuti una crema barriera e la scarti, non hai valutato niente.

Vale lo stesso per il gesto opposto: applicarne uno strato spesso una volta ogni tre giorni non recupera i due giorni saltati. Una crema barriera lavora per accumulo di applicazioni, non per quantità in una sola volta.

Quando una crema con ceramidi non ti serve

Le ceramidi non sono un ingrediente universale e non migliorano una pelle che sta già bene. Se la tua barriera funziona, non tira, non si arrossa e tollera quello che ci metti sopra, una crema con ceramidi non ti darà niente che una buona idratante non ti dia già.

Sono un ingrediente riparativo. Il loro senso c'è quando la barriera è compromessa: pelle che tira dopo la detersione, che brucia con prodotti prima tollerati, che si desquama, che reagisce al freddo. Fuori da quel quadro, stai pagando un attivo per un problema che non hai.

C'è poi il caso opposto, ed è il più importante da dire. Se la pelle è cronicamente infiammata, se ci sono placche, prurito persistente o eczema, una crema cosmetica è un supporto, non una terapia. Serve un dermatologo, e la crema con ceramidi diventa l'accompagnamento di un trattamento vero — che è esattamente il modo in cui è stata studiata.

Le fonti di questa pagina, e chi le ha pagate

Su questo argomento buona parte della letteratura è firmata o finanziata da chi produce e vende ceramidi sintetiche. Non significa che i dati siano falsi: significa che vanno letti sapendolo. Qui sotto trovi le cinque fonti su cui poggia la pagina, ciascuna con il suo conflitto d'interesse dichiarato.

Man MQ, Feingold KR, Thornfeldt CR, Elias PM — «Optimization of physiological lipid mixtures for barrier repair», J Invest Dermatol, 1996. È l'origine del rapporto 3:1:1. Da leggere con attenzione: lo studio è condotto in gran parte su modello murino, e la validazione umana è definita preliminare dagli autori stessi. Finanziamento: National Institutes of Health. Conflitto d'interesse: lo stesso gruppo ha poi studiato un emolliente a dominanza di ceramidi costruito sulle proprie conclusioni, con un finanziamento di Osmotics Corporation (vedi sotto).

Zettersten EM, Ghadially R, Feingold KR, Crumrine D, Elias PM — «Optimal ratios of topical stratum corneum lipids improve barrier recovery in chronologically aged skin», J Am Acad Dermatol, 1997. È il lavoro che mostra come sulla pelle invecchiata debba dominare il colesterolo, e come una miscela a dominanza di acidi grassi ritardi il recupero. Da leggere con attenzione: la parte umana riguarda sei soggetti di circa ottant'anni e la sola miscela a dominanza di colesterolo; il ritardo con gli acidi grassi è stato misurato sui topi. Finanziamento: National Institutes of Health. Conflitto d'interesse: stesso gruppo di ricerca del lavoro precedente.

Chamlin SL, Kao J, Frieden IJ et al. — «Ceramide-dominant barrier repair lipids alleviate childhood atopic dermatitis», J Am Acad Dermatol, 2002. Ventiquattro bambini con dermatite atopica resistente, punteggi SCORAD migliorati a tre settimane e ancora fino alla ventesima. Da leggere con attenzione, ed è il limite più serio: non c'è gruppo di controllo, e tutti i bambini hanno continuato la terapia in corso — tacrolimus o cortisonici topici — sostituendo solo l'idratante. Il miglioramento non è attribuibile all'emolliente da solo, e chi cita questo studio come «prova clinica che le ceramidi curano l'eczema» lo sta raccontando male. Finanziamento e conflitto d'interesse: oltre ai fondi pubblici (National Institutes of Health e Department of Veterans Affairs), lo studio aveva un finanziamento di Osmotics Corporation, azienda cosmetica, e Peter Elias, ultimo autore, ne era consulente.

Masukawa Y, Narita H, Shimizu E et al. — «Characterization of overall ceramide species in human stratum corneum», J Lipid Res, 2008. È il lavoro che identifica 342 specie di ceramidi in undici classi nello strato corneo umano, ed è la ragione per cui contare fino a sette non significa niente. Conflitto d'interesse: il lavoro viene dai laboratori di ricerca di Kao Corporation, azienda cosmetica.

Tanno O, Ota Y, Kitamura N, Katsube T, Inoue S — «Nicotinamide increases biosynthesis of ceramides as well as other stratum corneum lipids to improve the epidermal permeability barrier», Br J Dermatol, 2000. È la base della sezione su ceramidi e niacinamide. Da leggere con attenzione: la sintesi aumentata è misurata su cheratinociti umani in coltura; la parte sulla pelle è un'applicazione topica su pelle secca, descritta con meno dettagli. Conflitto d'interesse: gli autori appartengono al laboratorio di ricerca di Kanebo, azienda cosmetica.

Un'altra fonte che troverai citata ovunque, la rassegna di Meckfessel e Brandt, Journal of the American Academy of Dermatology, 2014, l'abbiamo letta ma non usata come sostegno di nessuna affermazione: è una rassegna narrativa, non uno studio, e entrambi gli autori sono dipendenti di Galderma Laboratories, che vende cosmetici con ceramidi. La segnaliamo perché la vedrai spesso presentata come prova indipendente. Non lo è.

Domande frequenti sulle creme con ceramidi

Meglio una crema con ceramidi o un siero alle ceramidi?

La crema, quasi sempre. Le ceramidi sono lipidi: hanno bisogno di una base grassa per essere veicolate e restare stabili, e una crema gliela dà meglio di un siero acquoso. Un siero alle ceramidi ha senso solo se poi ci metti sopra una crema, e a quel punto tanto vale sceglierla buona.

Quante ceramidi deve avere una crema per funzionare?

Una, se c'è abbastanza e sta in alto nell'INCI, accompagnata da colesterolo e acidi grassi. Il numero non è il parametro. Una formula con la sola Ceramide NP all'1% e la triade completa lavora meglio di una con sette ceramidi in tracce e senza colesterolo.

Le ceramidi vegetali funzionano come quelle sintetiche?

Sono cose diverse. Le ceramidi vere in etichetta — NP, AP, EOP e le altre — sono prodotte per via biotecnologica o sintetica e sono identiche a quelle della pelle. Quelle che i marchi chiamano «ceramidi vegetali» sono spesso glicosilceramidi da riso, soia o grano: hanno una struttura simile e un ruolo di supporto, ma non sono la stessa molecola.

Si possono usare le ceramidi insieme al retinolo?

Sì, ed è una delle combinazioni più sensate che esistano: il retinolo indebolisce temporaneamente la barriera, le ceramidi la ricostruiscono. La regola pratica è non applicarli nello stesso momento sulla stessa pelle irritata. Retinolo la sera su pelle asciutta, crema con ceramidi dopo o al mattino.

Le creme con ceramidi vanno bene per la pelle grassa?

Dipende dalla texture, non dalle ceramidi. L'ingrediente non è comedogenico e una barriera indebolita capita anche su pelle grassa, spesso proprio perché è stata trattata con detergenti troppo aggressivi. Cerca formule leggere e senza vaselina: in questa classifica sono quelle di Anua e Dr.Althea.

In quanto tempo si vedono i risultati?

I primi cambiamenti sulla sensazione di pelle che tira arrivano in pochi giorni. Il recupero misurabile della barriera richiede settimane: nello studio sui bambini con dermatite atopica citato sopra i miglioramenti continuavano fino alla ventesima settimana. Se stai riparando davvero, dai al prodotto almeno un mese prima di giudicarlo.

Le creme con ceramidi della farmacia sono migliori?

No: il canale di vendita non cambia la formula. Lo stesso prodotto venduto in farmacia o online ha lo stesso INCI, e l'INCI è l'unico criterio che conta. Alcuni marchi della classifica, come CeraVe, sono distribuiti anche in farmacia: la lettura dell'etichetta è la stessa, ovunque tu la compri.

Devo mettere la crema con ceramidi mattina e sera?

Sì, finché la barriera è compromessa. È il periodo in cui la costanza conta più della formula: due applicazioni al giorno su pelle umida, senza saltare, per quattro settimane. Una volta rientrato tutto, molte pelli stanno bene con la sola applicazione serale.

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